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Oggi e’ San Martino. Mr. B anche “mazziato”?

L’ occorrente per un colpo di Stato , e’ cinquanta persone, una macchina da scrivere , un’ ambulanza e un passaggio per il traghetto verso Ponza. Ah, dimenticavo: un capo dello Stato disponibile a interpretare le regole.
Mussolini fu liquidato così’: cinquanta carabinieri al comando del tenente colonnello Frignani;un mandato di cattura battuto a macchina dal maggiore De Francesco ( che fini la carriera da comandante generale dell’Arma, mentre Frignani fini alle Fosse Ardeatine); un’ambulanza per non dare nell’occhio e un comunicato radio fatto leggere a un diciottenne alle prime armi ( che divenne il famoso Corrado scomparso qualche anno fa).
Liquidato , Mussolini divenne il capro espiatorio.
Questa volta il progresso e’ consistito nel convincere il soggetto a farsi da parte grazie ad una orchestrazione media-banche perfetta, o quasi. Anche lui sarà’ il capro espiatorio e i soggetti peggiori del suo sistema, si ricicleranno.
Per entrambi vale il detto : “volle essere Cesare. Fu Vespasiano” , mentre i più’ laidi tra i seguaci si perpetueranno infettando il nuovo ciclo. Il parallelo non finisce qui. Per disfarsi di entrambi si sono violate le regole.
Resta il fatto che Berlusconi , vincitore delle elezioni, dovrebbe dimettersi cedendo il posto a un privato cittadino nominato senatore con una forzatura costituzionale ( inaugurata da Francesco Cossiga) in quanto la Costituzione prevede cinque senatori a vita mentre c’e chi ritiene che ogni presidente possa nominarne cinque.
Il secondo elemento di “Costituzione materiale ” consiste nella prassi ( iniziata da Gronchi) che stabilisce che il governo e’ tale NON quando ha ricevuto la fiducia del Parlamento , ma a partire dal momento che presta giuramento nelle mani del Presidente della Repubblica.
La differenza ?
Un bel 2% di elettorato.
Come?
Semplice: il Presidente nomina il nuovo premier , nomina i ministri e il governo ha dieci giorni di tempo per andare alle Camere per ottenere la fiducia.
Se il governo del Presidente ottiene la fiducia, nulla quaestio, se il governo viene bocciato, il Presidente ha il solo obbligo di sentire i presidenti delle due Camere e poi può’ sciogliere il Parlamento indicendo nuove elezioni.
Queste elezioni vengono gestite, ovviamente, dal governo bocciato che resta in carica per l’ordinaria amministrazione e , appunto, la gestione delle elezioni che – secondo gli specialisti- vale un 2% di voti grazie al fatto che chi detiene il potere, sia pure in ordinaria amministrazione, e’ in grado di normare una serie di elementi che vanno da qualche appalto alla scelta degli scrutatori, fino a favorire qualche ente locale più’ amico di un altro al quale si possono sospendere i finanziamenti ecc.
Alla Camera la Lega, il PDL e IDV si sono dichiarati contrari al governo Monti, ancor prima che venga indicato come premier.
Al Senato il PDL e’ in maggioranza ad onta del nuovo arrivo .
Questa e’ la strada che verra’ percorsa e posizione chiave sarà’ il ministero dell’interno.
Se ci va Pisanu, il cavaliere ha fatto la frittata.
Dopo le elezioni – e la distruzione definitiva in campagna elettorale del cavaliere –
Nascerà’ il problema: riuscirà’ la classe media italiana a trovare una rappresentanza politica efficace o continuerà’ a farsi spennare da tremila plutocrati di cui otto/dieci italiani?
Quel che e’ certo, e che il sistema di farsi difendere da un miliardario, non ha funzionato.

TRA IL GROTTESCO E L’ ALTO TRADIMENTO. I CANDIDATI A PALAZZO CHIGI SONO TUTTI “CRAVATTARI” di Antonio de Martini

Lungi da me l’idea di rimpiangere Berlusconi e la sua corte dei miracoli.
In un paese serio la maggior parte di costoro farebbe al più’ il rappresentante di profilattici.
Impressionante , pero’ , anche il catalogo dei candidati alla successione che sembrano essere stati scelti per far sembrare il conflitto di interessi di Silvio Berlusconi una caramella alla camomilla.

A GIULIANO AMATO ho già’ dedicato un post intero che può essere condensato in tre parole: ambiguo, incompetente, arrivista. A queste qualità’ che lo rendono certamente un candidato degno di questo sistema, va aggiunto il neo del conflitto di interesse: e’ SENIOR PARTNER della DEUTCHE BANK.
In altre parole, fa il lobbista presso enti locali e governativi facendo vendere derivati ( la finanza creativa che tanti buchi ha creato) e facendo indebitare lo stato, le regioni , le provincie, i comuni .
Nulla che comporti particolari competenze, basta avere una agendina coi numeri telefonici giusti e riuscire a presentare i ” cravattari” all’ assessore da infinocchiare. E’ ben pagato e gli consente di arrotondare le tre pensioni che ha, oltre alla presidenza della Treccani e del comitato per il centocinquantenario dell’ unita’ italiana.
Adesso mi dicono che e’ nuovamente candidato alla Presidenza del consiglio, ossia a trattare coi suoi padroni i termini di restituzione dei ” prestiti” che ha aiutato a contrarre.
Un po’ come se si incaricasse lo stupratore di fare alla violentata la visita ginecologica di accertamento.
Per chi non lo ricordasse, l’ istituto tedesco e’ anche quello che ha dato fuoco alle polveri della crisi italiana a maggio vendendo in una mattinata tutti i BOT italiani ( otto miliardi) che aveva in portafoglio….

MARIO MONTI: la nomina a senatore a vita e’ spiegabile solo con l’ipotesi che qualcuno abbia strumentalizzato la venerabile eta’ del Presidente Napolitano che non può essere sempre presente a se stesso.
Si tratta di uno scialbo Carneade proveniente da Milano e da una università’ che si autocertifica alla pari dell’ ” autorevole financial times” e che si e’ illustrato in un decennio da commissario europeo per aver affibbiato a Bill Gates una multa da cinquecento milioni di dollari, accusandolo di abuso di posizione dominante.
Per farlo rimpiangere dalla UE, hanno dovuto mandare Antonio Tajani.
Meno male che Guglielmo Marconi non e’ più, altrimenti avrebbe multato anche lui perché’ era quasi solo lui ad avere la radio. Non riesco a vedere un solo motivo serio per nominarlo senatore a vita, a meno che non lo si voglia mettere al riparo da qualche procura della Repubblica in vena di partecipare alla selezione dei candidati.
In più’, ho anche il serio sospetto che non sia un genio e cito a riprova il fatto che oggi e’ andato in Germania a partecipare a una tavola rotonda della London School of Economics ( quella finanziata da Gheddafi jr, ricordate?) a commemorare Ralph Dahrendorf, un personaggio il cui pensiero non si e’ notato granche’ e che fu preso sul serio solo da Giorgio La Malfa.
Una ipotesi malevola che circola, invece, e’ quella che si e’ fatto il suo nome come candidato premier per far sembrare la candidatura di Amato il male minore.
L’egregio professore MARIO MONTI DA OLTRE SEI ANNI E’ CONSULENTE DELLA GOLDMAN SACHS cioe’ della organizzazione meno corretta e piu’ chiacchierata della storia.

UN ALTRO CANDIDATO A PREMIER E’ GIANNI LETTA , anch’egli consulente della GOLDMAN SACHS che negli ambienti finanziari mondiali chiamano GOLDMAN SACKS ( traduzione:”Goldman saccheggia”).

MARIO DRAGHI e’ stato VICE PRESIDENTE EUROPEO DELLA GOLDMAN SACHS dal 2002 al 2005 , ossia quando la banca era la consulente del governo greco e lo ha aiutato nella scelta dei prodotti derivati con cui sono stati truccati i bilanci greci per entrare nell’Euro.
Adesso viene chiamato alla BCE per rimediare al danno che ha procurato direttamente o indirettamente.

ROMANO PRODI Dal 1990 al 1993 ha fatto il consigliere di GOLDMAN SACHS.
Conosceva i dossiers delle privatizzazioni su cui evidentemente consigliava la GOLDMAN che consigliava a sua volta i propri clienti che erano gli stessi che concorrevano alle privatizzazioni. Ricordo l’importo della consulenza pubblicato sui giornali : dieci miliardi di lire.

GIANNI LETTA e’ entrato come advisor della GOLDMAN SACHS giusto a tempo per dare consigli in due importanti affari di pari importo : l’ acquisto della partecipazione TELECOM da parte della spagnola TELEFONICA ( società’ che aveva il doppio dei debiti di Telecom, controllata dal finanziere Cesar Alierta ) e l’ acquisto – da parte del gruppo Berlusconi – della Endemol venduta – quando si dice il caso- proprio da Cesar Alierta e- caso nel caso- allo stesso prezzo . Endemol e’ un fornitore di programmi televisivi e sarebbe bastato che Mediaset disdicesse un po’ di contratti TV per abbassarne il prezzo prima dell’acquisto, ma lui da gentiluomo qual’e , queste cose non le ha fatte. L’ advisor di entrambe queste operazioni e’ stata la GOLDMAN SACHS .
Quattro coincidenze non sono coincidenze: lo dice il metodo scientifico inventato da Galileo Galilei, uno che – fosse vivo- con Berlusconi avrebbe in comune l’hobby di sfangarsela ai processi.

Anche in Grecia, il candidato a Premier, imposto a forza, e’ Lucas Papademous- – banchiere centrale- che – vedi caso- e’ ” colui che ha portato la Grecia nell’Euro”.
In chiaro, e’ quello che ha truccato i conti , con l’ aiuto di Goldman Sachs, creando il problema greco come lo vediamo oggi.
Bastano questi profili invocati da politici e media come salvifici, a capire che , secondo loro, chi può ” rassicurare i mercati” non può’ essere che uno dei compari che ha partecipato al gioco delle tre carte.
Nei curricula degli illustri candidati che circolano sulla stampa, avete visto queste qualifiche? Io no.
Perché’, ad esempio, Napolitano non incarica il presidente della Camera Fini (che apporterebbero anche i voti necessari a qualsiasi formula) o quello del Senato, Schifani?
Scelte istituzionali classiche queste e non legate ne’ a chi contrasse i debiti ne’ a chi li erogo’.
Possibile che il Presidente Napolitano debba scegliere soltanto in questo cesto di serpenti?
Possibile che persino alla vigilia del Grande Passo, non senta la viltà intrinseca di scelte come queste ?
Un amico mi assicura che questo atteggiamento – con contorno di telefonata a zio Obama- si spiega solo con l’ abitudine contratta in gioventù – e oltre- a fare l’acritico “killer” di Palmiro Togliatti .
Giuseppe Di Vittorio il mitico sindacalista pugliese amato dai proletari di tutta Italia e rispettato da anche dai nemici, ce lo potrebbe raccontare.
In absentia dell’interessato, un giorno penso proprio che qualcuno dovrebbe farlo.

GHEDDAFI SALVATORE DELL’ ITALIA? COME LA GUERRA DI LIBIA PUO’ GIOVARE ALL’ ITALIA O ALMENO A BERLUSCONI. di Antonio de Martini

Il coraggio e’ contagioso quanto la paura. L’atteggiamento virile con cui Gheddafi ha scelto di combattere e la sua fine tragica , ha provocato in Berlusconi che lo aveva conosciuto da vicino, una vera e propria crisi escatologica.
Se Monicelli fosse vivo farebbe un film tipo ” la grande guerra” con due cialtroni che si redimono nel finale e Montanelli scriverebbe un altro ” Il generale della Rovere” con a protagonista, un cinico uomo d’affari che entra in politica per salvarsi il patrimonio e alla fine – dopo aver sacrificato una persona che lo considerava un amico- resta tanto colpito dalla dignità’ con cui l’uomo affronta la morte pur di lottare per ciò’ di cui e’ convinto, che smette di vivere di sotterfugi e affronta la situazione con una fermezza sconosciuta.
Gheddafi aveva come alternativa alla sua tragica fine un esilio dorato – come tanti tiranni in pensione – da Baby DOC Duvalier al colonnello Menghistu.
La scelta gheddafiana di ” morire da uomo” invece di godersi patrimonio e donnine, deve aver avuto sul Silvio che conosciamo, un impatto violento.
Avevano in comune una certa propensione per le donne, il numero dei figli, l’attitudine a manipolare le persone, qualche stramberia psicologica e una sostanziale solitudine.
Entrambi erano molciti per le ricchezze, ma considerati estranei dal mondo dei potenti globali.
Avevano simpatizzato d’istinto e ( con altra caratura educativa) Putin con loro.
Di fronte all’ennesimo attacco proveniente grosso modo dagli stessi ambienti che han fatto fuori Gheddafi, ha avuto un processo di immedesimazione ed ha adottato la scala dei valori dell’amico morto.
Denaro, donnine, servi. Tutto ha assunto la dimensione relativa e misera che hanno in realtà’ .
Si e’ arroccato sui figli e qualche vecchio affezionato amico ed ha deciso di vender cara la pelle.
Questo può’ fargli vincere le elezioni anche se gli italiani continueranno a considerarlo un cialtrone e moltissimi pensano che i “milanesi”non siano adatti a governare e dovrebbero limitarsi a lavorare e produrre.
un uomo solo che lotta contro gli gnomi attira simpatie e gli italiani hanno sempre mostrato un debole per il soccombente e antipatia per i burocrati di partito.
Gli strateghi della sinistra – abituati dalla loro cultura a considerare le persone numeri- forse non hanno tenuto conto della possibile reazione dell’elettorato in questo senso. Se lo hanno fatto, eviteranno la crisi .
Le elezioni, inoltre si farebbero a fronti rovesciati: col centro sinistra che vuole liberalizzazioni e il centro destra sulle barricate dello statalismo.
TRACCIATO IL PROFILO PSICOLOGICO DI LUI E DEGLI ELETTORI, PASSIAMO ALLA POLITICA INTERNA E ESTERA.

I politici.
La valanga di transfughi aspiranti al riciclo, rende impossibile all’opposizione di fare credibili offerte di recupero del seggio parlamentare a tutti. Le lotte interne per la non risolta leadership nella sinistra aggraveranno le incertezze degli aspiranti Badoglio.
Avremo entro poche ore una ondata di pentitismo parlamentare che darà la nausea anche ai più’ duri di stomaco. E’ verosimile quindi che Berlusconi ottenga la fiducia e riesca ad allargare la maggioranza restando a concludere la legislatura , appoggiato dalle stese forze estere che lo volevano scalzare dato che non possono permettersi di mettere a repentaglio i loro crediti tirando ulteriormente la corda. Un bel condono fiscale lo metterebbe in condizione di spendere nell’imminenza delle elezioni del 2013 e avrebbe in mano tutte le carte per mirare alla vittoria.
Se la rapidità’ del Quirinale dovesse portare alle elezioni ( che ormai nessuno vuole più’) sarà’ l’occasione – che mancheranno – di fare un repulisti a destra ed un compattamento a sinistra, ma nulla cambierà’ nella sostanza : non c’e tempo per epurazioni nelle liste, la sinistra e’ ancora alle prese con il problema della leadership, il terzo polo ne uscirà’ a pezzi.
Poi tutti saranno presi con la crisi internazionale e nessuno penserà’ più’ A chi governerà’ questa provincia.

I mercati.
Il mercato e’ composto da una persona che crede che un titolo sia sopravvalutato ed un’ altra che pensa il contrario, entrambe senza altri elementi di valutazione che i bilanci che tutti sappiamo essere taroccati.
Si scambiano i titoli in privato e uno dei due si accorge che ha sbagliato nella valutazione. Grottesco se ci si pensa un minuto. Giocano alla roulette e vogliono che gli si paghino le perdite.
Con i titoli di stato , accade la stessa cosa . Tutti i mercati corrono a investire – se i dati sono veri e non taroccati anch’essi dagli speculatori – sui titoli tedeschi , mentre la Germania e’ il solo paese europeo che abbia mai fatto fallimento. I banchieri dovevano pensarci quando hanno concesso il prestito, non mettersi a prevedere disgrazie e chiedere garanzie supplementari.
Il problema del debito viene affrontato dagli Stati Uniti e da coloro che vogliono risolvere la crisi mondiale col ” quantitative easing ” ossia stampando moneta e trascurando l’ effetto inflazionistico che questa scelta provocherebbe.
Sul versante opposto, ce’ chi vuole combattere la crisi col risparmio forzato realizzato per pagare i debiti e trascurando gli effetti sociali che questa scelta provocherebbe. Sponsor di questa tesi la Germania e la Cina che ha tanti , tanti crediti…
La UE non ha una Banca Centrale e non ha una direzione centralizzata efficiente. Diciassette responsabili equivale a nessun responsabile. E’ Un esercito messicano con ” todos caballeros”: inutile per una guerra di movimento.
Poiché’ il mercato e’ globale, cioè’ UNO, per risolvere la crisi e’ necessario che sia adottata UNA sola soluzione.
L’Italia e’ il campo di battaglia scelto per il confronto tra le due tesi e viene attaccata proprio perché’ con la Grecia la UE ha fatto , faticosamente, fronte imponendo – sia pure con vari alleggerimenti – la soluzione di pagare i debiti.
Con l’attacco all’Italia si vuole dimostrare , sulla nostra pelle, che e’ una via impraticabile.
Con l’assedio alla Cina si vuole minacciare – l’Asia capisce meglio la forza, pensano gli USA- di passare ai fatti visto che il debitore e’ robusto e armato.
In Europa, si attacca l’Italia perché il suo debito e’ troppo grande per riuscire a ridurlo drasticamente senza drammi.
Con questa manovra si vuole costringere l’ UE ad adottare il “quantitative easing” e l’iperinflazione. Non e’ una lotta tra privati speculatori o non e’ solo questo.
E’ una replica della seconda guerra mondiale. Siamo agli inizi e siamo schierati con la Germania.
Per ora.

Berlusconi e la salma di Augusto

Il gettito dell’IRAP rende mediamente 30/35 miliardi di euro. C’e chi ha ritenuto intelligente incassarli e poi spenderli – la stessa cifra- in cassa integrazione guadagni dei lavoratori italiani.
Forse sarebbe stato più’ dignitoso per gli interessati( ministro dell’economia, ministro del lavoro, sindacati, giornalisti) far notare che l’ abolizione dell’ Irap avrebbe scongiurato molta di questa cassa integrazione, gli operai non sarebbero stati mortificati nella loro dignità’ personale e lo stato si sarebbe risparmiato montagne di carta, timbri, bonifici, controlli e geremiadi degli oppositori. Gli industriali non avrebbero avuto alibi per non fare e ci si sarebbe conformato al dettato europeo che ha giudicato la tassa non legittima.
Questo e’ uno dei cento esempi di quanto male funzioni la mente dei più’ noti tra i ministri, di quanto ci sia di impreparazione professionale tra i ” manager” pubblici e di quanto bene i sindacati tutelino la dignità’ dei lavoratori.
Un secondo e ultimo esempio e’ la incapacità’ dello stato – direi di quel che ne resta – di aumentare la quota , che e’ già ampiamente ‘ maggioritaria, del debito pubblico italiano in mano a cittadini e istituzioni italiane per diminuire l’impatto delle cosiddette reazioni dei mercati internazionali.
Basterebbe lanciare un prestito nazionale il cui vantaggio – invece degli interessi aumentati artificiosamente con ” boatos di stampa” sia un certo grado di esenzione fiscale. Lo stato pagherebbe un basso interesse ancorando il prestito all’oro e al territorio nazionale e molti possessori di capitale “eludenti” potrebbero trovare una soluzione nazionale al loro interesse personale che esiste ed esisterà’ sempre.
Una operazione nazionale di prestito ” patriottico” la fece nei primi anni cinquanta il presidente del consiglio francese Pinay. Salvo’ le finanze francesi stremate dalla guerra mondiale e da quella di Indocina ( oggi si chiama Viet Nam)e resto’ per oltre un decennio l’uomo politico piu’ popolare di Francia.
Basterebbe offrire un prestito decennale con queste caratteristiche e magari la non nominatività’ dei titolari, per coprire in breve una fetta di debito tale da far considerare ” le reazioni dei mercati” per quello che sono: una speculazione di gnomi annidati in non più’ di tre città’ del mondo e senza nessuna influenza reale sull’ andamento della nostra economia.
Sempre meglio della stolta idea di Befera di proporre un premio per chi paga le tasse. Di quanto? Con quali criteri di premierebbe? Creeremmo un’ altra agenzia con altri timbri come i certificati antimafia?
L’ultimo intervento istituzionale in materia di risparmio , che io ricordi, fu l’ esortazione agli italiani di Carlo Azeglio Ciampi a investire in borsa. Immagino la gratitudine di chi ne ha seguito il consiglio. Vorremmo una esortazione di Berlusconi a sottoscrivere BTP senza deleghe a terzi. per lui sarebbe un test di credibilita’ ( se riesce) e per l’opposizione, di patriottismo ( se non ostacolano).
La funzione di Berlusconi, il reale coordinamento dei ministri, e’ stata carente ed ha prodotto effetti negativi perché’ ha delegato queste attività’ ai suoi principali aspiranti alla successione: Letta e Tremonti.
Visto che Berlusconi un po’ di fanciulle dell’ est Europeo pare le abbia frequentate, almeno una lezione dovrebbe aver appreso: se assumi una badante per il nonno e te ne vai a spasso spensierato, non aspettarti che sia tu ad essere l’ erede della casa….
Molti si chiedono cosa accadrà’ nel dopo Berlusconi. Nulla che non accada già .
Alla morte di Augusto, avvenuta in Campania, la salma tardo’ tre mesi ad essere trasportata a Roma dove il successore avrebbe preso il suo posto. Per mandare avanti il “giorno per giorno” dell’impero, la soluzione fu che tutti i maggiorenti continuarono a riunirsi quotidianamente di fronte al feretro facendo rapporto su quanto avveniva ed era stato disposto. L’ ordinaria amministrazione fu così mantenuta grazie al coordinamento del….cadavere.
Auguro a Berlusconi di vivere i 120 anni che il suo medico gli assicura, ma politicamente e’ esattamente quel che già’ accade da ben più’ di tre mesi e il fetore soffoca.

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