COSA SAPERE SUL TERRORISMO E COME BATTERLO. di Antonio de Martini

La prima e più importante cosa da sapere è che il terrorismo non è una scienza, è una prassi.  Il generale Louis Antoine Desaix, morto a  31 anni e dieci mesi alla carica di Marengo ( 1800) soleva dire che  ” un ussaro ancora vivo a trent’anni è un cialtrone”.     Con le migliori intenzioni, ha mancato il suo obbiettivo.

Lo stesso si può dire di un moderno “esperto di terrorismo” , specie di quelli che hanno imperversato in Tv oggi raccontando una serie opinioni varianti dall’opinabile alla balla di grosso calibro. La colpa non è loro, ma di chi li sceglie e li paga per raccontare cose che ignorano.

In altri casi mentono sapendo di mentire  e contribuiscono ad ingigantire il fenomeno per fini di politica interna o per nascondere marachelle di potenti.

Ad esempio l’attentato in Costa d’Avorio  della scorsa settimana è stato gabellato per un colpo dell’ISIS. Falso.

Un buon analista avrebbe saputo che il Presidente Laurent Gbabo ( attualmente giudicato dalla Camera Penale internazionale) era stato defenestrato nel 2011 da Sarkozy  quando era al potere e che la signora Sarkozy, in arte Carla Bruni, era giunta a Abidjan per un grande spettacolo , puntualmente avvenuto e pubblicizzato, assieme a vedette e cantanti e che per l’indomani era stata annunziata una festa in spiaggia.

Fortunatamente per la signora e il suo allegro seguito, gli attaccanti hanno sbagliato spiaggia…. Il nuovo presidente Ivoriano, Alassane Ouattara, insediato da Sarkozy e a lui gratissimo, ha nascosto il fatto  e così hanno fatto tutti, specie i reporter francesi, tranne alcuni giornalisti locali che è probabile se la vedranno brutta.

Riconoscerete che se non c’era mai stata alcuna segnalazione islamista radicale, ma c’erano molti seguaci di Gbabo, non sarebbe stato difficile fare due più due, specie avendo letto i giornali che raccontavano tutto della signora Sarkozy.

La seconda  seconda cosa da sapere è che il terrorismo tende sempre a  centrare obbiettivi non protetti. Se si presidiano gli aerei, si colpisce l’aeroporto; se si presidia l’aeroporto, si colpisce la sala d’accesso prima dei punti di controllo; se si presidiano i punti di controllo, si colpisce il parcheggio degli autobus che fanno la spola con l’aeroporto. Quindi chi vi dice di stare tranquilli è anche lui un cialtrone. Il terrorista è come la tenia: va colpito solo alla testa.

Per ottenere questo risultato, bisogna vivere come un terrorista, ragionare come un terrorista e colpire come un terrorista, parlare la sua lingua, pregare lo stesso Dio e bere lo stesso tipo di caffè, digerire come lui.

Se vivete in villa e automobile con autista, vi ritirate a casa verso le 18,30 e portate la moglie all’opera, non otterrete nessun risultato.

Se ne deduce che per “battere il terrorismo” bisogna  battere venti persone, uccidendole – meglio , facendole uccidere da un loro collaboratore – e basta.  Esemplare il caso del bandito Giuliano, affrontato da un conterraneo, Mario Scelba.

Il ministro invio in loco un solo uomo: il colonnello Ugo  Luca ( cfr wikipedia) che i lettori di questo blog hanno incontrato nella  Turchia  degli anni venti ( vedi post sulla Siria di tre giorni fa).  Luca,nato e morto a Feltre,  entrò nella mentalità siciliana, agganciò  Gaspare Pisciotta che era parente di Salvatore Giuliano e questi gli consegnò il cadavere del cognato o cugino che fosse. La banda Giuliano – ai bei tempi cinquemila uomini – si sciolse  dopo qualche vendetta.

Le prime lezioni moderne di prassi terroristica le subì Napoleone in Spagna con la “guerriglia” la piccola guerra che gli spagnoli , armati dagli inglesi, condussero basandosi sulla lacuna tattica tipica delle truppe francesi condotte da Napoleone che , per essere più rapide degli avversari, avevano rinunziato ai dispositivi di sicurezza in marcia tipici delle guerre settecentesche.

Con gli anni e la ricerca di obbiettivi non protetti – e con lo scadere del senso dell’onore militare-  si è arrivati alla tattica odierna di colpire unicamente civili inermi, mentre la strategia non si concentra nell’indebolire il potenziale militare o bellico del nemico, ma nel fiaccare la volontà di vittoria e poi di resistenza di una popolazione.

In questa opera di demolizione del morale della pubblica opinione, il principale complice dei terroristi è la stampa che pur di vendere una copia in più si inventa boatos assurdi che amplificati dalla ignoranza degli” esperti” e dai mestatori di professione crea il bordello che oggi è sotto gli occhi di tutti. Demolita la pubblica opinione, ogni governo cede. E’ accaduto alla Francia in Indocina e Algeria, agli USA in Vietnam, all’URSS in Afganistan.

Charles De Gaulle, affrontò l’OAS con Charles Pasqua, al quale nessuno si azzardò a chiedere come aveva fatto.

Per sconfiggere e far sparire questa banda di cialtroncelli serve una sola persona con trenta collaboratori di sua scelta, tutti nati e vissuti nel mondo in cui dovranno operare e tutti pronti a vincere senza poi dover rendere conto a nessuno.

Il resto sono tentativi di aumentare gli introiti di enti sedicenti di intelligence, ma che aguzzano l’ingegno solo quando c’è trippa per i gatti.

 

 

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Commenti

  • ...  On marzo 22, 2016 at 9:05 pm

    L’ha ribloggato su Il Blog di giornalismo economico e finanziario.

  • gicecca  On marzo 23, 2016 at 7:54 am

    “Serve una sola persona”… etc.; magari poi lo processano perché non ha seguito le regole. Mi pare sia già successo. Gli Scelba ormai nascono quasi solo in Israele (ma poi ce la prendiamo con loro). GiC

    • antoniochedice  On marzo 23, 2016 at 8:49 am

      Serve una classe dirigente che sappia smettere di essere debole coi forti e forte coi deboli. Serve una persona che non voglia morire abbracciata alla poltrona. E sotto questo aspetto Israele e come – è peggio- degli altri.

  • abrahammoriah  On marzo 23, 2016 at 9:37 am

    Fra le varie scemenze udite dopo gli attentati in Belgio, questa le supera tutte: “Bruxelles è il cuore d’Europa”. Primo compito dell’augurabile non troppo lontano ‘moderno principe’: liberare le menti dallo sciocchezzaio democratico, europeista ed atlantista che è stato determinante a renderci una colonia culturale, politica ed economica. Massimo Morigi – 23 marzo 2016

    • antoniochedice  On marzo 23, 2016 at 9:48 am

      Bruxelles non èn il cuore dell’Europa, casomai l’intestino.
      L’Europa non ha cuore.

  • abrahammoriah  On marzo 23, 2016 at 10:48 am

    Si potrebbe dire in maniera anche più scurrile ma il concetto è stato comunque lo stesso egregiamente espresso. Massimo Morigi

  • SC  On marzo 23, 2016 at 11:34 pm

    Se ci fosse da ridere direi je suis Mossad (la sig.ra Katz arriva sempre prima… proprio come le eserciziazioni (non periodiche…))). Spero, anche se e’ praticamente impossibile che Gb mantanga la barra dritta ed avvii comunque la dissoluzione di questa europa

  • antoniochedice  On luglio 15, 2016 at 8:14 pm

    L’ha ribloggato su IL CORRIERE DELLA COLLERAe ha commentato:

    Cosa sai del terrorismo?

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