CIPRO, ALEPPO, BEIRUT. STANNO STRINGENDO IL CAPPIO ATTORNO AL LEVIATHAN IL PIÙ GRANDE GIACIMENTO DI GAS DEL MONDO. di Antonio de Martini

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Dimensioniamo il problema: i dieci miliardi di cui Cipro ha bisogno, sono la cresta fatta da qualcuno sull’acquisto della Banca Ambroveneta oppure il 70% dell’importo del crack Parmalat.
Il sistema bancario italiano è esposto nei confronti di Telecom per una buona quarantina di miliardi.
Berlusconi, Caltagirone, Del Vecchio o lo stesso ENI potrebbero salvare il Paese individualmente. Niente di apocalittico.

Quanto alle garanzie ( fa più fino chiamarle” collaterals”) , quali migliori prospettive di ricchezza che essere al centro del più grande giacimento di gas del mondo?
Lo stato cipriota si è tutelato militarmente dagli appetiti della Turchia con una convenzione militare con Israele, ma temo abbia avuto l’ingenuità di considerare sufficiente affidarsi politicamente alla UE che adesso non vuole, o non sa, difendere l’autonomia della piccola repubblica da più sofisticate ingordigie.

Leviathan è destinato a rifornire la più grande economia del mondo che è l’Unione Europea e non lo lasceranno in mano a quattro venditori di olive.

Ricordo agli immemori che la repubblica di Venezia conquistò l’isola con un contratto di diritto privato con la Regina Caterina Cornero e la difese con le armi contro i turchi con un assedio memorabile durato 11 mesi in cui i pochi difensori ( 500 alla fine) prima di cedere uccisero oltre 50.000 turchi.

Astorre Baglioni e gli altri capitani italiani, Lorenzo Tiepolo, Gianantonio Querini, e Alvise Martinengo e il capitano greco-cipriota Manoli Spilioti furono uccisi dopo la resa assieme a Marco Antonio Bragadin, il cui martirio è famoso e la cui pelle ( alla fine fu anche scuoiato) recuperata dall’Intelligence veneziana è custodita a Venezia nella chiesa di S. Giovanni e Paolo.
Oggi sulla fortezza di Famagosta c’è un cartello che lo indica come ” Otello Castle“.
È proprio vero che chi non serba la memoria della propria storia, è destinato a nuove sciagure.

Ad onta della cifra in ballo, irrisoria per uno stato, e delle prospettive di solvibilità reale, sulla Repubblica di Cipro si è scatenata una tempesta con lo scopo – per ora inconfessato – di mettere un’ ipoteca sulle concessioni prima che esplichino la loro piena potenzialità.

Se i giacimenti di gas siberiani riescono a mantenere – assieme ad altre materie prime tra cui l’oro – un paese vasto come la Russia, Leviathan e Tamar possono mantenere un paese, mettiamo, grande quanto l’Inghilterra, che, ad esempio, già dispone di basi militari sull’isola ed ha appena annunziato ufficialmente di aver inviato un milione di euro in contanti per gli stipendi del proprio personale militare. Un understatement per ricordare che sono già sul posto.
Certo, sempre restando in ambito ipotetico, per l’Inghilterra che sta temendo l’indipendenza scozzese ( referendum fissato il 18 settembre 2014) che potrebbe privarla del petrolio del mare del nord, si tratterebbe di una sostituzione ideale e tempestiva.
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COSA PUÒ SUCCEDERE FINANZIARIAMENTE

Col fallimento delle due banche coinvolte nella crisi di liquidità, si avrebbe il fallimento a catena degli altri istituti di credito e – il giorno dopo – quello dello Stato.
Poiché il sistema bancario cipriota ha numerosi e ramificati collegamenti nel mondo ( altrimenti non sarebbe possibile gestire i capitali internazionali depositati) , molti istituti finanziari nel mondo subiranno danni, ma data la modesta entità del buco, il sistema finanziario mondiale non dovrebbe risentirne.

In assenza di collaterals accettabili per la la BCE, questa non può intervenire, ma ha tollerato l’intervento della Banca Centrale Cipriota che pare abbia finora effettuato interventi di sostegno per quasi nove miliardi, in attesa che si elabori un piano B, in alternativa alla idea demenziale dell’Eurogruppo a presidenza olandese, che proponeva di far pagare 5,8 miliardi ai cittadini.
La riluttanza della BCE ha reso ovviamente cauti o diffidenti altri possibili prestatori. L’annunzio della proposta di prelievo forzato garantisce la corsa agli sportelli appena apriranno.

La Banca Centrale Europea ha annunziato che se un nuovo accordo non verrà raggiunto entro lunedì, l’aiuto emergenziale concesso ( non da BCE, ma allora? ) alle banche in difficoltà, cesserebbe.

Questa è l’ipotesi peggiore e la maggior parte degli analisti pensano che verrà comunque evitata, ma è interessante constatare che l’ente più direttamente minacciato di morte dalla crisi cipriota
– la BCE – è proprio quello che agita il fiammifero per dar fuoco alle polveri. Vi pare normale?

Anche la proposta di tenere esenti dal prelievo forzato i conti correnti inferiori ai centomila euro contiene un veleno: i conti inferiori a quella cifra sono garantiti dallo Stato Cipriota e la inevitabile corsa agli sportelli che ne seguirà se il governo non accettasse una intesa, lo manderebbe in fallimento. La trappola è completa.
Sul fatto che si tratti di una trappola ben congegnata, oltre ai sei mesi tra richiesta di aiuto e risposta,M c’è un segnale preciso: i mercati globali – loro sempre così sensibili – non hanno dato segno di particolare emozione.
Si minaccia il fallimento del sistema bancario cipriota e lunedì ci sarà un accordo di spoliazione a meno di un soprassalto di intelligenza e di carattere dei ciprioti.

Lasciamo per un momento Cipro alle sue ambascie e alziamo lo sguardo a tutto il Levante.

Barak Obama non è andato in Israele per la questione Palestinese ( la posizione USA è che debbano sbrigarsela tra loro).
Il Presidente USA è andato per promuovere il riavvicinamento tra Israele e Turchia in funzione antisiriana. Egli non può infatti attaccare la Siria se i suoi due alleati in loco litigano tra loro al punto di non avere nemmeno rapporti diplomatici.

L’allungo in Giordania? Anche qui c’è un segnale preciso oltre a cercare di rassicurare re Abdallah che non vuole ai suoi confini una repubblica fondamentalista islamica e che ha dato pochi giorni fa a un giornalista israeliano una intervista che ha il sapore di un testamento.
In aggiunta al miliardo di dollari erogato nel 2012, zio Obama ha staccato un assegno di 200 milioni di dollari di aiuto immediato per i profughi affluiti dalla Siria.

Il segnale è per il Libano ed il suo Premier Mikati che hanno sul proprio territorio un milione di profughi e che non ha ricevuto un dollaro nemmeno dagli sceiccati arabi che pure si erano impegnati : se il Libano non aderisce al cartello anti Assad, non avrà un soldo e il paese potrebbe imploderebbe per un subitaneo aumento di popolazione del 25% e tutti bisognosi di aiuto.

La nomina di un certo Ghassan Hitto, sconosciuto al portalettere, a primo ministro del governo siriano in esilio incaricato di amministrare le zone sotto controllo dei ribelli, non riguarda parti di territorio: l’unica parte di Siria che dispone di omogeneità territoriale in mano ai ribelli è la zona curda che sta già autoamministrandosi.
Se si presentasse un arabo-americano lo caccerebbero a pedate. Il solo posto in cui Hitto può regnare indisturbato è il mare. Proprio dove giace il Leviathan.
Come nella nuova Libia nacque prima la Banca Centrale e poi la Repubblica, temo nasca con Hitto per prima cosa l’ente petrolifero della nuova Siria, pronta a firmare.

COSA SUCCEDE IN REALTÀ

Presumo delusi dall’esito del negoziato coi russi su Siria e sulla riduzione degli arsenali nucleari, gli USA stanno dando un segnale forte preparandosi all’attacco finale alla Siria che hanno accerchiato da ogni parte ( per il Libano è questione di giorni) con una coalizione militare che cerca di includere la Turchia.
Hanno stretto d’assedio Cipro con una coalizione finanziaria che esclude la Turchia, che però ha qualche diritto sull’isola riconosciuto dall’accordo di Zurigo ( di fine ottocento) in forza del quale hanno occupato il nord dell’isola.
Gli USA temono anche che il Leviathan ed il suo gas , in mano ad un paese – gia deluso dal liberista di turno – con un forte movimento comunista che potrebbe nazionalizzare tanta ricchezza, finirebbe per non vendere in dollari, ma in Euro essendo innaturale che un paese UE venda ad altri paesi UE in una valuta diversa dall’Euro e questo sarebbe per il dollaro moneta internazionale l’inizio della fine.
Se qualcuno bluffa o fa sul serio lo sapremo fin troppo presto.

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Commenti

  • VALGARGIONE  Il marzo 26, 2013 alle 9:55 pm

    ottimo articolo!!

  • antoniochedice  Il dicembre 17, 2014 alle 7:35 am

    L’ha ribloggato su IL CORRIERE DELLA COLLERAe ha commentato:

    IL RIPETERSI DELLA CRISI GRECA SERVE A IMPEDIRE AD ATENE DI INTERVENIRE SULLA VICENDA DELLE RISORSE DI CIPRO…..

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