TURCHIA-STATI UNITI. DOPO IL FIASCO INIZIA LA RESA DEI CONTI NELLA LEGA ANTI SIRIA. CON RIVELAZIONI INTERESSANTI E CONSEGUENZE IMPREVEDIBILI. di Antonio de Martini

Quando una coalizione fallisce i suoi obiettivi, iniziano le recriminazioni tra alleati.
Quando queste recriminazioni avvengono in pubblico e a ridosso di momenti elettorali delicati, si rischia di diventare ex alleati o addirittura avversari.

I rapporti tra USA e Turchia non stanno reggendo alla prova del fallimento dell’operazione ” cacciate Assad” ed è un fatto gravido di conseguenze trattandosi dei paesi cui appartengono rispettivamente il primo e il secondo esercito della NATO.

Se a questo aggiungiamo il corteggiamento Putin-Erdoghan , la necessità per il Presidente americano di presentarsi alle elezioni di metà novembre con una politica estera difendibile e per il presidente turco di disinnescare la mina Fetullah Gulen – definito da Obama ” un cittadino americano”( quindi intoccabile), il quadro si arricchisce di elementi di chiarezza, dopo la tipica clandestinità delle scelte americane di politica estera.

La presenza di Tajip Recep Erdoghan a New York, la suscettibilità pre elettorale di Obama e l’intrecciarsi con la nuova situazione irachena, hanno reso serrato e a momenti aspro il dibattito avvenuto anche tramite i rispettivi maldestri ministri degli esteri.

I turchi ( Erdoghan e Davitoglu in tandem) rimproverano agli USA dalla tribuna mondiale delle Nazioni Unite, a brutto muso, una serie di errori nella condotta della guerra in Siria e ambiguità nella politica egiziana, mentre gli USA insistono nel preoccuparsi per la deriva decisionista del regime turco e temono per la “sorte della democrazia laica ” che hanno contribuito a far uccidere legando le mani ai militari con la minaccia di non riconoscere un eventuale nuovo regime uscito da un golpe militare.

Concordi nell’ eliminare Assad, discordi sul come, i comportamenti dei due alleati iniziarono a divergere: per i turchi la priorità era la distruzione di Assad ( su mandato saudita?) mentre per gli USA era il dopo-Assad. Per i turchi, una volta eliminato Assad , ” il radicalismo islamico sarebbe scomparso”. Non per gli USA che avrebbero imposto la no flight zone solo dopo certezza su chi sarebbe stato il successore.

Di conseguenza ( fonte Kerry) “si iniziarono a finanziare gruppi differenti e se ne perse il coordinamento”.
Deduco che il Jubhat Al Nusra fu una creazione turco-saudita in risposta al rifiuto USA di dichiarare la no flight zone che avrebbe consentito progressi di tipo libico anche in Siria.

Francis Ricciardone, ambasciatore degli Stati Uniti in Turchia fino a luglio, ha detto lo scorso 12 settembre che la Turchia ha effettivamente lavorato con gruppi di affiliati  al-Qaeda  in Siria, come Jabhat al-Nusra e Ahrar al-Sham.

Erdoghan, imbaldanzito dai successi elettorali in Patria, irritato per l’appoggio USA al suo avversario Fetullah Gulen e furente per le accuse di ambiguità verso l’ IS,ISIS,ISIL,DAESCH. ha attaccato frontalmente andando a New York e ha regolato i conti dal podio delle Nazioni Unite.

Per colpa degli USA, dice Erdoghan dalla tribuna ONU, Assad è ancora al suo posto e in Turchia sono affluiti un milione e mezzo di profughi fuggiti ai bombardamenti aerei del governo siriano. Tesi semplicistica che non tiene conto di altri fattori ne dell’altro milione fuggito in Libano e dei 700mila in Giordania ( più quelli sbarcati in Europa), ma non sprovvista di fondamento ( anche se gli americani potrebbero fare gli stessi addebiti).

Il sottinteso è duplice: fate guidare a noi l’operazione EI, ISIS,ISIL, DAESCH, perché sappiamo cosa va fatto e bloccate la fronda organizzata da Fetullah Gulen .

Ottenuta la liberazione dei 46 ostaggi turchi di Mossul grazie agli eccellenti contatti con la Banda Baghdadi, , Erdoghan ha annunziato di aderire alla ” vasta coalizione” ( cui ieri hanno annunziato di partecipare coi qualche aereo F16 Belgio e Danimarca) e lasciando intendere ( il 23 settembre) che l’appoggio turco poteva essere anche militare oltre che umanitario come annunziato in precedenza.

Il 25 settembre, alle Nazioni Unite, il Presidente turco attaccava facendo nomi e cognomi. Evidentemente tra il 23 e il 25 gli USA hanno opposto un fin de non recevoir evitando di fare offerte sacrificali dei Fetullah boys o dei Kurdi di Turchia ( Obama ha accennato al fatto che “Fetullah è cittadino americano ” ( quindi intoccabile) e questo ha invelenito l’atmosfera.

A questa mancanza di autocritica ha aggiunto la solita giaculatoria democratica: “Perché noi rivolgiamo le nostre differenze nello spazio aperto di democrazia – con il rispetto dello Stato di diritto; con un posto per le persone di ogni razza e di religione; e, con una fede incrollabile nella capacità dei singoli uomini e donne a cambiare le loro comunità e paesi per il meglio. ” Beato lui.

Intanto le agenzie di Rating ( Fitch, moody’s ecc) che fino al giugno scorso davano ” investite” e aumentavano il Rating turco ad onta dell’incertezza elettorale e della rivolta studentesca, adesso danno un outlook negativo anche se è troppo presto per un downgrading e si sono sentite minacciare di rottura di contratto dal ministro dell’economia che ha testualmente detto ” come fanno in tre persone a valutare un paese di 75 milioni quando un singolo investitore viene con dieci persone esperte.” Inoltre “il nostro successo non è dovuto alle loro valutazioni. Per i nostri investimenti, Possiamo farne a meno.”
Insomma : fuoco a volontà.

Naturalmente si è detto d’accordo con la definizione di Erdoghan ” Islam=religione di pace, ma non è bastato.
Kerry ha invece dichiarato “che la Turchia finora non ha fatto nulla contro l’IS,ISIL,ISIS,DAESCH.”

Per soprammercato un istituto di sondaggi turco ( MONDO POLL) ha rivelato che il 63% dei turchi vede con favore l’intervento di una forza multilaterale contro L’IS,ISIL,ISIS,DAESCH, ( che scende al 52% alla domanda se la Turchia debba parteciparvi) e l’1,3% soltanto si dichiara favorevole alla predetta organizzazione – il 2,2% dei seguaci del partito di Erdoghan. Due smentite della rappresentatività del governo e del partito. http://www.metropoll.com.tr/report/turkiyenin-nabzi-eylul-2014-turkiyenin-isid-algisiislam-siddet-ve-hukumet-politikasi” .

Le risposte sono state altrettanto fulminanti. Erdoghan ha fatto notare la politica cerchiobottista USA in Egitto in cui flirtano con i fratelli mussulmani e col regime militare in contemporanea, mentre il vicepremier turco Yalcin Akdogan ha risposto a Kerry che a) anche l’America non ha fatto nulla finora ( confermando indirettamente la mia tesi che DAESCH è un bluff) b) che “la Turchia sceglie autonomamente la propria Road map e non ” deve provare niente a nessuno”.

Naturalmente l’adesione Belga e Danese alla vasta coalizione lascia il tempo che trova fino a che il secondo esercito della NATO ( con 900 km di frontiera in comune con la zona di intervento) resta sotto la tenda.

Alle accuse indirette di non concedere la base aerea di Incirlik per le operazioni, ” ambienti turchi” non meglio specificati hanno risposto che la presenza nel golfo di due portaerei ( e nel mediterraneo di una) assieme alle basi aeree in Katar ( nota: non si cita l’Arabia Saudita) sono più che sufficienti .

Incirlik , inoltre è già usata ” per voli umanitari” e come base di atterraggio per i voli dei ” Droni che partono da Creta.”
Della serie ” abbiamo capito che volete installarvi a vita e non è il caso.”
A meno che Fetullah non scenda a più miti consigli. Se Putin non si insinua nella diatriba tra moglie e marito.

Nota: ho inserito ogni volta tutti i vari nomi con cui la Banda di Al Baghdadi è nota per non partecipare alla guerra degli acronimi in corso ed evitare le confusioni cui i creatori di sigle mirano. D’ora in poi li chiamerò solo DAESCH ( l’acronimo arabo).

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Commenti

  • donato  On settembre 29, 2014 at 12:28 am

    Ridere o piangere?Cioè loro ci credono sul serio?
    http://www.ilfoglio.it/articoli/v/121377/rubriche/la-soluzione-per-gli-infidi-ribelli-siriani-armi-con-la-scadenza.htm

  • luigiza  On settembre 29, 2014 at 7:24 pm

    Sig. Antonio ma che ha combinato con la protezione dell’articolo che segue questo in cui commento?
    Mi sono iscritto alla piattaforma WordPress, ho ricevuto la e_mail di confema ma pur inserendo la password non riesco a aprire la pagina.
    Eppure sulla colonna di sinistra in alto mi appare il messaggio: Stai seguendo ecc. ecc.

    • antoniochedice  On settembre 29, 2014 at 8:34 pm

      Errori tecnici miei coperti da un password perché non sono capace di cancellare del tutto. Il testo ” buono” è quello seguente. Mi scuso.

  • emme gargio  On settembre 30, 2014 at 6:20 pm

    un altra bella riflessione. grazie Antonio.
    cosa significa DAESCH?

    • antoniochedice  On settembre 30, 2014 at 6:35 pm

      È la pronunzia dell’acronimo di esercito islamico del levante eccc

  • antoniochedice  On luglio 24, 2016 at 8:16 am

    L’ha ribloggato su IL CORRIERE DELLA COLLERAe ha commentato:

    28 settembre 2014 cominciava alle Nazioni Unite la lite tra USA e Turchia. Ecco gli argomenti e i protagonisti. Nessun giornale italiano se ne accorse.

  • fausto  On agosto 3, 2016 at 7:03 pm

    Sono di ritorno da Istanbul, bellissima e caotica. Mezzi pubblici gratis per tentare di dare fiato ai negozianti, pochissimi italiani, tanti turisti dai paesi del Golfo. Tanti spagnoli. Alberghi in parte vuoti. Muezzin che chiamano alla preghiera una città nella quale a portare il velo sono quasi solo donne straniere o della provincia (abbiamo collezionato equivoci e figuracce a più non posso).

    I controlli di polizia sono semplicemente ossessivi; nel Gran Bazar ci siamo trovati a superare posti di blocco infiniti ad ogni isolato. La situazione è tranquilla, ma nessuno in parecchie giornate si è permesso di fare commenti di sorta in tema di politica. Non si parla di niente di rilevante, forse nemmeno di nascosto. Mi è sembrato di vivere in un mondo sospeso. A parte le bandiere appiccicate ovunque, abbiamo faticato a percepire qualcosa di diverso dal caos ordinario della vita metropolitana.

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