Archivi Categorie: Politica Estera

PERCHÉ LA CHIESA CATTOLICA VIENE ATTACCATA DALL’ONU. di Massimo Morigi

La chiesa cattolica è la più antica – e ormai unica – “agenzia di senso” globale ancora in dotazione ed operativa in un mondo in cui tutte le narrazioni politiche della modernità hanno fallito e stanno lasciando un panorama di autentica devastazione Continua a leggere

LA DINASTIA DEI SAUD RISCHIA DI NON SOPRAVVIVERE AL 2014 E CON ESSA CAMBIEREBBE TUTTO IL SISTEMA PETROLIFERO DELL’OCCIDENTE di Antonio de Martini

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Tre teocrazie classiche  si interessano degli avvenimenti del Levante e tra queste, la più debole è la casa reale saudita che dispone di immense ricchezze , è la custode dei luoghi santi della religione mussulmana ed esercita influenza  su un miliardo e trecento milioni di mussulmani sunniti.

Evidentemente non gode di divino afflato perché da un certo numero di anni a questa parte non ne sta azzeccando una e credo  che le fortune della giovane  ( dal 1927) dinastia siano ormai agli sgoccioli.

L’altra teocrazia è quella concorrente rappresentata dall’Iran Sciita e Persiano che è in sorprendente rimonta da quando pochi mesi fa ha mostrato solidità istituzionale cambiando, senza scosse, regime , dotandosi di un nuovo Presidente Hassan Rouhani appoggiato dall’Ayatollah Ali Khamenei che rappresenta la continuità religiosa e statuale con grande  compostezza ed è il leader di 200 milioni di sciiti nel mondo: il nuovo governo ha aperto all’occidente e ha intavolato trattative che possono allentare le tensioni internazionali in quasi tutte le aree a rischio del pianeta e sta dimostrando di non essere interessato alle armi nucleari.  Non così l’Arabia Saudita. Continua a leggere

LA NUOVA POLITICA ESTERA DELLA GERMANIA E LE CRISI NELL’EST EUROPA di Massimo Morigi

Gli interventi sul “Corriere della Collera” di Antonio de Martini sulla crisi Ucraina – e sulla prossima crisi della Moldova che già si intravvede – ci offrono una doppia chiave di lettura in merito al delinearsi e disporsi delle forze che si contedono il dominio dello scenario internazionale.

In primo luogo, come peraltro rilevato da più osservatori, c’è da osservare che la Germania sta definitivamente abbandonando il ruolo di gigante economico ma nano politico a favore di una politica che al posto della vecchia Ostpolitik, consunto ricordo di una Germania ancora divisa, intende piuttosto sposare l’ ancor più vecchio – e carico di lugubri e tragici ricordi – Drang nach Osten che fu uno degli slogan non solo della criminale politica nazionalsocialista ma anche la linea guida della politica guglielmina riguardo l’Europa orientale, che già nei piani di guerra della Germania imperiale doveva essere completamente asservita (vedi il September Programme che fra le altre cose, tipo l’annessione del belgio, contemplava ad est la creazione di stati satelliti completamente sottomessi alla Germania ed in funzione anti russa. Continua a leggere

VICINO ORIENTE: ISRAELE TEME L’ISOLAMENTO E OFFRE 20 MILIONI DI DOLLARI DI INDENNIZZO ALLE VITTIME DEL MAVI MARMARA. di Antonio de Martini

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Credo sia la prima volta che lo stato di Israele offre un indennizzo –  anche cospicuo –  per i danni causati da una propria azione militare. La notizia è del quotidiano israeliano Haaretz, abitualmente attendibile.

Ricorderete che nel 2010 la nave di ” attivisti della pace” battente bandiera turca ” MAVI MARMARA” fu arrembata dalla guardia costiera israeliana incaricata di mantenere il blocco marittimo della città di Gaza, nella omonima striscia.

Alla reazione manesca degli attivisti turchi presenti a bordo, gli israeliani risposero in maniera sproporzionata uccidendo otto persone. Continua a leggere

UNA RISPOSTA MEDITATA ALLA RELAZIONE DI LUIGI ZINGALES DA GIORGIO VITANGELI

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Pubblico con grande piacere e un pizzico di pigrizia il commento di Giorgio Vitangeli alla relazione che Luigi Zingales ha fatto, che Il Foglio ha pubblicato avant’ieri, alla Commissione Finanze della Camera dei Deputati. Condivido personalmente ogni punto e spero che ciascuno dei lettori lo commenti e lo faccia circolare.
“Caro Tonino, grazie della citazione, ma non scherziamo:  Zingales è un noto economista, alfiere di un liberismo che da sempre avverso, e, che si diletta a volte di fare il giornalista; io sono semplicemente un giornalista economico, anche se quasi tutti ormai, dopo cinquant’anni che scrivo, mi chiamano “professore”, e mi presentano come economista. Ma io ci tengo sempre a chiarire. Son mica un Oscar Giannino….

Gli economisti, peralro, spesso  sono solo dei ragionieri in grande (attento Zingales…), con tutto il rispetto per i ragionieri, specie quelli di un tempo

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Ucraina: la crisi come conseguenza di strategie superate e due pregiudizi obsoleti: La Germania fa correre un rischio di guerra alla Unione Europea. di Antonio de Martini

Quando lo Stato Maggiore tedesco diede il via all’ “operazione Barbarossa” nel primo giorno d’estate del 1941, per  quasi trenta giorni avanzò distruggendo in media due divisioni di fanteria e una brigata corazzata al giorno, si aprì la via di Mosca e quella del Caucaso: aveva conquistato l’Ucraina.

Mosca dista 460 km dal confine ucraino,   Continua a leggere

LA BANCA D’ITALIA CONFESSA NEL SUO SITO CHE L’ORO È SOLO IN DEPOSITO, MA SCONFESSA NEI FATTI CHE NE POSSA DISPORRE. di Luca Tribertico

Una confessione della natura pubblica, non privata, delle riserve auree e una considerazione.

La stessa Banca d’Italia, in una pagina del suo sito http://www.bancaditalia.it (http://www.bancaditalia.it/sispaga/riserve/nazionali) riconosce che essa “gestisce” – non “è proprietaria” – le riserve “nazionali” – non “private” – in valuta e in oro.

Buona parte delle nostre riserve auree nazionali sono custodite dalla Federal Reserve (presumibilmente dalla Federal Reserve Bank of New York, quindi a Manhattan).
Secondo il diritto italiano – e secondo il diritto mercantile o Lex Mercatoria internazionale – il deposito di denaro o altre cose fungibili, come l’oro, comporta l’obbligazione del depositario di restituire non le stesse cose ma altrettante della stessa specie e qualità.

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ZINGALES ALLA CAMERA. AMMETTE TUTTO DICE QUALCOSA E AFFIDA AL SEMESTRE EUROPEO LA RINASCITA SOTTO FORMA DI CASSA INTEGRAZIONE CONTINENTALE di Antonio de Martini

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Pubblico – da IL FOGLIO – l’intervento con cui la Commissione Finanze della Camera pensa di farsi assolvere in una Norimberga prossima ventura.  
Hanno interrogato Luigi Zingales , noto economista e giornalista, per sapere cosa fare, anche se non mi risulta avesse previsto il cataclisma come invece ha fatto Giorgio Vitangeli.
L’intervento è comunque interessante per due versi: da una parte dice chiaramente, sussurrando si intende, che il dividendo dell’Euro è stato dilapidato sia dalla destra che dalla sinistra invece di usarlo per ridurre il deficit e che se l’avessero fatto adesso avremmo il deficit all’80%.  Fa il parallelo da me spesso fatto con l’unità italiana ( siamo la Calabria della situazione) .
Dice anche una cosa molto importante, ma “en passant” : una via percorribile è l’uscita dall’ Euro dall’alto  ( ossia uscita della Germania e soci) mentre dal basso ( ossia dell’Italia) sarebbe rovinosa.

Ora bisogna che qualcuno dica a costoro e non solo alla commissione Finanze, se necessario brutalmente, che il semestre europeo non può esser loro affidato. E dica a brutto muso ai partners europei che si è partner nella buona e la cattiva sorte o non lo si è per niente.

Zingales, nel testo, cita un aneddoto russo che ricorda come i contadini durante le epidemie uccidessero i medici. Lo tenga a mente al momento in cui tira fuori il ricettario.

RELAZIONE ZINGALES ( non rivista dall’autore)

“Vorrei cominciare la mia presentazione con fatti molti semplici, ma spesso dimenticati nel dibattito politico. Se voi guardate la prima slide (vedi grafico numero 1, qui a lato) che presento, questa è una illustrazione molto semplice di cosa è successo ai principali paesi europei – ci sono anche Stati Uniti e Giappone – nel periodo che va dall’ introduzione dell’euro a oggi.

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LA CONFERENZA DI PACE SULLA SIRIA E’ ARRIVATA. ARRIVERA’ ANCHE LA PACE? NON PER ADESSO. SERVONO ALTRI MORTI E UN’ALTRA GINEVRA, LA TERZA. di Antonio de Martini

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NO IRAN, NO PARTY.

Basta dare un’occhiata al fittissimo calendario degli impegni internazionali  fissati  in questo periodo, per capire che quasi nessuno si aspettava la convocazione della conferenza di Pace sulla Siria.

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IN CASO DI GUERRA STARE FUORI. IN CASO DI PETROLIO, STARCI IN MEZZO

cari amici, ecco una mia intervista a “la Finanza sul web ” che cerca di spiegare perché dobbiamo interessarci al Levante mediterraneo ed ai suoi problemi e perché in caso di guerra sarebbe saggio evitare di partecipare ai giochi delle grandi potenze planetarie che – dopo aver combattuto fino all’ultimo iugoslavo prima  e siriano poi  –  cercano altri destinati al sacrificio.