IL GOVERNO ITALIANO VARA L’AIUTO AI RIBELLI SIRIANI ASSIEME AD ALTRI 10 PAESI ” AMICI DELLA SIRIA”.

Gli undici paesi autoqualificatisi come ” amici della Siria” – tra cui l’Italia – hanno deliberato oggi a Doha un aiuto militare urgente ai ” ribelli siriani”, in realtà una truppa mercenaria multinazionale pagata da fanatici salafisti-Jihadisti con l’appoggio di angloamericani corrotti che operano contro l’interesse del loro stesso paese.
Da oggi il nostro contingente il Libano, alla frontiera siriana, si troverà tra due fuochi: di fronte i siriani e alle spalle Hezbollah coi suoi armati. È nessuna copertura aerea nazionale.

Risibile l'”aiuto militare” che l’Italia sarà in grado di dare, mentre concreto il pericolo cui espone il proprio territorio ed i suoi cittadini. Anche gli angloamericani non potranno dare che quel che già davano ( il LOS ANGELES TIMES di venerdì ha scritto – non smentito – che da mesi la CIA e le forze speciali stanno addestrando i “ribelli” nel sud ovest della Giordania). La decisione italiana ha quindi un significato politico di sudditanza incondizionata e questo è inaccettabile.

Evidentemente c’è chi pensa che il ragazzo di Genova deceduto in Siria nel nome di Allah la scorsa settimana era un antesignano della stoffa di Carlo Pisacane e non uno squinternato, come ho ingenuamente creduto.
Spero che l’Italia, come è tradizione, abbia scelto – per la solita cupidigia di servilismo- la parte destinata alla lunga a perdere.

Ritengo superfluo ogni commento politico, se non per sottolineare l’ennesima violazione dell’articolo 11 della Costituzione, il non coinvolgimento del Parlamento nella scelta e la non rappresentatività di un governo abusivo-emergenziale chiamato solo per affrontare la disoccupazione crescente. È un governo privo di autorità morale che assume con leggerezza un impegno militare sperando sia virtuale. Deja vu.

Ritengo inutile continuare a informare una pubblica opinione che non reagisca a questo scandalo. Con una omissione etica di questa misura, essa dimostrerà il fallimento morale di una intera generazione e di una classe dirigente che cerca la promozione da ladra ad assassina.

Dall’atteggiamento delle grandi potenze europee che non pongono più vincoli etici alla competizione per il potere interno ed estero, siamo autorizzati a ritenere ormai lecito ogni mezzo per ottenere anche in Italia un “regime change”, inclusa l’obiezione fiscale o almeno – più italiotamente – la rateizzazione dei pagamenti, prevista dalla legge come un diritto ( hanno appena fatto un decreto che consente di pagare le tasse in dieci anni) per soffocare questo regime nella sua cupidigia.

L’ultima speranza di ragionevolezza è il Pontefice, se saprà parlare romanamente al mondo o almeno che faccia cessare la spola tra Quirinale e Vaticano in una reciproca presa per i fondelli.
Non si può servire Dio e Mammona.

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Commenti

  • Giacomo C.P.  Il giugno 22, 2013 alle 9:34 pm

    Non tutta l’opnione pubblica è inerte, io ho partecipato sabato scorso alla manifestazione in sostegno del governo siriano, vedi syriareport.net. Per il resto mi autocensuro.

    • antoniochedice  Il giugno 22, 2013 alle 9:44 pm

      Su sessanta milioni non mi pare molto

  • Edoardo  Il giugno 22, 2013 alle 9:42 pm

    Haimè, come non essere d’accordo…

  • Frank  Il giugno 22, 2013 alle 11:44 pm

    Se tocca al Papa risolvere…..stiamo freschi.

  • Monica  Il giugno 23, 2013 alle 8:49 am

    Mettiamo i piedi per terra: l’opinione pubblica avrebbe più di una ragione per stare in piazza un giorno si e uno no, ad iniziare da ragioni interne al paese, la Siria non sarebbe ai primi posti. Ma le manifestazioni in questo strano periodo storico non è che sortiscano grandi effetti, giusto? Lo abbiamo visto in Grecia, in Spagna, la gente è rimasta in piazza per mesi e quello che hanno ottenuto è stato farsi caricare dalla polizia, non mi risulta che le linee dei governi siano cambiate di una virgola. lo vediamo adesso in Turchia, dove siamo arrivati al livello che i poliziotti presidiano la piazza e caricano i manifestanti non appena ne vedono comparire uno. Quindi cosa dobbiamo fare, armarci in sessanta milioni e dare l’assalto al Parlamento? Qui ci sono in gioco interessi economici talmente grandi che gli “amici della Siria” non esiterebbero a mobilitare gli eserciti contro le proprie popolazioni.
    Bisogna capire quale utilità si ritiene possa prodursi dallo scrivere la verità su questioni come queste: se si vuole ottenere una reazione visibile da parte dell’uditorio ok, fissiamo una data e un luogo e troviamoci a manifestare, così dimostriamo che non siamo inerti. Altrimenti, molto più concretamente, prendiamo atto che lo scopo di informare l’opinione pubblica in modo veritiero è che le persone possano costruirsi un pensiero corretto sulle dinamiche della propria vita, e questo di risultati ne da eccome, nel tempo si formano persone più valide e forti, capaci di non farsi abbindolare dall'”informazione di regime” , di costruire un pensiero indipendente e di fare scelte ben fondate. Non mi sembra poco. Saluti cordiali.

    • antoniochedice  Il giugno 23, 2013 alle 10:31 am

      L’esterno buon senso delle donne!
      Noi maschietti tendiamo a forzare le situazioni. Riusciamo di rado, ma di quel tanto che consente di riprovarci ad ogni generazione.
      Credo che quest’epoca sia uno di quei momenti.
      Dall’Etiopia al Brasile, dalla Turchia al Senegal, la gente sente tutta la rabbia per la protervia delle classi dirigenti.
      In Africa, le rivolte della fame si susseguono dal 2005.
      Presto seguirà la Cina che ha già registrato oltre duecento ribellioni locali.
      L’ Italia non ha partecipato ai moti rivoluzionari dell’Ottocento e nemmeno a quelli del novecento ( marcia su Roma e Resistenza furono opera di minoranze nemmeno qualificate). Non parteciperà nemmeno ai moti del XXI secolo.
      Che si tratti di fare la rivoluzione o un campionato sportivo, noi guardiamo.

  • gicecca  Il giugno 23, 2013 alle 11:05 am

    Gradirei disporre del testo in cui il Governo italiano autorizza quanto dici. Non lo cerco sulla stampa dove forse non lo troverei. Noto poi che i post ribloggati o nuovi continuano malgrado la calura e il proposito negativo già annunciato. Ne sono contento Per il resto, mi pare che quanto esposto da Monica . sia frutto di semplice ma raro buon senso, che evita le utopie. Masaniello e Ciceruacchio (e neanche Cola di Rienzo) non hanno cambiato la storia. A volte l’hanno solo temporaneamente peggiorata. Peccato, ma che ci vogliamo fare ? giC

    • antoniochedice  Il giugno 23, 2013 alle 11:14 am

      Ho usato i re blog per dare continuità mentre penso al da farsi. Molti, una trentina direttamente sul blog altri in private mail mi hanno suggerito di mantenere una periodicità meno frequente, ma di continuare. Ci sto pensando.
      Monica è certo piena di buon senso, grazie al quale si vive al meglio.
      Altri non riescono ad accontentarsi. Io tra questi….

  • gicecca  Il giugno 23, 2013 alle 12:35 pm

    Grazie della notizia del Figaro. Quello di Beaumarchais contava e cantava un sacco di balle … Comunque mi unisco una volta tanto a coro: continuare, continuare, continuare, anche se con meno frequenza. GiC

  • Monica  Il giugno 23, 2013 alle 9:11 pm

    L’accontentarmi non mi passa neanche per la testa. Ma neanche di fare cose inutli.
    🙂
    La strada giusta va cercata con grande attenzione. Al momento mi pare che i moti delle varie. primavere arabe abbiano portato a quelle popolaziòni piu’ guai di quanti ne avessero alla partenza.i

    • antoniochedice  Il giugno 24, 2013 alle 1:21 pm

      Le doglie possono anche portare il nuovo. Questo non mi pare il caso.

  • Monica  Il giugno 24, 2013 alle 1:23 pm

    Antonio, che cosa ne pensa di questo?

    http://sergiodicorimodiglianji.blogspot.it/2013/06/dal-bilderberg-agli-accordi-sottobanco.html?utm_source=feedburner&utm_medium=feed&utm_campaign=Feed:+LiberoPensieroLaCasaDegliItalianiEsuliInPatria+(Libero+Pensiero:+la+casa+degli+italiani+esuli+in+patria)

    Da qualche giorno pensavo di chiederle se avesse voglia di scrivere un articolo sull’assetto reale del potere in Italia, tanto per capire chi comanda davvero.

    • antoniochedice  Il giugno 24, 2013 alle 1:33 pm

      È più facile capire chi non comanda.
      A comandare sono – pro quota – i vincitori della seconda guerra mondiale.
      I vari Erode che governano in loro nome li vediamo avvicendarsi accomunati dalla cupidigia di servilismo che caratterizza la maggior parte dei nostri compatrioti.
      Poiché vi sono ampi spazi lasciati liberi perché non interessanti per i vincitori, questi vengono occupati da chi si alza prima la mattina.

  • fausto  Il giugno 25, 2013 alle 10:19 pm

    La voce della Bonino però stona parecchio in questa storia dei rifornimenti agli integralisti armati. Sua una affermazione del tipo “non c’è soluzione militare, ma solo una soluzione politica” riguardo l’affare Siria. Mi domando cosa la muova.

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