Archivi delle etichette: Dimitri Medvedev

KAMIKAZE? NO, HIKIWAKI. IL GIAPPONE SI DISALLINEA. GLI USA FANNO FINTA DI NIENTE. di Antonio de Martini

Una storiella sconcia riassume bene l’odierno atteggiamento USA verso il Giappone. Domanda: che differenza tra meraviglia e stupore? Risposta: la meraviglia è la prima volta che non riesce la seconda. Lo stupore è la seconda volta che non riesce la prima.

Agli USA sta accadendo lo stesso: dopo la meraviglia del viaggio del 2013 a Mosca, siamo adesso allo stupore di Washington per il secondo viaggio a Mosca. E loro sono il partner passivo.

Infatti,nelle scorse settimane, il Giappone ha dato segni di vita. Indipendente. Continua a leggere

RAZVITIE: LA PROPOSTA YAKUNIN OLTRE IL FOLCLORE DELLA CRISI DI CRIMEA di Antonio de Martini

Credo di avere più volte illustrato il dibattito interno agli Stati Uniti dove ormai vige un clima di guerra civile che si svolge tra le quinte tra la fazione ” guerrafondaia” ( Newt Gringrich, John McCain, Dick Cheney, Paul Wolfowitz, Hilary Clinton) da una parte e la Presidenza Obama nel suo ultimo biennio dall’altra. Continua a leggere

UCRAINA, PRIMA PEDINA DELLA TEORIA DEL DOMINO O PROVA DI UNA NUOVA YALTA A GEOMETRIA VARIABILE? di Antonio de Martini

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Ora che la polvere si sta posando sulla Piazza Maidan di Kiev e sulla scrivania di Eugenij Yanuschenko, vediamo che i problemi che hanno provocato la crisi restano intatti per chiunque vada a governare quel paese.

L’Ucraina non può fare a meno di una larga collaborazione con la Russia e l’U.E. non è in grado di dare un aiuto sostanziale senza provocare una ribellione tra i 28 paesi della Unione e tra i 18 paesi dell’eurozona monetaria.

I miti lanciati dalla disinformazione stanno per affiorare e scopriremo che non è vero che l’Ucraina vuole andare in Europa: sono gli ucraini che vogliono poter emigrare e lasciare un paese povero e senza speranza , roso dalla corruzione, arretrato nella mentalità e dotato di industrie obsolete e improduttive, con una classe dirigente penosa. Insomma, una Italia in piccolo. Continua a leggere

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