Il Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda, unito non è più: hanno votato per restare nell’Unione sia la Scozia ( al 62%) che l’Irlanda ( al 55%). Ma mettiamo da parte l’emotività e vediamo i fatti importanti.
Tutti danno l’Europa per morta, ma in realtà è morta la democrazia rappresentativa come è stata intesa in questo dopoguerra. E’ finita l’Epoca della rappresentanza indiretta e andiamo verso forme di democrazia partecipata di cui non possiamo ancora conoscere le forme o il calendario. Continua a leggere →
BCE è l’acronimo di Beji Caid Essebsi, 88 anni, presidente della Repubblica, ex ministro di Habib Bourguiba , fondatore della Tunisia moderna dopo essere stato brillante avvocato al barreau di Parigi. Ha governato con Hedi Nouira, il liquidatore del ministro socialista Ben Salah che tentò di socializzare il paese e poi cadde nel 1971.
Dopo essere stato eletto presidente della Repubblica grazie ad una coalizione quadripartita ad onta della scissione subita dal suo partito Nida Tunes, il Presidente BCE ha iniziato un periodo movimentista, incontrando, il 16 aprile scorso, Rachid Ghannouchi , leader di Ennahda, il partito religioso uscito dalle urne del 26 ottobre 2014 in ottima posizione e diventato il primo partito a seguito della scissione di Nida Tunes. Continua a leggere →
Dopo a stravagante uscita dei ” Diplomatici dissidenti” del dipartimento di stato, ( cinquanta dei quali solo uno appartenente all’ufficio che si occupa della Siria. Vorrebbero liberarsi della grana scaricandola sui militari) adesso abbiamo l’aspirante ( autocandidata) futura segretaria di Stato alla Difesa Michèle Flournoy N° 3 del Pentagono fino al 2012, la quale dimostra che la possibilità di una donna di dire grandi corbellerie è pari – se non superiore – a quella di un generale con l’Alzeimer , ma può far danni considerevoli perché una donna ha un vissuto genericamente pacioso e le si perdonano le carenze tecniche. Continua a leggere →
Di antoniochedice
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Per capire come vanno le cose non c’è niente di meglio che far parlare gli interessati.
George Friedman è presidente dell’Agenzia privata di intelligence STRATFOR e in tale veste è embedded con la Intelligence community degli Stati Uniti. Nel video con sottotitoli in italiano, che segue spiega ad un ristretto numero di uomini d’affari la politica USA. Continua a leggere →
Di antoniochedice
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La politica delle sanzioni impedisce al presidente della DUMA, il Parlamento russo, Sergey Naryskin, di viaggiare ed essere ricevuto in occidente.
Per questa ragione, gli occidentali vanno da lui. In processione. Tedeschi in testa. Naryschin, ha appena ricevuto una folta rappresentanza di deputati eletti tedeschi molto nutrita alla quale ha assicurato che l’Ucraina non è nelle mire russe ” altrimenti la occuperemmo in quattro giorni”. Continua a leggere →
Di antoniochedice
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Una storiella sconcia riassume bene l’odierno atteggiamento USA verso il Giappone. Domanda: che differenza tra meraviglia e stupore? Risposta: la meraviglia è la prima volta che non riesce la seconda. Lo stupore è la seconda volta che non riesce la prima.
Agli USA sta accadendo lo stesso: dopo la meraviglia del viaggio del 2013 a Mosca, siamo adesso allo stupore di Washington per il secondo viaggio a Mosca. E loro sono il partner passivo.
Infatti,nelle scorse settimane, il Giappone ha dato segni di vita. Indipendente. Continua a leggere →
Di antoniochedice
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La quantità di disinformazione che viene paracadutata quotidianamente sulla pubblica opinione, specie italiana, è impressionante. La maggior parte del tempo cerco di non leggere per non scoraggiarmi e lasciar perdere.
Oggi, Pasqua, ho deciso di leggere i giornali sperando in una tregua, ma – tranne un pezzo del “Corriere della sera”che pettegolava su Auun Su Ky o come cavolo si chiama quella che definisco da sempre ” l’Arpia Birmana”, per il resto mal me ne incolse. Continua a leggere →
Un mio caro vecchio amico, in risposta ad un decalogo antiterrorismo che ho pubblicato sulla mia pagine Facebook, mi ha posto una domanda per capire meglio quale sia il mio pensiero riguardo a come agire verso i terroristi . La domanda era se volessi fare un’altra ” operazione baionetta”.
Gli ho risposto di getto, ma vorrei tornare sull’argomento in questa sede per fornire qualche minimo approfondimento .
L’operazione baionetta servì ad uccidere a scopo di vendetta e dissuasione una lista predeterminata di Palestinesi ritenuti responsabili dell’eccidio di Monaco alle Olimpiadi del 1972.
A parte che il grosso della strage lo fece la polizia tedesca, gli obiettivi della operazione erano limitati perché non era ipotizzabile annientare tutti i palestinesi, mentre è possibile, anzi doveroso, porsi questo obbiettivo nei confronti di chi vuole dimostrare che col denaro si può fare qualsiasi cosa. nelle righe che seguono la prima risposta che gli ho dato: Continua a leggere →
La prima e più importante cosa da sapere è che il terrorismo non è una scienza, è una prassi. Il generale Louis Antoine Desaix, morto a 31 anni e dieci mesi alla carica di Marengo ( 1800) soleva dire che ” un ussaro ancora vivo a trent’anni è un cialtrone”. Con le migliori intenzioni, ha mancato il suo obbiettivo.
Lo stesso si può dire di un moderno “esperto di terrorismo” , specie di quelli che hanno imperversato in Tv oggi raccontando una serie opinioni varianti dall’opinabile alla balla di grosso calibro. La colpa non è loro, ma di chi li sceglie e li paga per raccontare cose che ignorano. Continua a leggere →
Di antoniochedice
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L’ondata migratoria siriana è stata finora analizzata quasi unicamente dal punto di vista “umanitario” e logistico, ovvero del disturbo che danno allo spirito e alle abitudini dei residenti e del guadagno che offrono ai porgitori di carità spesso pelosa.
I siriani non sono arabi come gli altri ( posto che lo siano) e per far capire con un esempio pratico, torno col pensiero ad Antigua, isoletta sperduta nei Caraibi, dal clima mite, membro del Commonwealth, dotata della solita villa di Berlusconi e guidata da una donna di colore.
In una delle periodiche diaspore siriane dovute a ragioni politiche ( 1945) sbarcò ad Antigua un gruppo di profughi siriani che non tardò ad inserirsi nel tessuto sociale dell’isola. Continua a leggere →