LA DISOBBEDIENZA IN DEMOCRAZIA. OVVERO COME LIBERARSI DELLA PARTITOCRAZIA IN UN MESE E VIVERE FELICI. di Antonio de Martini

Non credo ci sia bisogno di scomodare Thoreau e il suo rifiuto di avallare lo schiavismo o la guerra al Messico per affermare che la Democrazia ” col diritto al mugugno” basta a chi ha mentalità accomodante o addirittura servile , ma non si addice a uomini liberi.
Un cittadino è tale quando non solo conosce i suoi diritti, ma anche li esercita.
Quando c’è democrazia, c’è anche la libertà , ma quando c’è libertà , non è detto che ci sia democrazia e questa è la situazione che viviamo in questo momento politico.

Siamo liberi di protestare a patto che queste non producano conseguenze apprezzabili.

La gente è disinformata e la stampa è asservita al potere in cambio del soddisfacimento dei propri bisogni.
La Presidenza del Consiglio dei ministri – chiunque la guidi – continua a finanziare i media con somme arbitrariamente concesse in misura superiore al gettito che i giornali ricavano dalle vendite reali in edicola e , da quando c’è la crisi economica, spesso anche della pubblicità .

Oltre a ragioni di libertà, sbandierata da tutti e difesa da nessuno, motivi di protesta non mancano, ma trovare forme di rivolta non rifiutate dal comune sentire non è impresa semplice.
Bisogna identificare una forma di lotta che si sostanzi in una protesta esprimibile in forma di una azione politica accettabile dai più.
A mio avviso, tra queste forme di resistenza c’è la disobbedienza civile.

Su questo tema, ci sono almeno due scuole di pensiero: c’è chi, come Gic, ritiene che si tratti di una azione inutile e senza domani e chi invece la ritiene un pericolo per la democrazia quale la conosciamo: ” parlate e poi faccio come mi pare” ( De Mita col suo ironico ” parliamone” e il duo Fornero-Monti con il motto, ” abbiamo già deciso, ma dite pure”).
La disobbedienza civile è una azione non violenta, pubblica e corale, mirante a negare legittimità ad una delibera governativa, da parte di cittadini che non condividono la scelta per motivi di una certa importanza etica.

Di fronte a questo ritiro della delega democratica da parte dei cittadini, l’autorità sovente perde la testa e risponde con provocazioni per ottenere un salto di qualità verso la violenza che consenta al potere di vestire nuovamente i panni della legittimità.

Così è successo con la protesta dei coloni americani contro la dogana della corona inglese a Boston, dei patrioti lombardi contro il monopolio di stato austriaco dei tabacco nel 1848, di
Ghandi , contro l’impero inglese ed il suo monopolio del sale in India, dei lavoratori polacchi di Danzica contro la monopolizzazione dell’attività del sindacato da parte del potere che era anche il datore di lavoro.

In Italia siamo in presenza di un potere senza volto –in realtà ne ha una ventina – senza regole – se le crea e cambia a piacimento – che mantiene dal 1964 il monopolio della politica in tutte le sue espressioni.
Il movimento del 1968 vi si oppose con chiassosa violenza , le Brigate rosse con “violenza scientifica”, il movimento del ’77 con moti irrazionali, l’indignazione popolare del 1992/3 con un moto, appunto, di indignazione popolare.
Il potere rispose offrendo capri espiatori – da Moro a Andreotti e Craxi – ma restando sostanzialmente in sella.
È arrivato il momento di tagliar loro i viveri a colpi di istanze e carte bollate e costringerli alla resa.

Come sapete, ogni anno paghiamo le tasse in anticipo rispetto al reddito.
Come sapete, la legge consente di rateizzare quanto dovuto fino a 48 rate mensiliin piena legittimità .
Come sapete , se anche un solo milione di persone decidesse di pagare in quattro anni quel che abitualmente paga in contanti a prima richiesta.
Di fronte a questa ipotesi, il potere si piegherebbe a ridurre i suoi proventi, ridurrebbe la manomorta e razionalizzerebbe le sue spese.
Dovete solo fare la dichiarazione dei redditi e , versando un anticipo, chiedere la rateizzazione del saldo. Qualsiasi commercialista è in grado di farlo perché agirebbe nel pieno rispetto della legge.
È adatta agli italiani: non comporta rischi di sorta e può essere adottata anche da un vile.

QUESTO POST È LA REPLICA DEL POST PUBBLICATO IL 4 GENNAIO 2013. Siamo in dirittura di arrivo con la dichiarazione dei redditi. Diffondetelo.
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Commenti

  • gicecca  Il aprile 2, 2013 alle 6:27 pm

    Visto che sono citato, ricordo che alle ultime elezioni ha votato un po piu del 75% degli aventi diritto. E in una situazione in cui i partiti e la politica avevano fatto di tutto per infangarsi al massimo pensabile. Voglio dire che in Italia, non nella Nuova Inghilterra del 1700 o nella Polonia dopo 40 anni di potere comunista, “ribellarsi” sia pure in forma pacifica e non violenta é difficile e quasi impossibile. Il pagamento in massa dell’IMU l’anno scorso, una tassa tra le più rifiutate in teoria dagli italiani, sta lì a indicare se non a dimostrare che questi sistemi da noi allignano con molta difficoltà. Al più si preferisce affidarsi ai demagoghi di turno, che si chiamino Grillo e la sua decrescita felice (purché io vada al lavoro con la macchina e non con i mezzi pubblici) o Berlusconi con la sua abolizione proprio dell’IMU. Tutto qui. ma sognare si può, salvo svegliarsi al mattino un po’ intronati. GiC

    • antoniochedice  Il aprile 2, 2013 alle 6:39 pm

      Il pagamento dell’IMU è avvenuto dieci anni luce fa.

  • gicecca  Il aprile 2, 2013 alle 8:03 pm

    Attualità di s. Agostino: Cap. XIV del Libro XI delle Confessioni: “Quid ergo est tempus? Si nemo ex me quaerit, scio: si quaerenti explicare velim, nescio”, che in italiano, tanto per essere chiari, suona: “Allora che cosa è il tempo? Se nessuno me lo domanda, lo so. Se voglio spiegarlo a chi me lo domanda, non lo so più”. A me sembrava di aver pagato l’IMU lo scorso dicembre, tre mesi fa. Per te sono passati anni luce. Mi informerò presso gli uffici competenti. GiC

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