Archivi delle etichette: al kaida

SIRIA: C’E’ CHI VUOLE UNA ESCALATION ( MODERATA e CONTRO ASSAD) NEL DOPO OBAMA di Antonio de Martini

Dopo a stravagante uscita dei ” Diplomatici dissidenti” del dipartimento di stato, ( cinquanta dei quali solo uno appartenente all’ufficio che si occupa della Siria. Vorrebbero liberarsi della grana scaricandola sui militari) adesso abbiamo l’aspirante ( autocandidata)  futura segretaria di Stato alla Difesa Michèle Flournoy  N° 3 del Pentagono fino al 2012, la quale dimostra che la possibilità di una donna di dire grandi corbellerie è pari – se non superiore – a quella di un generale con l’Alzeimer , ma può far danni considerevoli perché una donna ha un vissuto genericamente pacioso e le si perdonano le carenze tecniche. Continua a leggere

DOPO ASSAD, IL DILUVIO? L’IMPERO AMERICANO DA CESARE A ROMOLO AUGUSTOLO IN DIECI ANNI. di Antonio de Martini

Tra i tanti commentatori, strateghi, maghi e chiromanti che si occupano della guerra in Siria e della crisi nel vicino e Medio Oriente, mai nessuno che si chieda cosa succederebbe se Bashar el  Assad ed il suo governo dovessero soccombere agli attacchi armati interni ed esterni di cui sono oggetto da oltre quattro anni. Continua a leggere

IL SIGNIFICATO DEL VUOTO DI POTERE NELLO YEMEN. di Antonio de Martini

Con le dimissioni del presidente della Repubblica Abd Rabbo Mansour Hadi e del primo ministro Khaled Baha si realizza nello Yemen – una prima nel mondo arabo – un vuoto di potere senza la solita ressa di candidati alla successione.
La stasi politica è tale che anche i combattimenti contro Al Kaida della penisola araba ( nome della filiale yemenita) stanno subendo un momento di calma innaturale, un po’ come accade in mare nell’occhio del ciclone. Continua a leggere

AGOSTO TERRORISTA MIO NON TI CONOSCO. INTELLIGENCE SENZA INTELLIGENZA E SENZA PUDORE. di Antonio de Martini

La intelligence community americana, quella inglese e, novità, quella tedesca sono in subbuglio.
Il sistema di intercettazione globale avrebbe segnalato qualcosa che li ha messi in allarme.
Non sappiamo quale sia l’indice che ha creato il panico, ma tra gli elementi scatenanti un avviso di attacco, tradizionalmente c’è un aumento inconsueto di frequenza del traffico telefonico tra apparecchi di trasmissione sospetti.

La Francia, si è allineata con settanta ore di ritardo, non è chiaro se perché ha deciso di sentirsi anche lei una grande potenza o se perché il Presidente Hollande ci ha messo due giorni per capire.

Mi pare evidente che i contenuti di queste comunicazioni non siano stati decifrati, altrimenti l’allarme non avrebbe assunto caratteristiche tanto vaste: le rappresentanze diplomatiche e consolari di tre nazioni ( più la Francia nel solo Yemen) in 25 paesi hanno chiuso i battenti per un periodo variabile da uno a dieci giorni.
Almeno questo è quel che ci viene comunicato con inconsueta enfasi.

Vero, falso o operazione di copertura?

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I PAESI ARABI FRANCOFONI INIZIANO A CONTRASTARE IL RECLUTAMENTO DI VOLONTARI PER LA GUERRA IN SIRIA. I PAESI ARABI ANGLOFONI CONTINUANO. È UN NUOVO CAPITOLO DELLO SCONTRO TRA CATTOLICI E PROTESTANTI. NEL LEVANTE URGE UNA INIZIATIVA ITALIANA, MAGARI ANCHE NON GOVERNATIVA. di Antonio de Martini

Gli algerini hanno capito, I marocchini pure, la Mauritania arranca ma cerca di arginare, insomma il Maghreb francofono si va organizzando affinche’ quello che e’ accaduto in Tunisia – Libia – Egitto, grazie a Qatar e Sauditi Wahabiti, non accada anche a casa loro e in Siria a dispetto degli accordi di Parigi tra Al-Thani e François Hollande.

Il mondo Anglofono (tranne Israele che e’ stato il primo ad accorgersi e adesso sul Golan prende i ribelli a cannonate) continua a sostenere (armi, soldi, logistica e appoggio politico) i ribelli siriani in cambio della promessa di qualche affaruccio post bellico.

Il quotidiano algerino Essharouk ( l’Oriente) Il 18 aprile ha dato la notizia che i servizi di sicurezza algerini hanno arrestato quattro persone appartenenti alla Islamic Salvation Army ( AIS, considerato il braccio armato del FIS Fronte islamico di Salvezza, il partito religioso ) nella provincia di Chlef con l’accusa di reclutare Jihadisti destinati al fronte siriano.

Singolare, ma mai fatto notare dai media,

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DA KABUL A BOSTON . CHI DI BOMBA FERISCE….. di Antonio de Martini

È stata al Kaida, oppure americani intenzionati a reagire all’inverno del loro scontento?
C’è un tale miscuglio operativo e motivazionale che ritengo si tratti di americani nati in America ( o in Inghilterra) e aderenti ideologicamente, non organizzativamente, ad Al Kaida.
Una specie in crescita benchè, ipso facto, condannata a morte senza processo, appena individuata.

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STALIN CHIEDEVA QUANTE DIVISIONI AVESSE IL PAPA. OBAMA VUOLE CONTARGLI I TERRORISTI. di Antonio de Martini

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Appena prima dello scoppio degli ordigni di Boston, il Washington Times faceva deflagrare una bomba dalle conseguenze politiche imprevedibili con toppa finale maldestra come ormai l’amministrazione Obama ci ha abituati a constatare.
Nel Veneto si dice ” Pejo el tacon del buso.”

Il Dipartimento della Difesa, si è visto rinfacciare un documento riservato, evidentemente non troppo, in cui i cattolici in quanto tali venivano presentati in una lista di organizzazioni estremiste, i cui adepti andrebbero sorvegliati perché potenzialmente nocivi per i militari USA.

Nella lista, i cattolici sono in buona compagnia assieme agli evangelisti ( setta protestante), Al Kaida , Hamas, il Klu Klux Klan, il gruppo terrorista Abu Sayaf ed altre dodici organizzazioni religiose e razziste.

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L’ORDINE REGNA NEL SAHARA. MA ATTENTI, NON È UN NUOVO AFGANISTAN. È UN NUOVO VIETNAM. di Antonio de Martini

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Abu al Baraa, Tahar ben Chenab, Mokhtar belmokhtar, le varie agenzie indicano nomi e nazionalità differenti per il vertice del commando frettolosamente distrutto dall’esercito algerino, ansioso di chiudere la vicenda evitando ingerenze straniere nelle sue vicende interne: il premier inglese Cameron aveva ripetutamente intimato al governo algerino di informarlo preventivamente in caso di passaggio all’azione ma il Presidente algerino Abd el Aziz Bouteflika ammaestrato dall’esperienza libica, non ha abboccato e ha proceduto in solitaria.

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AFRICA, LE MOTIVAZIONI DELL’INTERVENTO FRANCO-BRITANNICO IN MALI. di Antonio de Martini

http://corrieredellacollera.com

Ambienti vicini all’intervento franco-britannico fanno sapere che la decisione di intervenire anticipatamente rispetto al calendario fissato dai lavori delle Nazioni Unite, è dovuto a informazioni, definite molto attendibili, provenienti dall’intelligence USA che attribuivano intenti federativi e di coordinamento militare alle tre delle organizzazioni ” islamiste” presenti nel territorio dell’Africa sub sahariana: AQIM ( Al Kaida del Magreb Arabo) , gli Shabab dell’Africa Orientale ed il Boko Haram dell’area nigeriana . Continua a leggere

LA SIRIA RESISTE ALLA GUERRA. MA ALLA FAME? di Antonio de Martini

Questo anno, il prodotto interno lordo della Siria é diminuito del 50 %.
La crisi è dovuta alle Sanzioni economiche che la UE ha imposto e che hanno provocato un danno alle esportazioni petrolifere ed al turismo, oltre ad una serie di commerci da economia sommersa, la cui mancanza si avverte solo per la crescita della criminalità spicciola e crudele che fino a tre mesi fa era completamente sconosciuta. Continua a leggere

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