TERRORISMO: FARE UN’ALTRA OPERAZIONE BAIONETTA? MEGLIO GLADIO. di Antonio de Martini 

Un mio caro vecchio amico, in risposta ad un decalogo antiterrorismo che ho pubblicato sulla mia pagine Facebook, mi ha posto una domanda per capire meglio quale sia il mio pensiero riguardo a come agire verso i terroristi . La domanda era se volessi fare un’altra ” operazione baionetta”.

Gli ho risposto di getto, ma vorrei tornare sull’argomento in questa sede per fornire qualche minimo  approfondimento .

L’operazione baionetta servì ad uccidere a scopo di vendetta e dissuasione una lista predeterminata di Palestinesi ritenuti responsabili dell’eccidio di Monaco alle Olimpiadi del 1972.

A parte che il grosso della strage lo fece la polizia tedesca, gli obiettivi della operazione erano  limitati perché non era ipotizzabile annientare tutti i palestinesi, mentre è possibile, anzi doveroso, porsi questo obbiettivo nei confronti di chi vuole dimostrare che col denaro si può fare qualsiasi cosa. nelle righe che seguono la  prima risposta che gli ho dato:

“In questo caso ci vorrebbe la capacità di accoppare anche personaggi considerati nostri alleati ( ad esempio qualche sceicco ( o la moglie) troppo generoso verso gli zeloti e un centinaio abbondante  di esponenti religiosi wahabiti, non necessariamente combattenti sul terreno, oltre a porre rigide limitazioni alla circolazione dei dollari USA che sono la moneta unica del terrorismo).

Altra cosa da fare subito sarebbe quella di porre l’embargo sul petrolio in mano ai terroristi che ha caratteristiche chimiche ( tenore di zolfo) peculiari ed è identificabile. Hanno posto l’embargo sull’Iran per trenta anni e  per oltre dieci: non vogliono metterlo all’ISIS per tre mesi….

E basterebbe accoppare un paio di acquirenti occidentali per far smettere il contrabbando nel quale sono coinvolti personaggi come il figlio di Erdoghan e , credo, altri legati a Dick Cheney e/o a organismi informativi anglosassoni.”

fin qui la risposta su Facebook

 CHI

Il nucleo dei trenta/quaranta dovrebbe essere composto da persone che conoscano la lingua, la religione e la letteratura del nemico. abbiano vissuto in mezzo a loro e non in veste di occupante armato, abbiano agganci attivabili e sicuri e pregressa esperienza militare. A fine missione dovranno essere pensionati e il servizio sciolto. Dei trenta, solo il responsabile potrà avere contatti col mondo governativo.

Questo nucleo operativo speciale va reso amministrativamente indipendente,  va svincolato da regole contabili e dall’obbligo di rendicontare la propria attività ad organi parlamentari. Nazionali o europei. O americani.

Dovrà rendere conto unicamente a un comitato di tre persone di cui non deve essere divulgata l’identità e che siano non più eleggibili a cariche pubbliche, ne ex personaggi politicamente identificabili. Questo comitato si attiverà per trasmettere istruzioni alle autorità governative e militari, quando necessario. Anche questo comitato a fine operazione dovrà essere pensionato e rinunziare ai propri diritti politici attivi e passivi, incluso il diritto di scrivere memorie o rilasciare interviste o fare rettifiche ai media.

La durata della operazione non può superare il biennio per ragioni di igiene democratica.

L’OBBIETTIVO

Va chiarito che fino a che esisterà la corrente teologica wahabita, esisterà terrorismo islamista ed è questa corrente che va sradicata più a livello delle teste teologiche che a livello degli esecutivi, ai quali va invece offerta una via di salvezza anche spirituale che oggi non intravvedono. La situazione sarà considerata ottimale quando sul mondo sunnita peserà incontrastato il solo parere e l’autorità  religiosa della Università di Al Ahzar.

LA STRATEGIA

Trasformare la guerra tra paesi o tra religioni in guerra tra bande. Bande loro, bande noi.    I civili  non coinvolti vanno salvaguardati ad ogni costo. In Europa, costituire una “anagrafe irregolare” che registri anche i sans papiers. La registrazione non da diritto che a non essere considerato terrorista.

Cessare immediatamente ogni operazione militare sui paesi arabi ( l’Afganistan non lo è ) , specie i bombardamenti aerei su luoghi  abitati.  Nel mondo arabo non esistono “campi di addestramento” che in genere sono campi sportivi, la precisione dei bombardamenti alleati  è una millanteria e comunque  ogni morte fortuita offre possibilità di reclutamento agli estremisti.

Lanciare sul campo Ulema in grado di valorizzare gli aspetti e le sure coraniche favorevoli alla coesistenza religiosa. Identificare i singoli aspiranti martiri e soddisfarli. Lanciare un movimento di ” ritorno  in Patria” sarebbe di una qualche utilità, sulla falsariga della Alya ebraica.

Presentai undici anni fa un documento a tal proposito al ministro da cui dipendevo. Dubito lo abbia mai letto.

I terroristi eventualmente catturati dovranno essere giudicati da un tribunali islamico e della stessa nazionalità del reo. Truppe di impiego , sicurezza e tecnologia non dovranno essere che in minima parte europei.

TATTICA

Oltre all’embargo petrolifero, un secondo embargo andrebbe messo sulle forniture di armi,  munizioni e mezzi di trasporto medio-leggeri ( e relative parti di ricambio, pneumatici inclusi) che continuano a fluire, tramite canali pseudo privati specie, le armi ,  dalla Bulgaria e dal bottino di passate guerre israeliano e i mezzi di trasporto principalmente dalla Corea. Paesi che non dovranno meravigliarsi di vedere saltare in aria i trasgressori, svuotati i loro conti bancari, disperse le loro famiglie.

La  stampa ha dato notizia che la moglie di Al Baghdadi è stata identificata più volte alla frontiera libanese: va presa , assieme alla prole, e trattenuta come ostaggio non particolarmente prezioso. Trattamento identico ai parenti ed ai concittadini tutti. Sottoposti a pressione cominceranno a fornire prima informazioni e poi collaborazione attiva per sottrarre loro e i loro cari ad un destino infelice.

IL CONTROLLO SUI MEDIA

Interdire l’uso della lingua araba per due anni da internet. Isolare dal web  il o i paesi in cui si ritiene  possano agire gruppi dirigenti legati all’islamismo radicale. Far applicare il parere legale della Università di Al Ahzar secondo il quale non è lecito tradurre il Corano in  lingue diverse dall’arabo. Prima sarà debellato il terrorismo, prima si tornerà alla normalità in ogni paese.

 

 

 

 

 

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Commenti

  • Alberto  On marzo 24, 2016 at 12:28 pm

    Davvero chiaro e strategicamente lucido il piano operativo prospettato.
    Next step?

  • Alberto  On marzo 24, 2016 at 2:41 pm

    Carissimo Antonio, data la mia età (62 pensavate), mi permetto questo tono confidenziale anche perché sono anni che la leggo con estremo interesse, condividendo sempre le sue dotte argomentazioni, mai banali…!!!
    Anche in questo caso, sottoscrivo interamente quanto argomentato, senza cambiare una virgola.
    Ciò detto, rilevo se mi consente, una leggera maneggevolezza. Ovvero non ha specificato quale leader, attualmente in attività, dovrebbe rendere operativo il suo dossier. Io personalmente, gente con gli attributi necessari, non ne vedo in giro. Donne comprese, ovviamente. Forse l’unico che potrebbe farlo è Putin, ma dubito che ne abbia la voglia o l’interesse a sporcarsi le mani per conto di questo “occidente” psvido ed imbecille.
    Pertanto continueremo a contare il numero dei morti, che comunque saranno sempre meno di quelli provocati dalle bombe intelligenti usate per esportare la così detta DEMOCRAZIA.
    Buona Pasqua di resurrezione
    Alberto

  • antoniochedice  On marzo 24, 2016 at 3:09 pm

    Tre falle nel suo discorso.
    a) la resurrezione non esiste
    b) Putin è estraneo a questa vicenda e non vedo perché dovrebbe occuparsene. Strana pretesa quella di sperare sempre in un salvatore e mai attivarsi.
    c) A un uomo politico si deve solo chiedere di firmare un decreto come fu firmato il decreto per Dalla Chiesa e per Luca. Niente di spettacolare.

  • abrahammoriah  On marzo 24, 2016 at 4:36 pm

    Siccome la strategia di combattimento di Antonio De Martini espressa nel post ” TERRORISMO: FARE UN’ALTRA OPERAZIONE BAIONETTA? MEGLIO GLADIO” contro chi non ha più voglia di vivere (ed intende trascinare più gente possibile in questo viaggio, e, per favore, non chiamiamoli kamikaze, costoro s’immolavano per senso dell’onore, quelli di Bruxelles & C solo per guadagnare benemerenze per andare in paradiso, insomma sono dei pezzenti che mettono in atto una sorta di sgangherata previdenza sociale dell’ultraterreno ), siccome, questa strategia, dicevo, oltre ad essere l’unica vincente non implica alcuna dispendiosa nuova elefantiaca mega-struttura (elefantiaca ed anche pericolosa, non per i pezzenti suicidi ma per quel poco di libertà che ci rimane), non se ne farà assolutamente nulla. Ergo il problema non è il pezzente dell’ultraterreno ma chi su questa demenza intende vivere e prosperare (e fregarci). Concludo con la banale osservazione che, a questo punto giunti, si dimostra che il concetto di democrazia rappresentativa – che tecnicamente implica che le micidiali fregature di cui sopra (e ovviamente anche quelle politiche ed economiche) costituiscono non una deviazione del sistema ma la sua quintessenza – non ha storicamente più nulla da dare. Se non, appunto, solo delle evidenti (e micidiali) fregature. Quindi, anche in questo caso, è giusto invocare rimedi baionetta o gladio che dir si voglia. Massimo Morigi, 24 marzo 2016

  • abrahammoriah  On marzo 24, 2016 at 5:47 pm

    Non è nemmeno meditato usare, da parte dei mezzi di informazione, il termine kamikaze per definire gli odierni suicidi-bombaroli che non hanno nulla a che fare con il kamikaze giapponese della seconda guerra mondiale. Questo uso delle parole risponde da un verso ad esigenze meramente commerciali di vendita del prodotto informazione e, dall’altro, alla volontà di creare un nemico assoluto, il terribile kamikaze/terrorista, che proprio nella sua terribilità necessita misure di tipo apocalittico (super stato europeo, super polizia europea etc). La realtà vera, molto vicina alla fenomenologia della “Banalità del male” di Hannah Arendt, è che il kamikaze/terrorista è in realtà non un supercattivo ma un super… (siccome mi sono sempre imposto di non impiegare parole richiamanti a volgarità, lascio al lettore il non difficile onere di riempire i puntini), un super… per combattere il quale non necessitano, anzi sono dannose, le guerre stellari che in maniera interessata oggi ci vengono proposte ma c’è bisogno, invece, di una profonda riflessione strategica (in senso politico, prima ancora che militare) su cosa siamo e su cosa vogliamo diventare. Quando questo punto fondamentale sarà chiarito, penso proprio che si cesserà di dividerci amichevolmente se dare del “terrorista”, del “kamikaze” o del “lumpen-mistico” e super… a chi mette delle bombe. Massimo Morigi, 24 marzo 2016

  • SC  On marzo 24, 2016 at 6:58 pm

    Per il momento operazioni gladio vengono fatte contro il cosidetto “occidente”.
    Internet cosi’ come la rete cellulare e’ gia “frazionata” e non e’ necessario una tecnologia avanzata per rendersi indipenti esitono molti protocolli che permettono di collegarsi al cosidetto deep web.
    La durata della operazione non può superare il biennio per ragioni di igiene democratica: La piu’ intelligente frase del post, ma quella meno praticata.

    • antoniochedice  On marzo 24, 2016 at 9:35 pm

      Non si tratta di rendersi indipendenti noi, ma di inibire l’uso a terzi malintenzionati.

      • SC  On marzo 24, 2016 at 10:33 pm

        ma lei crede che un accozzaglia di personaggi “legati al califfo” (od al califfo stesso) sia in grado di tali azioni senza supporto di intelligence…. Mi offende… 🙂

  • gicecca  On marzo 25, 2016 at 3:53 pm

    Scusate, é Pasqua (anche se la Risurrezione “non esiste” come assicura AdM); tutto il discorso mi pare una favola come e ben più della medesima Risurrezione. Discorso al quale chi dovrebbe credere ? Gladi, baionette, firmare decreti …”Quelli” hanno “fede”; noi no. . “Quelli” hanno i chiodi, noi le supertecnologie. . Bisognerebbe ridare all’Occidente un “senso” della vita; ahimé e ahinoi, come si fa ? Il resto sono, con moltissimo rispetto, solo chiacchiere di più o meno poveri vecchi. Il mio uovo non ha sorpresa. Auguri. GiC

    • antoniochedice  On marzo 25, 2016 at 5:31 pm

      Il discorso di ” quelli” che hanno fede e chiodi non lo hai certo letto qui da me.

  • gicecca  On marzo 25, 2016 at 8:30 pm

    Se uno si fa esplodere per ammazzare il prossimo ha una fede -anche disperata- che gli fa fare quello che fa. Per grazia di Dio, non ripeto solo quello che leggo qui o lì, ma cerco anche di pensare con la mia testa. Buona Pasqua di Risurrezione.

    • antoniochedice  On marzo 26, 2016 at 7:23 am

      Chi si fa esplodere e uccide altri NON lo fa per ragioni di fede, ma perché è malato. Molto malato. Strano che un medico attribuisca questi comportamenti a motivazioni religiose.

  • gicecca  On marzo 26, 2016 at 7:49 am

    Scusa. Le motivazioni non solo solo religiose (“disperata” stava a significarlo), ma anche sociali, economiche etc. etc. Il microbo del suicidio-omicidio non c’entra un picchio; e tanto meno la comoda pazzia, tipo i “pazzi” diagnosticati durante il comunismo. Aribuona Pasqua di Risurrezione. GiC

    • antoniochedice  On marzo 26, 2016 at 7:58 am

      Credo fermamente che chi si suicida non abbia le rotelle a posto. Qualche motivazione economica o sociale la abbiamo tutti, ma non per questo ci suicidiamo o ammaliamo altri.
      Per un pietro Micca ci sono tanti malati di infinito.

  • Francesco Venanzi  On marzo 26, 2016 at 4:35 pm

    chi dovrebbe firmare il decreto per l’avvio della operazione affidata ai 30/40 agenti? L’Italia? O la Francia? O chi altro? Dove si reperiscono i 30/40 con quelle caratteristiche? Forse si trovano più facilmente in Israele o in Egitto. Perché non appaltare l’operazione a uno di questi Stati? Forse lo stanno già facendo, a nostra insaputa giustamente.
    A che serve considerare i terroristi dei malati? Per fare intervenire le ASL o Medici senza frontiere?
    Un paio di volte nei mesi scorsi hai risposto a miei interrogativi affermando che l’ISIS non esiste. Ora riconosci che dispone di una forza sul terreno di 20000 uomini e di 2/3000 clandestini. Quindi esiste! Ma obbiettivo dei 30/40 dovrebbero essere i Wahabiti.
    Tante buone intenzioni e idee; ma le democrazie che vogliono essere politicamente corrette sono impotenti.

    • antoniochedice  On marzo 26, 2016 at 5:45 pm

      Ho preso per buoni i numeri dati dagli americani. L’ISIS SI STA SCIOGLIENDO COME NEVE AL SOLE. È INCONSISTENTE. PALMIRA E LIBERATA E MOSSUL STA PER ESSERLO.
      BASTA SCEGLIERE UN SOLO UOMO E QUESTI SCEGLIERÀ I SUOI.
      ISRAELE STA AIUTANDO L’ISIS , quindi è inaffidabile come gli USA.
      Il decreto serve per finanziare l’iniziativa e potrebbe decidere di firmarlo anche solo uno dei sei membri fondatori della CEE.
      Anche la sola Italia .

  • antoniochedice  On luglio 15, 2016 at 8:08 pm

    L’ha ribloggato su IL CORRIERE DELLA COLLERAe ha commentato:

    Visto che c’è attenzione…..

  • Dino  On luglio 18, 2016 at 1:03 pm

    Penso che ci vorrebbero dei buoni attributi per attuare quanto opportunamente suggerito. Ma dubito che i nostri politicanti ne dispongano. Solo De Gaulle seppe estirpare l’OAS. Altri tempi e personaggi di ben altra levatura.
    Comunque ritengo davvero eccellentea medicina proposta

    • antoniochedice  On luglio 18, 2016 at 1:38 pm

      Attributi particolari per un decreto? Non penso. Basta un attentato a un politico per vedere le unghie del leone.

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