RASSEGNA STAMPA DI GiC. DEL 29 MARZO 2013

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PE C H I N O, 28. Hanno suscitato emozione in Cina e in tutto il mondo le immagini di un aborto, al settimo mese di gravidanza, imposto a una donna la quale aveva violato la legge che impone alle coppie di avere un solo figlio. Il fatto è avvenuto venerdì scorso nella provincia orientale dell’Anhui. Le immagini del bimbo soppresso nel grembo della madre con un’iniezione letale e poi gettato via sono state diffuse su internet dal padre.

DAMASCO, 28. L’Onu ha inviato rinforzi (uomini e mezzi) al contingente dispiegato sulle alture del Golan, nella fascia di territorio compresa tra Israele e Siria. Lo ha annunciato ieri un portavoce del Palazzo di Vetro.

Il Consiglio di sicurezza ha espresso preoccupazione per i caschi blu che controllano il rispetto del cessate il fuoco tra Israele e Siria, a causa dei combattimenti tra le forze regolari siriane e i ribelli. “Damasco è il primo responsabile della sicurezza dei caschi blu e deve «rispettare le prerogative e l’immunità della missione», ha ammonito il Consiglio di sicurezza dell’ONU.
Sul fronte diplomatico, i Paesi emergenti membri del Brics (Brasile, Russia, India, Cina e Sud Africa), riuniti a Durban, hanno lanciato un appello sul pericolo di un incontrollabile «deterioramento della situazione di sicurezza e umanitaria in Siria».
Il presidente della Coalizione dell’opposizione siriana, Moaz Al Khatib, si è detto ieri «sorpreso» per il rifiuto della Nato di intervenire in Siria per proteggere la popolazione civile coinvolta nei combattimenti. «Il solo modo per vincere — ha sottolineato Al Khatib, rivolgendosi a tutti i gruppi dell’opposizione — è l’unità». Al Khatib ha ribadito l’intento di presentare le proprie dimissioni, peraltro già respinte.

NAYPYIDAW (Myanmar) , 28. Il leader dell’opposizione in Myanmar e premio Nobel per la Pace, Aung San Suu Kyi, ha assistito per la prima volta alla consueta parata militare nella capitale del Paese asiatico, in occasione della giornata delle forze armate.
La manifestazione, tenutasi nella capitale, Naypyidaw, è stata indetta dallo stesso esercito che per oltre quindici anni ha costretto Suu Kyi agli arresti domiciliari.
Un riavvicinamento, quello tra il premio Nobel per la Pace e l’esercito, che non ha mai mancato di generare polemiche.

WASHINGTON, 28. JPMorgan è nel mirino di otto agenzie federali americane che indagano sulla banca guidata da Jamie Dimon per motivi diversi: dalle maxi perdite causate dalla filiale di Londra alla truffa di Bernard Madoff.
Lo riporta il «New York Times», sottolineando che i crescenti problemi dell’istituto con le autorità preoccupano alcuni membri del consiglio di amministrazione.
Ad aver acceso i riflettori sull’istituto sono, fra le altre, la Sec, la Commodity Futures Trading Commission (l’agenzia per la supervisione dei future e dei derivati) e la Fdic (Federal Deposit Insurance Corp, l’agenzia federale di assicurazione sui depositi).
Anche l’Fbi sta esaminando la banca: al centro delle indagini, la maxi truffa da oltre cinquanta miliardi di dollari di Bernard Madoff.

L’obiettivo è accertare se la banca abbia ingannato e non avvertito gli investitori e le autorità di eventuali sospetti su Madoff e sulle sue attività. In aprile — mette in evidenza il «New York Times» — alcuni manager di JPMorgan saranno sentiti dagli investitori che indagano sulle perdite per sei miliardi di dollari della filiale di Londra. A essere sentito sarà anche Dimon.

PECHINO, 28. Crescono le riserve cinesi di petrolio e di gas: nel 2012 hanno fatto segnare aumenti rispettivamente del 13 e del 33 per cento. Il dato è stato diffuso ieri dal ministero della Terra e delle Risorse. Le tonnellate metriche di petrolio sarebbero salite a 1,52 miliardi, superando per la sesta volta di fila il miliardo. I metri cubi di gas sarebbero arrivati al livello record di 961,22 miliardi.

La produzione petrolifera cinese, dunque, sarebbe cresciuta dell’un per cento nel 2012, arrivando alla quota di 205 milioni di tonnellate. Quella di gas sarebbe cresciuta del 5,4 per cento nello stesso periodo, arrivando a 106,76 miliardi di metri cubi.

La Petrochina di Daqing avrebbe prodotto quaranta milioni di tonnellate di petrolio, la Sinopec di Shengli 27,55 milioni di tonnellate, la filiale Cnooc di Tianjin 26,61 milioni di tonnellate e la Petrochina di Changqing 22,61 milioni di tonnellate. La produzione cinese di metano da giacimenti di carbone sarebbe salita del 24 per cento, fino a 2,57 miliardi di metri cubi, nel 2012. Intanto, il Governo cinese ha annunciato oggi l’introduzione di un nuovo sistema di calcolo dei prezzi dei carburanti per adeguare i prezzi alla pompa alle fluttuazioni del mercato in maniera più tempestiva del vecchio sistema.

NICOSIA, 28. sul piano interno, c’è tensione a Nicosia fra il Governo del presidente Nicos Anastasiades e il governatore della Banca centrale, Panicos Demetriades, nominato dal precedente Governo del presidente Dimitris Christofias.
I due si rimproverano a vicenda carenze nello scambio di informazioni; si registrano contrasti non solo sulle misure da adottare, ma anche sui tempi e sulle modalità per annunciarle alla popolazione.

Nel frattempo, la Banca Centrale ha destituito Yiannis Kipri, amministratore delegato della Bank of Cyprus, che — secondo la stampa locale — sarebbe stato rimosso dall’incarico dietro espressa richiesta della troika internazionale. In serata si è poi appreso che una Commissione di vigilanza parlamentare ha chiesto alla Banca centrale di fornire la lista con i nomi delle persone che hanno trasferito fondi all’estero prima che fosse annunciato il piano di salvataggio proposto dall’Eurogruppo e che prevedeva il prelievo forzoso sui depositi bancari.

Ieri sera, intanto, sono arrivati a Cipro da Bruxelles quattro container contenenti in tutto cinque miliardi di euro in contanti per garantire liquidità alle banche locali. Caricati su grossi autocarri, i container sono stati trasferiti dall’aeroporto di Larnaca alla sede della Banca centrale nella capitale con una scorta lunga duecento metri di blindati, motociclisti della polizia e agenti armati sorvegliati a vista dall’alto da numerosi elicotteri delle forze dell’ordine. Cattive notizie arrivano dalle agenzie di rating: Moody’s ha abbassato a CAA2 la valutazione sul debito sovrano dell’isola.

BERLINO, 28. Le proteste delle scorse settimane non sono servite a fermare le ruspe a Berlino, dove ieri una ditta di costruzioni ha divelto e spostato sei metri della East Side Gallery, la striscia più lunga ancora in piedi del muro, simbolo della guerra fredda che ha diviso la capitale tedesca per ventotto anni.
Al posto del pezzo di muro verrà edificato un palazzo di lusso di quattordici piani sulle rive del fiume Sprea.
Un portavoce della società proprietaria del terreno su cui sorgerà il palazzo di lusso ha assicurato che il muro sarà ripristinato nella sua forma originaria a fine lavori, spiegando anche di aver avvertito le autorità locali del progetto edilizio. Eppure il municipio del quartiere di Friedrichshain Kreuzberg (dove si trova l’East Side Gallery) e il Senato del Land di Berlino — che da settimane si palleggiano la responsabilità per i permessi concessi alla ditta — hanno parlato senza mezzi termini di un affronto.

LISBONA, 28. L’agenzia internazionale Moody’s ha confermato il rating sovrano BA3 del Portogallo. L’outlook è negativo. Lo afferma la stessa Moody’s in una nota ufficiale, sottolineando che le prospettive negative riflettono la vulnerabilità dell’area euro agli shock, l’elevato livello del debito del Paese lusitano e la sua debole economia.
Rivedendo al ribasso le proprie previsioni con una stima in linea con quelle formulate dal Governo di Lisbona, Unione europea e Fondo monetario internazionale, la Banca centrale portoghese ha annunciato che il prodotto interno lordo del Paese si contrarrà del 2,3 per cento nel 2013.
A gennaio, l’istituto aveva ipotizzato un calo del pil all’1,9 per cento. Secondo la Banca centrale, la domanda interna dovrebbe calare del 4,2 per cento mentre gli investimenti dovrebbero scendere dell’1,4 per cento nel 2013.

LONDRA, 28. È stato il più grande attacco a internet di tutti i tempi, un’offensiva senza precedenti. A scatenarlo, ieri, sarebbe stato Cyberbunker, un server olandese che dalla sua sede (in un bunker fatto costruire nel 1955 dalla Nato) fornisce ospitalità a siti di tutti tipi. In poche ore tutta la rete ha subito forti rallentamenti, in ogni parte del mondo.
«Se dovesse continuare, l’operazione potrebbe causare problemi per milioni di utenti sui servizi internet di base, come la posta elettronica o l’online banking» affermano gli esperti citati dal «New York Times»Secondo le ricostruzioni prevalenti, tutto avrebbe avuto inizio quando la società Spamhaus, il cui obiettivo è quello di aiutare i provider a filtrare gli spam (i messaggi indesiderati, generalmente commerciali), ha deciso di monitorare da vicino l’attività di Cyberbunker, affermando che quest’ultima darebbe ospitalità a siti non chiari. Cyberbunker avrebbe allora deciso di rispondere, attaccando Spamhaus con una strategia molto precisa: la reazione a catena. Cyberbunker avrebbe cominciato a inondare i server di Spamhaus con migliaia di risposte a richieste false, risposte che si moltiplicavano a loro volta. Il flusso di dati creato ha raggiunto il picco di trecento miliardi di bit al secondo: il sistema è stato portato all’estremo.
Per lanciare l’assalto informatico Cyberbunker avrebbe trovato anche il sostegno di “bande criminali” in Russia e in Europa orientale, dove vivono — secondo gli esperti — alcuni degli hacker più abili e potenti al mondo.
L’attacco ha raggiunto proporzioni tali da mettere a repentaglio anche i siti istituzionali di banche e Governi. «Abbiamo avuto picchi di 300 gigabit al secondo», ammette Steve Linford, amministratore delegato di Spamhaus, «quando nel caso di attacchi normali eravamo sui 50 gigabit al secondo; ma ora è diverso, se nel mirino finisse Downing Street, un flusso del genere potrebbe tagliarla completamente fuori dalla rete».

SEOUL, 28. Gli Stati Uniti hanno inviato in Corea del Sud due bombardieri B-2 Stealth Spirit affinché partecipino alle annuali esercitazioni militari congiunte, note con il nome in codice di “Foal Eagle”: lo ha reso noto il comando delle forze statunitensi di stanza a Seoul, secondo cui i due velivoli “invisibili”, in grado di trasportare anche testate nucleari, sono già decollati dalla base aerea di Whiteman, nel Missouri, per una «missione di lunga durata». Avranno il compito di effettuare lanci di prova di bombe inerti sull’isola di Jikdo, situata al largo delle coste occidentali sudcoreane e dimostrare l’impegno statunitense «per la difesa della Corea del Sud».

ABUJA( Nigeria), 28. Sono ventitré i morti accertati negli scontri tra etnie per il controllo dei pascoli e delle risorse idriche riesplosi la scorsa settimana nello Stato nigeriano del Plateau. La zona è da anni al centro di forti tensioni, in particolare tra pastori nomadi di etnia fulani e residenti di etnia ataka.

MOSCA, 28. Cresce l’ondata di ispezioni e perquisizioni in Russia nelle sedi di decine di ONG, dopo la controversa legge di fine 2012 che le obbliga a definirsi «agenti stranieri» se svolgono attività politica con finanziamenti stranieri. Ma cresce anche la protesta all’estero: Berlino e Parigi hanno chiesto spiegazioni alle rispettive ambasciate russe, mentre l’alta rappresentante per la Politica estera e di sicurezza comune dell’Unione europea, Catherine Ashton, si è detta «preoccupata» per queste azioni «inquietanti» che colpiscono la società civile. Le autorità russe hanno preso ieri di mira, tra le altre ONG, Human Rights Watch (Hrw), Transparency international (lotta alla corruzione) e Assistenza civile (aiuti ai rifugiati). Nei giorni scorsi era toccato ad Amnesty International, Alliance française e alle fondazioni tedesche Friedrich-Ebert e Konrad-Adenauer.

IL CA I R O, 28. Non dà tregua la battaglia politica fra magistratura e presidenza in Egitto. La Corte d’appello del Cairo ha dichiarato nulla la sostituzione del procuratore generale decisa dal presidente Mohammed Mursi in novembre, rinfocolando la tensione tra maggioranza e opposizione. I giudici hanno stabilito che va reintegrato al suo posto. I Fratelli musulmani hanno difeso il procuratore in carica Abdallah, sostenendo che la Costituzione che prevede una nomina presidenziale di questa carica è stata approvata direttamente dal popolo con il referendum dello scorso dicembre.

D’accordo nella difesa di Abdallah anche uno dei principali movimenti salafiti, la Jamaa Islameyia, che ha sollecitato un ricorso. In contrasto totale invece la presa di posizione del Fronte di salvezza, all’opposizione, che da mesi invoca le dimissioni di Abdallah e che chiede con forza il reintegro del procuratore Mahmoud e invita a una manifestazione per domani per protestare contro gli arresti degli attivisti. La presa di posizione dell’opposizione sembra confermare che l’Egitto si avvia a una fase di nuove turbolenze in uno scenario sempre più incerto.

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