SIRIA. L’ITALIA SULLA VIA DI DAMASCO. A SENSO UNICO ? di Antonio de Martini

Ieri l’interlocutore ” Francesco”, ahimè   non meglio identificato, mi ha scritto un commento in coda al post dedicato a Gheddafi Junior, chiedendomi un commento – chiedo scusa per il bisticcio di parole –  sul viaggio del generale Alberto Manenti a Damasco.

A conferma della notizia, un link del sito gulfnews.com ( di Dubai)  che dava resoconto del viaggio attribuendolo a una iniziativa della U.E. o comunque finalizzato a una trattativa di provenienza UE.

Questo viaggio, non reso pubblico, ha un precedente operativo, due doppie  possibili motivazioni e si poggia su un equivoco di base.

Il precedente operativo è l’accordo tra il governo italiano e l’OLP. Voluto da Aldo Moro, condotto dal colonnello dei carabinieri Giovannone ( capo centro a Beirut e già capo della sicurezza di Moro) e supervisionato, secondo per secondo, dall’allora colonnello Armando Sportelli capo dell’ufficio “R” ( ricognizione, l’intelligence offensiva).

Oltre alla dichiarazione a me rilasciata nel 2011, è uscita un paio di mesi fa una bella  e più completa intervista su “Italia oggi” fatta a Sportelli dal generale Piero Laporta ormai brillante giornalista.

Questa volta, il negoziatore è il capo del servizio segreto in persona, segno si, della importanza attribuita alla missione, ma anche della mancanza di persone fidate all’interno del servizio e sconfessione  del capo centro locale usato come accompagnatore immagino.

Inoltre, in caso di aggiunte o varianti negoziali, non c’è lo spazio di manovra assicurato la volta scorsa da ben tre livelli di interlocuzione. Dopo il capo servizio viene il Presidente del Consiglio.

L’equivoco di base consiste nel fatto che allora, l’accordo fu fatto con chi realmente faceva gli attentati attentati e l’interlocutore era Yasser  Arafat in persona.                                         In questo caso è il contrario :  Assad si cautela con un paio di  livelli di interlocuzione.

Si tenta – se questo è l’obiettivo – di ottenere informazioni da una entità terza e nemica dei possibili attentatori alla quale si vogliono anche porre condizioni che sono quasi le stesse che hanno causato la guerra, con il lenimento di una proroga di sei mesi rispetto all’ultimatum della risoluzione ONU 2254 che slitterebbe dal 1 agosto al 31 dicembre. ….

Andreotti lo definirebbe un penultimatum. Io aggiungo, penoso.

Le motivazioni  della iniziativa presentano spazi di analisi politica non secondaria. Va detto subito che,  finalmente , è comunque una iniziativa che rivela al mondo che non siamo morti del tutto.

La ragione ufficiale del viaggio riservato – altro bisticcio di parole-  pare sia il nostro desiderio di conoscere i dossier di cittadini europei che combattono nelle file del DAESCH e che quindi potrebbero venire da noi a compiere attentati….

Il pretesto è tenue e per noi l’informazione è quasi inutile . Come ho già detto non c’è alcuna garanzia che le informazioni ( a noi offerte da DEEB ZAITOUN, capo dell’intelligence siriano in visita segreta a Roma giorni fa), abbiano veridicità o che i volontari ribelli segnalati  siano ancora vivi – quindi interessanti – ed è arcinoto che la stragrande maggioranza di questi disgraziati è di nazionalità francese e inglese ed andrebbero a fare attentati in terreni familiari.

La contropartita è altrettanto evanescente: interessare la ” alta rappresentante” UE Federica Mogherini. Che vuol dire? 

Capito? non si impegna l’Italia o La U.E., ma solo la commissaria italiana e si offre una proroga – di pretta marca statunitense – di un semestre per obbedire all’ordine delle Nazioni Unite. Si trascura il fatto che proprio per enforcing  questa risoluzione che gli USA e per resistere a questa che i siriani hanno affrontato la guerra.

Più verosimigliante la possibilità che si tratti di una azione concordata con gli Stati Uniti e per quattro ragioni.

a) gli USA vorrebbero uscire dalla impasse e dal mandato presidenziale di Obama con uno straccio di risultato, mentre in Siria c’ gia chio vorrebbe attendere il successore.

b) Secondo il Daily beast, dopo il Dipartimento di Stato, si sta verificando una resistenza sorda  anche al Pentagono e alla CIA, all’idea di collaborare con i russi nel settore della intelligence. Un intermediario farebbe comodo, specie se leale.

c) Il generale Manenti è stato nominato all’AISE proprio su pressione del governo USA.

d) un passo analogo è stato compiuto dalla signora Chaabane ( cugina di Assad) verso i tedeschi, quindi è verosimile che la UE non c’entri e Manenti non la rappresenti.

Le differenze sono presto illustrate: Manenti è un ufficiale di amministrazione privo di  esperienza sul campo, mentre Stefano Giovannone era a Beirut da un pezzo ( aveva un rapporto intimo con premier) e Sportelli aveva fatto per tre anni  l’addetto militare proprio a Beirut.

Noi parlavamo col decisore finale, mentre Manenti  ha incontrato Bashar el Assad, ma tratta con uno dei cinque capi servizio dell’intelligence siriano.

I siriani vogliono , in anticipo il ristabilimento delle relazioni diplomatiche incautamente rotte a metà ( l’ambasciatore è rimasto lo stesso poiché è anche rappresentante alla FAO), mentre noi  che pure ci siamo resi conto della sciocchezza fatta, non credo che avremo il coraggio di un’azione autonoma.
Ma , poiché non verranno a fare attentati da noi, potremo sempre dire che li abbiamo evitati grazie all’eroica missione. Vedo in arrivo l’Ordine Militare d’Italia che essendo ormai dal Consiglio di Stato equiparato a un ordine cavalleresco ( prima era un’alta decorazione al valore), può essere distribuito assieme a un  sigaro. Assieme al whisky.

 

 

 

 

 

 

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Commenti

  • Francesco  On luglio 13, 2016 at 7:18 pm

    Grazie per la risposta. Cordiali saluti, Francesco Celia (le ho scritto sull’indirizzo email)

  • raymond issa  On luglio 14, 2016 at 10:03 am

    E la prima volta che non capisco il tuo commento in risposta al signor Francesco eèppure tu sai bene che conoscevo sia Stefano giovannone che Armando sportelli. Non trovo chiaro il tuo commento ne cosa vorresti dimostrare.Sciusami ma ti voglio bene e ti seguo con piacere

  • NoName.  On luglio 14, 2016 at 12:12 pm

    Direi molto semplicemente che anche l’Italia è interessata ai giacimenti di gas Siriano sui quali, peraltro, i Russi hanno ancorato un incrociatore lanciamissili.
    ( missili Bazalt ). E’ solo una questione di soldi. Ne vedremo delle belle. Complimenti per il Blog.

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