DOPO ASSAD, IL DILUVIO? L’IMPERO AMERICANO DA CESARE A ROMOLO AUGUSTOLO IN DIECI ANNI. di Antonio de Martini

Tra i tanti commentatori, strateghi, maghi e chiromanti che si occupano della guerra in Siria e della crisi nel vicino e Medio Oriente, mai nessuno che si chieda cosa succederebbe se Bashar el  Assad ed il suo governo dovessero soccombere agli attacchi armati interni ed esterni di cui sono oggetto da oltre quattro anni.

Quando nel 1991 il governo USA non era ancora  completamente istupidito dalla ereditarietà del potere, decise – pur vittorioso sul campo di battaglia-  di non sostituire il governo di Saddam Hussein,  perché  qualcuno si era posto il quesito di ” cosa succederà dopo” e la risposta non gli era stata ritenuta nell’interesse degli Stati Uniti.

Anni dopo, quando con l’inizio della  decadenza delle istituzioni americane il potere passò a George Bush junior, il figlio decise di seguire le orme del padre e fare meglio: defenestrato  Saddam, lo sostituì con un funzionario pubblico “Made in USA” e – dopo aver sciolto l’esercito-  affidò la guida del nuovo Irak alla maggioranza sciita in omaggio al principio democratico del governo dei più.

Lo sviluppo degli eventi è noto.

Poi fu la volta di altri alleati degli USA , il presidente  tunisino Ben Alì , il presidente  yemenita Salah, il presidente egiziano  Mubarak e il presidente libico Gheddafi.

Dal figlio cretino, il comando dell’impero passò nelle mani di un liberto di colore scelto in condominio con la dinastia Clinton, in attesa che fosse presentabile il figlio Jebb.

Nessuno più si chiese “cosa sarebbe avvenuto dopo” in ossequio del principio che avrebbe deciso il popolo e perché, col potere interno USA in mano a femmine intriganti, schiavi, liberti e militari lascivi, rispondere a domande  che non ti fanno,  serve solo ad accelerare la pensione.

Figuratevi se le domande sul “dopo”  se le siano poste nel caso di un” regime change” in paesi nemici come l’Afganistan o la Siria, dove, comunque, l’intelligence faceva solo fotografie.

Ormai l’importante è diventato favorire il vassallo straniero che offre più visibilità  e vantaggi e individuare chi comanda a Washington.

immaginiamo per un momento che Assad è il suo legittimo governo cedano agli attacchi  sempre più violenti  lanciati dall’interno e dall’esterno e che crollino.

Chi difenderà i cristiani di Siria? Chi impedirà il promesso  massacro dei trecentocinquantamila alauiti di Siria? Chi proteggerà la minoranza Sciita?  Chi si insedierà a Damasco?

Secondo il New York Times del 4 giugno, l’ISIS,( ” sta assumendo i contorni di un movimento politico e sociale”) il più ottimista generale Petraeus propone, per vincere, di allearsi con Al Kaida contro l’ISIS.

Ma come? non era cominciato tutto con una guerra contro al Kaida colpevole di aver demolito le due torri di New York e ucciso tremila americani di un sol colpo?

La base dell’equivoco è che gli alleati islamici ( Sauditi, Emirati, Giordania, Turchia) sono d’accordo con gli USA per combattere l’ISIS in Irak, ma lo sostengono in Siria in odio al regime laico di Assad che vogliono morto. USA in testa.

I più probabili vincitori autoproclamati sarebbero i ribelli di Al Nusra ( un franchising di Al Kaida, protetti e riforniti dai turchi) assieme all’ISIS ed al suo collezionismo di teste mozzate.

Il vincitore dietro le quinte sarebbe la Turchia di Erdogan che otterrebbe il suo spazio geopolitico in Siria e Irak ( Mossul…), quello stesso spazio che la Germania si è ostinata per venti anni a rifiutargli nella UE.

Gli USA in tutta questa confusione fanno la parte del forzuto ubriaco che viene aizzato contro uno o l’altro a piacimento dei furbissimi piccoli e il gigante cieco colpisce senza capire quale sia ( e se esista) il suo interesse.

Vorranno mettere Al Nusra al potere a Damasco ed inserirlo nella NATO? Vorranno gli europei associarsi con degli assassini mozzaorecchie ?

La parte più triste della vicenda è che la sola speranza di un riequilibrio della situazione è riposta nella Russia e l’Iran che soli sembrano rimasti a difendere il mondo dalla Babele che permea di se ogni aspetto della vita associata, dalla moda ai matrimoni tra froci, alla denatalità e al sub appalto dell’utero che le donne scambiano per progresso.

I governanti, seguono le mutevoli folle credendosi “democratici consapevoli”. Si offrono come modelli di buon governo mentre sono solo dei castratori di capponi.

In Congo tra il 1998 e il 2000 sono morti 5.500.000 ( cinque milioni e mezzo ) di esseri umani, ma gli interessi delle compagnie minerarie hanno tenuto la notizia in sordina. In Messico solo lo scorso anno sono morti – nelle guerre tra bande di mercanti di droga 120.000 persone, ma qui gli interessi dei commercianti di droga hanno prevalso e l’industria del divertimento non vuole parlare di sangue.

Naturalmente nessuno è obbligato a credere a quel che predico ormai da tre anni e mezzo.

Può però credere con maggiori probabilità di non essere messo in manicomio se offro la lettura dell’ “autorevole Guardian” giornale dell’establishement britannico che in data 3 giugno racconta l’edificante storia di un agente segreto britannico ( di nazionalità svedese, tale Behrlin Gildo) beccato dalla polizia di Sua Maestà, deferito alla magistratura, riconosciuto colpevole di terrorismo in Siria e liberato “per non imbarazzare l’intelligence service”.

L’articolo che ho pubblicato per intero sulla mia pagina Facebook, basta e avanza a far capire che Britannici, Americani e francesi hanno messo assieme questa orrenda sceneggiata costata centinaia di migliaia di morti, quattro milioni di rifugiati politici, la distruzione dell’agricoltura mesopotamica ( trenta dighe costruite in turchia – coi soldi del FMI e World Bank) che hanno drenato il 50% dell’acqua dell’Eufrate provocando una siccità biblica  che ha scontentato i beneficiari della bonifica governativa e posto le premesse della ribellione.

Chi non fosse pago di quanto nell’articolo del Guardian, può clikkare sul link che troverà all’interno  per leggere del traffico di armi in un articolo di Seymour Hirsch sulla LONDON REVIEW OF BOOKS del 17 aprile 2014 in cui sono esposti i dettagli del traffico di armi dalla Libia alla Siria. Tutte cose che ho rivelato a suo tempo su questo blog.

Con la scusa che “i dittatori” uccidevano centinaia di persone ( mai visto un cadavere) hanno ammazzato un milione di persone in dieci anni e il piccolo Aylan è solo l’ultima vittima. E lo abbiamo visto tutti.

Questo è il mio ultimo post – tanto ai più non importa nulla –  e dopo un moto di colpevolezza andranno al cinema a vedere qualche film che glorifica questi assassini di donne e bambini e tra una strage e l’altra realizzata alla consolle del PC mastica un chewing gum per profumarsi l’alito.

Ecco il link del Guardian: http://www.theguardian.com/commentisfree/2015/jun03/us-isis-syria-iraq

Ringrazio tutti coloro che si sono interessati e vi rimando al libro che intendo scrivere sul Mediterraneo, il Levante e Noi.

Chi vuole agire, mi scriva.

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Commenti

  • Luigi  On settembre 7, 2015 at 11:03 pm

    Che significa: (( Questo è il mio ultimo post)) ?

    • antoniochedice  On settembre 7, 2015 at 11:07 pm

      Quel che c’è scritto. Penso che predicare su un media USA per l’interesse nazionale equivalga a togliersi una caccola dal naso mentre un tumore sta travolgendo tutta la persona.
      Penso che sia il momento di passare all’azione sulla vicenda siriana e su quella italiana.
      Chi è interessato ad agire cominci con lo scrivermi.

  • stefano  On settembre 8, 2015 at 12:51 am

    e come si fa per scriverle ?

  • David  On settembre 8, 2015 at 7:32 am

    Lei espone la pura verità dei fatti, le mando un riconoscimento per sua onestà intellettuale cosa rara ai nostri giorni.

  • Anafesto  On settembre 8, 2015 at 7:53 am

    Mi trova totalmente d’accordo su quanto da lei scritto.
    Seymour Hersh già nel 2007 nel suo articolo “Cambio di rotta” denunciava il coinvolgimento pesante degli USA nella creazione dell’orda di tagliagole che ora viene definita ISIS, le denuncie di Hersh del 2014 sono consequenziali.
    La Siria, come mi sembra anche lei ritenga, rimane nel Medioriente il pilastro di civiltà contro i fanatismi e i fondamentalismi facilmente plasmabili in quella parte del mondo è una garanzia per l’Europa che, purtroppo, retta da impresentabili, ignobili e loschi figuri, gioca contro se stessa per compiacere gli attuali colonizzatori anglofoni.
    Possibile che nessuno si ponga la domanda: a chi giova la destabilizzazione europea?
    Eppure dovrebbe essere così evidente: prima la Jugoslavia, poi l’Iraq, Tunisia, Egitto, Libia, Siria e cigliegina sulla torta l’Ucraina.
    Magari ha pure ragione quando afferma che il bullo ubriaco aizzato dai tanti sodali furbetti sia governato da una consociazione di astiose carampane, magari anche scaltre, visto che qualcuna ha ben saputo additare come eminenza grigia Big Dick, scaricando le responsabilità politiche su un individuo, che per quanto spregevole, ha un’età in cui la lucidità comincia a vacillare e una delle sue ultime rinomate imprese sembra sia stata quella di impallinare il sedere dei compagni in una battuta di caccia.

    • antoniochedice  On settembre 8, 2015 at 8:01 am

      Lei non imparerà mai a citare le fonti con tanto di testata e data per consentire il reperimento a chiunque voglia farlo.
      Fonti non reperibili= disinformazione

  • abrahammoriah  On settembre 8, 2015 at 9:20 am

    8 settembre 2015 – La vicenda dei migranti e le manipolazioni a danno delle pubbliche opinioni (come evidenziate da antoniochedice) rivelano un fatto molto semplice ma che il mainstream dell’odierna scienza politica fa di tutto per celare: che la violenza manipolatoria sulle masse da parte delle odierne democrazie non ha nulla da invidiare rispetto a quella dei totalitarismi stalinista e nazista. Faccio solo un esempio riferito alla Germania e della controversia filosofico-politica che seguì negli anni a venire. Quando gli alleati arrivarono sul territorio tedesco si scoprirono i campi di sterminio e sorse la domanda se il popolo tedesco fosse a conoscenza di questo orrore. Negli anni successivi fiumi di inchiostro furono scritti sulla “shuldfrage” (cfr. l’edizione italiana del testo seminale sull’argomento: Karl Jaspers, La questione della colpa : sulla responsabilità politica della Germania, Milano, 1996). Ora se è indubbio che le odierne democrazie si stanno macchiando di crimini del tutto analoghi a quelli dei totalitarismi del Novecento (l’unica differenza che questi li compivano in buona coscienza, le democrazie li devono tenere celati), è altrettanto indubbio che una “shuldfrage”, una questione della colpa, esiste anche per le masse che si bevono – analogamente come nella Germania nazista – in parte in buona e in parte in cattiva fede le balle e gli occultamenti e le manipolazioni da parte delle loro classi dirigenti. La mia personale opinione, per quello che vale, è che in politica e in geopolitica non esistono colpe, questo è un modo moralistico per affrontare la questione. Esistono invece masse che non hanno gli strumenti, né informativi né intellettivi, per non farsi prendere per i fondelli dalle loro classi dirigenti. E per non essere dei moralisti da strapazzo, per i quali se celassero questa ultima verità ci sarebbe sì una vera questione della colpa, ma dei responsabili realisti, bisogna alla fine concludere che la democrazia politica si è storicamente dimostrata manipolatrice nei confronti delle masse e criminalmente violenta verso le popolazioni che hanno dovuto subire l’applicazione manu militari dei principi democratici, come anche dimostrato per ultimo dalla vicenda dei profughi e dei migranti, né più né meno dei totalitarismi stalinista e nazi-fascista. In questi anni il “Corriere della Collera” e il suo animatore e creatore Antonio de Martini hanno cercato di far aprire gli occhi sull’orrore che si cela dietro la retorica dell’odierna politica e quindi, spero non per l’ultima volta su questo blog, ripeto mestamente quanto già avevo detto ieri: mi piace l’odierno post di antoniochedice, mi (dis)piace il suo annuncio di cessazione del “Corriere della Collera”. Spero solo che la forzata aridità espressiva di questo mio commiato sia dovuta al presentimento che nulla è mai per sempre. Massimo Morigi

    • antoniochedice  On settembre 8, 2015 at 9:25 am

      Amico mio,
      La misura è colma,pochi singoli reagiscono, la massa – la melassa- è compatta.

  • Alberto  On settembre 8, 2015 at 9:36 am

    caro Antonio,
    spero che la tua promessa di smettere di scrivere i tuoi frequenti commenti sull’altare della scrittura, pur benemerita, del tuo libro non sia mantenuta.
    vorrei che fosse una promessa da marinaio.

    il mio pronostico è che non saprai resistere, ti pruderà la penna, e continuerai a stimolarci, magari solo con minor frequenza.

    se ti devi, come hai detto, concentrare su un libro che sarà sicuramente importante per la chiarezza che cercherà di porre nelle dinamiche geopolitiche del mondo che cambia, mi sembra ingiusto che tu ci privi della freschezza del commento day by day di ciò che capita nel mondo. dipanare la verità meno apparente non è virtù di molti.

    hai acquisito dei doveri nei confronti dei tuoi devoti lettori, caro Antonio!!!

    ciao.

  • Roberto Pellegrini  On settembre 8, 2015 at 2:54 pm

    Caro Antonio, mi spiace vederti appendere la tastiera al chiodo. I tuoi articoli e le tue segnalazioni erano un ottimo spunto di riflessione, anche se le risposte erano poche. D’altra parte gli argomenti sono sempre stati molto complessi. E anche se oggi la tuttologia va di moda, i veri esperti o appassionati di geostrategia sono pochi. Rimango, con i tuoi lettori, in attesa del libro su cui ci dici hai cominciato a lavorare. Ti ringrazio per le cose che mi hai insegnato e per l’interesse che hai suscitato.

  • Massimiliano  On settembre 8, 2015 at 2:54 pm

    No Antonio. Non smetta per caritá.
    È troppo importante quello che lei scrive. La cloaca della stampa è colma di lingue pelose a pagamento. Perlomeno quelle che riempiono giornali e telegiornali. Ci saranno onesti giornalisti ma non hanno spazi.

    Un altro bellissimo .

  • gicecca  On settembre 8, 2015 at 7:31 pm

    Cari amici di Antonio de Martini, noi dovremmo saper accettare una decisione che penso sia stata, come sempre, calibrata e pensata. Da parte mia, ho sempre pensato che ad un certo punto, e ognuno di noi ha il suo “certo punto”, bisogna saper avere il coraggio di smettere. Quando persi, per vari motivi, il mio ottimismo medico ( il medico è un po’ un Sisifo che spinge in alto per un po’ la sofferenza e il dolore, ben sapendo che questi ricadranno giù e ci vuole un sano ottimismo per fare il buon medico) mi misi a studiare teologia che mi deluse abbastanza presto. Poi, divenni un discreto divulgatore di storia dell’arte etc etc. Antonio saprà trovare, anche senza blog, la sua via di vita; e noi la nostra, Geopolitica o no. Sursum corda !!! GiC

  • donato zeno  On settembre 8, 2015 at 10:54 pm

    Questo epilogo era prevedibile dal 17/7/2012 (lo editi pure è veramente l’ultimo intervento).

    • antoniochedice  On settembre 8, 2015 at 11:17 pm

      Non l’ho capito, ma va bene ugualmente.

  • donato zeno  On settembre 8, 2015 at 11:40 pm

    Se mi permette una piccola spiegazione:l’attentato di quel giorno segnò il punto di non ritorno per Turchia USA e Qatar ,l’unica cosa che conta per loro è avere lo scalpo di Assad.I tentativi di mediazione,le conferenze di Ginevra etc……
    sono solo fumo negli occhi.Le “indecisioni” di Obama sono la copia di quelle di Clinton sulla Bosnia e sul Kossovo servono solo a preparare meglio l’intervento militare e manipolare l’opinione pubblica.Grazie per la replica concessami.
    In quanto al futuro IMHO la Libia al confronto sembrerà uno scherzo.

  • armstav  On settembre 8, 2015 at 11:57 pm

    Anch’io non ci voglio credere, poiche’ ama troppo combattere la stupidita’ e la corruzione degli avidi di potere nel senso piu’ ampio del termine
    A presto ed auguri per il libro.

  • donato zeno  On settembre 9, 2015 at 12:09 am

    Mi consentirà una piccola integrazione (sennò divento come certi personaggi verdiani “Addio Addio” e rimangono sempre in scena) L'”accordo” sulla distruzione del gas nel 2013 ha avuto due conseguenze:
    1) Indebolire la capacità di deterrenza dell’esercito lealista
    2)Tramite la rivolta maidanista e le sanzioni fiaccare la possibilità per la Russia di sostenere Assad nel momento cruciale.

    • antoniochedice  On settembre 9, 2015 at 8:05 am

      Punto 2. Credo vero il contrario. C’è stata si sul fronte Ucraino per illudere i russi e attirarli nell’errore strategico dell’apertura del secondo fronte, CHE POI IMPLICA L’apertura del terzo in Cecenia.
      Continuano a parlare con serenità di intervento russo contro l’ISIS in Siria e questo non è normale.

  • Carlo Alberto Graziani  On settembre 9, 2015 at 11:32 am

    Caro Tonino,
    le tue analisi, le tue critiche, i tuoi continui stimoli a guardare il mondo da un altro punto di vista mi mancheranno e, come emerge con evidenza dai tanti commenti, non mancheranno solo a me.
    Con intatta amicizia, in attesa del tuo libro
    Carlo Alberto

    • Kho  On settembre 9, 2015 at 4:25 pm

      Nessuno può opporsi al periodo zarathustriano che il Signor Antonio vuol prendersi. A noi non resta che condividere il dispiacere della mancanza, che comunque sarà fruttuosa (dal momento che i frequentatori di questo blog anche se, a volte, in divergenza sono nel profondo animati dallo stesso nobile spasmo interiore e sapranno come coltivarsi altrove al fine di ritrovare se stessi).
      Viviamo in periodi oscuri questo è certo. Dove tutto è il contrario di tutto, dove la follia vince sulla ragionevolezza…dove quei 6 pazzi furiosi della Tirannide dai super-feudi tecnologici al tavolo del Risiko (ma che loro chiamano DemoKrazia) seminano guerre fra i Poveri per risorse vitali alle sue Industrie, che tessono la società dei Medi attraverso il bisogno, spesso inutile quasi sempre dannoso, ovviamente a pagamento.
      Loro fanno finta di essere Giusti (si son comprati tutto,anche il Diritto…Romano e Divino) e la falsa maggioranza (i più in realtà sono i poveri) dei Medi a sua volta fa finta di non sentire l’odore di sangue con cui è oleato il motore del suo Benessere. Le lacrime della falsa coscienza tanto lavano via tutto. E quelle sanno come farle scendere, dato che si son comprati le Parole e sanno pure come “far pensare” (ma solo i più deboli).
      La “libertà” è il vero oppio dei popoli. D’altronde la libertà si promette agli schiavi, i liberi semmai s’incatenano…
      Con stima, Nicola.

  • Arnaldo Ferrari  On settembre 10, 2015 at 3:26 pm

    Buongiorno Antonio, sono molto dispiaciuto della sua decisione e spero vivamente in un ripensamento. I suoi articoli sono importantissimi in un mondo dominato dalle menzogne e dalle omissioni sfacciate della stampa sussidiata.
    Relativamente a questo articolo, che ho trovato interessantissimo sotto ogni profilo, mi permetto di segnalarle, ove non già noto, questo filmato di youtube che suggerisce una, per me inedita, traduzione dell’acronimo isis:

    Un grazie sentito per quanto finora fatto e un augurio per quanto intenderà fare e di cui spero vorrà rendermi partecipe.
    Cordialissimi saluti,
    Arnaldo Ferrari

  • antoniochedice  On giugno 23, 2016 at 10:38 pm

    L’ha ribloggato su IL CORRIERE DELLA COLLERAe ha commentato:

    A Dicembre 2015 scrivevo invitando a non creare un vuoto politico in Siria. Adesso scopro che questa idiozia e il programma della candidata al Pentagono di Hillary Clinton…..Riprendo a scrivere nel tentativo di non coinvolgere l’Italia

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