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LA CONFERENZA DI PACE SULLA SIRIA E’ ARRIVATA. ARRIVERA’ ANCHE LA PACE? NON PER ADESSO. SERVONO ALTRI MORTI E UN’ALTRA GINEVRA, LA TERZA. di Antonio de Martini

http://corrieredellacollera.com

NO IRAN, NO PARTY.

Basta dare un’occhiata al fittissimo calendario degli impegni internazionali  fissati  in questo periodo, per capire che quasi nessuno si aspettava la convocazione della conferenza di Pace sulla Siria.

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AGOSTO TERRORISTA MIO NON TI CONOSCO. INTELLIGENCE SENZA INTELLIGENZA E SENZA PUDORE. di Antonio de Martini

La intelligence community americana, quella inglese e, novità, quella tedesca sono in subbuglio.
Il sistema di intercettazione globale avrebbe segnalato qualcosa che li ha messi in allarme.
Non sappiamo quale sia l’indice che ha creato il panico, ma tra gli elementi scatenanti un avviso di attacco, tradizionalmente c’è un aumento inconsueto di frequenza del traffico telefonico tra apparecchi di trasmissione sospetti.

La Francia, si è allineata con settanta ore di ritardo, non è chiaro se perché ha deciso di sentirsi anche lei una grande potenza o se perché il Presidente Hollande ci ha messo due giorni per capire.

Mi pare evidente che i contenuti di queste comunicazioni non siano stati decifrati, altrimenti l’allarme non avrebbe assunto caratteristiche tanto vaste: le rappresentanze diplomatiche e consolari di tre nazioni ( più la Francia nel solo Yemen) in 25 paesi hanno chiuso i battenti per un periodo variabile da uno a dieci giorni.
Almeno questo è quel che ci viene comunicato con inconsueta enfasi.

Vero, falso o operazione di copertura?

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EGITTO : ARRIVANO I COLONNELLI MA LA CONFUSIONE È GENERALE. SPECIE IN AMERICA. di Antonio de Martini

Barak Obama deve iniziare a rammaricarsi di aver creduto alle storielle sull’Islam politico raccontate dal nonno keniota, David Petraeus e Leon Panetta.

Il governo americano ha dato ordine di evacuare tutto il personale non necessario dell’ambasciata e ha già trasferito in Marocco i 18 “borsisti” che seguivano corsi di perfezionamento in arabo.
Una svagata dichiarazione di Obama esprime preoccupazione e ricorda che ha i cordoni della borsa dei militari, ma non spiega che scelta faranno gli USA verso l’Egitto.
Evidentemente medita sugli inevitabili riflessi in Yemen, Libia, Tunisia ( dove l’opposizione agli islamisti già scalpita) , Siria, Giordania e Bahrein.
Tra la Democrazia e interesse nazionale cosa sceglierà?

Anche nel mondo arabo, le reazioni sono parecchio confuse: il nuovo sceicco del Katar, Tamim Ibn Hamad al Thani, che stava continuando a finanziare Morsi e la fratellanza ma era intenzionato a far loro abbassare i toni, tace imbarazzato in attesa di capire che faranno gli USA.
I Salafiti difendono Il Presidente destituito, imbarazzando gli americani per un gemellaggio sgradito.

Assad plaude al golpe e gongola assieme al re di Giordania nella constatazione che l’Islam politico sunnita non riesce a governare. Come faranno a imporgli adesso una soluzione “islamica” ?

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