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IERI IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA GIORGIO NAPOLITANO HA INAUGURATO LA CAMPAGNA ELETTORALE DEL SUO PARTITO di Antonio de Martini

Ieri, i docenti di Scienze Politiche sono stati convocati al Quirinale , l’ordine dei lavori invertito ed è stata data subito la parola al ” presidente emerito” della Corte Costituzionale Pier Alberto Capotosti.
Per chi non lo sapesse, emerito, vuol dire che adesso è scaduto come una scatoletta di Simmental.

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L’A.B.C. E’ GIA’ ALLA ZETA. ALTRO CHE RIFARSI UNA VERGINITÀ, IL DESTINO LI HA PRESI ALLE SPALLE.. di Antonio de Martini

Carpenè Malvolti. Prosecco superiore, Conegliano Veneto, cuvée oro, prezzo 15 euro e cinquanta.
Quando la cassiera ha saputo che me la volevo bere per festeggiare l’esito delle elezioni italiane , mi ha fatto lo sconto. Chissà se debbo denunziarlo , non vorrei passare un guaio. Mi scuso in anticipo se sarò un pò sconclusionato, ma non bevo mai a stomaco vuoto

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RICORDATE IL CAPITANO COCCIOLONE IN IRAK ? BEH, LA FRANCIA NE HA TREDICI. GLI UFFICIALI FRANCESI CATTURATI A HOMS AL CENTRO DI TRATTATIVE SEGRETE PER EVITARE UNA( ALTRA) UMILIAZIONE A SARKOZY. di Antonio de Martini

La signora Lauren Williams scrive sul DAILY STAR un tabloid libanese che potrebbe essere anche considerato filo siriano, se Wikipedia non ci informasse che appartiene alla stessa editrice che ha fondato AL HAYAT, primo quotidiano saudita e che dal 2000, dopo aver fatto entrare capitali del Golfo nel suo azionariato, ha stipulato un contratto di collaborazione con l’INTERNATIONAL HERALD TRIBUNE in materia di raccolta pubblicitaria, diffusione e distribuzione.

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LA RIFORMA ELETTORALE ( fusse che fusse la volta bona) di Antonio de Martini

Quarantotto anni dopo la nascita dell’esigenza, i due partiti più grandi affrontano finalmente assieme il problema della governabilità dello Stato italiano.
Per farlo, hanno atteso che il sistema fosse fuori controllo ed essi stessi travolti dal disprezzo generale.
In mancanza di una cultura alternativa al loro comune sentire, stanno cercando

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ABOUT, DATECI UN’ OCCHIATA. di Antonio de Martini

Sulla sinistra della testata de ” Il Corriere della Collera” ( versione standard che si vede se si clikka direttamente sul sito – http://corrieredellacollera.com – e non se lo si vede su un social network) accanto all’invito ad ” abbonarsi” ( usatelo e’ gratis) c’è una scritta ABOUT . Se clikkate sulla scritta apparirà un ” pezzo” datato 7 settembre 2010.
Si tratta del primo articolo che ho scritto per spiegare perché mi accingevo a fare un blog.
Per chi non volesse affaticarsi, riassumo: scrivevo che far cadere il governo era un dovere patriottico, che Napolitano era il solo non sospettabile di ambizioni per via dell’ anagrafe, che da settembre 2011 la situazione economica avrebbe subito un forte peggioramento e che l’ Europa avrebbe cercato di salvare le banche fregandosene dei cittadini.
Aggiungevo anche che a quel punto, il ” salto nel buio” non avrebbe più fatto paura.

L’arrivo delle rivolte arabe, ha poi allargato gli orizzonti del blog e di qualche lettore che si e’ abituato a credere a quel che scrivevo, dandomi l’energia necessaria a continuare nello sforzo di ristabilire la verità nella misura del possibile. Abbiamo spesso anticipato gli eventi e capito la situazione meglio di chi ha seguito la stampa tradizionale.
Adesso la crisi mondiale che e’ ad un tempo politica, morale, economica e finanziaria , ci obbliga ad ampliare ancora il nostro panorama sul mondo intero.
E continueremo a mantenerci un passo avanti rispetto agli eventi.

L’obiettivo di mobilitare delle intelligenze trovare persone disposte a collaborare nella ricerca dei fatti, e’ invece, fino ad oggi, completamente fallito.
Ieri, pero’ e’ arrivato un testo in inglese di un amico che ha fatto una conferenza a Harward sul tema del Medio Oriente.
Lo tradurrò e lo pubblicherò al più presto.
Stasera e’ arrivato un “pezzo” di Gic, un medico conosciuto via web, che ha scritto in termini medici, raccogliendo tutte le statistiche pubblicate nel blog sulla crisi finanziaria Internazionale con un risultato godibilissimo e col vantaggio di riunire molti fatti sparsi in più articoli, in un solo scritto riassuntivo, didattico e di facile lettura.
Questi due “collaboratori” vanno ad aggiungersi ad alcuni ” segnalatori” uno dagli Stati Uniti, uno da Roma, un altro da Novara, una da un organismo internazionale, uno dal Friuli, che sono segnali preziosi di una opinione pubblica che sta diventando consapevole della posta in gioco e non vuole più leggere scemenze ed ha deciso di scrivere su temi diversi dalla fognatura del quartiere per contribuire a far conoscere a tutti, in lingua italiana, quel che succede.
Li ringrazio.
Spero di illustrare nei prossimi giorni la guerra elettronica da Tsuscima alla crisi finanziaria attuale, Il contenzioso arabo- israeliano, i rivolgimenti della finanza mondiale, lo sfruttamento intensivo dell’Africa , l’assedio strategico alla Cina e la necessita’ di creare in Italia una Nuova Repubblica piu’ ordinata, più giusta e più pulita.
A domani.

HO PARLATO BENE DI NAPOLITANO E MALE DI MONTI. E ‘ MBE?

Alcuni amici e ” abbonati” ( quelli che si iscrivono nella casella in alto a sinistra del blog per ricevere avviso quando esce un post) mi hanno telefonato o scritto per farmi notare che di Monti ho scritto che ” non ce la farà’, se ce la farà’ non combinerà’ nulla e se farà’ qualcosa, sarà’ un disastro.”, mentre ieri ho tessuto l’elogio di Giorgio Napolitano e della sua manovra.
Nel caso di Monti, da quel che e’ dato di sapere, mi pare che sia un animale a sangue freddo, mentre serve un innamorato appassionato dell’Italia; sia un professore senza esperienza di vita vissuta; non apprezzo il fatto che da commissario europeo, prima ha attaccato la Coca Cola e adesso e’ nell’ Advisory Board della stessa società.’
Serve una persona – a mio avviso – capace di interpretare i sentimenti della Nazione e che non sia attaccata al denaro.
Nel caso di Napolitano, ho ammirato la capacita’ di sfruttamento di ogni appiglio offerto dalla situazione o dalla sua carica e di ogni energia del suo corpo per creare una situazione nuova.
Che lo volesse o no, ha inferto un colpo mortale a un regime che aveva avuto l’impudenza di spacciarsi per la Nuova Repubblica, mentre era solo un tempo supplementare che hanno passato a odiarsi ” mutuo metu ” .
Come spiego il fatto che Napolitano abbia scelto Monti?
Non conoscendo Napolitano, posso solo fare ipotesi.
A) volendo mantenere il controllo politico della situazione, ha scelto una persona ” di buon comando” : e’ educato, metodico, di scarsa attitudine ad apparire, lavoratore, cattolico.
B) lo ha scelto per aprire la strada a un altro candidato al quale Monti offrirà’ il risultato delle sue fatiche negoziali, dopo aver ottenuto dai capi partito spaventati all’idea di un governo senza di loro, condizioni che non avrebbero concesso ad altri. E’ per questo che, ogni volta che vedo in TV
Amato accanto a Napolitano, mi preoccupo.

Blitzkrieg alla Vesuviana. Napolitano ha fatto come Deng Xiao Ping. Ha preso il topo senza curarsi del colore del gatto. di Antonio de Martini

Accecato dalla cultura giovanilista – devo ammetterlo, ha influenzato anche me che giovane non sono e faccio ammenda – ho trascurato di seguire con la dovuta attenzione l’attività’ di Giorgio Napolitano al Quirinale. Ho attribuito a conservatorismo e cupidigia di servilismo l’adesione alla guerra di Libia, invece e’ riuscito con quella azione ad accreditarsi presso gli alleati come un partner affidabile che tiene fede ai patti anche se non gli conviene

.E’ stata la sua campagna di Crimea a premessa di una operazione cavouriana o per dirla piu’ modernamente, alla Deng Xiao Ping.

Ha esautorato gradualmente , con grande misura nella comunicazione, Berlusconi e soci, lasciato La Russa a giocare ai cow boy in Afganistan – la Crimea di Berlusconi e di Bush jr – delegittimato la lega con la celebrazione dell’Unita italiana, aggregato attorno a se le forze sociali ed imposto, senza forzare i toni o imporre nulla con la forza, il suo progetto.

Avremo quindi un esecutivo tecnico con un presidente ( della Repubblica) politico che gestisce con vera maestria la situazione.

E così’, abbiamo ottenuto anche il primo governo bipartisan della storia della Repubblica. Le consultazioni più’ rapide della storia della Repubblica e una conduzione della crisi e relativa soluzione, fatte con un tempismo da ” blitzkrieg”.

La magistratura politicizzata ne esce ridimensionata nel suo ruolo di condizionamento delle istituzioni, non essendo riuscita a scalzare il premier e il governo, pur avendo spesso rotto le regole di equilibrio con l’esecutivo. Questo ridimensiona anche di Pietro.

Il Presidente della Repubblica ha realizzato il suo ” veni, vidi, vici” su governo e opposizione con un piglio da monarca e una energia da
quarantenne benché’ privo della rappresentatività’ necessaria e politicamente irresponsabile in virtù della Costituzione che lo vuole tale.

L’aiuto principale ad assumere questo ruolo carismatico, glielo ha dato Silvio Berlusconi con la sua volatilità, la sua corte dei miracoli, la sua mancanza di
idee, la sua goliardia un po’ bausciona, la sua ansia di piacere, la sua incostanza, la sua cultura dell’apparire, la sua incapacità’ di amministrare , i suoi ministri-attendenti.

Per contrasto, Napolitano e’ apparso un uomo col senso dello Stato, indipendente, equilibrato, abile anche nel comunicare, poliglotta, scevro da interessi di bottega in virtù’ dell’eta’ e del palese buon senso del progetto.

La sua abitudine a fare politica come minoranza della minoranza, gli ha certamente giovato ed avrà’ fatto mordere i gomiti a tutti gli aspiranti alla leadership del P D che hanno dovuto fare buon viso alla sua iniziativa almeno tanto quanto il cavaliere. La base si starà’ chiedendo come mai il partito non abbia saputo usarlo.

COSA FARE?

Incassata la patente di Uomo di Stato ex ex premier rispettato ,datagli da una opposizione timorosa di una resistenza alla Gheddafi, Berlusconi si accontenti della tregua de facto con la magistratura e se, adesso vuole aiutare l’Italia, come dice, deve, ritirandosi, portando via con se i vari cacicchi infidi o incapaci , distinguere e’ inutile,
come La Russa, Frattini, Scajola, Pisanu, Gasparri, Matteoli, Calderoli , Galan, , Tajani, Quagliariello, per evitare che inquinino il movimento moderato cui deve dare il tempo
( quello della durata del governo Monti) e la possibilità’ di riorganizzarsi con metodo democratico.

Berlusconi pensi anche a dare un esempio di unione a destra , magari officiando personalità’ come Fini, Segni, Callegaris , Marzano , Martino, ed altri personaggi accantonati in questo solitario esercizio di potere.

Analogo invito andrebbe fatto all’opposizione PD-PP : svecchino, smettano i discorsi di incitazione all’odio e i toni rancorosi alla Manconi o Diliberto. Cerchino gente come Ignazio Marino, Morando, o anziani accantonati tipo Macaluso o Prodi e smettano di vedere nell’aiuto economico di D’Alema, l’unica ancora di salvezza.

La destra deve dimostrare che si e’ veramente riconciliata con la democrazia – coi congressi – e la sinistra deve dimostrare che il suo apprezzamento per la Nazione e’ autentico.

Possono entrambi farlo, riconoscendo assieme quale sia l’interesse nazionale e impegnandosi a far leva su questi , impegnandosi ad evitare di alimentare la polemica politica su questi temi e stigmatizzando congiuntamente chi viola questa regola.

Ottenuto l’allontanamento di Berlusconi – in un contesto inaspettato – Bersani si dichiari pago e eviti di partecipare alla contesa per la segreteria. Lasci la leadership a Prodi o a una donna capace di rappresentare una alternativa efficace agli occhi dell’elettorato. Questa mossa renderebbe obsolete le candidature da baraccone tipo Renzi o Vendola e darebbe a chi volesse metterla alla prova , la possibilità’ di puntare a sinistra. Il governo nuovo – se ci sara’ – non prometta mari e monti ( …) e si concentri a rendere possibile
la fine dell’aggressione finanziaria , l’adattamento della Costituzione alla nuova situazione e per finire, una nuova legge elettorale che regoli le candidature non solo dei militari – altro elemento vecchio di anni – ma di ogni altra categoria che possa usare lo Stato come sgabello.

TRA IL GROTTESCO E L’ ALTO TRADIMENTO. I CANDIDATI A PALAZZO CHIGI SONO TUTTI “CRAVATTARI” di Antonio de Martini

Lungi da me l’idea di rimpiangere Berlusconi e la sua corte dei miracoli.
In un paese serio la maggior parte di costoro farebbe al più’ il rappresentante di profilattici.
Impressionante , pero’ , anche il catalogo dei candidati alla successione che sembrano essere stati scelti per far sembrare il conflitto di interessi di Silvio Berlusconi una caramella alla camomilla.

A GIULIANO AMATO ho già’ dedicato un post intero che può essere condensato in tre parole: ambiguo, incompetente, arrivista. A queste qualità’ che lo rendono certamente un candidato degno di questo sistema, va aggiunto il neo del conflitto di interesse: e’ SENIOR PARTNER della DEUTCHE BANK.
In altre parole, fa il lobbista presso enti locali e governativi facendo vendere derivati ( la finanza creativa che tanti buchi ha creato) e facendo indebitare lo stato, le regioni , le provincie, i comuni .
Nulla che comporti particolari competenze, basta avere una agendina coi numeri telefonici giusti e riuscire a presentare i ” cravattari” all’ assessore da infinocchiare. E’ ben pagato e gli consente di arrotondare le tre pensioni che ha, oltre alla presidenza della Treccani e del comitato per il centocinquantenario dell’ unita’ italiana.
Adesso mi dicono che e’ nuovamente candidato alla Presidenza del consiglio, ossia a trattare coi suoi padroni i termini di restituzione dei ” prestiti” che ha aiutato a contrarre.
Un po’ come se si incaricasse lo stupratore di fare alla violentata la visita ginecologica di accertamento.
Per chi non lo ricordasse, l’ istituto tedesco e’ anche quello che ha dato fuoco alle polveri della crisi italiana a maggio vendendo in una mattinata tutti i BOT italiani ( otto miliardi) che aveva in portafoglio….

MARIO MONTI: la nomina a senatore a vita e’ spiegabile solo con l’ipotesi che qualcuno abbia strumentalizzato la venerabile eta’ del Presidente Napolitano che non può essere sempre presente a se stesso.
Si tratta di uno scialbo Carneade proveniente da Milano e da una università’ che si autocertifica alla pari dell’ ” autorevole financial times” e che si e’ illustrato in un decennio da commissario europeo per aver affibbiato a Bill Gates una multa da cinquecento milioni di dollari, accusandolo di abuso di posizione dominante.
Per farlo rimpiangere dalla UE, hanno dovuto mandare Antonio Tajani.
Meno male che Guglielmo Marconi non e’ più, altrimenti avrebbe multato anche lui perché’ era quasi solo lui ad avere la radio. Non riesco a vedere un solo motivo serio per nominarlo senatore a vita, a meno che non lo si voglia mettere al riparo da qualche procura della Repubblica in vena di partecipare alla selezione dei candidati.
In più’, ho anche il serio sospetto che non sia un genio e cito a riprova il fatto che oggi e’ andato in Germania a partecipare a una tavola rotonda della London School of Economics ( quella finanziata da Gheddafi jr, ricordate?) a commemorare Ralph Dahrendorf, un personaggio il cui pensiero non si e’ notato granche’ e che fu preso sul serio solo da Giorgio La Malfa.
Una ipotesi malevola che circola, invece, e’ quella che si e’ fatto il suo nome come candidato premier per far sembrare la candidatura di Amato il male minore.
L’egregio professore MARIO MONTI DA OLTRE SEI ANNI E’ CONSULENTE DELLA GOLDMAN SACHS cioe’ della organizzazione meno corretta e piu’ chiacchierata della storia.

UN ALTRO CANDIDATO A PREMIER E’ GIANNI LETTA , anch’egli consulente della GOLDMAN SACHS che negli ambienti finanziari mondiali chiamano GOLDMAN SACKS ( traduzione:”Goldman saccheggia”).

MARIO DRAGHI e’ stato VICE PRESIDENTE EUROPEO DELLA GOLDMAN SACHS dal 2002 al 2005 , ossia quando la banca era la consulente del governo greco e lo ha aiutato nella scelta dei prodotti derivati con cui sono stati truccati i bilanci greci per entrare nell’Euro.
Adesso viene chiamato alla BCE per rimediare al danno che ha procurato direttamente o indirettamente.

ROMANO PRODI Dal 1990 al 1993 ha fatto il consigliere di GOLDMAN SACHS.
Conosceva i dossiers delle privatizzazioni su cui evidentemente consigliava la GOLDMAN che consigliava a sua volta i propri clienti che erano gli stessi che concorrevano alle privatizzazioni. Ricordo l’importo della consulenza pubblicato sui giornali : dieci miliardi di lire.

GIANNI LETTA e’ entrato come advisor della GOLDMAN SACHS giusto a tempo per dare consigli in due importanti affari di pari importo : l’ acquisto della partecipazione TELECOM da parte della spagnola TELEFONICA ( società’ che aveva il doppio dei debiti di Telecom, controllata dal finanziere Cesar Alierta ) e l’ acquisto – da parte del gruppo Berlusconi – della Endemol venduta – quando si dice il caso- proprio da Cesar Alierta e- caso nel caso- allo stesso prezzo . Endemol e’ un fornitore di programmi televisivi e sarebbe bastato che Mediaset disdicesse un po’ di contratti TV per abbassarne il prezzo prima dell’acquisto, ma lui da gentiluomo qual’e , queste cose non le ha fatte. L’ advisor di entrambe queste operazioni e’ stata la GOLDMAN SACHS .
Quattro coincidenze non sono coincidenze: lo dice il metodo scientifico inventato da Galileo Galilei, uno che – fosse vivo- con Berlusconi avrebbe in comune l’hobby di sfangarsela ai processi.

Anche in Grecia, il candidato a Premier, imposto a forza, e’ Lucas Papademous- – banchiere centrale- che – vedi caso- e’ ” colui che ha portato la Grecia nell’Euro”.
In chiaro, e’ quello che ha truccato i conti , con l’ aiuto di Goldman Sachs, creando il problema greco come lo vediamo oggi.
Bastano questi profili invocati da politici e media come salvifici, a capire che , secondo loro, chi può ” rassicurare i mercati” non può’ essere che uno dei compari che ha partecipato al gioco delle tre carte.
Nei curricula degli illustri candidati che circolano sulla stampa, avete visto queste qualifiche? Io no.
Perché’, ad esempio, Napolitano non incarica il presidente della Camera Fini (che apporterebbero anche i voti necessari a qualsiasi formula) o quello del Senato, Schifani?
Scelte istituzionali classiche queste e non legate ne’ a chi contrasse i debiti ne’ a chi li erogo’.
Possibile che il Presidente Napolitano debba scegliere soltanto in questo cesto di serpenti?
Possibile che persino alla vigilia del Grande Passo, non senta la viltà intrinseca di scelte come queste ?
Un amico mi assicura che questo atteggiamento – con contorno di telefonata a zio Obama- si spiega solo con l’ abitudine contratta in gioventù – e oltre- a fare l’acritico “killer” di Palmiro Togliatti .
Giuseppe Di Vittorio il mitico sindacalista pugliese amato dai proletari di tutta Italia e rispettato da anche dai nemici, ce lo potrebbe raccontare.
In absentia dell’interessato, un giorno penso proprio che qualcuno dovrebbe farlo.

GHEDDAFI SALVATORE DELL’ ITALIA? COME LA GUERRA DI LIBIA PUO’ GIOVARE ALL’ ITALIA O ALMENO A BERLUSCONI. di Antonio de Martini

Il coraggio e’ contagioso quanto la paura. L’atteggiamento virile con cui Gheddafi ha scelto di combattere e la sua fine tragica , ha provocato in Berlusconi che lo aveva conosciuto da vicino, una vera e propria crisi escatologica.
Se Monicelli fosse vivo farebbe un film tipo ” la grande guerra” con due cialtroni che si redimono nel finale e Montanelli scriverebbe un altro ” Il generale della Rovere” con a protagonista, un cinico uomo d’affari che entra in politica per salvarsi il patrimonio e alla fine – dopo aver sacrificato una persona che lo considerava un amico- resta tanto colpito dalla dignità’ con cui l’uomo affronta la morte pur di lottare per ciò’ di cui e’ convinto, che smette di vivere di sotterfugi e affronta la situazione con una fermezza sconosciuta.
Gheddafi aveva come alternativa alla sua tragica fine un esilio dorato – come tanti tiranni in pensione – da Baby DOC Duvalier al colonnello Menghistu.
La scelta gheddafiana di ” morire da uomo” invece di godersi patrimonio e donnine, deve aver avuto sul Silvio che conosciamo, un impatto violento.
Avevano in comune una certa propensione per le donne, il numero dei figli, l’attitudine a manipolare le persone, qualche stramberia psicologica e una sostanziale solitudine.
Entrambi erano molciti per le ricchezze, ma considerati estranei dal mondo dei potenti globali.
Avevano simpatizzato d’istinto e ( con altra caratura educativa) Putin con loro.
Di fronte all’ennesimo attacco proveniente grosso modo dagli stessi ambienti che han fatto fuori Gheddafi, ha avuto un processo di immedesimazione ed ha adottato la scala dei valori dell’amico morto.
Denaro, donnine, servi. Tutto ha assunto la dimensione relativa e misera che hanno in realtà’ .
Si e’ arroccato sui figli e qualche vecchio affezionato amico ed ha deciso di vender cara la pelle.
Questo può’ fargli vincere le elezioni anche se gli italiani continueranno a considerarlo un cialtrone e moltissimi pensano che i “milanesi”non siano adatti a governare e dovrebbero limitarsi a lavorare e produrre.
un uomo solo che lotta contro gli gnomi attira simpatie e gli italiani hanno sempre mostrato un debole per il soccombente e antipatia per i burocrati di partito.
Gli strateghi della sinistra – abituati dalla loro cultura a considerare le persone numeri- forse non hanno tenuto conto della possibile reazione dell’elettorato in questo senso. Se lo hanno fatto, eviteranno la crisi .
Le elezioni, inoltre si farebbero a fronti rovesciati: col centro sinistra che vuole liberalizzazioni e il centro destra sulle barricate dello statalismo.
TRACCIATO IL PROFILO PSICOLOGICO DI LUI E DEGLI ELETTORI, PASSIAMO ALLA POLITICA INTERNA E ESTERA.

I politici.
La valanga di transfughi aspiranti al riciclo, rende impossibile all’opposizione di fare credibili offerte di recupero del seggio parlamentare a tutti. Le lotte interne per la non risolta leadership nella sinistra aggraveranno le incertezze degli aspiranti Badoglio.
Avremo entro poche ore una ondata di pentitismo parlamentare che darà la nausea anche ai più’ duri di stomaco. E’ verosimile quindi che Berlusconi ottenga la fiducia e riesca ad allargare la maggioranza restando a concludere la legislatura , appoggiato dalle stese forze estere che lo volevano scalzare dato che non possono permettersi di mettere a repentaglio i loro crediti tirando ulteriormente la corda. Un bel condono fiscale lo metterebbe in condizione di spendere nell’imminenza delle elezioni del 2013 e avrebbe in mano tutte le carte per mirare alla vittoria.
Se la rapidità’ del Quirinale dovesse portare alle elezioni ( che ormai nessuno vuole più’) sarà’ l’occasione – che mancheranno – di fare un repulisti a destra ed un compattamento a sinistra, ma nulla cambierà’ nella sostanza : non c’e tempo per epurazioni nelle liste, la sinistra e’ ancora alle prese con il problema della leadership, il terzo polo ne uscirà’ a pezzi.
Poi tutti saranno presi con la crisi internazionale e nessuno penserà’ più’ A chi governerà’ questa provincia.

I mercati.
Il mercato e’ composto da una persona che crede che un titolo sia sopravvalutato ed un’ altra che pensa il contrario, entrambe senza altri elementi di valutazione che i bilanci che tutti sappiamo essere taroccati.
Si scambiano i titoli in privato e uno dei due si accorge che ha sbagliato nella valutazione. Grottesco se ci si pensa un minuto. Giocano alla roulette e vogliono che gli si paghino le perdite.
Con i titoli di stato , accade la stessa cosa . Tutti i mercati corrono a investire – se i dati sono veri e non taroccati anch’essi dagli speculatori – sui titoli tedeschi , mentre la Germania e’ il solo paese europeo che abbia mai fatto fallimento. I banchieri dovevano pensarci quando hanno concesso il prestito, non mettersi a prevedere disgrazie e chiedere garanzie supplementari.
Il problema del debito viene affrontato dagli Stati Uniti e da coloro che vogliono risolvere la crisi mondiale col ” quantitative easing ” ossia stampando moneta e trascurando l’ effetto inflazionistico che questa scelta provocherebbe.
Sul versante opposto, ce’ chi vuole combattere la crisi col risparmio forzato realizzato per pagare i debiti e trascurando gli effetti sociali che questa scelta provocherebbe. Sponsor di questa tesi la Germania e la Cina che ha tanti , tanti crediti…
La UE non ha una Banca Centrale e non ha una direzione centralizzata efficiente. Diciassette responsabili equivale a nessun responsabile. E’ Un esercito messicano con ” todos caballeros”: inutile per una guerra di movimento.
Poiché’ il mercato e’ globale, cioè’ UNO, per risolvere la crisi e’ necessario che sia adottata UNA sola soluzione.
L’Italia e’ il campo di battaglia scelto per il confronto tra le due tesi e viene attaccata proprio perché’ con la Grecia la UE ha fatto , faticosamente, fronte imponendo – sia pure con vari alleggerimenti – la soluzione di pagare i debiti.
Con l’attacco all’Italia si vuole dimostrare , sulla nostra pelle, che e’ una via impraticabile.
Con l’assedio alla Cina si vuole minacciare – l’Asia capisce meglio la forza, pensano gli USA- di passare ai fatti visto che il debitore e’ robusto e armato.
In Europa, si attacca l’Italia perché il suo debito e’ troppo grande per riuscire a ridurlo drasticamente senza drammi.
Con questa manovra si vuole costringere l’ UE ad adottare il “quantitative easing” e l’iperinflazione. Non e’ una lotta tra privati speculatori o non e’ solo questo.
E’ una replica della seconda guerra mondiale. Siamo agli inizi e siamo schierati con la Germania.
Per ora.

La guerra di Libia e l’Italia: tra disinformazione e Alto Tradimento

 Berlusconi ha iniziato  la disinformazione  lanciando negli occhi della opposizione la pagliuzza  dell’ammissione della rinunzia al nucleare in funzione antireferendum , così che la trave della guerra alla Libia è passata quasi inavvertita  anche grazie alla irresponsabilità di Giorgio  Napolitano, Continua a leggere

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