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LA GRANDE GUERRA VISTA A CENTO ANNI DALL’INIZIO di Carlo Cadorna ( seconda parte, la precedente è del 4 febbraio )

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Ecco la seconda parte della ricerca storica, svolta sine ira ac studio, dal generale Carlo Cadorna sulla grande guerra.
Noterete che non dà spazio alle polemiche evitando di fare nomi come quello del comandante della seconda armata. Anche questo è un modo per cementare il sentimento l’Unita Nazionale.

“Ma a cambiare la situazione strategica giunse l’uscita dalla guerra della Russia a seguito della presa del potere da parte dei bolscevichi.

Questo fatto liberò notevoli forze, soprattutto tedesche , che ebbero la possibilità, allo scopo di evitare il tracollo dell’Austria, di concentrarsi contro l’Italia dopo un periodo di addestramento (due mesi in Slovenia con il Cap. Rommel) alle nuove tecniche di infiltrazione che erano appena state sperimentate a Riga nel mese di settembre. Continua a leggere

COLD CASE : LA VERITA’ SULLA DISFATTA DI CAPORETTO di Carlo Cadorna

Le polemiche sulla disfatta di Caporetto – siamo in Italia – sono ancora in corso. D’altronde siamo nel paese in cui i processi per omicidio si celebrano dopo venti anni.I fatti sono noti: un oscuro capitano tedesco operante sul fronte italiano, tale Erwin Rommel, si trovò inopinatamente, avanzando nella conca di Caporetto ( Engels – il partner di Marx che si interessava alla geopolitica –  l’aveva identificata come punto di debolezza dello schieramento molti anni prima ) si accorse che questa non era presidiata da nessuno.

Decise di avanzare avvertendo il comando superiore. Gli credettero e il comqando austriaco si precipitò nella falla dello schieramento.  L’omesso presidio territoriale alcuni sostengono fosse nello schieramento di competenza di Badoglio, altri del generale Capello. La commissione di inchiesta appurò fatti folcloristici, come ad esempio quello di un gruppo di soldati siciliani che dirottò …un treno ordinando al macchinista di far rotta per la Sicilia, ma la verità non emerse in modo univoco.

Il generale Cadorna  – ormai già silurato, divenne il capro espiatorio,  assolto solo di recente dagli storici. Resta in piedi l’accusa di aver scritto e firmato  il bollettino annunziante la sconfitta, in cui si accusavano le truppe di viltà. Carlo Cadorna apporta su questo elemento non secondario un pò di luce . Pubblico con piacere e interesse un suo  articolo  eseguito anche grazie a documenti di famiglia.  A. de M. Continua a leggere

19 settembre 1939: UNA LETTERA DI NITTI A MUSSOLINI INDICA NELLA GERMANIA IL NEMICO DA TENERE LONTANO DAL MEDITERRANEO.

PIERO LA PORTA HA DATO VITA A UN SITO CUI HA DATO IL SUO NOME – E CHE È BEN PIÙ COMPLESSO DI UN BLOG – E COPRE NUMEROSI ASPETTI DELLA VITA SOCIALE, ECONOMICA E POLITICA.
NELLA SEZIONE POLITICA TROVO UNA LETTERA DI FRANCESCO SAVERIO NITTI A MUSSOLINI, SCRITTA ALL’INIZIO DELLA SECONDA GUERRA MONDIALE . PUR TRA GLI ERRORI DI BATTITURA, È UN ESEMPIO DI LUCIDITÀ POLITICA .
LA CITO SPERANDO DI SPINGERVI A LEGGERLA su piero laporta.it

COSA DOPO BERLUSCONI E DOPO MONTI? CERTO, NON LORO. RICORDANO MUSSOLINI E BADOGLIO. SERVE IL NUOVO. di Antonio de Martini. ( primo di due post sul futuro prossimo)

Al mio post del 31 gennaio , il sig Cavallaretto1 mi ha scritto in un commento una assennata considerazione che merita una risposta più ampia di quanto non abbia fatto nella risposta diretta, forzatamente succinta.
Egli si e’ detto contrario alle dimissioni del governo Monti perché ritiene che io parteggi per un ritorno di Berlusconi e perché i ministri dell’attuale governo lavorano seriamente.
Non mi e’ mai passata per la testa di vedere Berlusconi a palazzo Chigi e tutti i miei post lo testimoniano.
La ragione per cui Monti deve dare le dimissioni – ci ho aggiunto anche quelle del presidente Napolitano – e’ che ha impostato una strategia , condivisibile, ma ha fallito.

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