LA RASSEGNA STAMPA DI GiC. DEL 2 APRILE 2013

DAMASCO, 1. E’ veramente difficile stabilire come si svolgano le cose sul piano militare in Siria; ci sono notizie di un missile lanciato non si sa da chi (le due parti si rimpallano la responsabilità) caduto in un sobborgo di Aleppo facendo numerose vittime e di bombardamenti nella Base 17 nel nord del Paese e di una seppur lenta avanzata dei ribelli nel sud. Ma sono notizie di difficile riscontro. Sul piano diplomatico, intanto, il vice ministro degli Esteri iraniano per gli affari arabi e africani, Husein Amir Abdolahian, è partito oggi per Il Cairo dove ha in programma colloqui con l’inviato per la Siria delle Nazioni Unite e della Lega araba, Lakhdar Brahimi. Abdolahian era stato particolarmente critico riguardo alla decisione presa questa settimana della Lega araba — che aveva sospeso Damasco già nel novembre 2011 — di assegnare all’opposizione il seggio siriano nell’o rg a n i z z a z i o n e.

BANGUI, ( Rep Centroafricana) 30. Mentre nella Repubblica Centroafricana, teatro del colpo di Stato del 24 marzo, i civili restano esposti alle violenze, dalla capitale Bangui, ormai nelle mani delle milizie della coalizione Seleka che hanno preso il potere, arrivano tragiche conferme delle stragi di questi giorni. Il portavoce della Croce rossa locale, Albert Yomba Eyamo, ha detto che questa settimana sono stati trovati nelle strade della città 78 cadaveri e ha rivolto un appello alla popolazione a presentarsi all’obitorio cittadino per il riconoscimento dei corpi in vista della loro sepoltura. A conferma della drammaticità della situazione, l’Unicef ha ammonito ieri che, a causa dei saccheggi e dell’insicurezza, due milioni di bambini non hanno accesso ai servizi sociali di base e sono esposti alla violenza. «Una settimana dopo la conquista del Paese da parte della coalizione Seleka, le condizioni di sicurezza impediscono agli aiuti umanitari di raggiungere i bambini. Il risultato potrebbe essere fatale per i più piccoli, molti dei quali sono già in una condizione di fragilità», si legge in una nota che prevede un ulteriore peggioramento di scenario. Nel frattempo, il leader di Seleka, Michel Djotofdia, che si è autoproclamato presidente e ha sospeso la Costituzione e il Parlamento, ha annunciato che saranno riviste tutte le concessioni petrolifere e minerarie firmate dal Governo del deposto presidente François Bozizé, assegnate soprattutto a compagnie cinesi e sudafricane.

LUBIANA, 30. I dati dell’economia non sono confortanti per la Slovenia ma Lubiana, anche ieri, è stata chiara: non saranno formulate richieste di salvataggio. Il pil cala, Lubiana fa fatica a finanziarsi sui mercati esteri, ma la Banca centrale assicura che il Paese può continuare a procedere con le proprie gambe. Nel frattempo le banche accusano  sempre maggiori sofferenze: serve loro un miliardo di nuovi capitali. E la popolazione teme che, in caso di richiesta di aiuti, arrivi un’altra stretta dopo i tagli a stipendi pubblici e alla riforma previdenziale. «La Slovenia non avrà bisogno di un piano di salvataggio» ha ribadito ieri il vice governatore della Banca centrale, Stanislava Zadravec, a fronte delle pressanti voci di mercato secondo cui Lubiana potrebbe fare la fine di Cipro a causa dei prestiti in sofferenza del suo settore bancario, pari a sette miliardi, cioè al venti per cento del suo pil che arriva ad appena 36 miliardi. Il vice governatore sostiene che la situazione è tranquilla, ma i mercati la pensano diversamente, a causa dei rendimenti del bond a due anni, che è balzato ieri al sette per cento. Secondo Christoph Weil, economista di Commerzbank, la Slovenia non ha più accesso al mercato dei capitali e dovrà ricorrere al sostegno della comunità internazionale entro l’anno

IL CAIRO, 30. Scontri e incidenti hanno caratterizzato le manifestazioni di ieri contro il presidente Mohammed Mursi in almeno quattro città dell’Egitto.

PYONGYANG, 30. «D’ora in poi le relazioni intercoreane sono di guerra e tutti i problemi tra le due Coree saranno trattati secondo un protocollo adatto alla guerra». Lo si legge in una dichiarazione speciale congiunta di «partito, ministeri e altre istituzioni» rilanciata oggi dall’agenzia ufficiale del regime comunista nordcoreano Kcna. L’Amministrazione di Washington prende sul serio le nuove minacce giunte dalla Corea del Nord. Lo ha affermato una nota della Casa Bianca. Dal canto suo, Seoul non ha individuato movimenti inusuali nelle truppe nordcoreane. Il ministero della Difesa sudcoreano, ha tuttavia denunciato l’offensiva retorica del regime comunista di Pyongyang, parlando di «minacce inaccettabili che pregiudicano la pace e la stabilità nella penisola della Corea» e ha ripetuto l’impegno a rispondere con durezza nel caso di un attacco.

La Russia ha invece lanciato un appello alla «massima responsabilità e moderazione» alle due Coree e agli Stati Uniti

WASHINGTON, 30. Seimila miliardi di dollari: tanto costeranno agli Stati Uniti le guerre in Iraq e in Afghanistan, che pesano sul budget dell’Amministrazione di Washington oramai da più di un decennio. Oltre alle spese dirette dei conflitti, i costi saranno destinati a crescere anche nei prossimi anni per coprire l’assistenza ad almeno 2,5 milioni di veterani e per pagare i debiti contratti per finanziare le missioni militari. È quanto emerge da uno studio condotto da una studiosa dell’università di Harvard, Linda Blames, che ha fatto parte dello staff di consulenti dell’ex presidente statunitense Bill Clinton

MOSCA, 30. Il presidente russo, Vladimir Putin, si è recato ieri nella regione del mar Nero per seguire le esercitazioni navali annunciate mercoledì a sorpresa. A quanto riferisce l’agenzia stampa Itar Tass, il leader del Cremlino e il ministro russo della Difesa, Serghiei Shoigu, hanno sorvolato in elicottero l’area delle manovre, che impegnano 36 navi da guerra con settemila uomini a bordo. Le esercitazioni coinvolgono la base navale di Novorossiysk, nella  Russia sud-occidentale, e quella di Sebastopoli, che si trova in Ucraina ma è stata affittata alla Russia. Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha dichiarato che Mosca non ha bisogno di chiedere autorizzazioni agli altri Stati che si affacciano sul mar Nero per esercitazioni fino a settemila uomini. Oltre a Russia e Ucraina, gli altri Stati rivieraschi sul mar Nero sono Turchia, Bulgaria, Romania e Georgia

SARAJEVO, 30. Per i crimini di guerra e contro l’umanità commessi a Sarajevo durante il conflitto del 1992-1995, un tribunale della Bosnia ed Erzegovina ha condannato a 45 anni di reclusione, la massima pena, l’ex militare dell’esercito serbo-bosniaco Veselin Vlahović.

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