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L’AMERICA SI INTERROGA SUL RIMPATRIO DELL’ORO TEDESCO. NOI CI INTERROGHIAMO SUL FATTO CHE IL GOVERNO USA QUESTO MESE NON HA PAGATO IL FONDO PENSIONE DEGLI STATALI. di Antonio de Martini

Ieri sera, con una buona giornata di ritardo rispetto al ” Corriere della Collera” la catena televisiva CNBC  dava notizia dell’ordine di rimpaterio dell’oro tedesco e, nel titolo,  si chiedeva se fosse il caso di preoccuparsi. Hanno due notizie in più: da Londra sono già stati ritirati 2/3 dei lingotti in ottobre e anche Hong Kong lo ha fatto anni fa..

Per parte nostra, siamo preoccupati della notizia apparsa su “Le Figaro” di stamattina secondo cui il governo americano non ha versato il dovuto alla cassa pensioni dei dipendenti federali, spiegando il fatto con l’obbligo di non dover superare il tetto di sppesa consentito dal Congresso che è di 16.394 miliardi di dollari. ( sedicimilatrecentonovantaquattro miliardi di dollari USA). L’altro anno successo col rinnovo dei Bond cinesi. Continua a leggere

BUNDESBANK: ADESSO E’ UFFICIALE. LA GERMANIA RITIRA IL SUO ORO DALLA BANQUE DE FRANCE, DALLA FED DI NEW YORK E DA LONDRA. DOPO LE BANCHE COMMERCIALI, ORA ANCHE QUELLE CENTRALI NON SI FIDANO PIU’ NEMMENO TRA LORO. di Antonio de Martini.

http://corrieredellacollera.com

COME AVEVAMO SCRITTO POCHI MESI FA ( RISPARMIATEMI LA RICERCA) LA GERMANIA HA DECISO DI RIMPATRIARE IL SUO ORO E MERCOLEDI SARA’ DATO ANNUNZIO UFFICIALE. LO SCOOP E’ DEL  QUOTIDIANO HANDELBLATT, L’EQUIVALENTE TEDESCO DEL NOSTRO “SOLE24ORE”.

ecco il link per chi sa la lingua : http://www.handelsblatt.com/politik/deutschland/reserven-bundesbank-will-deutsches-gold-zurueckholen/7629600.html

Secondo l’Handeslblatt, Continua a leggere

AFRICA, LE MOTIVAZIONI DELL’INTERVENTO FRANCO-BRITANNICO IN MALI. di Antonio de Martini

http://corrieredellacollera.com

Ambienti vicini all’intervento franco-britannico fanno sapere che la decisione di intervenire anticipatamente rispetto al calendario fissato dai lavori delle Nazioni Unite, è dovuto a informazioni, definite molto attendibili, provenienti dall’intelligence USA che attribuivano intenti federativi e di coordinamento militare alle tre delle organizzazioni ” islamiste” presenti nel territorio dell’Africa sub sahariana: AQIM ( Al Kaida del Magreb Arabo) , gli Shabab dell’Africa Orientale ed il Boko Haram dell’area nigeriana . Continua a leggere

ISLANDA: L’ASSOCIAZIONE ITALIA 2020 , NEL SUO PICCOLO, L’AVEVA SCRITTO

ECCO IL TESTO DELLA INTERVISTA FATTA DA ITALIA 2020 ANIMATA DA CLAUDIO CIPOLLINI E FABRIZIO MOTTIRONI.

http://www.associazioneitalia2020.it/ Islanda mon amour Pubblicato
il 02/10/2011 Perché, nei mesi scorsi, siamo stati costantemente
informati su tutto quello che stava succedendo in Tunisia, Egitto,
Libia, Siria e non sulla rivoluzione che stava accadendo in
Islanda? Il popolo islandese è riuscito a far dimettere un governo; Continua a leggere

COLD CASE : LA VERITA’ SULLA DISFATTA DI CAPORETTO di Carlo Cadorna

Le polemiche sulla disfatta di Caporetto – siamo in Italia – sono ancora in corso. D’altronde siamo nel paese in cui i processi per omicidio si celebrano dopo venti anni.I fatti sono noti: un oscuro capitano tedesco operante sul fronte italiano, tale Erwin Rommel, si trovò inopinatamente, avanzando nella conca di Caporetto ( Engels – il partner di Marx che si interessava alla geopolitica –  l’aveva identificata come punto di debolezza dello schieramento molti anni prima ) si accorse che questa non era presidiata da nessuno.

Decise di avanzare avvertendo il comando superiore. Gli credettero e il comqando austriaco si precipitò nella falla dello schieramento.  L’omesso presidio territoriale alcuni sostengono fosse nello schieramento di competenza di Badoglio, altri del generale Capello. La commissione di inchiesta appurò fatti folcloristici, come ad esempio quello di un gruppo di soldati siciliani che dirottò …un treno ordinando al macchinista di far rotta per la Sicilia, ma la verità non emerse in modo univoco.

Il generale Cadorna  – ormai già silurato, divenne il capro espiatorio,  assolto solo di recente dagli storici. Resta in piedi l’accusa di aver scritto e firmato  il bollettino annunziante la sconfitta, in cui si accusavano le truppe di viltà. Carlo Cadorna apporta su questo elemento non secondario un pò di luce . Pubblico con piacere e interesse un suo  articolo  eseguito anche grazie a documenti di famiglia.  A. de M. Continua a leggere

SIRIA: GLI EROI SONO STANCHI (DI RACCONTARE BALLE) E LA GUERRA SI IMPANTANA. SI VA VERSO LO STALLO E IL NEGOZIATO. di Antonio de Martini

La coalizione composta da Stati Uniti, Francia, Inghilterra, Arabia Saudita, Egitto, Libia, Turchia e Katar in quasi due anni di macelleria e propaganda non sono riusciti ad aver ragione della Siria di Bashar el Assad , l’oculista reclutato a forza alla politica dalla morte prematura del fratello.

Gli USA sono stati ingannati da illusioni autoprodotte, dalla sopravvalutazione della volontà di potenza della Turchia, la sottovalutazione della capacità di resistenza dei siriani.
Stanno imparando a conoscere un vicino oriente che non conoscevano: i libanesi hanno un governo filo Hezbollah e sono riusciti a demolire una rete CIA di diciassette persone, tutte arrestate, accecando il Dipartimento di Stato in un momento decisivo. I siriani hanno ” esportato” i non combattenti , come profughi, oltreconfine, ottenuto – a inizio guerra – una sovvenzione importante dall’Iran ( si parla di trenta miliardi di dollari) e sopratutto bloccato la propaganda via internet che si rivelò esiziale per Hosni Mubarak. Continua a leggere

LA DISOBBEDIENZA IN DEMOCRAZIA. COME LIBERARSI DELLA PARTITOCRAZIA IN UN MESE E VIVERE FELICI. di Antonio de Martini

Non credo ci sia bisogno di scomodare Thoreau e il suo rifiuto di avallare lo schiavismo o la guerra al Messico per affermare che la Democrazia ” col diritto al mugugno” basta a chi ha mentalità accomodante o addirittura servile , ma non si addice a uomini liberi.
Un cittadino è tale quando non solo conosce i suoi diritti, ma anche li esercita.
Quando c’è democrazia, c’è anche la libertà , ma quando c’è libertà , non è detto che ci sia democrazia e questa è la situazione che viviamo in questo momento politico. Continua a leggere

Syria next step is a step down in the escalation by Antonio de Martini

I receive on a daily basis information from important gentlemen funded by not less important foundations of what is happening at the turkish or Jordan border.
I volunteer to enter In Syria and report some facts and findings I already checked during my trips, thanks to the opportunity to speak with people without interpreters.

1) the minority cartel that is ruling Syria is approximately 30% of the population ( Alawis, Shia , turkomans, Christians of different faiths and minor sects). The remaining 70% of Sunnis is divided between the regime followers ( 50%) and those in favour some sort of change ( 20%).
This 20% minority is divided among ” western democrats” (5%?) and Muslim loyal to Sunni Imams ( 10% probably, most of them flying the war in Jordan, Lebanon ) and a 5% funded by Saudi Arabia showing a salafist, ( rigid and medieval) religiosity.
Roughly, this mosaic makes a 65% majority for Assad regime, most of them for the sake of ” law and order” .
2) the repression of Syrian pro Assad forces is very heavy, due to the military training and doctrine received by Russian advisors: ” if in a building there is a sniper, destroy the entire building regardless of collateral damages”.

3) this rough attitude has caused many casualties even if not as many calculated – from London – by the Syrian observatory that has no connection with internationally recognised organisations with similar names .

4) in this situation, a shift of the balance of forces could happen only if – as happened in Lybia – an air support is given to the Syrian Liberation Army( by NATO or by US Air Force or both).
The situation is similar to the cuban anticastro army in 1961 or with the Iraqi Kurds in 1991.
No air support, no victory.

5) Turkish military are not eager to open a second front and are asking for more arms and funds .

6) in this situation every hope of a quick military solution is impossible, a sniper or bomb attack against Assad , or family, is difficult to replicate and a coup d’état from the army out of question. There has been too much bloodshed and comrades to revenge. It’s time to think the unthinkable: a political compromise with Assad before being involved with the salafist embarrassing company.

7) remember what Rabin said once: “peace has to be made with enemies, not with friends.”

PESCA MIRACOLOSA AL MINISTERO DELL’AGRICOLTURA E DELLA PESCA

Proprio una bella retata: undici arrestati – di cui cinque ai domiciliari – e altri ventisette signori , si fa per dire, incriminati.
Ho raccontato in qualche post della mia esperienza all’URI ( ufficio relazioni internazionali) del Ministero dell’Agricoltura e come segretario generale al “Comitato Nazionale Italiano per il Collegamento tra il Governo Italiano e l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’agricoltura”( FAO, IFAD, PAM).

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MEDITERRANEO, UN MARE DI NOSTALGIE: DA GHEDDAFI A MUBARAK A BERLUSCONI. ARRIVA IL SOGNO DI UNA EUROPA DALL’ATLANTICO AGLI URALI O L’INCUBO DELL’EUROPA COLONIZZATA ? di Antonio de Martini

Stiamo tornando all’epoca dei protettorati di ottocentesca memoria e c’è chi vuole applicare l’idea anche all’Europa.
La Libia a oltre un anno dalla conclusione ufficiale delle operazioni N.A.T.O. , non ha ancora trovato la pace e la via della concordia nazionale che adesso spera di trovare con la creazione di una società petrolifera nazionale con direzione a Tripoli e robusta sede decentrata a Benghazi .
La governance sarà a sorveglianza britannica.

L’Egitto, nei suoi millenari annali, non aveva mai

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