SI CERCA DI ROMPERE LA NASCENTE INTESA ITALO EGIZIANA

VERY BRITISH

Regeni, ventotto anni, dottorando. Ricercatore ed attivista.

Ma di chi parliamo? A 28 anni un ricercatore ha certamente già pubblicato qualcosa.
Nessuno ne parla o cita.
Un attivista opera per una entità politica ed è difficile che possa anche fare ricerca in contemporanea.
Non si pubblica il nome della organizzazione per cui ” svolgeva attività di ricerca in Egitto sugli attivisti del 2011″. Chi è ? 

Un periodo di un articolo condiviso da Vincenzo Maddaloni ( un valente giornalista uscito dai ” centri di vita italiana ” che ha diretto Famiglia Cristiana” e credo ora viva in Germania), e a firma di tale Lorenzo Declich ( ” Lorenzo Declich è un esperto di mondo islamico contemporaneo. Co-traduttore (!) dall’arabo “) ha tono, temi e argomentazioni non tipicamente italiani :

” abbiamo dato troppa corda all’Egitto, un paese dove i diritti umani sono un miraggio e dove quei lavoratori che sono alla base delle rivolte del 2011 e che Regeni studiava, così come gli attivisti, sono vittime di una repressione intollerabile. L’Egitto è un paese dove le persone scompaiono, dove non si può parlare, e se non si va in fondo su questa faccenda c’è il rischio—oltretutto—che le autorità egiziane abbiano ben poco interesse per l’incolumità dei nostri connazionali in futuro.”

Il Co-traduttore la sa lunga, ma non la racconta bene.

Per rendere i paesi mediterranei tributari unicamente dei paesi occidentali, è necessario ridurre i loro flussi valutari provenienti dal turismo.
A questo punto gli aiuti diventano vitali e i paesi aiutati, obbedienti.
Con Tunisia e Turchia ci sono stati attentati proprio nel periodo delle prenotazioni dei tour operator. L’estate di presenta grama.

Con l’Egitto l’argomento è la mancanza di ” diritti umani” ( da circa 41 secoli ! ) e far leva sui pericoli circa l’incolumità per gli italiani che assicurano flussi turistici importanti, in un paese di cacasotto produce i suoi effetti.
.
Questi obiettivi li ha anche l’ISIS. chi oltre a ISIS? 

I rapporti Italo-egiziani sono in fase crescente e disturbano tutti, specie gli anglo francesi.
Per la scomparsa in Libano ( anni settanta) di ben due giornalisti italiani , Toni e De Palo, nessuno si disturbò oltremisura .

Per il rientro in Italia del cadavere di Regeni, si è mosso addirittura il ministro guardasigilli Orlando per riceverlo in aeroporto. A che titolo?

I media anglosassoni che abitualmente ci ignorano trattano il tema con una certa attenzione.

Non credo sia un agente dell’intelligence, si è fatto pizzicare come un allocco.

Non vorrei scoprire che hanno mandato appositamente un ingenuo a morire per creare il caso, come nel film e libro di  John Le Carré ” l’uomo che venne dal freddo” e che adesso qualcuno ha la coda di paglia.

Nella realtà, deve essere incappato in una brutta avventura personale e qualcuno la sta sfruttando per avvelenare i rapporti italo-egiziani a livello di opinione pubblica.

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Commenti

  • Armando Stavole  On febbraio 7, 2016 at 12:25 pm

    Per la…lei mi sta appassionando sempre più! I complimenti non le servono…

  • Mauro  On febbraio 7, 2016 at 12:35 pm

    Caro Antonio, questo caso é pane per i tuoi denti; mi aspetto da parte tua osservazione continua e analisi approfondita. Per ora la cosa é comunque misteriosa.Staremo a vedere

  • Lorenzo Declich  On febbraio 7, 2016 at 12:44 pm

    co-traduttore: vai a vedere in quali libri compaio come traduttore e vedrai che il lavoro l’ho sempre fatto insieme a un altro traduttore. lavoriamo insieme, a 4 mani, da sempre. niente di strano o speciale, non c’è bisogno di mettere punti esclamativi fra parentesi, ne di fare sarcasmi. semplicemente quando si manda una bio a un giornale, si può essere più o meno onesti nel dichiarare i propri skill.

    detto questo sulla spy litterature che produci non mi pronuncio, è una roba che non pratico e non mi interessa.

    • Luigi  On febbraio 7, 2016 at 1:47 pm

      Non ho mai avuto modo di conoscere un co-traduttore. Interessante. Mi auguro di conoscere a breve un co-cornuto, un co-coglione mi è appena capitato!

      • Lorenzo Declich  On febbraio 7, 2016 at 2:09 pm

        Di puffi col vocione io, invece, ne conosco fin troppi.

      • antoniochedice  On febbraio 7, 2016 at 4:18 pm

        Lo immagino senza difficoltà

    • antoniochedice  On febbraio 7, 2016 at 4:36 pm

      Ognuno è libero di co-tradurre con persone care o meno o di mettere un punto esclamativo dove ritiene più opportuno.
      Certo bisogna conoscere la lingua italiana se si co-traduce in questo idioma.
      Personalmente non avrei messo al maschile il termine straniero “skill”.
      Dal fatto che mi confida di non scrivere di “spy literature” deduco che scrive solo se vi è corresponsione di numerario.
      E dal contesto generale mi pare che , per essere un traduttore, la sua identità idiomatica sia un po confusa visto che utilizza volentieri parole inglesi senza virgolettarle o metterle in corsivo come sarebbe italica buona usanza .

      • Lorenzo Declich  On febbraio 8, 2016 at 12:18 am

        Non accetto lezioni da chi scrive “po’” senza apostrofo.

      • antoniochedice  On febbraio 8, 2016 at 7:23 am

        Quello è il correttore automatico. Il tuo errore e di grammatica.

  • Francesco Celia  On febbraio 7, 2016 at 2:01 pm

    Indipendentemente dal traduttore e/o (co), o dalla forse non necessaria pretesa che un dottorando debba avere pubblicato a 28 anni, anche io avevo notato la differenza tra le agenzie informative italiane (ansa, agi) e il primo articolo spuntato sulla vicenda sul NYT, dove, sulla base di una fonte anonima, si suggeriva che vi fosse il gelo tra governo italiano e quello egiziano. Di tutto ciò ovviamente niente sulla stampa italiana dei primissimi giorni. poi tutti si sono accodati alle direttive anglo-americane. come al solito De Martini è una spanna sopra, anche se non elenca cosa ci sia in gioco oltre al turismo. Giorno 3 febb. la Guidi ha incontrato Al Sisi al Cairo. Hanno parlato di contratti per decine di miliardi, di lavori di rinnovo del canale di Suez, di una raffineria vicino al Cairo, una centrale idroelettrica, Eni, Fiat etc. etc. Troppe coincidenze, altro che spy litterature…

    • antoniochedice  On febbraio 7, 2016 at 4:21 pm

      Se è per questo hanno parlato anche del giacimento individuato da Eni ” nelle acque profonde davanti alle coste egiziane” .

    • evenstar@libero.it  On aprile 9, 2016 at 7:48 pm

      Infatti pregasi di notare che la Guidi si è dimessa, e che ora il Ministero dello Sviluppo Economico è assunto ‘ad interim’ da Renzi: una mossa del genere la si ricorda anche per Mussolini e Berlusconi, e in genere coincide sempre con momenti in cui il governo è sotto attacco.

      • antoniochedice  On aprile 9, 2016 at 9:12 pm

        Cinque commenti bastano e avanzano. Non ho tempo per confutare ogni sua affermazione.

  • Giacomo Simoncini  On febbraio 13, 2016 at 10:57 am

    A me pare ‘very american’ il padre di Regeni è un dirigente della Honeywell.

    • antoniochedice  On febbraio 13, 2016 at 1:07 pm

      Con i suoi criteri, il figlio di Donat Cattin avrebbe dovuto essere un DC invece che brigatista aut similia.

  • evenstar@libero.it  On aprile 9, 2016 at 7:44 pm

    sono d’ accordo con Antonio, anche se a volte l’ intelligence lavora in maniera più sottile: le sanzioni messe solo in ambito turistico ( e non energetico e nemmeno produttivo, dove le nostre aziende, oltre 130 in Egitto, vanno avanti a lavorare con o senza ambasciatore ), sembra abbiano anche lo scopo non rivelato di evitare che altri Regeni, a scopo ‘studio’ o ‘ turismo’, vadano a creare casino in Egitto. I lavoratori italiani in loco, come facevano in Libia, erano gli ultimi a preoccuparsi di stravaganze del tutto pretestuose come ‘diritti sindacali’ e altro: se prendiamo i lavoratori ENI, lavorano per lo più in mare, sulle piattaforme offshore. E lì dormono. Il problema quindi non sono mai gli italiani che vanno a produrre, ma ‘italiani’ che hanno sbagliato schieramento, ignorando che con l’ UK siamo in guerra da 150 anni.

    • antoniochedice  On aprile 9, 2016 at 8:57 pm

      L’intelligence fa quel che può . L’Eni pure. Se fallisce il tentativo di farci rompere le relazioni con l’Egitto, inizierà la scalata all’Eni in borsa, dopo aver cercato di deprimere il titolo grazie all’appoggio del senatore MANCONI che in ogni paese appena decente andrebbe fucilato.
      È anche recidivo visto l’appoggio dato all’intelligence tedesco che tento di sputtanare gli italiani con la vicenda dei militari e prostitute somale durante le missioni ONU nel corno d’Africa.

  • evenstar@libero.it  On aprile 9, 2016 at 7:46 pm

    p.s: ricordiamo che le 130 aziende italiane in Egitto assommano a 5 miliardi di commesse, che ingrassano il PIL italiano, ma contribuiscono anche allo sviluppo egiziano; ricordiamo che Al Sisi ha ordinato a Finmeccanica numerose commesse militari, in un paese in cui l’ economia è per il 40% in mano all’ esercito.

    • antoniochedice  On aprile 9, 2016 at 9:09 pm

      Avrebbe, credo, fatto meglio a ricordare i rapporti secolari con l’Egitto , il fatto che Marinetti e Montale nacquero ad Alessandria d’Egitto e che fino a quarantamila italiani emigrarono in Egitto d’anteguerra.
      I legami culturali contano quanto quelli economici.
      E poi la vicenda Regeni, diciamocelo, è come la Corazzata Potiomkin: ” è una boiata pazzesca” e ci hanno – aggiungo io- rotto i coglioni.
      Nulla Fu fatto contro l’India per i marò, nulla contro gli USA per il rapimento di Abou Omar ( ed è mancante in Italia da ottobre un altro cittadino egiziano) .
      Oggi il Corriere ha scritto sei righe ventilando l’estradizione della De Souza, la fanciulla che viaggiò con l’Agente CIA Lady per allietarne la serata in attesa del rapimento di Abou Omar. Sei righe per una mezza zoccola e niente per il capo stazione CIA colpevole anche di aver fatto reclutare un sottufficiale dei CC.

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