SETTIMANA DECISIVA PER LA RIUSCITA DELLA TRUFFA DELLA BANCA D’ITALIA E DELLA NOSTRA RISERVA AUREA. MOLTO DIPENDE DA MATTEO RENZI CHE QUANDO IL DECRETO PASSO’ AL SENATO, NON ERA IL SEGRETARIO. LO FERMERA’ ALLA CAMERA? di Davide Giacalone

http://corrieredellacollera.com

Questa è una settimana decisiva per la sorte della Banca d’Italia, quindi per il più gigantesco trasferimento di patrimonio dalla collettività a dei privati.

Il decreto legge, già illegittimo di suo e già demolito dalla Banca Centrale Europea ( negli aspetti relativi all’  immediata patrimonializzazione delle banche, ce ne siamo ripetutamente occupati), deve essere convertito entro mercoledì 29.

Meglio sarebbe se non accadesse.

Il punto politico, che si aggiunge alle altre considerazioni già svolte, è questo: quando il Partito democratico ha votato a favore, facendo coincidere la propria posizione con quella (sventurata) del governo, Matteo Renzi non ne era ancora il segretario; da allora a oggi è passato poco tempo, ma molta acqua sotto i ponti della politica; sul punto il nuovo segretario non ha profferito verbo; la domanda è: cosa intende fare?

Far finta di niente, acconsentire alla scelleratezza o prendere una posizione che sarebbe, oltreche seria, meritoria, fermandolo?
Renzi piace molto a quella parte dell’elettorato di destra che più aveva creduto nella rivoluzione liberale sicché è anche la parte più amaramente delusa.

Dispiace molto, invece, alla parte dell’ elettorato di sinistra che più aveva creduto nella superiorità morale della propria genia e, quindi,  alla incomunicabilità etica con l’altra parte.   Ai primi Renzi fornisce non solo, e non tanto, un volto giovane, ma uno stile determinato, un linguaggio chiaro e il sollevare temi che erano dei tabù: dalla (opportuna) controriforma del Titolo quinto, alla volontà presidenzialista di trasformare la struttura politica e di governo. Piace.

Però sono temi, questi, che risaltano su uno sfondo generale, necessariamente proiettato in vero che lui fissa scadenze ravvicinate e annuncia di non volerle mancare, ma sono pur sempre scadenze interne al meccanismo legislativo, senza immediate conseguenze nella vita reale.

La Banca d’Italia, invece, è un tema di ora e con conseguenze di oggi. Non può scantonarlo.
Nel 2005 fu fatta una legge che prevedeva (giustamente) il ritorno delle quote in mano pubblica. Cosa resasi necessaria dopo la privatizzazione delle banche. Assai colpevolmente non fu applicata, andando ad appesantire gli scaffali delle leggi inutili, violate, dimenticate. In ciò la responsabilità del centro destra è notevole.

Il decreto che ora si discute, invece, non opposto, ovvero il passaggio effettivo e definitivo delle quote in mani private, stabilisce anche che nessuno potrà possederne più del 3% (era il 5, nel testo originario), il che porta a un bivio: o si crea un mercato privato delle Italia, con lo Stato che ne perde per sempre il controllo (caso unico al mondo, da manicomio); oppure, più probabilmente, sarà la stessa banca centrale a riacquistare se stessa, cioè si spenderanno molti soldi di tutti per riprendere quel che oggi è già di tutti, ma viene ceduto per meno di un tozzo di pane.

Una volta convertito il decreto non ci sarà rimedio, perché a quel bivio si troverà chiunque vinca le elezioni e chiunque governi.
Da ciò deriva che un governo in disfacimento, praticamente scomparso dalla scena politica, che neanche dispone di un passato, può ipotecare il futuro. Renzi è disposto a favorire una cosa simile?
Il problema è di Renzi, per due ragioni: a. la destra ha fatto opposizione, ma come più mosciamente non si poteva, mentre gli ortotteri declamavano nel blog, come se non avessero quel popò di gruppo parlamentare; b. alla Camera, però, possono pure tutti immolarsi come bonzi, ma la maggioranza assoluta è del Pd.  Ci pensi, quindi, perché questa è faccenda concreta, non annegabile
nella logorrea politicante e non riducibile alla baruffe interne a un partito. Ha rilevanza generale e conseguenze devastanti.

Se Renzi la pensa come il governo, ha il dovere di dirlo. Se la pensa diversamente, ha il dovere di non tacere. Non essendo parlamentare il suo pensiero non si può conoscerlo con il voto, né credo sia sport avvincente il divinarlo.

Qui laconcretezza non è una slogan, ma un valore che si misura nelle prossime ore.

Davide Giacalone
www.davidegiacalone.it <http://www.davidegiacalone.it>
@DavideGiac

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Commenti

  • ...  On gennaio 22, 2014 at 8:28 pm

    L’ha ribloggato su Il Blog di giornalismo economico e finanziario.

  • gicecca  On gennaio 22, 2014 at 8:49 pm

    Basta aspettare al massimo una settimana. giC

    • antoniochedice  On gennaio 22, 2014 at 8:50 pm

      Aspettare e non far nulla?

  • antonio  On gennaio 22, 2014 at 10:50 pm

    qualcuno ha visto fisicamente la riserva aurea di cui parlate? Certamente se esiste ancora e’ perche’ si sono dimenticati di rubarla.

  • Anafesto  On gennaio 23, 2014 at 9:15 am

    Continuo a rimanere basito: Saccomanni disinvoltamente vuole svendere quello che resta delle proprietà del popolo italiano, mentre altri parlamentari i apprestano a svendere la Banca d’Italia, sempre del popolo italiano.
    Qui ci cova una rivoluzione, o siamo proprio dei beoti che permettono a governi non eletti di depredarli (lasciando pure perdere che nemmeno a governi eletti dovrebbero passare per la mente certe truffe)?
    Quando si inizierà a ritenere questi truffatori responsabili in solido dei loro crimini?

  • gicecca  On gennaio 23, 2014 at 9:53 am

    a AdM. Che si fa ? Si scende in piazza o davanti a via Nazionale ? A che serve ? Quanti siamo ? Ricordo qualche tempo fa che a piazza s.Apostoli la “folla” non era eccessiva, io ero da solo davanti a palazzo Koch dove mi ci avevano fatto arrivare proprio perché ero solo.
    a anafesto. Non mi pare ci siano “governi non eletti”; questo governo bene o male ha la fiducia del Parlamento. E così pure l’aveva il Governo Monti. Dire o scrivere cose inesatte non aiuta. GiC

    • antoniochedice  On gennaio 23, 2014 at 4:37 pm

      In dieci giorni il blog è passato a 280 abbonati a 374. Le adesioni via mail sono quarantasette.
      Abbiamo di fronte a noi 17 settimane per fare meglio.
      Se invece comanda il numero e non lo si può cambiare, ti tocco un nervo scoperto, Israele appoggiato da solo il 20% della popolazione mondiale, dovrebbe scomparire, dato che il 53% ne ha opinione sfavorevole ( sondaggio della BBC che ha anche evitato di interpellare i paesi arabi e quelli islamici).
      Ogni minoranza ha diritto a cercare di diventare maggioranza e lo fa comunicando.
      La manifestazione è comunicazione!

    • Anafesto  On gennaio 23, 2014 at 8:39 pm

      A Gicecca:
      Per me sia Monti che Letta sono stati imposti da Napolitano e nemmeno il Parlamento, con le ultime sentenze, credo possa definirsi regolare, di conseguenza anche Napolitano 2 credo possa essere considerato abusivo, senza contare che con la faccenda della guerra in Libia avrebbe dovuto quantomeno essere indacato, sempre che non si ritenga la Costituzione, carta straccia.

  • gicecca  On gennaio 23, 2014 at 8:48 pm

    A ragionar così si va lontano. Alcuni o parecchi membri della Corte Costituzionale sono stati nominati da Napolitano. Se lui é “abusivo” lo sono anche loro. E dove si arriva ?
    Poi, é verissimo che senza Cavour e altri tre gatti e mezzo non si sarebbe “fatta la storia”, ma erano tre gatti e mezzo sveltini. e con qualche aggancio internazionale, anche del genere castiglion olgettine. La storia delle 17 settimane non l’ho capita; a cosa ? alle elezioni europee ? Ci presentiamo come quel tuo amico, facendone la stessa fine ? Ma non scherziamo, su. Non ne ho voglia, ho appena pagato miniIMu, RAI e altre sciocchezze. GiC
    Chiedo scusa per aver rotto il silenzio, torno in clausura.

    • antoniochedice  On gennaio 23, 2014 at 8:52 pm

      Diciassette settimane mancano alla assemblea della Banca d’Italia, data in cui ho invitato i cittadini a manifestare visto che li vi va tutta l’Italia che detiene una qualche forma di potere.
      Non far finta di non aver capito, sei troppo intelligente. Abbiamo tempo fino al 31 maggio. Possiamo mobilitare un gran numero di persone e sensibilizzarne moltissime prima di quella data .

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