Archivi delle etichette: Emanuel Macron

LA TURCHIA DAL FIANCO SUD DELLA NATO ALL’ AUTONOMIA EQUIDISTANTE ?

IL SUCCESSO NEI NEGOZIATI CEREALICOLI UCRAINI NON DOVUTO NE’ ALLA UE, NE’ ALLA N.A.T.O. RIDICOLO IL CAPPELLO “LAST MINUTE” MESSO DA GUTIERRES (ONU) SUL TRATTATO. EBBREZZA E DIVIDENDO DELLE SCELTE AUTONOME.

Nel pomeriggio del 22 luglio 2022 é stato firmato l’accordo fortemente voluto da Tajip Erdogan per la creazione di un corridoio navale sicuro tra i porti ucraini di Odessa, Chernomorsk e Yuzhne e il porto di Istanbul – dove sarà allestito un centro di coordinamento congiunto ( Russo, Turco e Ucraino) a livello di ” senior official” lascia sperare che il non volersi rivolgere la parola che ha contraddistinto il negoziato tra i duellanti, ceda gradatamente il passo a contatti tecnici prima e dialogo politico poi.

Dire che si tratta di un successo politico di Erdogan e della caparbietà con cui ha affrontato, razionalizzato e risolto tutti i problemi che altri si limitavano a lamentare, é riduttivo e meschino come intendo spiegare in appresso.

Mentre tutto il mondo si é accanito ad esaminare con la lente la mancata concessione di una sedia a una inutile stronza ( a richiesta del protocollo del presidente Michel), gli stessi analisti tacciono fingendo di non conoscere i contenuti del primo documento diplomatico positivo generato dal conflitto ucraino.

L’accordo é valido centoventi giorni, automaticamente rinnovabile a meno di richiesta contraria di una delle parti, non prevede scorte armate da parte di nessuno, ma una fascia di sicurezza attorno alle navi, vietata a ogni mezzo militare ( con o senza pilota) dei belligeranti. Sono invece previste ispezioni miranti ad accertare eventuali violazioni dei termini definiti. In pratica, é stato steso un vero e proprio protocollo armistiziale rinnovabile ogni quadrimestre, sol che i termini vengano estesi territorialmente dai tre porti – anche gradatamente- ad altre località…

L’accordo in sé, toglie l’alibi ai fornai per aumentare i prezzi del pane – e, detto per inciso, anche dei fertilizzanti- rassicura le casalinghe di Voghera del mondo intero circa la sorte dei piccoli africani e dei piccoli iracheni eventualmente sopravvissuti ai bombardamenti NATO: avranno i rifornimenti cerealicoli agli stessi inabbordabili prezzi che provocarono le ” rivolte della fame” del 2008 in tutta l’Africa.

Il trattato é frutto dell’autonoma iniziativa della diplomazia e del servizio segreto turco che ha riempito, nei Balcani e in Galizia un vuoto imposto da alcuni personaggi rivelatisi inutili come Il segretario Generale ONU Antonio Gutierres, quando non negativi, come la Ursula Von Der Leyen presidente della Commissione Europea e Jens Stoltenberg, segretario generale della N.A.T.O. che hanno unicamente vegliato a che tutti seguissero il copione scritto da Jack Sullivan del NSC usa, noto serbatoio di geni incompresi dalla realtà.

Hakan Fidan, il giovane capo del MIT( il servizio segreto turco) e probabile erede di Erdogan che ha al suo attivo l’infiltrazione in Siria, la scoperta del Colpo di Stato di Gulen e gli accordi con gli ucraini e russi.

Chiunque abbia veramente a cuore le sorti della Unione Europea, si starà mordendo le mani per aver tenuto la Turchia ( membro fondatore del Consiglio d’Europa, una delle dodici stelle della bandiera azzurra rappresenta la Turchia) fuori dalla Unione Europea.

Non solo la UE non é riuscita a tenere l’Europa indenne dalla guerra nel nostro continente – era lo scopo primo del processo di unificazione avviato da Schuman, De Gasperi e Adenauer – ma l’ iniziativa di pace avviata ( e riuscita) é risultata opera dell’unico paese considerato indegno di appartenere alla comunità che pure ha accolto paesi che vivono di droga, prostituzione e evasioni fiscali come l’Olanda o il LIchtenstein ( che ha anche casinò per chi volesse giocare d’azzardo), paesi di contrabbandieri come il Montenegro e qui mi fermo. Per ora.

Poiché solo la sconfitta é orfana, Antonio Manuel Gutierres si é precipitato – all’ultimo momento- a fare un discorsetto d’introduzione alla firma in cui ha sostanzialmente detto essere stato, in aprile, a Kiev, Mosca e Ankara.

Erdogan, ha ringraziato i presidenti Zelenski e Putin per la buona volontà dimostrata e ha fatto riferimento , dopo aver ringraziato il segretario dell’ONU, alla prima riunione tra i tre avvenuta a Ankara A MARZO. Colpito e affondato.

Il dividendo, da incassare alle prossime elezioni del 2023, centenario della Repubblica, promette di essere pingue e di far capire a tutti i turchi che la politica estera é all’altezza degli anni migliori dell’impero e porterà i suoi frutti anche economici grazie ai viaggi e agli incontri con re, sceicchi e vedove bosniache..

Il successo diplomatico si riverbera su Balcani e l’Oriente mediterraneo, azzitta i critici che guardavano con sospetto alla sua fedeltà alla N.A.T.O. obbliga Israele a masticare amaro e complimentarsi col concorrente, dimostrando un leader più intelligente, autonomo ma non infedele, e più capace degli altri, senza simulazioni al computer ed altre invenzioni inutili con cui si gingillano gli esperti anglosassoni e il presuntuoso Macron.

Circa la posizione della Turchia nel Mediterraneo, il suo nuovo ruolo ”rubato” all’Italia, vi rimando ai link che inserisco qui sotto, un pò per pigrizia, un pò per fare il pierino: sono stato il solo, fin dal 2013 a individuare e seguire passo passo, anche questa stella nascente che qualcuno ha scambiato per un petardo. Vedrete le date in fondo a ogni post.

E non credo che sia finita qui. Il 5 agosto, il Presidente Erdogan é atteso a Mosca in Visita ufficiale.

Con Putin si é già incontrato tre volte in un mese e non ci va certo per fare un’altra foto.Cosa otterrà?

Biden, nel suo viaggio diplomatico nel Levante, ha fatto bene a non includere Ankara e il Reis: gli avrebbe fatto perdere tempo. Il New York times nel tentativo di limitarne il successo, scrive che questo risultato cerealicolo ” non ha tolto a Biden il mal di testa di Erdogan“. E’ finora l’unico segno che questo presidente, una testa ce l’ha.

https://corrieredellacollera.com/2015/11/26/isis-e-turchia-diventano-il-puzzle-geopolitico-del-prossimo-anno-di-antonio-de-martini/

https://corrieredellacollera.com/2012/03/03/la-turchia-vuole-prendere-il-posto-dellitalia-nel-levante-lo-sta-facendo-con-poco-sforzo-e-molta-intelligenza-ma-manca-di-infrastrutture-industriali-e-di-ricerca-di-antonio-de-martini/

https://corrieredellacollera.com/2021/09/05/tra-europa-e-turchia-un-rapporto-tormentato-ma-ormai-necessario/

https://corrieredellacollera.com/2014/09/28/turchia-stati-uniti-dopo-il-fiasco-inizia-la-resa-dei-conti-nella-lega-anti-siria-con-rivelazioni-interessanti-e-conseguenze-imprevedibili-di-antonio-de-martini/

quest’ultimo link riguarda il terzo ( un rapporto tormentato, dove il video non é più presente su internet perché l’ho trasferito sul mio canale youtube di prossima apertura)

ALLA GUERRA DEI TRE REGNI, VINCE SUN TSU

SE QUALCUNO SI ILLUDEVA DI FAR SCHIERARE XI, SI E’ SBAGLIATO. COMBATTONO SOLO GLI STUPIDI.

L’impero Asburgico, oltre all’Austria e all’Ungheria, comprendeva una serie di territori e regioni che coprono le aree oggi in contenzioso tra est e ovest: Boemia, Moravia, Slovacchia,Galizia, ( oltre beninteso ai più vicini a noi : Transilvania, Slovenia, Croazia, Bosnia, Erzegovina, Croazia, Dalmazia) con non meno di dieci gruppi etnici differenti, 62 milioni di persone, unite dall’idea imperiale e gestite da dieci milioni di austriaci e otto di ungheresi.

La caduta , quasi contemporanea ( 1917 e 1918)dei due imperi -Austriaci e russi- che si contendevano il predominio in quell’area e il lungo congelamento della guerra fredda ha portato fino a noi il contenzioso che all’epoca fu risolto.

Evito di tracciare la storia dell’Ucraina sulla quale ciascuno ha le sue idee e vengo al periodo attuale.

L’ANTEFATTO

ll governo statunitense, promosso il golpe di piazza del 2014 e insediati nel nuovo governo ucraino tre cittadini stranieri, ( Natalie Jaresko, cittadina USA, al ministero delle Finanze, Aivaras Abromavicius lituano, ex dipendente del Dipartimento di stato USA, Aleksandr Kvitashvili, georgiano ( dove fu nominata ministro dell’Economia una neo laureata americana ), ritenne di aver vinto la partita in quella parte del mondo e di aver anche inibito alla Russia l’accesso al mar nero e quindi al Mediterraneo, dove avrebbe potuto contare sul solo porto di Tartous, in Siria.

Nikita Khrushev, che per tutta la carriera era stato segretario del Partito comunista ucraino ( unico stato dell’URSS, assieme alla Bielorussia, rappresentato all’ONU assieme alla Russia), in una riforma amministrativa, aveva avuto la debolezza di attribuire la Crimea e la costa adiacente, con Odessa, all’Ucraina.

Trovandosi con una flotta e senza un porto, se non Sebastopoli in affitto, Putin si riprese quel che considerava suo, limitandosi alla Crimea. Adesso , dopo otto anni di tentativi di mettere all’ordine del giorno una regolarizzazione della situazione giuridica, ha commesso l’errore di ricorrere alla forza e – peccato ancor più grave- di usarla maldestramente.

L’errore strategico commesso dal governo americano del nord, sarà ancor più gravido di conseguenze , anche se nel medio termine: una serie di paesi, a partire dall’Ucraina e passando per l’Italia, sono in questi giorni attraversati da una nuova febbre patriottica e nazionalista, destinata nel medio termine a mettere in difficoltà le strutture governative attuali favorevoli agli USA.

I CONTAGIATI

Tra i paesi più “contagiati” e pronti a rituffarsi nelle politiche da “Questione d’Oriente” in cerca di perle, La Turchia e la Germania. Due ex imperi della grande guerra, in cerca di spazi politici ed economici, ma nell’ambito del Nuovo Ordine Mondiale.

Turchia: ex impero messo in crisi dalla grande guerra, ma salvata dall’attivismo nazionalista di Mustafa Kemal. poi Ataturk, aveva avuto l’intelligenza di star fuori dal secondo conflitto e riconoscere la supremazia americana, aderendo al patto Atlantico e – grazie all’appoggio inglese- al Consiglio d’Europa.

La nuova crisi balcanica ha permesso ai turchi di lenire il vulnus della mancata accettazione in seno alla UE, ma di rientrare appieno nella politica europea e in posizione invidiabile, sia militarmente che dal punto di vista del diritto internazionale.

Il problema Turco é capire quale sia lo spazio di manovra tra i due veri belligeranti ( USA e Russia) , al fine di preservare i propri interessi con entrambi.

Intanto, ha riconosciuto l’esistenza dello stato di guerra esistente tra Russia e Ucraina e questo le dà facoltà di chiudere gli stretti ( Bosforo e Dardanelli) alle navi da guerra: misura che soddisfa la richiesta di Zelenskiy e aiuta la Russia, inibendo la flotta occidentale che si é radunata nell’Egeo che é il punto più vicino alla zona dei combattimenti.

Alle due portaerei la “Truman” USA e la ” De Gaulle” francese, ieri é partita da Taranto per aggiungersi alla squadra la ” Cavour” italiana.

Ma lo spazio politico più complesso e irto di ostacoli é certamente quello con L’Unione Europea. Due anni fa il presidente Emanuel Macron dichiarò la “morte cerebrale” della NATO e Tajip Erdogan si era distinto litigando coi greci e rifiutando di avvallare l’attacco alla Libia. Adesso si impone una scelta tra Europa e NATO e l’ago della bilancia é nelle sue mani. Vuole fonti energetiche indipendenti e un mercato per le sue imprese. Une può averle dall’occidente e l’altro da Oriente….

Germania: Anche se strumentalmente criticata dal presidente Zelenskiy per aver continuato le importazioni di gas russo e per pretesi ritardi negli aiuti, la Germania ha effettuato una inversione a 180° in materia di politiche di Difesa e il 27 febbraio scorso, il neo cancelliere Olaf Scholz dichiarava che questo attacco alle porte dell’Europa rappresenta una ” Zeitenwende” ( cambiamento di epoca) .

La sua ministra degli Esteri Annalena Baerbock, verde, confermava giunto il tempo per “cambiare atteggiamento in materia di politica estera e sicurezza”.

Il cambiamento epocale abbandona due insulsi luoghi comuni pacifisti che sostenevano che ” uno stato debole che non minaccia nessuno é al riparo da minacce” . La seconda idiozia: ” il miglior modo di sottrarsi alla minaccia nucleare é di essere privi di tali armi”. Questi i verdi tedeschi di ieri. Da noi in Italia, questi belati provengono dal Quirinale e dallo Stato Maggiore della Difesa, benché siano al governo da oltre sette anni e nella NATO da settanta.

Non é la militarizzazione che conduce alla guerra. I nostri padri antichi lo sapevano i signori che ci governano, contestano questa saggezza dettata da tremila anni di esperienza e puntano all’appiattimento acritico e servile che contraddistingue gli italiani dal 1500. La riflessione che si impone e che é dimostrata dagli eventi di marzo e dai fatti Yugoslavia e di Siria ( e del nord Corea)é un’altra: chi ha in dotazione armi nucleari é indipendente e intoccabile. Chi no, no.

La conseguenza immediata del nuovo atteggiamento tedesco, comunque, é l’allineamento del bilancio della Difesa al 2% del bilancio , ossia 75 miliardi, che porterebbero la Germania ad essere il terzo bilancio della Difesa più importante al mondo, dopo gli USA e la Cina.

Questo, senza contare i cento miliardi stanziati a un fondo ” per la difesa” non di competenza del ministero omonimo: ricostruzione dell’Ucraina o armamento nucleare? lo sapremo anche troppo presto.

L’obbiettivo strategico della Germania, é quindi l’acquisizione della posizione di primo della classe nello schieramento USA e leader regionale europeo, con tanti saluti alle chiacchiere di afd sull’autonomia decisionale tedesca, a quelle di Johnson con le sue patetiche imitazioni di Churchiill e ai capricci elettorali di Macron.

L’obbiettivo tattico, é l’acquisizione dell’Ucraina – o di quel che resterà dopo la spartizione- nella propria sfera di influenza a completamento del proprio spazio vitale.

IL CONTENZIOSO E I CONTENDENTI

La vicenda va inquadrata riportando pari pari “Le Monde Diplomatique” dello scorso mese di febbraio per la penna di David Teurtrie ( autore di un libro sul ” ritorno della potenza russa” edito da Colin) , poco prima dell’inizio dello scontro: ” Il malinteso risale al crollo del blocco comunista del 1991. Logicamente, la scomparsa del patto di Varsavia, avrebbe dovuto portare alla dissoluzione della NATO, creata per far fronte alla “minaccia sovietica” ( la Francia era d’accordo). Ma gli Stati Uniti hanno spinto allora verso l’allargamento a estdelle strutture NATO per consolidare il loro predominio in Europa.

  • Nel 99, la NATO, (sempre sotto comando statunitense) effettua il suo primo allargamento integrando Polonia, Ungheria e Cecoslovacchia e annunzia il proseguimento del processo verso la frontiera sovietica.
  • Nel frattempo, la NATO, interviene militarmente e senza l’accordo del Consiglio di sicurezza dell’ONU, e questo trasforma la NATO, (organizzazione fino allora difensiva) in una alleanza offensiva, il tutto in violazione del diritto internazionale.
  • Nel 2003 L’invasione dell’Irak da parte di truppe americane ( basata su una menzogna- tutti si ricordano di Colin Powell, segretario di Stato del Presidente George Bush, brandente una falsa fiala di antrace , davanti all’assemblea ONU) , costituisce una nuova violazione del diritto internazionale, denunziata da Parigi,Berlino e Mosca congiuntamente.
  • – Negli anni seguenti, gli Stati Uniti annunciano di voler installare elementi del loro scudo antimissili in Europa dell’Est, in contrasto con l’atto fondante Russia -Nato ( firmato nel 1997) che garantiva Mosca da nuove installazioni militari permanenti occidentali. ( commento: non penso che gli americani siano pronti ad accettare una base militare russa vicina alla loro frontiera, ad esempio in Messico…)
  • Aprile 2008 Gli USA esercitano una forte pressione sugli alleati europei per approvare il desiderio di Georgia e Ucraina di far parte della NATO, mentre la maggior parte degli ucraini si dichiara, all’epoca, contraria
  • Allo stesso tempo, gli USA spingono a riconoscere l’indipendenza del Kosovo, non riconosciuto da gran perte della comunità internazionale( una ex provincia serba dell’ex Yugoslavia strappata per intervento militare NATO l’accordo del Consiglio di sicurezza ONU), il che costituisce un altra violazione del diritto internazionale, perché, all’epoca , si tratta giuridicamente, di una provincia serba ( commento: é appena il caso di ricordare che la creazione di questo stato artificiale che é il Kosovo, non riconosciuto da gran parte della comunità internazionale, ha permesso agli Stati Uniti di installarvi la più grande base militare d’Europa, vicina alla Russia). Conosciamo il seguito, avendo gli occidentali aperto il vaso di Pandora dell’interventismo e della intangibilità delle frontiere sul continente europeo, la Russia, sentendosi accerchiata, interviene in Georgia nel 2008 e, poi, riconoscendo l’indipendenza dell’Ossezia del Sud e dell’Abkazia ecc.” Fine della citazione.

La Russia, vittima della sua stessa incompetenza amministrativa e giuridica ( avrebbe potuto invocare gli articoli 52 e 53 della carta delle Nazioni Unite contro il risorgere del nazismo rinunziare al diritto di veto) e con precedenti specifici in materia di soluzione violenta delle problematiche, é inciampata in una trappola ben congegnata. Pur sapendo che le potenze occidentali cercano ormai sempre di entrare in guerra con le vesti dell’aggredito, si é lanciata all’attacco, nella certezza di dover affrontare solo le sanzioni ( probabilmente previste) , ma sottovalutando il posizionamento di paese più odiato del mondo a seguito di una campagna propagandistica tempestiva ( al punto di far pensare a un preordinamento) e di una violenza verbale inusitata persino tra belligeranti.

Gli Stati Uniti, rectius, il suo governo, hanno potuto, dopo un decennio e più di isolamento politico e morale, riuscire a coagulare nuovamente il “mondo libero” e la NATO attorno a un problema percepito da tutti. Adesso si sentono ancora una volta i leaders del mondo libero e hanno anche ottenuto il sospirato stanziamento del 2% del Bilancio per la Difesa da tutti i membri NATO, perfino dall’Italia e dalla Germania che scusandosi coi suoi precedenti guerrafondai, dava finora prova di zelo risparmiando all’osso sulle spese militari.

L’Ucraina: Dotata frettolosamente, ma in anticipo, di armi anticarro autoguidate a doppia carica esplosiva e con impatto dall’alto, di nuova generazione, e di una valanga di promesse di intervento che non possono esserci, si affida ai battaglioni della milizia ausiliaria , decretati come neonazisti, ma sono almeno nazionalisti esasperati, assistiti da tecnici occidentali ed eccitati da una propaganda martellante.

Hanno preso in contropiede un esercito che immaginava di procedere a un ingresso trionfale tipo Anchluss e tentano ricatti morali e minacciano apocalissi nucleari spaventando i pantofolai dell’ovest. Solo che L’Anchluss funzionò perché Engelbert Dolfuss – il cancelliere austriaco- era stato ucciso in precedenza e la vecchia Europa stacca le sue protesi auditive e accoglie volentieri profughi.

Joe Biden Vladimir Putin,

Entrambi i duellanti hanno sperato di attrarre nella loro orbita la Cina e indurla a schierarsi in forma decisa a proprio favore. Millenni di saggezza politica del celeste impero hanno indotto il presidente Xi a rispondere con un motto di Confucio: “Chi ha messo il campanaccio all’orso, é lui che deve toglierglielo”.

Una cocente delusione per Joe Biden che vede sfumare la rielezione e un sospiro di sollievo per Vladimir Putin che adesso – libero dall’incubo dell’isolamento- potrà vendicarsi, in casa e fuori, della figuraccia che gli han fatto fare.

Se vogliono compararlo a Hitler, inizierà dalla notte dei lunghi coltelli dopo aver dimostrato che la stragrande maggioranza del popolo russo é con lui.

Dovremmo chiedergli i nomi di chi ha fatto la spia per conto dell’URSS, che Mitrokhin diede al MI6 e che il vice premier Mattarella e il generale Siracusa evitarono di andare a chiedere per non distruggere il PD, PDS, DS. Qualcosa mi dice che é pronto a darli.

QUALI CONSEGUENZE AVRA’ IL BIDONE “UKAUS” DI BIDEN ALL’EUROPA E A MACRON ?

L’ultimo “tradimento” della settimana a Macron l’ha fatto Yves Le Drian, il ministro degli Esteri, che , nel richiamare gli ambasciatori a Washington e a Canberra , ha precisato – a scanso di equivoci- di averlo fatto “ su richiesta del Presidente della Repubblica”. Richiamato all’ordine ha ecceduto drammatizzando forse più del necessario.

La Francia ha mal digerito l’essere stata esclusa – lei membro permanente del Consiglio di sicurezza e alleata degli USA fin dalla guerra di indipendenza americana- dall’area indopacifico dove ha possedimenti ( la Nuova Caledonia e la Polinesia) e truppe ( ottomila uomini) e un milione e seicentomila elettori.

Il gesto non é inconsueto – la Francia lo fece, ma per un paio di giorni, nel 2019 anche verso l’Italia di Luigi Di Maio che flirtava con i maillot jaunes– Ma è la prima volta che la reazione francese assume questa intensità multipla, anche se non é la prima crisi franco americana.

Charles De Gaulle mise in difficoltà gli USA chiedendo il rimborso in oro di due importanti partite di dollari che misero la parola fine al sistema di Bretton Woods, ma fu una guerra segreta.

Ecco un articolo inglese anni sessanta che parla di ” guerra segreta ” di De Gaulle con gli USA. Ora la guerra diventa pubblica e apre spazi all’Italia.

Il Ministro degli Esteri Michel Rocard criticò Russia e USA accoppiati per essere contemporaneamente i più grandi produttori di petrolio al mondo e pretendevano di essere anche i rappresentanti dei paesi che ne volevano l’abbassamento del prezzo.

Dominique de Villepin – ministro degli Esteri- nel 2003 in piena assemblea dell’ONU si dichiarò contrario alla guerra irachena di Bush jr e compari, scoprendo gli altarini della cricca di Dick Cheney.

Questa volta la crisi é più importante perché investe il Presidente della Repubblica, perché lo scontro non é rimasto nel chiuso delle cancellerie e perché la partecipazione alla “ congiura” ha coinvolto anche l’Inghilterra – da poco uscita dalla UE , il che dà un tocco antieuropeo alla mossa americana – poco dopo la solenne promessa di Joe Biden di non fare più come Donald Trump e consultarsi sempre con gli alleati europei, prima di fare scelte importanti.

Ma il Donald non avrebbe saputo far meglio: uno schiaffo politico, diplomatico e industriale ad un tempo a un alleato di sempre cui ha mandato un avviso di sfratto dal Pacifico…

Questa crisi giunge alla vigilia delle elezioni presidenziali francesi, in un momento di vuoto di potere in Germania, proprio in contemporanea alla proposta di creazione di una forza armata europea autonoma e alla fine di una settimana in cui il Presidente Mattarella ha giurato fedeltà alla NATO e all’Europa a due giorni di intervallo. La nostra intelligence non é tale se permette un contropiede di questa portata al Presidente della Repubblica.

Peggiore, se possibile, la situazione con l’Inghilterra. La Francia l’ha snobbata non richiamando l’ambasciatore come ha fatto coi protagonisti dell’Indopacifico dove gli inglesi non contan più, ma il gesto di Boris Johnson ha reso irrevocabile e geopolitica la secessione commerciale già consumata e questa scelta – se non sconfessata dal Parlamento britannico – potrebbe avere influenza su tradizionali ” amici” dell’Inghilterra, Italia inclusa, anche se sto pensando all’Ungheria e ai paesi del patto di Visegrad.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: