Un mio caro vecchio amico, in risposta ad un decalogo antiterrorismo che ho pubblicato sulla mia pagine Facebook, mi ha posto una domanda per capire meglio quale sia il mio pensiero riguardo a come agire verso i terroristi . La domanda era se volessi fare un’altra ” operazione baionetta”.
Gli ho risposto di getto, ma vorrei tornare sull’argomento in questa sede per fornire qualche minimo approfondimento .
L’operazione baionetta servì ad uccidere a scopo di vendetta e dissuasione una lista predeterminata di Palestinesi ritenuti responsabili dell’eccidio di Monaco alle Olimpiadi del 1972.
A parte che il grosso della strage lo fece la polizia tedesca, gli obiettivi della operazione erano limitati perché non era ipotizzabile annientare tutti i palestinesi, mentre è possibile, anzi doveroso, porsi questo obbiettivo nei confronti di chi vuole dimostrare che col denaro si può fare qualsiasi cosa. nelle righe che seguono la prima risposta che gli ho dato: Continua a leggere →
La prima e più importante cosa da sapere è che il terrorismo non è una scienza, è una prassi. Il generale Louis Antoine Desaix, morto a 31 anni e dieci mesi alla carica di Marengo ( 1800) soleva dire che ” un ussaro ancora vivo a trent’anni è un cialtrone”. Con le migliori intenzioni, ha mancato il suo obbiettivo.
Lo stesso si può dire di un moderno “esperto di terrorismo” , specie di quelli che hanno imperversato in Tv oggi raccontando una serie opinioni varianti dall’opinabile alla balla di grosso calibro. La colpa non è loro, ma di chi li sceglie e li paga per raccontare cose che ignorano. Continua a leggere →
La sorte degli USA e dell’ Obamacare è appesa al risultato della strategia da applicare in Libia.
Se prevale il sistema di delegare la guerra agli alleati teleguidandola ( Leading from behind), il nuovo modello di Difesa USA reggerà e ci saranno i fondi per la riforma sanitaria voluta da Obama. Altrimenti, tornerà il modello militare precedente ( 130.000 uomini in più per intervenire direttamente) e addio alle spese sanitarie gratuite per i meno abbienti e al voto democratico nel sud di colore.
Per l’Italia, la posta in gioco è il reingresso nel Consiglio di sicurezza dell’ONU a breve scadenza dall’ultimo turno, ma potrebbe essere una ripresa delle passate ambizioni di Francesco Paolo Fulci di occupare un seggio permanente nel Consiglio di sicurezza penalizzando le speranze tedesche in materia. Continua a leggere →
Una “delicata manina” ha cambiato le impostazioni della mia pagina Facebook eliminando sia il post che leggerete più sotto sia la possibilità di condivisione. Per fortuna avevo fatto copia perché volevo postarlo sul corrieredellacollera.com .
L’ho recuperato, messo nuovamente on line, mentre un amichevole messaggio mi avvertiva di cambiare la impostazione come se lo avessi fatto io..
La guerra di Siria non cessa di crearne altre. Gli intensi bombardamenti russi in Siria, oltre alla definitiva liberazione di Homs, hanno avuto come sottoprodotto la ritirata in Cirenaica di quel che resta dei volontari libici ( e tunisini) che dopo l’avventura anti Gheddafi si erano trasferiti in Siria, via Turchia nel 2011. Continua a leggere →
Anche l’Arabia Saudita sembra sul punto di ridurre il proprio impegno militare ad onta dell’arrivo recentissimo di 19.000 ” bombe intelligenti” proprio nei giorni scorsi. O forse proprio per quello. Continua a leggere →
Mi ero ripromesso di non farmi più trascinare nel gorgo della questione d’Oriente, ma le continue richieste di spiegazioni sempre più insistenti di amici vecchi e nuovi e il complicarsi dei problemi mi costringe a riprendere l’opera di divulgazione, il più possibile oggettiva ma non spassionata, per aiutare i miei compatrioti a capire – e se possibile scansare – gli eventi verso cui siamo discesi ” con orgogliosa sicurezza”.Continua a leggere →
Cedo per l’ultima volta alle amichevoli pressioni di numerosi amici che per telefono, mail, incontri mi chiedono spiegazioni sulla Siria e sul guazzabuglio correlato.
Il succo del discorso è che Assad, dopo quattro anni di lacrime e sangue, l’ha spuntata.
Interrompo per un momento l’annunziata sospensione per inviare ai lettori questa intervista che circola da oggi su you tube.
Si possono imparare concetti di geopolitica anche da una storia d’amore. Questa è la storia di come nacque la rivalità anglo-italiana, di come si sviluppò per anni e di come continua , al punto che i libri di storia attribuiscono la rivolta dell’Irak contro gli inglesi del 1941, ai tedeschi. L’Italia va ignorata a tutti i costi….
Francesco de Martini nacque a Damasco ( impero ottomano) nel 1903, dall’ing Antonio de Martini ( che lavorava a un ramo della ferroviaBerlino Bagdad) e da Sofia Mocadié. Ebbero cinque figli. Uno ogni 200 km circa di ferrovia.
La sorella maggiore, Maria, era nata a Aleppo. Il fratello successivo, Umberto, a Deraa, al confine di quello che sarebbe diventato il regno di Transgiordania.
Per me, luoghi di villeggiatura e campi da calcio. Poi area di lavoro.
Mio padre ebbe una vita molto piena. Wikipedia ha riportato solo la sua prima missione al servizio dell’Italia.