L’arrivo del ministro francese dell’interno ( Claude Guéant) ha causato il miracolo della ripetizione del caso Oswald dopo l’omicidio di Kennedy.
Il matto domiciliato vicino alla scuola ebraica é stato indicato come l’assassino e invece di catturarlo mentre era seduto sul water, si sono precipitati in forze nella speranza di evitare il processo con una raffica di mitra ben piazzata.
Continua a leggere →
Di antoniochedice
|
Pubblicato su antiterrorismo, costume, economia internazionale, elezioni, francesi, Medio Oriente, Politica Estera, Storia
|
Contrassegnato dal tag Barak Obama, Claude Guéant, Hilary Clinton, marine le Pen, NICOLAS SARKOZY
|
La signora Lauren Williams scrive sul DAILY STAR un tabloid libanese che potrebbe essere anche considerato filo siriano, se Wikipedia non ci informasse che appartiene alla stessa editrice che ha fondato AL HAYAT, primo quotidiano saudita e che dal 2000, dopo aver fatto entrare capitali del Golfo nel suo azionariato, ha stipulato un contratto di collaborazione con l’INTERNATIONAL HERALD TRIBUNE in materia di raccolta pubblicitaria, diffusione e distribuzione.
Continua a leggere →
Di antoniochedice
|
Pubblicato su antiterrorismo, elezioni, Fini, francesi, intelligence, Irak, Libano, Medio Oriente, Politica Estera, Siria, terrorismo, Uncategorized
|
Contrassegnato dal tag arabia saudita, Bahrain, Barak Obama, Catherine Ashton, Eric Chevallier, Francia, International herald tribune, Israele, J.F. Kennedy, Libano, Russia, Siria, Stratfor agency
|
Ho ricevuto mail private e telefonate che sostengono che sono parziale e antiamericano, specie nel descrivere la vicenda siriana. Continua a leggere →
Di antoniochedice
|
Pubblicato su americane, antiterrorismo, elezioni, intelligence, Politica Estera, Siria, Storia
|
Contrassegnato dal tag Al Capone, Barada TV, Barak Obama, George W Bush, Siria, Washington post, Wikileaks
|
Alla vigilia delle elezioni francesi e americane, può valere la pena esaminare quali conseguenze abbia prodotto il progetto USA POMED e le truppe francesi in questo anno di campagne politico militari iniziato con l” unrest” tunisino , proseguito con la “primavera egiziana” di Taharir Square, continuata con la campagna di Libia e conclusasi con i pareggi yemenita e di Bahrein e la sconfitta sulla via di Damasco.
LA TUNISIA
In Tunisia: a un regime poliziesco laico , si sono sostituiti – col partito Ennahda – una serie di fondamentalisti islamici, l’economia e l’emigrazione sono peggiorate inducendo il governo italiano ad agevolare il passaggio verso la Francia , al punto che ne e’ nato un contenzioso.
Insomma, l’unica conseguenza e’ stata che l’Europa ha scoperto che il tipo di libertà cui i tunisini aspiravano, era quella di emigrare.
Ad una iniziativa USA per affermare i principi democratici, ha fatto seguito un aumento del flusso migratorio verso Italia e Francia. L’Italia ha perso il suo status di primo fornitore della Tunisia.
EGITTO
In Egitto: dopo un migliaio di morti nel primo tempo della rivoluzione e qualche centinaio nel secondo tempo, il regime militare con a capo un generale ottantenne e’ stato sostituito da un regime militare con un generale settantanovenne ed un governo ” civile” a libertà vigilata espressione della confraternita dei ” fratelli mussulmani” che ha già iniziato ad avvelenare i rapporti con Israele e con il governo USA. La borsa e l’economia sono disastrate e non accennano a migliorare. I presidenti delle due camere risultati eletti, appartengono alla setta dei fratelli mussulmani, ci sono stati ripetuti scontri tra cristiani ( copti) e islamisti con numerosi morti.
L’Italia ha perso anche qui la sua posizione di fornitore privilegiato.
LIBIA
i commenti già fatti su questo blog restano tutti validi, con l’aggiunta di un paio di controprove, quale lo stabilizzarsi dell’instabilità e l’invio di seicento ” volontari” libici in Turchia, alla frontiera siriana, per alimentare una ” rivoluzione” senza carburante dopo lo schiacciamento dei ribelli del Jabal Druso e la scelta dei kurdi di non sollevarsi e di puntare su Assad piuttosto che sugli USA come fecero in Irak con le conseguenze che tutti ricordiamo.
Gli accordi italo libici sono stati congelati a vantaggio della Francia.
YEMEN
Per convincere il presidente Salah dello Yemen a mollare, nientemeno che al suo vice, ci hanno messo un anno e numerose centinaia di morti. Per far rassegnare la segretaria di stato Clinton ad accettare questa alternanza alla pulcinella, ci e’ voluto il rafforzarsi di Al Kaida che in zona si e’ ritagliata una porzione di territorio.
BAHREIN
Buco nell’acqua anche a Bahrein grazie all’intervento delle truppe saudite che hanno sconvolto i calcoli degli analisti che incoraggiarono la rivolta promettendo il non intervento dell’esercito locale inquadrato da elementi occidentali. Gli USA sono riusciti a mantenere la loro base navale, ma ormai la sfiducia regna.
SIRIA
Il fallimento dei tentativi di ” regime change” fomentato dal ” POMED project “e’ stato dovuto solo in parte al veto Cino- russo all’ONU. La nascita Continua a leggere →
Di antoniochedice
|
Pubblicato su americane, antiterrorismo, Berlusconi, economia internazionale, elezioni, francesi, intelligence, Libano, Medio Oriente, Politica Estera, Presidente della Repubblica, Siria, Storia, terrorismo
|
Contrassegnato dal tag Barak Obama, crisi franco turca, Hilary Clinton, Mubarak, politica USA in medio oriente, Salah, Tantawi
|
Napoleone diceva che è meglio un esercito di pecore comandato da un leone che un esercito di leoni comandato da una pecora. Vedremo a Londra ( il 21) se il caso Monti è della prima o della seconda categoria. Sarkosi, messo a dura prova dagli insuccessi in casa( vanno tutti meglio di lui nei sondaggi) e fuori ( il Vescovo di Aleppo, Siria, francese purosangue, Mons Jeanbart, si è pronunziato contro la Francia e la sua politica aggressiva nei confronti di Assad), ha rovesciato il tavolo europeo e si è ritirato sotto la tenda.
Continua a leggere →
Di antoniochedice
|
Pubblicato su bankitalia, economia internazionale, Politica, Politica Estera, Uncategorized
|
Contrassegnato dal tag Angela Merkel, Banca Intesa, Bazoli, Corrado Passera, economia, Francia, Giorgio Napolitano, mario draghi, mario monti, Monsignor Jeanbart, Nicolas Sarkosy, Siria
|
Gli avvenimenti di questo periodo, mi ricordano l’avventura umana di Guglielmo di Ockam. Chierico, diventato fiero anticlericale e difensore della laicità di Venezia, , venne pugnalato e ucciso da” ignoti” nel padovano. Mentre spirava, sibilò: ” agnosco stilum Romanae Ecclesiae” dove stilum ha il doppio significato di stile e di pugnale. Mirabilie del Latino.
Ci vorrebbe la lingua di Guglielmo per identificare il doppio stile: l’ inglese e quello americano che marciano separati, ma colpiscono uniti. La povertà lessicale dei giorni nostri si limita all’aforisma del “poliziotto buono e poliziotto cattivo.
“Ci dicono che la foto di Ben Laden morto non ce la fanno vedere perché è troppo brutta e la foto del funerale sulla portaerei USS Vinson ( quella intervenuta ad Haiti in soccorso dei terremotati) non ce la fanno vedere perché troppo bella. Continua a leggere →
Di antoniochedice
|
Pubblicato su antiterrorismo, intelligence, Libano, Medio Oriente, Politica Estera, terrorismo, Uncategorized
|
Contrassegnato dal tag "re Hussein Ibn Talal", Afganistan, Agenzia Italia, AGI, Al Jawahiri, Ben Laden, copti, curdi, drusi, Egitto, Erdoghan, fratelli mussulmani, guglielmo da Occam, India, kemal kilicdaroglu, SEnussi, Talebani, Tunisia, Turchia, USS VINSON
|
nel post del 9 marzo sulla situazione siriana, analizzando le diversità rispetto all’Irak e alla Libia, concludevo che la Siria avrebbe virato di bordo con prontezza , tanto piu’ che qualche riforma voleva farla. Continua a leggere →
Questi ripetuti ultimatum alla Siria possono rivelarsi un vantaggio politico non indifferente per Bashar El Assad, almeno nel breve periodo, almeno questo è il parere di una giovane ed acuta analista dell’area che declina la possibilità di fare il suo nome come condizione per spiegarsi. Continua a leggere →
Di antoniochedice
|
Pubblicato su Libano, Medio Oriente, Politica Estera, Storia
|
Contrassegnato dal tag Abd el Halim Khaddam, Ambassador Robert Ford, corruzione, Etiopia, hafez el assad, Menes Zenawe, rifaat el assad, Siria, world bank
|
Chiariamo subito una cosa: le dittature sono inaccettabili. Anche le dittature “borghesi” o quelle collettive di una oligrarchia. Quando però si cominciano a scegliere le dittature da abbattere e quelle da risparmiare, mi viene a mente la scelta Continua a leggere →
Di antoniochedice
|
Pubblicato su guerra afganistan, intelligence, Medio Oriente, Politica Estera, Uncategorized
|
Contrassegnato dal tag Attacco alla Siria, Ben Ali, Crisi medio oriente, guerra di Libia, intervento umanitario, Mubarak, Napolitano, re Abdallah II, re hussein di Giordania, Tajep Erdoghan, Tangentopoli
|
Questa guerra di Libia rischia di fare più vittime tra i nomi illustri che tra poveri diavoli. I diecimila morti massacrati dalle truppe di Gheddafi si sono rivelati inesistenti, mentre le vittime inglesi tendono ad aumentare e, come tutte le vittime illustri, cadono a una a una nel silenzio della stampa italiana. Continua a leggere →