IN EUROPA E’ GUERRA PER BANDE . IL PIANO MONTI RISCHIA. MA TUTTI GLI EVENTI DI QUESTI GIORNI SONO A DOPPIA LETTURA. di Antonio de Martini

Napoleone diceva che è meglio un esercito di pecore comandato da un leone che un esercito di leoni comandato da una pecora. Vedremo a Londra ( il 21) se il caso Monti è della prima o della seconda categoria. Sarkosi, messo a dura prova dagli insuccessi in casa( vanno tutti meglio di lui nei sondaggi) e fuori ( il Vescovo di Aleppo, Siria, francese purosangue, Mons Jeanbart, si è pronunziato contro la Francia e la sua politica aggressiva nei confronti di Assad), ha rovesciato il tavolo europeo e si è ritirato sotto la tenda.

Il piano preparato dal premier italiano era semplice e ben preparato, ma evidentemente non teneva conto dei movimenti improvvisi che si stanno verificando, in particolare la reazione di Sarkosi che ha rimandato l’appuntamento trilaterale previsto a Roma tra due giorni, nel quale sperava di mettere alla prova le residue resistenze della cancelliera.

Probabilmente informato prima del rinvio ufficiale, Monti ha cercato di supplire con una non prevista visita a Bruxelles al presidente Van Rompuy che ha rilasciato una dichiarazione encomiastica degli sforzi italiani compiuti e si è detto “impressed” che non vuol dire proprio “impressionato” in senso italiano come ha tradotto la RAI, la traduzione esatta sarebbe “colpito” che è meno, molto meno, forte.

La dichiarazione di Van Rompuy – che supplisce all’imbarazzato silenzio dell’inutile Tajani e al mancato proscenio romano – lo vedo come il coraggioso giocare il quattro di bastoni in mancanza di una briscola migliore.

La debolezza è proprio il leit motiv del governo italiano: debole – anche se buono – il piano, debole la forza politica del governo.

Ecco la prima ambiguità: la debolezza , a questo punto, può divenire una forza. “se non ci aiutate, non ci resta che fallire subito, piuttosto che dopo aver pagato un paio di rate”.

Sarkosi col suo colpo di scena ha creato il movimento costringendo tutti ad abbandonare lo stallo politico, ma ha anche mostrato un altro possibile esito.( seconda doppia lettura) . Se tutti fanno come lui e l’Europa non si attiva subito, il 30 gennaio rischia di rievocare la storia dei 27 piccoli indiani che , uno a uno si fanno uccidere dal killer del rating. La Germania della Merkel, rimasta sola, verrà da tutti indicata come l’assassino.

Se la Francia dovesse chiedere il “time out” anche alla riunione dei ministri dell’economia dell’Eurogruppo ( il 23) , si rischia il fuggi-fuggi, la dichiarazione di insolvenza della della Grecia e a seguire gli altri. In Francia hanno calcolato il costo del ritorno al Franco: una svalutazione del 9% e due miliardi di costi vivi. La Grecia ha ormai un piano di uscita. Se noi lo abbiamo, è un segreto ben tenuto. Se non lo abbiamo, ci restano due settimane per metterlo a punto.

In aiuto al professor Monti ne sono arrivati due . Insufficienti, ma che sarebbe ingiusto ignorare: Il governatore della BCE Mario Draghi, ha immediatamente registrato l’aggravarsi della situazione, invitando a “fare presto” e chiedendo che si crei una concorrenza anche per le società di rating.
E’ la presa di posizione del presidente della BCE. Confindustria ha scagliato una serie di patriottiche frecce contro il presidente francese.

Anche queste prese di posizione ci fragilizzano , ma mostrano che una volta tanto gli italiani stanno tutti dalla stessa parte.

Dopodomani Monti abbatterà le carte che gli restano: l’incontro con David Cameron e due giorni dopo l’incontro dei ministro dell’economia dell’Eurogruppo.

Aspettiamo sempre il decreto sulle liberizzazioni. Da li vedremo se è una cosa seria.

Intanto si vede come mai Banca Intesa si è privata dei servigi di Corrado Passera. I suoi dati di fine anno sono chiari: non è riuscita a fare raccolta di denaro e si è approvviggionata sul mercato interbancario ( +37% rispetto all’anno precedente). Il prof Bazoli ci ha rifilato un’anatra zoppa?

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Commenti

  • gicecca  Il gennaio 17, 2012 alle 8:58 pm

    Ma se Banca Intesa si libera di un Passero, perché il Governo dei professori lo cattura e sembra chi sa cosa ? a me sembra una Passera tapina e tanto costosa. Sono un po’ brillo, ma poi non tanto.
    Il Preside, come lo chiama Ferrara, non ha che fare con professori di liceo e neanche di università e neanche con studenti sciocchi, ma con fior di politici (antipatici, marpioni, ma fior di politici, come Sarkosi e la Merkel, per non parlare di Obama). Io se fossi in lui, ma non lo sono per fortuna di tutti, lascerei perdere. Tajani ? Ma c’é ancora ? GiC

    • antoniochedice  Il gennaio 17, 2012 alle 9:01 pm

      Tajani c’e purtroppo. E’ come un bosone. Di nessuna consistenza, ma molto costoso.

  • gicecca  Il gennaio 18, 2012 alle 7:23 am

    A proposito di piano B. La Germania vede lo spettro del francobollo da un milione o un miliardo di marchi del 1929 e non credo cederà mai – in termini politici, dove “mai” significa fino allo stremo- su una BCE prestatore di ultima istanza, che mi pare significhi inflazione, sia pure all’inizio controllata. Senza questo, non ci sono molti soldini neanche in Europa per crescere. Torno sull’idea di Zingales che ho già ricordato altrove. Italia con Spagna Ungheria Grecia, se ce la fa, e chi altri vuole con un euro2, svalutato rispetto all’ euro 1 delle Nazioni nord europee. Forse una svalutazione del 9% non basterà, ma l’Italia era abituata a ben altre svalutazioni e più o meno campava. Ormai credo che all’euro come ora non ci creda, nel suo fondo, neanche Monti. Se i due euro non bastassero, ma intanto si prenderebbe tempo, forse nel frattempo cambierebbero gli interlocutori, viste le elezioni in Francia e l’anno prossimo da noi e in Germania. Il guaio mi pare é che in questa lotta di giganti, noi siamo fermati da tassisti e avvocati (per non dire i silenziosi, per ora, ordini dei medici, cui appartengo). Buona giornata. GiC

  • Roberto  Il gennaio 18, 2012 alle 10:54 am

    A questo punto ci sono due alternative: o si esce dall’euro o si fa l’Europa senza Germania e Francia. Ora tutti cominceranno a dire che la Germania è il motore dell’Europa, che l’Europa senza Francia e Germania non esiste e così via. Invece penso che una bella pedata nel culo a Galli ed Alemanni dopo duemila anni che ci rompono i coglioni sarebbe un bel viatico per uno stato confederale fatto da pari. Non voglio nemmeno gli inglesi perché non usano il bidè e mi fanno senso.

  • emme  Il gennaio 18, 2012 alle 10:12 pm

    io ho una convinzione di fondo e vorrei fortemente fosse sbagliata. monti, draghi, passera, bazoli, prodi e chissa’ quanti altri sono figli dello stesso padrone (ben pagati da noi oltretutto). un padrone che vive sulla speculazione. che è stato abile ad innescarla ed è alimentata dai suoi uomini. tanto paga pantalone. Il padrone è azionista delle principali banche, della banca d’italia, della bce e di quasi tutte le banche federali. ad un potere così nulla resiste.

    • antoniochedice  Il gennaio 19, 2012 alle 3:33 am

      I padroni sono due: l’ignoranza ( abbiamo ignorato il 1929 ) e l’avidità umane. Galbraith ha scritto un libretto piacevole ” breve storia dell’Euforia finanziaria” ( ed Rizzoli 1991) in cui racconta le ” bolle speculative ” occorse.
      La prima risale al 1600 in Olanda, fatta coi bulbi di tulipano.
      Egli individua due cause: una e’ l’avidità e l’altra e’ la stupidita dei capi delle banche. C’È e’ una mezza pagina in cui spiega che un capo di banca deve essere in sintonia con le persone che gestisce e in qualche modo rappresentarle e rassicurarle, quindi e’ per definizione un quaquaraqua’ direbbe Sciascia.

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