CRISI TURCA: MA SIAMO SICURI CHE ERDOGAN E’ UN CLERICALE? di Antonio de Martini

La maggior parte dei lettori si diletta anche, magari solo per vedere i programmi cinematografici, con altri giornali e qui a Roma il giornale locale ( detto il Massaggero per via degli annunzi nella piccola pubblicità) è il Messaggero.

Un giornale che ha avuto direttori importanti, l’ultimo dei quali è stato Luigi Barzini jr. sul finire degli anni sessanta.

“Tra i suoi collaboratori esterni c’è un certo Alessandro  Orsini che pare sia un ” sociologo del terrorismo” . Lo cito per scusarmi di averlo denominato Olivi. Una smemoratezza. Ne riparlerò.

Recep Tajip Erdoghan, è nato a Istanbul, la città cosmopolita per eccellenza, nel 1954.     Ha frequentato l’Università di Marmara ( sempre in zona) e  ha sposato una donna a nome Ermine.

Tra i suoi figli non c’è n’è uno che abbia nomi tradizionali mussulmani tipo Mehmet o Abdullah o Osman. Prima di compiere venti anni, aveva già assistito da vicino  a due colpi di stato militari ed aveva visto, da bambino, il potente primo ministro Adnan Menderes , penzolare dalla forca col corpo imbavagliato da un lenzuolo bianco che impediva di mostrare il deflusso dei liquidi corporei che segue l’impiccagione.

.A venti anni vide la guerra lampo tra Grecia e Turchia per Cipro ( 1974) e – oltre alla caduta dei colonnelli greci – il tramonto  di altri due miti politici : Bulent Ecevit e Suleyman Demirel ( nella nostra terminologia, il progressista e il conservatore).

Ha sposato una donna a nome Ermine. Tra i suoi  quattro figli non c’è n’è uno che abbia nomi tradizionali mussulmani tipo Mehmet o Abdullah, .si chiamano invece : Ahmet Burak, Necmettin Bilal, Esra e Sumeyye. Tutti tipici della tradizione turca, tranne Esra che è il nome di un profeta ebraico.

Politicamente,  aderì al partito del benessere ( Ozal, Erbakan ecc), divenne  sindaco di Istanbul ( dove da allora non trovi una cicca per terra in tutta la città, altro che Roma) e per risposta al decreto di scioglimento del partito, pronunziò i versi nazional religiosi del grande poeta  Gokalp, che gli valsero una grande notorietà e una condanna a diciotto mesi – non tutti scontati- più per lesa maestà del mondo militare che per  la motivazione ufficiale di “incitamento all’odio religioso”. La polemica che ne seguì , lo consacrò capo.

Questa lunga premessa per far capire che fin da piccolo gli è stato inculcato un sacro terrore per le FFAA e la loro capacità persecutoria  e un gran rispetto per la NATO che cambiò il governo greco con una telefonata.

Liberato, fondò un partito più compatibile con i dettami della dittatura militare, ma con venature religiose: nei paesi arretrati come il suo ed il nostro, se vuoi i voti devi prenderli appoggiandoti al clero, specie campagnolo. Il tono è sempre stato moderato, con qualche acuto alle elezioni.

Nacque così , alla svolta del secolo, l’AKP ( partito per la Giustizia e lo sviluppo) .         Niente di clericale ad oltranza. Anzi il partito ottenne lo status di “osservatore” al Parlamento europeo dal PPE ( partito popolare Europeo= leggi DC) ed è questa la ragione per cui le “messe in guardia” di questi giorni contro l’eventualità di ripristinare la  pena di morte  ( abolita nel 2002 quando vinse le sue prime elezioni) sono venute- via kerry-  dalla Federica Mogherini e da Francois Hollande, ma non da esponenti PPE.

Già da sindaco di Istanbul Erdoghan sperimentò la ferula di amici e nemici, spesso uniti per fermare il nuovo arrivato, sportivo ( è un ex calciatore), carismatico ed efficiente.

I militari, pur avendo accettato il nuovo partito, gli imposero una battuta di arresto con la condanna e l’interdizione  da ogni carica fino al 2002, sperando di suscitare rivali all’interno.
il resto è noto anche se deformato dalla ignoranza della stampa e dalla malafede degli alleati.

La moglie porta dal 2010 un modesto foulard ( niente burka o altre scemenze), le onorificenze estere ricevute dal 2010 in poi sono Belga e dell’Asia turcofona  e mussulmana, incluso l’Azerbajan, coccolato da Israele e membro candidato all’ingresso nella NATO. L’unica decorazione Pakistana  è anteriore a queste date.

Appoggiato inizialmente da Fetullah Gulen, un capo setta diventato cittadino  e residente americano e milionario,    ( fuggi negli States mentre Erdoghan preferì affrontare la galera), ruppero i rapporti in coincidenza con l’incidente del MAVI MARMARA ( la nave assaltata dalla marina israeliana che subì otto morti)  e la conseguente rottura con Israele.

A Gulen si sono stati  unanimemente attribuiti i disordini studenteschi del 2013 che incrinarono l’immagine del leader e  volevano dimostrare che senza gli appartenenti alla setta gulenista nel governo, veniva a mancare la legittimazione democratica.

Erdoghan ha proseguito per la sua strada sotto il tiro incrociato di chi lo accusava di dare troppo spazio al clero e di chi voleva trascinarlo in dispute confessionali cretine come la restituzione di Santa Sofia a luogo di preghiera islamico. Rimasta famosa la sua risposta: ” nei dintorni c’ è la Moschea blu sempre semivuota. Prima riempite quella…”).

I gulenisti , con l’appoggio dei media USA cercarono, senza riuscirci, di fargli perdere la maggioranza rinforzando con mezzi e arruolando i marginali ( omo, LBGT ecc) il partito curdo. Fallito il tentativo, ci fu chi ricorse al terrorismo ed alle provocazioni interne al paese e al partito e Tajip ( vuol dire buono in turco) giurò vendetta.

Sapendo per certo  che rischiava la pelle e sapendo che era in linea di mira ( lo sapevo anch’io e ho ripubblicato il mio video dello scorso anno  ( giugno) annunziando che “i militari lo aspettano al varco per fargli la pelle”), si è premunito ed ha monitorato la crescente pressione dei media anglosassoni, contrastandola magari ” alla burina” e violando l’etica anglosassone.  In Oriente è così che ci si fa rispettare. E’ questione di onore.

Nei primi giorni del dopo golpe ha liquidato i gulenisti ( se non sono stati loro adesso erano pronti a farlo prossimamente), poi i pubblici dipendenti ( = riforma della scuola sui generis), oggi annunziano che è passato ad epurare gli Imam, stabilendo il primato dello stato sul clero.

Inaugurerà , come Al Sissi in Egitto, la teoria dei due forni riprendendo i rapporti con i russi, senza rompere con gli USA; otterrà crediti agevolati dai sauditi e quatari, spiegherà a Assad che non c’era – quasi – nulla di personale nella guerra dei sei anni: glielo avevano chiesto gli yankees e i tedeschi.

Proprio quelli che hanno aspettato di vedere il vincitore per congratularsi.

Ecco nascere il partito nazional religioso  subordinato al potere politico e che guarda a Samarcanda. In fondo vengono da li e del califfato non sanno che farsene.

Fossimo noi clericali come lui, ci metterei subito la firma. Intanto, firmo sul fatto che la Turchia è il nostro partner ideale.

 

 

 

 

 

 

 

 

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Commenti

  • SC  On luglio 20, 2016 at 4:30 pm

    Pensavo la stessa cosa anche io e lei mi da la conferma.
    Si sa in occidente gli americani preferiscono inserire tutti in macroinsiemi in maniera da dare ai semplici una finta capacita’ di discernimento. Per loro fortuna a funzionato tutto molto bene fino a Regan.

    • antoniochedice  On luglio 20, 2016 at 4:33 pm

      Lo capirebbe anche un bambino che se licenzia e assume Imam, ha il coltello dalla parte del manico.
      Non capiscono o fingono di non capire

  • David  On luglio 20, 2016 at 5:08 pm

    Concordo con lei oggi un Erdongan in Turchia è indispensabile per avere maggiore stabilità ma sfidare impunemente gli Anglosassoni è quasi impossibile sei mesi e vedremo se sarà ancora al suo posto.

  • massimiliano  On luglio 21, 2016 at 7:47 am

    Non si fida più di nessuno. Nessuno si fida più di lui. In questi giorni ha scatenato i tagliagole e abbiamo visto. Dopo la scrittura di questo articolo, questa notte jhaidisti noleggiati alla bisogna hanno cominciato a girare picchiando donne senza velo. In più, esercito indebolito e lacerato e in quelle zone è molto pericoloso, pubblica amministrazione distrutta e più che profughi siriani aspettiamoci profughi turchi, laici, istruiti ed europei. Le sue alleanze? Qatar e Arabia Saudita, due campioni di libertà e di lotta all’Isis……
    Professore, sto giro non c’hai azzeccato!

    • antoniochedice  On luglio 21, 2016 at 8:06 am

      Durante la notte ho dormito e non ho visto quel che ha visto lei.
      Durante i periodi di disordine ci sono conventicole che ne approfittano per provocare o imporre le proprie visioni della vita come quelli che vanno in giro a disturbare le donne.
      Erdogan ha risposto imponendo lo stato di emergenza.
      L’esercito è stato lacerato da quei militari che – contrariamente alla tradizione- hanno proceduto al golpe senza prima assicurarsi la collaborazione di tutto lo Stato maggiore.
      Nel caso del Cile, ammazzarono il capo di SM perché contavano sulla nomina di Pinochet.
      In questo caso gli son mancati anche gli attributi.

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