PER FATTO PERSONALE di Antonio de Martini

Una “delicata manina” ha cambiato le impostazioni della mia pagina Facebook eliminando sia il post che leggerete più  sotto sia la possibilità di condivisione. Per fortuna avevo fatto copia perché volevo postarlo sul corrieredellacollera.com .

L’ho recuperato, messo nuovamente on line, mentre un amichevole messaggio mi avvertiva di cambiare la impostazione come se lo avessi fatto io.. 

ECCO IL POST:

MI È GIUNTO IL LINK PER VEDERE UN SITO DENOMINATO INTELLIGENCE COLLETTIVA.
Vado a vedere e la prima foto che mi capita è quella di Felice Casson.
Ex parlamentare, ex magistrato ex comunista.
La foto è quella della sua prima comunione.

L’ultima foto del sito di presentazione è di un “newcomer”, tale Angelo Tofalo, parlamentare e membro del COPASIR a nome del movimento 5stelle.
Barba falso trascurata e necessaire da fighetto compreso l’apparato per ascoltare musica mentre fa jogging.

La “mission” del sito, è ” analizzare – tutti assieme appassionatamente – la situazione sicurezza e terrorismo e trovare proposte condivise.”

L’intelligence e come il sesso. Richiede riservatezza. Quando dieci uomini fanno sesso con la stessa donna, non siamo in una casa, ma in un bordello.
Non si individuano le fontina analisi non si separano dalle notizie ecc. Si fa baldoria, non intelligence.

Addentrandomi tra cotanto senno, trovo che intervistano il” generale Paolo Inzerilli” sulla “stay behind” ovvero l’organizzazione gladio”.

A questo ufficiale tanto democratico vanno fatte le note caratteristiche per farlo conoscere dal popolo riconoscente.

Intanto è un raccomandato di Casa Savoia: se Vittorio Emanuele III, RE d’Italia non fosse stato tanto basso da costringere l’Esercito ad accettare anche le mezze seghe, lui non sarebbe mai stato arruolato.

La foto pubblicata, lo mostra nella luce migliore, ma si vede che del re Savoia ha copiato anche i baffi ispidi e lo sguardo imbambolato.

Durante la vicenda Gladio, l’inzirilli ( ascendenze calabresi ) era capo di Stato Maggiore del SISMI – nome all’epoca del nostro servizio segreto – e Felice Casson fu il magistrato che poté entrare di prepotenza negli archivi del servizio e impossessarsi dei documenti gladio in esso contenuti.

Adesso scopriamo un legame tra i due. Si vede che fecero amicizia in quel frangente. Se invecerisultasse che già lo erano, la vicenda sarebbe più complessa .

Interessante anch’ella circostanze in cui fu arruolato nel servizio segreto.

Nel 1973/4 il generale Ugo Ricci era il più giovane generale di brigata dell’Esercito, destinato a una luminosa carriera.
L’inzirilli era un oscuro colonnello del COMILITER ( comando militare territoriale) di Roma, uno dei tanti enti privo di forze militari vere.

Il colonnello Inzirilli si presentò al SID ( sempre il solito servizio segreto, ma con un nome precedente) denunziando il generale Ricci come golpista.

Prove a carico:

Aveva in una riunione di colleghi posto il quesito ” cosa accadrebbe se si verificasse un altro 8 settembre in Italia”.
All’epoca c’ erano quasi due milioni di disoccupati e la prima crisi petrolifera non accennava a finire. E la domanda era legittima.

Il SID SI MISE SULLE TRACCE DEL GOLPE
e in mesi di pedinamenti non trovo nulla di rilevante, ma fece onore alla promessa fatta a Giuda. Assunto al servizio segreto.

Rimase colonnello fino a che Ricci fu arrestato. A quel punto si liberò un posto nell’annuario e Inzirilli fu promosso al grado superiore.

RICCI FU MESSO AGLI ARRESTI

all’Ospedale militare del Celio dove rimase quasi diciotto mesi con scandalo del prof Sylos Labini suo condomino.
I giornali scrissero che i golpisti volevano avvelenare l’acquedotto di Roma usando ….uranio!

L’on Randolfo Pacciardi fu accusato di aver partecipato a una riunione cospirativa a Madrid ( ignorando che non poteva entrare in Spagna perché ricercato per aver partecipato alla guerra civile alla testa del battaglione Garibaldi dalla parte della Repubblica), ma poté provare la sua innocenza : era all’Ospedale civile di Cesena ricoverato per una polmonite virale che, per un ragazzo del’99 non era uno scherzo.

l’ambasciatore Edgardo Sogno fu invece arrestato per essersi incontrato a una pompa di benzina, mentre faceva rifornimento con l’auto, col generale Ricci.

Il giudice esaminò le prove, constato che il COMILITER non disponeva di truppe e mando tutti assolti.

Fu così che Inzerilli divenne generale, Casson deputato del Partito Comunista e il generale Ricci ebbe la carriera troncata per far spazio a colleghi meno brillanti.

Oggi ha un maneggio a Bologna e spero sia ancora vivo e in buona salute.

Caro generale Ricci, magari avessimo avuto un nuovo otto settembre!
Abbiamo un otto settembre lungo trenta anni e coi generali che ci meritiamo.

Antoniodemartini@gmail.com

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Commenti

  • luigiza  On febbraio 5, 2016 at 8:04 pm

    Intanto è un raccomandato di Casa Savoia: se Vittorio Emanuele III, RE d’Italia non fosse stato tanto basso da costringere l’Esercito ad accettare anche le mezze seghe, lui non sarebbe mai stato arruolato.

    Forse era più corretto scrivere … costringere l’Esercito ad accettare anche le mezze tacche, la qual cosa non esclude che qualcuna di quelle possa essere pura ‘na mezza sega. 🙂

  • maxgargio  On febbraio 9, 2016 at 9:16 pm

    io senza suggerire correzioni sintattiche o grammaticali, ringrazio per il bell’articolo.

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