BUNDESBANK: ADESSO E’ UFFICIALE. LA GERMANIA RITIRA IL SUO ORO DALLA BANQUE DE FRANCE, DALLA FED DI NEW YORK E DA LONDRA. DOPO LE BANCHE COMMERCIALI, ORA ANCHE QUELLE CENTRALI NON SI FIDANO PIU’ NEMMENO TRA LORO. di Antonio de Martini.

http://corrieredellacollera.com

COME AVEVAMO SCRITTO POCHI MESI FA ( RISPARMIATEMI LA RICERCA) LA GERMANIA HA DECISO DI RIMPATRIARE IL SUO ORO E MERCOLEDI SARA’ DATO ANNUNZIO UFFICIALE. LO SCOOP E’ DEL  QUOTIDIANO HANDELBLATT, L’EQUIVALENTE TEDESCO DEL NOSTRO “SOLE24ORE”.

ecco il link per chi sa la lingua : http://www.handelsblatt.com/politik/deutschland/reserven-bundesbank-will-deutsches-gold-zurueckholen/7629600.html

Secondo l’Handeslblatt, la motivazione è da ricercarsi nel timore che la Germania  – in caso di crisi globale –  non sia in grado di disporre del suo oro,  3.396 tonnellate, di cui   il 31% depositato a Francoforte,  il 45% è nei sotterranei della Federal Reserve di New York, il 13% a Londra e  l’11% a Parigi.

Il metallo depositato presso la  Banca di Francia, complice la vicinanza alla frontiera, sarà rimpatriato per primo. L’oro “americano” lo sarà nell’arco di tre anni, in maniera da ottimizzare il trasporto e minimizzare l’irritazione.

Già questa sarebbe una notizia clamorosa in se, ma è solo l’annunzio della tempesta: la Bundesbank, infatti,  non solo ha mandato dalla Corte dei conti di fare un audit circa la quantità della preziosa riserva, ma deve – nelle more del trasferimento – accertarsi anche della qualità, dato che sembra ormai assodato che circolino lingotti la cui superficie è di oro, ma con l’interno ripieno di altro metallo. Per non offendere nessuno, la verifica sarà effettuata in tutte e tre le località, ma è noto che i sospetti del bidone si accentrano  più su Londra e New York che su Parigi.

Una bella prova di fiducia tra alleati che va ad aggiungersi alla semi certezza che in caso di crisi globale  – giudicata possibile – ciascuno farà come crede fregandosene degli impegni presi.

Solo la Banca d’Italia continua a mantenere un ostinato silenzio ed una incrollabile fiducia nei depositari esteri cui ha affidato quantitativi che si ostina a non rivelare.

conosciamo soltanto le località: Londra, New York e Basilea. La motivazione, risibile, è che dicono di non aver posto nei caveau di Bankitalia.

La campagna elettorale italiana  si prepara frattanto stancamente a discutere  di matrimoni gay, di responsabilità di chi non ha cambiato la legge elettorale e  promesse di dimezzare i parlamentari la prossima volta, nonché di togliere tasse, mentre stamaturando un nuovo ordine mondiale che ci vede fuori da ogni gioco ( economico, politico, finanziario, culturale).

E ci sono ancora italiani disponibili ad andare a votare, legittimando e  perpetuando la truffa, italiani  disponibili a comprare un giornale pieno di vacuità provinciali, italiani  disponibili a credere che questo o quello risolverà una crisi che non conosce e non potrebbe comunque gestire.

Questo o quello, per me pari sono. Ahimé.

P.S.
Articolo di Ottobre sull’oro tedesco: link

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Commenti

  • eva  Il gennaio 15, 2013 alle 3:03 PM

    sento puzza di guerra…

    • antoniochedice  Il gennaio 15, 2013 alle 3:55 PM

      Si dice odor di polvere…

  • abrahammoriah  Il gennaio 15, 2013 alle 4:24 PM

    16 gennaio 2013

    La situazione sta precipitando.

    Massimo Morigi

    • antoniochedice  Il gennaio 15, 2013 alle 4:53 PM

      Non lo so, ma quel che è certo è che non migliora.

  • Anafesto  Il gennaio 15, 2013 alle 7:45 PM

    Ma come? Se a reti unificate ci stanno bombardando che “tout va bien”, che Monti ha salvato l’Italia, che Berlusconi ha fatto un passo indietro, ma avrebbe fatto meglio di Monti, che diminuiranno le tasse a tutti e non ci sarà bisogno di aumentare l’IVA, che si vede la luce in fondo al tunnel e che non si tratta del direttissimo che ci viene incontro ….
    Stanno raccontandoci delle emerite panzane (come al solito, tanto per cambiare)?

    • antoniochedice  Il gennaio 15, 2013 alle 7:57 PM

      Figlio bello decidi tu a chi credere, ma non irrompere con resoconti televisivi che evito di vedere per purificare le meningi.
      Che io sappia la TV non ha rubriche di geopolitica e non credo voglia averne.
      Perché fai il traghettatore? Sei assetato, cerca di imparare a quali fonti dissetarti.

  • niccolo  Il gennaio 16, 2013 alle 12:56 PM

    la richiesta di restituzione dell’oro è da collegare alla situazione di sottocapitalizzazione/sovraesposizione delle banche tedesche o soltanto ad una sempre minore fiducia tra le banche centrali e quindi alla possibilità, nel caso di disgregazione di avere un tesoretto per sopravvivere? e come legare tutto questo alle prossime elezioni tedesche?
    per il resto l’odor di polvere lo sento ma ammetto che non so dove volgere lo sguardo…
    spero di non offendere il padrone di casa con domande
    grazie
    niccolò q.

    • antoniochedice  Il gennaio 16, 2013 alle 1:22 PM

      Adoro le domande. Aguzzano l’ingegno anche quando rimangono inevase.
      Credo che la sottocapitalizzazione delle banche private tedesche non c’entri. L’oro in Germania, è pubblico senza le ambiguità italiane.
      Le elezioni tedesche c’entrano di più.
      La corte tedesca aveva ordinato già in ottobre ( vedere i miei post del 24 ottobre) di effettuare controlli di quantità e qualità. La Bundesbank si era rinchiusa nel silenzio.
      Adesso – a tre giorni dalle elezioni regionali in bassa Sassonia – fa filtrare la notizia e con un Twitter spiega che la mossa ” serve a rassicurare i risparmiatori tedeschi”.
      Per capire cosa potrebbe succedere, bisogna tenere d’occhio i tre primi attori: USA, Cina, Russia e capire chi si alleerà con chi per far fuori il terzo.
      È come il gioco dei 4 cantoni, solo che sono in tre.
      Per questo la situazione siriana è importante: se la Siria viene “risparmiata” all’ultimo momento, sarà un favore alla Russia possibile alleata.
      L’agenzia RT russa ha appena pubblicato un servizio che è un tentativo nemmeno molto abile di invitare gli USA a bombardare la Cina per via di un ” tunnel di tremila km contenente l’arsenale nucleare cinese” che sarebbe dieci volte più consistente delle stime USA.
      Certo la tentazione di far fuori il creditore deve essere grande, ma poi anche questa volta il Churchill di turno potrebbe dire che” abbiamo fatto fuori il porco sbagliato” come disse parlando della Russia a guerra vinta.

  • niccolo  Il gennaio 16, 2013 alle 1:35 PM

    grazie per la tempestività e per il materiale su cui riflettere

    • antoniochedice  Il gennaio 16, 2013 alle 1:41 PM

      Ci aggiunga che la flotta mediterranea è stata avviata in buona parte verso il Pacifico e che i russi stanno facendosi in quattro per aiutare gli USA a uscire dal pantano; che il continente africano – perla della corona commerciale cinese – è ormai interamente presidiato e che nessuno parla del fatto che la Cina ha settanta milioni di mussulmani in casa.
      Cerò potrebbe nascere una intesa russo cinese a danno degli USA.
      È per questa ragione che ritengo essenziale portare l’Italia in campo neutrale.
      Un conflitto con i governanti che ci ritroviamo ci farebbe tornare all’età della pietra.

  • abrahammoriah  Il gennaio 16, 2013 alle 7:53 PM

    16 gennaio 2013

    Dalla caduta del muro di Berlino, il sistema politico internazionale si è progressivamente avvicinato ad una sorta di “stato di natura” di tutti contro tutti in cui le vecchie alleanze e appartenenze, mascherate da vecchi e consunti ideologismi, si sono tramutate in un semplice e diretto strumento di dominio del più forte sul più debole senza che, in cambio, ci si possa aspettare una qualche forma di protezione reale. L’unica speranza sarebbe il collocamento dell’Italia in campo neutrale e a seconda delle mutate e mutevoli circostanze internazionali, far cinicamente valere i formidabili punti di forza geostrategici del nostro Paese.

    Massimo Morigi

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