PREMESSA NECESSARIA
L’Islam, come il Cristianesimo, è costituito da una galassia di movimenti e prassi religiose minori. Il filone principale è costituito dal sunnismo ( ossia il 90% dell’universo islamico diviso in quattro scuole principali). Il 10% è rappresentato dall’Islam sciita.
Chi controlla il movimento sunnita, controlla l’Islam. L’assenza di un clero, inteso nel senso cristiano del termine, rende difficile il controllo e non esiste un equivalente del Papa o dei Vescovi. Ognuno risponde a Dio e alla sua coscienza.
Gli Imam sono dei dotti studiosi del Corano e degli Hadith che assistono chi ne faccia richiesta nella interpretazione della Sharia ( compendio di leggi e suggerimenti creatisi con la tradizione). Sono insomma un altro portato dell’analfabetismo come i pubblici scrivani che un tempo esistevano anche in altri paesi mediterranei. Continua a leggere →
Di antoniochedice
|
Pubblicato anche in Arabia Saudita, Islam
|
EtichettatoAbd el fattah al Bazem, Abdel Majid Charfi abdel Wahad, Abdennur Bidar, Abdu FilaliAnsari, Ahmed el Tayeb, Al Azhar, arabia saudita, Chawki Allam, concilio di Trento, Egitto, Grozny, Nasr Hamed abu zeid, Ryan Christofer Fogle
|
Per capire come vanno le cose non c’è niente di meglio che far parlare gli interessati.
George Friedman è presidente dell’Agenzia privata di intelligence STRATFOR e in tale veste è embedded con la Intelligence community degli Stati Uniti. Nel video con sottotitoli in italiano, che segue spiega ad un ristretto numero di uomini d’affari la politica USA. Continua a leggere →
Di antoniochedice
|
Pubblicato anche in disinformazione, economia internazionale, ENI, Europa, intelligence, Stati Uniti, terrorismo, Unione Europea
|
EtichettatoChicago Council on global affairs, George Friedman, India, Stratfor
|
Stamattina si è avuta una conferma ( a margine del caso Regeni) della mia tesi che la polizia egiziana è incapace tanto quanto quella Belga o Italiana: un aereo della rotta interna Alessandria-Cairo è stato dirottato su Cipro , i passeggeri egiziani sono stati liberati e vengono trattenuti solo gli stranieri. Il quotidiano Haaretz, israeliano, li calcola in diciotto ( di cui otto inglesi) , mentre i media italiani ne contano quattro di cui uno italiano. Vedremo se è cosa seria.
Intanto, questa operazione mira -proprio come il caso Regeni – a internazionalizzare le vicende interne egiziane ed a isolare il Presidente Abdel Fattah Al Sissi dal contesto di collaborazione mediterraneo, mentre – specie noi italiani – dovremmo fargli un monumento.
Al Sissi è il principale baluardo contro l’estremismo salafista nordafricano. e senza di lui saremmo noi in prima linea e senza possibilità di manovra visto il contesto giuridico-politico in cui siamo avvolti. Continua a leggere →
Di antoniochedice
|
Pubblicato anche in Arabia Saudita, corruzione, migrazioni, Politica Estera, USA
|
EtichettatoABDEL FATTAH al SISSI, Ataturk, Barak Hussei Obama, Giamal Gursel, Haaretz, Kenan Evren, Mustafa Kemal, Newsweek, Recep Tajip Erdogan
|
All’indomani della prima Guerra Mondiale, anche un bambino di dieci anni avrebbe capito che imporre condizioni di pace troppo onerose alla Germania avrebbe provocato a breve una nuova guerra.
Il solo che sembrò capirlo veramente fu John Maynard Keynes ( l’inventore della macroeconomia) che si dimise dalla delegazione inglese in polemica con le decisioni draconiane prese contro i tedeschi e consegnò i suoi pensieri, nel dicembre 1919, ad un pamphlet dal titolo provocatorio ” Le conseguenze economiche della pace” tradotto e pubblicato in Italia da Adelphi.( reperibile).
Egli illustrò la concatenazione di scelte suicide e ipocrite che portarono, appena venti anni dopo, al bagno di sangue più copioso della storia dell’uomo.
Continua a leggere →
Di antoniochedice
|
Pubblicato anche in accordo nucleare Iran, Aden, Arabia Saudita, Baath, Bashar el Assad, economia internazionale, flussi migratori, guerra di Siria, Impero turco, Irak, Iran, Israele, Libano, Libia, Medio Oriente, Politica Estera, politiche di Difesa, sinodo delle chiese d'oriente, Siria, Ucraina, UE, Yemen
|
EtichettatoAdelphi, Barak Obama, economia, Egitto, Hezbollah, Israele, John Maynard Keynes, Kemal Ataturk, PKK, Robert Ford, Siria, Vladimir Putin
|
I pretesti per non riammettere l’Iran nel concerto delle Nazioni cadono uno a uno, ma i fattori geopolitici di crisi rimangono a monito che il confronto continua ed è sempre minaccioso. Continua a leggere →
LIBRO CONSIGLIATO:Perché ci odiano
Mona Eltahawy
Einaudi, pag. 215, euro 17,50 Vita di una musulmana tra un abuso e l’altro
Mona Eltahawy racconta la misoginia del mondo islamico: botte, molestie sessuali, diritti negati. Che il “relativismo culturale” tenta di annacquare
Eleonora Barbieri
«C’era stato un incendio, e avrebbe potuto verificarsi dovunque. Quindici ragazze fra i tredici e i diciassette anni erano morte calpestate, e cinquantadue erano rimaste ferite, quando il fuoco aveva divorato la loro scuola».
Ma no, quella strage del 2002 non avrebbe potuto verificarsi ovunque. «I pompieri dissero alla stampa saudita che la polizia della moralità aveva costretto le ragazze a rimanere dentro l’edificio in fiamme perché non indossavano velo e abaya». Continua a leggere →
Cedo per l’ultima volta alle amichevoli pressioni di numerosi amici che per telefono, mail, incontri mi chiedono spiegazioni sulla Siria e sul guazzabuglio correlato.
Il succo del discorso è che Assad, dopo quattro anni di lacrime e sangue, l’ha spuntata.
Ora vediamo alla moviola chi ha perso e perché.
Continua a leggere →
Di antoniochedice
|
Pubblicato anche in accordo nucleare Iran, Arabia Saudita, Baath, Bashar el Assad, disinformazione, Finanziamento del terrorismo, francesi, Guerra senza limiti, Houti, Impero turco, intelligence, Irak, Islam, Israele, Libano, Marocco, Medio Oriente, Politica Estera, Quatar, Siria, Tunisia, USA, Yemen
|
EtichettatoAbu Mohammed el Jolani, Ahrar es Sham, Al Nusra, Barak Obama, Benjamin Netanyahu, drusi, Hezbollah, Iran, Kurdi, Pasdaran, PKK, Sauditi, T.E. Lawrence
|
Tra i tanti commentatori, strateghi, maghi e chiromanti che si occupano della guerra in Siria e della crisi nel vicino e Medio Oriente, mai nessuno che si chieda cosa succederebbe se Bashar el Assad ed il suo governo dovessero soccombere agli attacchi armati interni ed esterni di cui sono oggetto da oltre quattro anni. Continua a leggere →
Di antoniochedice
|
Pubblicato anche in americane, Arabia Saudita, Baath, Bashar el Assad, disinformazione, economia, economia internazionale, elezioni, Finanziamento del terrorismo
|
Etichettatoal kaida, Al Nussra, arabia saudita, Bahrain, Bashar el assad, CIA, damasco, David Petraeus, Erdoghan, George Bush, George W Bush, hosni mubarak, ISIS, Jebb Bush, London review of books, Muammar Gheddafi, New york times, Saddam Hussein, Seymour Hirsh, the guardian, Turchia
|
i nemici del mondo arabo-islamico parlano di “attentati in tre continenti”, come fossero realizzati da una stessa mente e braccio. I banalizzatori provinciali contano i morti della propria provincia come fece il sindaco di Torino a marzo per l’attentato del Bardo..
Gli amici del mondo arabo-islamico fanno notare che gli attentati sono ormai all’ordine del giorno.
Il fatto che invece produrrà conseguenze geopolitiche è l’attentato alla moschea sciita a Kuwait city, non perché ci siano stati dei morti e nemmeno perché si è trattato di una moschea. Meno che mai perchè si è trattato di un luogo di culto sciita. Continua a leggere →