L’ “IRANIAN CORRIDOR”, LA GUERRA DI DOMANI E LA STRATEGIA DI SCIPIONE. di Antonio de Martini

Per capire le strategie del futuro è necessario studiare quelle passate. Molti affermano che la guerra contro Hitler l’ha vinta l’Unione Sovietica e non gli USA e questo è quel che appare, ma la guerra l’hanno vinta tre cittadini americani: Cordell Hull, ( all’epoca segretario di Stato) Haverell Harriman e Johns Hopkins. Due grandi amici di Roosevelt che hanno determinato molte politiche Usa durante e dopo la guerra.

Come siano riusciti  a vincere il conflitto minimizzando le perdite USA è materia di questo articolo perché la loro strategia ha ispirato quella attuale e a fine testo avremo le idee più chiare su molti accadimenti odierni.

Il merito principale di Winston Churchill è stato di essere riuscito a convincere gli USA a intervenire nel conflitto e Hitler ad attaccare l’Unione Sovietica. Per il resto ha inanellato una serie di errori tattici e strategici dettati da una logica politica di odi parallela a quella di Hitler.

Iniziata l’Operazione Barbarossa ( Giugno 1941) di attacco alla Unione Sovietica, Hitler ha firmato la sua condanna. Con una guerra su due fronti la Germania è perduta. A Hitler fecero credere che la guerra con l’Inghilterra era ormai finita ( e per questo spedì Hess a trattare con Lord Halifax, ma era un inganno).  Su questo tema andrebbe letta la biografia di Lavrenti Beria apparsa finora solo in francese.

Tra gli inganni di Churchill, in buona posizione la promessa di aiuti a Stalin. Centellinò i rifornimenti con scuse e pretesti. Immagino volesse causare un forte salasso ai sovietici. Fatto sta che dall’ Impero Indiano le due divisioni promesse non giunsero mai e i rifornimenti attraverso l’IRANIAN CORRIDOR furono risibili. Henry Morgenthau, nel marzo 1942 fece un memorandum al presidente  che concludeva prospettando la perdita della guerra in caso di crollo del fronte russo che Alexander Alan Brooke ( capo di SM imperiale) dava per scontato nel suo diario.

Roosevelt spedì ( aprile 42) la sua eminenza grigia Johns Hopkins a Londra proponendo agli inglesi  una collaborazione logistica nei rifornimenti via Iran. Churchill, sempre geloso dell’impero, inaspettatamente  accettò. In fondo esisteva solo una ferrovia transiranica ( da bandar Shahpur sul golfo Persico, a Bandar Shah, sul Caspio) con un solo binario  che inviava un treno quotidiano. Aveva fatto i conti senza gli americani.

INTERMEZZO DIVERTENTE: la ferrovia era stata costruita – con undici anni di sforzi intensissimi- oltre 128 gallerie  e 150 ponti , 1300 metri di dislivello in soli 200 km su un totale di 3000-    dai tedeschi e inaugurata  una settimana prima della dichiarazione di guerra….

Roosevelt diede incarico a Averell Harriman, altro dioscuro, che – figlio di un magnate delle ferrovie- se ne intendeva e conosceva tutti coloro che contavano nel settore. Dal piccolo porto di bandar Shapur , passò a quello di Bassora  ( Irak)  e a seguire ne costruì uno ex novo in territorio iraniano.

Dagli USA giunsero migliaia di ferrovieri – più tardi seguiti dai “sea Bees” i genieri della Marina – che presero in mano la situazione. Sul posto furono reclutati diecimila cantonieri che costruirono e manutennero una  nuova strada, impossibile da asfaltare,  col brecciolino: un uomo ogni diecento metri da entrambi i lati della strada con pala e secchio di ghiaia.

I porti iraniani che movimentavano settemila tonnellate annue di merci passarono , già nel 42 a 12.000 al mese!

Ogni quattro minuti partiva un camion.  Stalin poté resistere vittoriosamente Gli USA misero i mezzi ( a fine guerra avevano trasportato 8 milioni di tonnellate attraverso l’IRANIAN CORRIDOR) e i russi la carne da cannone. Il materiale inviato era quanto occorreva per equipaggiare 60 divisioni.

In pratica, la via delle Indie del GRANDE GIOCO, fu usata in senso inverso alle ambizioni russe e alle paure inglesi.

Oggi, ritengo che lo Stato Maggiore USA abbia tratto ammaestramento dallo sforzo logistico immenso, capito che l’IRANIAN CORRIDOR usato come via di accesso al ventre molle dei russi,  per incutere timore doveva coprire un’area meno concentrata nei punti di arrivo e ha elaborato la

NUOVA STRATEGIA. ( leggete guardando una carta geografica )

  1. Allargare lo spazio di intervento logistico per evitare di dipendere da un solo paio di corridoi.
  2. Occupare quindi l’Afganistan che in buona sostanza è una propaggine geografica dell’Iran, creando così in Afgan-Iranian Corridor
  3. Assicurarsi tutte le basi logistiche di partenza  e di percorrenza anche  in Iran. Con queste basi in mano americana, la Russia saprebbe di essere in balìa degli americani e cederebbe senza combattere  come ha ceduto nell’89
  4. Questo dispiegamento consente di colpire alle spalle la Russia da una parte mai considerata e fortificata e pianificata, giungere all’Eldorado del Kazakistan, prendere Mosca dall’est, ed eventuali truppe russe schierate contro l’Europa alle spalle. Rendere inutile la penetrazione russa verso il Mediterraneo, rassicurare gli Europei che i loro paesi non sarebbero più teatro di guerra.

 

Adesso si capisce meglio perché ‘ gli alleati NATO presidiano l’Afganistan da ben sedici anni, perché i russi difendono l’indipendenza iraniana e il perché dei  pretesti non credibili che gli americani usano per angariare l’Iran.

LA REAZIONE DELL’IRAN 

Gli iraniani lo hanno capito benissimo e vogliono alzare il loro prezzo, non difendere la Russia.       Durante la guerra, gli alleati ignorarono  completamente l’esistenza del governo e dello Scià, al punto che non lo informarono nemmeno della conferenza di Teheran del 1943 che fu il vero momento spartitorio tra gli alleati e persino alla cena  finale non ci fu nessun invitato iraniano.  Da quel momento REza Palhavi perse completamente ogni considerazione popolare e finì come sappiamo. I mullah non vogliono fare la stessa fine. Vogliono considerazione e , forse,  come prezzo, l’Afganistan.

 

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Commenti

  • Carlo Cadorna  On giugno 22, 2017 at 11:15 am

    Ricostruzione ineccepibile (vedi anche Liddel Hart). Forse verso la fine gli USA avrebbero potuto accontentare meno i Russi che, d’altro canto, non hanno rispettato i patti sulle elezioni in Polonia. Avrebbero potuto sbarcare in luogo più decisivo della Normandia….avendo il controllo del mare e dell’aria.

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