LA CONFERENZA DI PACE SULLA SIRIA E’ ARRIVATA. ARRIVERA’ ANCHE LA PACE? NON PER ADESSO. SERVONO ALTRI MORTI E UN’ALTRA GINEVRA, LA TERZA. di Antonio de Martini

http://corrieredellacollera.com

NO IRAN, NO PARTY.

Basta dare un’occhiata al fittissimo calendario degli impegni internazionali  fissati  in questo periodo, per capire che quasi nessuno si aspettava la convocazione della conferenza di Pace sulla Siria.

La riunione è stata preceduta da un fitto lancio di accuse e controaccuse, scoperte di fosse comuni, scontri cruenti (  in uno, 700 morti !)  tra i ribelli volti ad accreditare la favola della sconfitta di Al Nusra e dei Quedisti, dichiarazioni verbalmente aggressive di  Bashar Al Assad che minaccia di ricandidarsi, dichiarazioni del “capo dell’opposizione”  Ahmad Jarba  (della stessa tribù dei Saoud, una new entry) che ritiene le elezioni impossibili e non dice nemmeno per quanto tempo, insomma la solita baruffa preparatoria e accusatoria semitica che vediamo puntualmente realizzarsi anche alla vigilia di ogni negoziato israelo-palestinese, dove la parte dell’uomo nero è passata dai palestinesi agli iraniani, proprio nel giorno in cui L’AIEA ( agenzia internazionale per l’energia atomica) confermava che i reattori nucleari iraniani erano sotto controllo.

Perfino il TPI ( Tribunale Penale Internazionale) ha dato segni di vita aprendo il processo agli assassini di Hariri con sul banco degli accusati quattro poveri diavoli che dubito possano innescare un ordigno elettronico.

Si capisce che gli USA – anche per il clima da guerra civile tra democratici e repubblicani che sta raggiungendo limiti di guardia in ogni campo)  hanno voluto creare una atmosfera di frizione iniziale per riprendersi l’iniziativa politica che sembrava destinata nuovamente a favorire l’immagine di una Russia diplomaticamente abile ( e qui l’alt alla presenza dell’Iran alla seduta inaugurale), sia per dare un incentivo di partecipazione allArabia saudita ( e alla Francia alla vigilia del viaggio di Francois Hollande in USA) ed ai suoi alleati ribelli  siriani, nessuno dei quali si è ancora ripreso dallo choc del brusco mutamento di rotta degli statunitensi e che minacciavano di disertare l’assise in assenza di un gap da concedere da parte iraniana.

l‘Iran intanto si muove con molta rapidità su tutti i fronti : Yemen, dove la ribellione degli Houtis al confine saudita è particolarmente virulenta e tende a infiltrarsi nel paese vicino; in Bahrein, dove la base navale americana  ha vita precaria a causa dei continui moti di rivolta degli sciiti locali che vogliono “la democrazia” e gemono sotto l’occupazione militare saudita ( di cui non si parla); In Siria, dove  i governativi riprendono quotidianamente posizione ma la guerra  non finirà per anni; in Irak dove i rapporti con gli USA migliorano in proporzione diretta al migliorare dei rapporti con L’Iran e quindi ci si attende un irrigidimento; in Libano, dove il giovane Hariri ha dichiarato due giorni fa di essere disposto a un governo di coalizione con l’Hezbollah che accusava di essere gli assassini del Padre.

L’allontanamento dell’Iran dalla cerimonia inaugurale della conferenza GINEVRA II pone inevitabilmente le basi per la convocazione di una GINEVRA III per dare vita alla quale sarà necessario prima  un nuovo confronto militare – asimmetrico o no ormai poco importa – tra Arabia Saudita e Iran, al termine del quale si deciderà nuovamente l’ammissione dei persiani, senza i quali  la conferenza non giungerà a nessuna conclusione.

Mentre USA e Russia staranno a guardare a pena di uno scontro diretto che nessuno vuole ( almeno non oggi) ,  la Francia cercherà di trarre profitto dalla nuova partnership con i sauditi commerciando in armi. Hollande  ha già  raccolto 3 miliardi di dollari da Re Abdallah  al Saoud per armare l’esercito libanese  (una enormità per il piccolo paese se si pensa che l’aiuto USA a Israele è di 3 miliardi annui). Il rischio libanese aumenta dato che è stato scelto come luogo di scontro tra i rispettivi servizi segreti, ma la popolazione – ancora memore di 18 anni di guerra civile finita nel ’91 – non si lascia coinvolgere.

QUALE IL TEATRO DEL NUOVO CONFRONTO  E CON CHE MEZZI ?

I possibili teatri fisici  della nuova fase di scontri potrebbero essere molteplici.

a) Caucaso : in questa zona l’attività di guerriglia è già iniziata. Lo scopo strategico di questa successione di attentati è di indurre la Russia a desistere dall’appoggio incondizionato al duo Siria-Iran.  Lo strumento è rappresentato dai rimasugli di guerriglieri nazionalisti ceceni  che vengono riciclati in chiave religiosa di Jihad. il ricorso al terrorismo e non alle rivolte popolari dimostra l’assenza di presa sulle popolazioni.

b) Siria: qui la guerriglia continuerà con una guerra  a bassa intensità, con un governo reso più forte dai rifornimenti di uomini ed armi che sta ricevendo in questo periodo di pausa e dalla diminuzione numerica dei jihadisti presi tra i  due fuochi dei governativi e dei ribelli filo-americani, con Israele che potrebbe aumentare il suo coinvolgimento grazie alla scomparsa del pericolo chimico siriano.

c) Irak: la pressione terroristica finanziata dai sauditi  e  le spinte indipendentiste curde sostenute dagli americani  si intensificheranno  come strumento di pressione  per piegare i governanti sciti troppo inclini verso la Persia.

d) Ucraina:  meno lontana dalla zona calda di quel che la geogrfia suggerisce, sta maturando un clima di guerra civile alla iugoslava che gli USA non fanno nulla per non incoraggiare. Finanziamenti da ” privati”  americani e tedeschi e polacchi piovono fino ad un inevitabile scontro che  avvicinerà alle frontiere russe  il pericolo.

La scelta saudita di affrontare  un nuovo giro di  combattimenti poggia certamente sulla sopravvalutazione dell’apporto francese  e sul drammatico imperativo di politica interna rappresentato dalla ormai iniziata lotta di successione al trono, in presenza di un re ormai novantenne e di un principe ereditario ( Salman) in preda alla demenza senile.  La nuova generazione sta confrontandosi all’interno e la parte più filoamericana ( Bandar Ben Sultan) è quella che ha meno probabilità di ascesa al trono dato che la madre era una povera serva analfabeta e lui è sempre stato considerato dalla famiglia un mezzo bastardo. Che però potrebbe portare a uno degli eredi, l’appoggio americano.

I LUOGHI POLITICI DI SCONTRO SARANNO:

Cipro:  nell’isola, già porto franco per scontri tra israeliani e palestinesi, si sta creando una interessante situazione geopolitica:  E’ membro della Unione Europea ( tranne la parte Nord che è presidiata dai turchi che – soli – riconoscono una repubblica ad hoc.

Esiste in loco una base  aerea britannica NATO  salita agli onori della cronaca come base di intercettazioni della NSA americana. Da pochi giorni ha anche concesso una base navale  ai Russi, per cui le due potenze egemoni del mediterraneo hanno messo in funzione un condominio a un tito di sasso l’uno dall’altra.

A questo di aggiunga ( potete vedere la cartina messa in linea tre o quattro post fa)  Cipro è strategica per  lo sfruttamento  dei giacimenti Leviathan e Tamar recentemente scoperti. Infine una convenzione militare lega Israele a Cipro UE e una alleanza di protettorato lega Cipro Nord alla Turchia che a sua volta è da sempre in contenzioso con la Grecia  per il controllo dell’isola ed entrambi sono membri della NATO. In questo baillamme, sta nascendo un movimento indipendentista a Creta  anche per svincolarsi dalla morsa della crisi debitoria della madre patria.

La Turchia:  invitata a partecipare alla guerra ma non alla pace.

Ha compromesso i suoi buoni rapporti con i russi per la presa di posizione antisiriana in questa crisi,  ha ridotto al solo contrabbando i suoi rapporti economici  con l’Iran che era un suo partner commerciale di prima grandezza,  ha visto andare in fumo le sue speranze egemoniche sui paesi  arabi ormai contesi tra sauditi e i redivivi egiziani ;   affondare con il MAVI MARMARA  il suo posizionamento di protettore dei palestinesi,  terremotata in casa da una serie di scandali di corruzione che hanno portato al “rimpasto” di ben dieci ministri   e sfidata dalle Forze Armate  – che hanno ( prima mondiale) fatto ricorso in tribunale contro il governo  –  che non hanno accettato la candanna di trecento ufficiali  accusati di golpismo la Turchia di Tajip Erdoghan è alle strette : odiata dai modernisti , snobbata dalla UE,  umiliata  dai ribelli curdi in continuo subbuglio,  vede diminuire il proprio PNL che per un quarto di secolo non era sceso sotto il 6%, vede il mare a lei vicino  pieno di petrolio e gas che rendono meno utili gli oleodotti che sta costruendo e sui cui proventi contava. E’ matura per una svolta  politica in senso filo russo o per un colpo militare accettabile dagli americani come nel caso di Al Sisi in Egitto.

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Commenti

  • donato  On gennaio 24, 2014 at 4:19 am

    Ma armare l’Esercito Libanese in cui il grosso della truppa è costituito da sciiti
    non è comunque una scelta azzardata per franco/sauditi?In quanto all Ucraina
    non vedo vie di uscita dall’impasse ,i soldi per farla untare nella UE non ci sono
    d’altronde la parte occidentale è visceralmente anti russa e questo gli impedisce di valutare obiettivamente la posizione di Yanukovich assai più propenso di quanto si creda a sfruttare la rivalità Russia/UE per ottenere le migliori offerte di aiuti che a ricostituire la vecchia URSS cosa che determinerebbe oltretutto la fine del suo potere.

    • antoniochedice  On gennaio 24, 2014 at 9:36 am

      Un argomento a commento, please!
      Falso che l’esercito libanese sia composto in maggioranza da sciti. Sono giovanotti di montagna poco alliterati e di buon comando.
      Ucraina: l’Ovest agricolo troverebbe sbocco ai suoi prodotti in occidente. L’est industriale e obsoleto, trova sbocco protetto solo a est.

    • Dostoevskij  On gennaio 24, 2014 at 11:04 am

      Salve a voi,
      sull’Ucraina, il fallimento delle trattative con l’UE/NATO e conseguente rappresaglia consiglio la lettura di quest’articolo ricco di informazioni e fonti.

      http://orizzonte48.blogspot.it/2013/12/sebastopoli-ultima-spiaggia-sinistrao.html

      Cordiali saluti.

  • ray.issa  On gennaio 24, 2014 at 10:08 am

    Dottore DE Martini tu conosci il Libano invece il signor Donato scrive dell’esercito libanese (formato a maggioranza di Sciiti senza conoscere forse dove il Libano) Una notizia cosi puo indurre la gente a dei giudizi sballati4

    • antoniochedice  On gennaio 24, 2014 at 10:55 am

      Donato, probabilmente giovane, deduce. Vizio italiano.

  • donato  On gennaio 24, 2014 at 11:37 pm

    IMHO la cosa da evitare è accordare limitazioni alla sovranità ed integrità
    territoriali della Siria che possano essere gabellate come “giustificazioni”
    di intervento aereo USA/NATO in particolare “aree protette”,”corridoi umanitari”
    etccc…….Oltretutto le elezioni in Autunno saranno probabilmente un bel bagno per i democratici quindi è inopportuno stringere intese con chi potrebbe non essere in grado di rispettarle.

    • antoniochedice  On gennaio 25, 2014 at 1:52 am

      Eventuali maggioranze repubblicane non sarebbero più tenere….

      • antoniochedice  On gennaio 25, 2014 at 5:57 pm

        Il senato é già contrario all’apertura all’Iran, pressato com’è dalle lobbies.

  • antoniochedice  On ottobre 29, 2015 at 10:49 am

    L’ha ribloggato su IL CORRIERE DELLA COLLERAe ha commentato:

    il 23 gennaio 2014 ho cercato di spiegare che una conferenza di pace sulla Siria senza la partecipazione iraniana sarebbe stata inutile. Ci siamo arrivati dopo un milione di altri profughi e ventimila altri morti.

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