AFRICA, LE MOTIVAZIONI DELL’INTERVENTO FRANCO-BRITANNICO IN MALI. di Antonio de Martini

http://corrieredellacollera.com

Ambienti vicini all’intervento franco-britannico fanno sapere che la decisione di intervenire anticipatamente rispetto al calendario fissato dai lavori delle Nazioni Unite, è dovuto a informazioni, definite molto attendibili, provenienti dall’intelligence USA che attribuivano intenti federativi e di coordinamento militare alle tre delle organizzazioni ” islamiste” presenti nel territorio dell’Africa sub sahariana: AQIM ( Al Kaida del Magreb Arabo) , gli Shabab dell’Africa Orientale ed il Boko Haram dell’area nigeriana .

Pare che questo “embrione federale” sia sorto dopo un incontro avvenuto nel maggio 2012 ed abbia come intento la creazione di un “califfato” estendentesi dalla frontiera del sud Sudan fino alla Mauritania.
Ritengo questa ” informazione” una mera giustificazione dell’intervento militare o frutto di un ennesimo “incauto acquisto” di humint da parte americana, come avvenuto in Irak , Afganistan ed in Siria.

Le ragioni dei miei dubbi:

A) Il patto federativo è tipico della cultura anglosassone, mentre la cultura mussulmana ha sempre espresso istanze unitarie, globali o locali, spesso identificandole in un leader, per ora non apparso.

B) Non ci sarebbe nessun motivo di escludere la Mauritania da un simile progetto, dato che fu il primo paese sospettato di intese con Osama Ben Laden all’indomani dell’attacco alle due torri.

C) Boko Haram, nata e sorta non si sa bene come, dice di perseguire finalità di “pulizia etnico-religiosa” nella popolazione , esigenza questa NON perseguita dalle altre due organizzazioni dove la presenza cristiana o israelita è irrilevante. Manca dunque il collante.

D) Mi pare invece di assistere ad una riedizione ( se non una prosecuzione) della triplice intesa anti Libia, dove gli americani offrono la piattaforma comunicazionale e l’Intelligence, gli inglesi il supporto logistico e i francesi la carne da cannone, ovvero la Legione Straniera.
D’altronde, anche le armi di cui i ribelli sono dotati – in quantità e qualità superiore al previsto – sono di provenienza libica, così come la tattica di usare camionette armate di mitragliatrici pesanti la cui autonomia è resa indefinita da una serie di mini depositi di carburante e munizioni nascosti preventivamente nel deserto.
Questa tattica è la risposta sensata alla schiacciante superiorità aerea e di ricognizione degli occidentali , presuppone il sostegno della , scarsa, popolazione locale e quindi esclude a priori la tesi base della informazione USA che i Jihadisti intendano fare ” pulizia etnico-religiosa” .
Il Sahara non ne ha bisogno.

E) le uniche certezze che scaturiscono finora dagli eventi, sono che il Mali è il quinto paese mussulmano oggetto di un attacco militare occidentale dalle motivazioni arzigogolate ( Irak, Afganistan, Libia, Siria, Mali) che si sostanzia in una morìa di islamici; che stiamo assistendo da una settimana a questa parte, ad una vera e propria occupazione militare preventiva del continente africano; che quando ci sono in ballo anche ricchezze minerarie, gli italiani non vengono invitati a difendere la democrazia.

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Commenti

  • ST  Il gennaio 15, 2013 alle 6:22 pm

    BUONGIORNO DOTTORE. LE FACCIO UNA DOMANDA. E’ POSSIBILE CHE I FRANCESI SI ILLUDANO SULLE LORO CAPACITA’ OPERATIVE QUANDO PENETRANO IN UN PAESE MUSULMANO PIENO DI ARMI? NON HANNO IMPARATO NULLA DA AFGHANISTAN, IRAK E SIRIA, ULTIMA MA NON MINORE? INFATTI NON RIESCO A SPIEGARMI COSA PENSINO DI RICAVARNE SE NON UN’ALTRA COSTOSISSIMA DISFATTA… NON SARA’ IL CASO DI PARAFRASARE MITTERAND BUONANIMA ” HOLLANDE VISIBLEMENT S’EMMERDE” DESTINATARIO ORIGINALE JOSPIN. CON STIMA

    • antoniochedice  Il gennaio 15, 2013 alle 7:40 pm

      Buonasera. Qualche guerra si fa per ragioni di politica interna; qualche altra per compiacere un alleato oppure per scopi economici reconditi o in difesa del proprio modello di civiltà .
      Nell’intervento in Mali ci sono tutte queste motivazioni e forse anche l’esigenza di distrarre i francesi.
      La guerra di Algeria diede a De Gaulle il potere per dieci anni.
      Il s’emmerde, mais il s’y connaît .

  • LucaTrib  Il gennaio 24, 2013 alle 10:07 am

    Tra gli altri interessi in campo, due ipotesi sulle motivazioni della Francia. Diversi indizi ci porterebbero a pensare che più di uno stato tra quelli ad alto consumo di risorse sia oggi alla ricerca di materia prima barattabile e risorse energetiche da accaparrare. Forse in vista di tempi più duri.
    “Seguiamo l’oro. Una serie di nazioni hanno lingotti d’oro depositati presso la New York Federal Reserve, tra cui, soprattutto, la Germania. Recentemente, Berlino ha iniziato a chiedere la restituzione fisica del suo oro – 374 tonnellate dalla Banca di Francia e 300 tonnellate delle 1.500, che custodisce, presso la New York Federal Reserve.
    Quindi, indovinate un po’ cosa hanno detto in sostanza i francesi e gli americani? – Noi l’oro non ce l’abbiamo! Almeno per adesso. Ci vorranno cinque anni perché l’oro tedesco sia restituito dalla Francia e non meno di sette anni per quello della New York Federal Reserve.
    Bottom line: Parigi e Washington/New York devono riuscire ad appropriarsi di vero oro fisico, in ogni modo possibile. Ed è qui che c’entra il Mali – a fagiolo. Il Mali – e il Ghana – valgono fino all’8% della produzione globale di oro. Quindi, chi è alla disperata ricerca dell’articolo originale – l’ oro fisico – bisognerà proprio che prenda il controllo del Mali…
    Ora seguiamo l’uranio. Come può ricordare chi seguì la saga della yellowcake prima dell’invasione dell’Iraq, il Niger è il quarto più grande paese produttore di uranio. Il suo miglior cliente è – sorpresa! – la Francia, infatti la metà dell’energia elettrica francese proviene dal nucleare. Succede che le miniere di uranio in Niger siano concentrate nel nord-ovest del paese, sul lato occidentale delle montagne vicine al confine, proprio in quelle regioni bombardate recentemente dai francesi” (Pepe Escobar)

    • antoniochedice  Il gennaio 24, 2013 alle 12:08 pm

      Credo proprio che oltre a fare dei pezzi di attualità, sia giunto il momemto di pubblicare delle “schede paese” che illustrino orografia e potenziale economico di ogni paese coinvolto in questo assalto alla diligenza.
      Un grande vantaggio che la Francia ha nei nostri confronti, è aver allevato una serie di studiosi di Geopolitica e – nel micro – di Geografia. Ho avuto modo di scorrere un libro di Geografia delle scuole medie. C’è da rabbrivifdire di fronte a quelle che Fantozzi definirebbe ” una serie di boiate pazzesche”.

  • sandrocchio  Il gennaio 27, 2013 alle 5:56 pm

    A mio avviso la Francia ha attaccato il Mali, un Paese ricco di risorse energetiche e naturali, perché la sua economia sta crollando proprio mentre deve restituire tonnellate d’oro alla Germania.
    Non dimentichiamo che il neocolonialismo è il principale obiettivo del liberismo.

    • antoniochedice  Il gennaio 27, 2013 alle 6:34 pm

      Una guerra non nasce e si sviluppa per un solo motivo, ma per numerose ragioni che si intersecano con la politica interna ( affermazione della leadership di Hollande, che hanno tutti smesso di criticare), la politica economica ( l’accesso alle terre rare ( dall’Uranio alle terre da cui si ricava il titanio ed altri metalli rari indispensabili per l’elettronica e le costruzioni aeronautiche), alla politica estera ( non abbandonare ad altri alleati l’intervento, perdendo influenza) al rapporto bilaterale con l’inghilterra ( che avendo ridotto il suo budget per la Difesa potrebbe cedere la posizione di alleato privilegiato degli USA alla Francia) alla politica vaticana ( difesa dei Cristiani in Africa Occidentale, ripagata con appoggio politico nella metropoli) ” all’accerchiamento” politico- strategico dell’Algeria e del Marocco,( ormai indispensabili al l’equilibrio demografico ed economico della Francia e della Libia su cui la francese Total ha delle mire.), alla politica del Lavoro ( il consumo di materiali UE una guerra comporta, implica forti ordinativi alle industrie nazionali – quella dell’auto ha registrato un -12% – senza che la UE richieda una gara europea…
      È c’è ne sono altri

  • sandrocchio  Il gennaio 27, 2013 alle 7:02 pm

    Secondo Lei alle altre Potenze nucleari, come la Russia e la Cina, non interessano le risorse del Mali e delle altre ex colonie?
    Mi consta che la Cina sta investendo capitali immensi nello sfruttamento di queste risorse, mentre la Russia sta armando adeguatamente questi Paesi.
    Perché dovrebbero stare a guardare mentre la Francia bombarda e fa fallire i loro piani?

    • antoniochedice  Il gennaio 27, 2013 alle 7:15 pm

      Proprio perché l’occidente è più forte, meglio armato e più radicato della Cina. Clausewitz, al capitolo quinto della sua opera ( Della guerra) illustra il principio della superiorità della Difesa strategica.
      È l’Occidente in Mali, gioca in Difesa.
      Ho illustrato lo scontro indiretto USA – Cina nel continente africano a marzo 2011 in occasione della crisi libica.

  • sandrocchio  Il gennaio 29, 2013 alle 2:19 pm

    Non sono d’accordo.
    Cina, Russia e i loro alleati producono a getto continuo le armi più apprezzate dai numerosi Paesi che le acquistano per difendersi dalle aggressioni dell’occidente.
    La difesa strategica è stata inventata dal generale Kutuzov e applicata per la prima volta duante la battaglia della Borodina.

    • antoniochedice  Il gennaio 29, 2013 alle 7:42 pm

      Clausewitz, che ho citato, è il teorico della superiorità della difesa strategica. Il generale K. Che ha combattuto e perso la battaglia di Borodino è uno dei mille generali che hanno combattuto una battaglia ( dunque tattica) difensiva.
      Clausewitz non ha mai diretto una battaglia e K. Non ha mai scritto un libro. Paragone disomogeneo.

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