Archivi delle etichette: Guglielmo Marconi

TRA IL GROTTESCO E L’ ALTO TRADIMENTO. I CANDIDATI A PALAZZO CHIGI SONO TUTTI “CRAVATTARI” di Antonio de Martini

Lungi da me l’idea di rimpiangere Berlusconi e la sua corte dei miracoli.
In un paese serio la maggior parte di costoro farebbe al più’ il rappresentante di profilattici.
Impressionante , pero’ , anche il catalogo dei candidati alla successione che sembrano essere stati scelti per far sembrare il conflitto di interessi di Silvio Berlusconi una caramella alla camomilla.

A GIULIANO AMATO ho già’ dedicato un post intero che può essere condensato in tre parole: ambiguo, incompetente, arrivista. A queste qualità’ che lo rendono certamente un candidato degno di questo sistema, va aggiunto il neo del conflitto di interesse: e’ SENIOR PARTNER della DEUTCHE BANK.
In altre parole, fa il lobbista presso enti locali e governativi facendo vendere derivati ( la finanza creativa che tanti buchi ha creato) e facendo indebitare lo stato, le regioni , le provincie, i comuni .
Nulla che comporti particolari competenze, basta avere una agendina coi numeri telefonici giusti e riuscire a presentare i ” cravattari” all’ assessore da infinocchiare. E’ ben pagato e gli consente di arrotondare le tre pensioni che ha, oltre alla presidenza della Treccani e del comitato per il centocinquantenario dell’ unita’ italiana.
Adesso mi dicono che e’ nuovamente candidato alla Presidenza del consiglio, ossia a trattare coi suoi padroni i termini di restituzione dei ” prestiti” che ha aiutato a contrarre.
Un po’ come se si incaricasse lo stupratore di fare alla violentata la visita ginecologica di accertamento.
Per chi non lo ricordasse, l’ istituto tedesco e’ anche quello che ha dato fuoco alle polveri della crisi italiana a maggio vendendo in una mattinata tutti i BOT italiani ( otto miliardi) che aveva in portafoglio….

MARIO MONTI: la nomina a senatore a vita e’ spiegabile solo con l’ipotesi che qualcuno abbia strumentalizzato la venerabile eta’ del Presidente Napolitano che non può essere sempre presente a se stesso.
Si tratta di uno scialbo Carneade proveniente da Milano e da una università’ che si autocertifica alla pari dell’ ” autorevole financial times” e che si e’ illustrato in un decennio da commissario europeo per aver affibbiato a Bill Gates una multa da cinquecento milioni di dollari, accusandolo di abuso di posizione dominante.
Per farlo rimpiangere dalla UE, hanno dovuto mandare Antonio Tajani.
Meno male che Guglielmo Marconi non e’ più, altrimenti avrebbe multato anche lui perché’ era quasi solo lui ad avere la radio. Non riesco a vedere un solo motivo serio per nominarlo senatore a vita, a meno che non lo si voglia mettere al riparo da qualche procura della Repubblica in vena di partecipare alla selezione dei candidati.
In più’, ho anche il serio sospetto che non sia un genio e cito a riprova il fatto che oggi e’ andato in Germania a partecipare a una tavola rotonda della London School of Economics ( quella finanziata da Gheddafi jr, ricordate?) a commemorare Ralph Dahrendorf, un personaggio il cui pensiero non si e’ notato granche’ e che fu preso sul serio solo da Giorgio La Malfa.
Una ipotesi malevola che circola, invece, e’ quella che si e’ fatto il suo nome come candidato premier per far sembrare la candidatura di Amato il male minore.
L’egregio professore MARIO MONTI DA OLTRE SEI ANNI E’ CONSULENTE DELLA GOLDMAN SACHS cioe’ della organizzazione meno corretta e piu’ chiacchierata della storia.

UN ALTRO CANDIDATO A PREMIER E’ GIANNI LETTA , anch’egli consulente della GOLDMAN SACHS che negli ambienti finanziari mondiali chiamano GOLDMAN SACKS ( traduzione:”Goldman saccheggia”).

MARIO DRAGHI e’ stato VICE PRESIDENTE EUROPEO DELLA GOLDMAN SACHS dal 2002 al 2005 , ossia quando la banca era la consulente del governo greco e lo ha aiutato nella scelta dei prodotti derivati con cui sono stati truccati i bilanci greci per entrare nell’Euro.
Adesso viene chiamato alla BCE per rimediare al danno che ha procurato direttamente o indirettamente.

ROMANO PRODI Dal 1990 al 1993 ha fatto il consigliere di GOLDMAN SACHS.
Conosceva i dossiers delle privatizzazioni su cui evidentemente consigliava la GOLDMAN che consigliava a sua volta i propri clienti che erano gli stessi che concorrevano alle privatizzazioni. Ricordo l’importo della consulenza pubblicato sui giornali : dieci miliardi di lire.

GIANNI LETTA e’ entrato come advisor della GOLDMAN SACHS giusto a tempo per dare consigli in due importanti affari di pari importo : l’ acquisto della partecipazione TELECOM da parte della spagnola TELEFONICA ( società’ che aveva il doppio dei debiti di Telecom, controllata dal finanziere Cesar Alierta ) e l’ acquisto – da parte del gruppo Berlusconi – della Endemol venduta – quando si dice il caso- proprio da Cesar Alierta e- caso nel caso- allo stesso prezzo . Endemol e’ un fornitore di programmi televisivi e sarebbe bastato che Mediaset disdicesse un po’ di contratti TV per abbassarne il prezzo prima dell’acquisto, ma lui da gentiluomo qual’e , queste cose non le ha fatte. L’ advisor di entrambe queste operazioni e’ stata la GOLDMAN SACHS .
Quattro coincidenze non sono coincidenze: lo dice il metodo scientifico inventato da Galileo Galilei, uno che – fosse vivo- con Berlusconi avrebbe in comune l’hobby di sfangarsela ai processi.

Anche in Grecia, il candidato a Premier, imposto a forza, e’ Lucas Papademous- – banchiere centrale- che – vedi caso- e’ ” colui che ha portato la Grecia nell’Euro”.
In chiaro, e’ quello che ha truccato i conti , con l’ aiuto di Goldman Sachs, creando il problema greco come lo vediamo oggi.
Bastano questi profili invocati da politici e media come salvifici, a capire che , secondo loro, chi può ” rassicurare i mercati” non può’ essere che uno dei compari che ha partecipato al gioco delle tre carte.
Nei curricula degli illustri candidati che circolano sulla stampa, avete visto queste qualifiche? Io no.
Perché’, ad esempio, Napolitano non incarica il presidente della Camera Fini (che apporterebbero anche i voti necessari a qualsiasi formula) o quello del Senato, Schifani?
Scelte istituzionali classiche queste e non legate ne’ a chi contrasse i debiti ne’ a chi li erogo’.
Possibile che il Presidente Napolitano debba scegliere soltanto in questo cesto di serpenti?
Possibile che persino alla vigilia del Grande Passo, non senta la viltà intrinseca di scelte come queste ?
Un amico mi assicura che questo atteggiamento – con contorno di telefonata a zio Obama- si spiega solo con l’ abitudine contratta in gioventù – e oltre- a fare l’acritico “killer” di Palmiro Togliatti .
Giuseppe Di Vittorio il mitico sindacalista pugliese amato dai proletari di tutta Italia e rispettato da anche dai nemici, ce lo potrebbe raccontare.
In absentia dell’interessato, un giorno penso proprio che qualcuno dovrebbe farlo.

REATI GLOBALI : IL SIGNOR GUPTA, HA FATTO L’INDIANO di Antonio de Martini

Il sigonr Rajat Gupta è nato in India 62 anni fa e, come tanti giovani della sua generazione e continente, è andato a cercar fortuna in America. L’ha trovata, fino a che l’F.B.I. ha trovato lui.

Durante la sua ascesa nel paradiso delle opportunità, è entrato nel Consiglio di Amministrazione della Goldman Sachs, diventato “global Head” della McKinsey & Co- dove è rimasto 34 anni- ed è entrato anche nel Consiglio della Procter & Gamble Co. E nella consociata American Airlines.
E’ un laureato di Harward ed e’ stato ospite di Barak Obama alla prima cena di Stato che questi ha offerto ai suoi sostenitori.

L’accusa è di” insider trading” ossia di aver fatto attività di intelligence a favore di qualcuno – un quasi conterraneo dello Sri Lanka che si è già preso 11 anni di reclusione per lo stesso reato- e contro l’establishement.

Lloyd Blankfein , presidente della McKinsey, lo ha subito mollato testimoniando che era solito raccontare quel che succedeva dentro il consiglio della Goldman.

Raj Rajaratnam, il suo amico condannato, era fondatore del GALLEON GROUP HEDGE FUND ed è stato condannato a seguito della confessione di un altro executive della McKinsey, Anil Kumar, che per uno sconto di pena ha inguaiato il cliente e le registrazioni telefoniche hanno inguaiato il capo.

Come noto, le società che hanno dato carriera e successi a questi gentiluomini, hanno tutte una tripla A di credito.

L’insider trading presuppone che qualcuno raccolga informazioni segrete e speculi in borsa, con la complicità di altri, ricavandone un illecito guadagno.

Il governo degli Stati Uniti e il Regno Unito fanno esattamente questo a danno di nemici ed alleati. Puniscono chi lo fa a titolo personale, forse per mantenere il monopolio dell’uso della forza. Nelle ultime” guerre per la democrazia e il nuovo ordine mondiale” hanno approfittato per depredare l”Irak, le ingentissime risorse minerarie afgane, la Libia, in risorse e contanti.

Nel caso di Gheddafi, prima gli hanno insegnato a mantenere il controllo sulle popolazioni ( gli inglesi hanno addestrato anche i loro commandos fino a un mese prima dell’attacco), hanno usato le prigioni libiche per torturare possibili aderenti ad Al Kaida, spediti da Guantanamo , hanno ottenuto prebende e consulenze, salvo poi quando hanno avuto chiara la situazione patrimoniale della vittima, hanno tirato fuori tutta una panoplia di accuse contro la democrazia e la morale, tranne la violenza sui bambini – quella la riservano per l’attacco al Vaticano – e una volta incastrato il soggetto con l’aiuto del solito pentito ( il premier del nuovo corso era il ministro della Giustizia di Gheddafi, il Presidente egiziano attuale era il ministro della Difesa di Mubarak e via dicendo), mettono le mani sul tesoretto.

Nel caso libico, il conto economico è presto fatto: gli USA hnno speso circa un miliardo e adesso mettono le mani sui 200 miliardi di dollari che il colonnello aveva sparso per il mondo, investendo per conto dello stato. In Italia, Fiat, Juventus, Unicredit tra i principali investimenti pubblici.

Vedrete che al nuovo governo democratico daranno , si e no , i trenta miliardi rappresentati dagli investimenti italiani. Il resto sparirà assieme alle 144 tonnelate dell’oro della Banca Centrale, ( che la Libia aderirà alla BRI di Basilea….) e addio all’ istruzione e alla assistenza medica gratuita a tutti i libici.

Insomma il telefono lo ha inventato Meucci e la AT&T è americana; la Radio, Marconi e sono loro i padroni dell’etere; il microchip l’ha inventato Faggin e l’industria del computer è loro…..

Possiamo consolarci pensando che questo metodo l’ha inventato Al Capone, da Napoli e che possiamo fare anche noi gli indiani, oppure rileggere il discorso del Papa in Germania, nel punto in cui diceva che un governo privo di afflato etico altro non è che una cricca di banditi. Remember?

Le occasioni storiche perdute: ieri l’elettronica. Oggi l’emissione di neutroni ( energia) per ultrasuoni sperimentata dal gruppo di Fabio Cardone, Roberto Mignani e di Cherubini . di Antonio de Martini

Il signor Hertz  – non quello dell’autonoleggio – fu  lo scopritore delle  onde radio nel 1895.  Guglielmo Marconi  trovò il modo di applicarle a qualcosa di utile che ha cambiato la faccia del mondo.  La radio.Nel  primo  quidicennio  del 1900, questa applicazione cambiò il mondo militare, anche se gli italiani ancora stentano  in materia di elettronica.  Abbiamo perso un secolo.

I cambiamenti più evidenti, si ebbero in campo navale, perché le navi  poterono evitare di affidarsi alle segnalazioni visive, specie dopo la battaglia di Tshushima.

Durante la guerra Russo giapponese, la flotta russsa ( 30 navi all’arrivo)  proveniente dal Baltico ( un viaggio di 30.000 miglia) si avvicinava al Giappone  e mirava alla base  di Vladivostock dalla quale poi avrebbe  minacciato le coste Giapponesi a corona attorno al porto. e protetto la costa russa.

 Il vantaggio russo consisteva nel fatto che esistevano cinque passaggi per raggiungere Vladivostock e la flotta giapponese avrebbe dovuto sorvegliare tutti e cinque i varchi, frazionandosi.   I Russi scelsero il primo e più grande varco rappresentato dallo stretto di Corea al centro del quale c’era l’isola di Tsushima che divideva lo stretto in due canaliIl canale orientale  fu quello fatale.  L’enorme traffico radio   fu rilevato dalla Sinano Maru che  avvertì il comando , decidendo la sorte della battaglia.  I giapponesi si concentrarono dietro l’isola e sbucando all’improvviso presero i russi nella classica manovra a T.

Le attrezzature giapponesi erano inglesi e , qualcuna  italiana, quelle russe  erano  tedesche.  Nel decennio successivo, tutti impararono a sviluppare l’uso strategico e tattico della radio, tranne noi. Lo jutland e la guerra sui mari, non ci hanno insegnato  a non  snobbare chi ha delle intuizioni o fa ricerca, magari in proprio.  Il numero dei nostri brevetti ( di qualità sottotono) è  annualmente tradizionalmente inferiore a quello greco o portoghese.

Ai nostri giorni  , nella guerra di Libia, la guerra elettronica ha deciso la sorte dei combattimenti dando una superiorità assoluta agli alleati ,  come previsto da Giulio Dohuet (” Il dominio dell’aria” ed. A Mondadori 1932) , altro italiano ammirato  all’estero e soltanto  lì. 

Un gruppo di ricercatori  italiani , basandosi sulla fisica teorica ( in cui siamo maestri, non necessitando di tecnologie particolari) ha sperimentato una emissione di neutroni  da metalli inerti provocato da ultrasuoni.  Sul ferro, il materiale più inerte che c’è, hanno ottenuto  risultati strabilianti ( minimi come in ogni esperimento) : si è liberata il doppio dell’energia, la radioattività è risultata priva dei nocivi raggi alfa, beta e gamma e,  spegnendo gli ultrasuoni, l’emissione di neutroni è cessata subito . Sottoponendo allo stesso esperimento un materiale radioattivo come il torio, dopo 90 minuti la quantità di torio presente nella soluzione, sia le radiazioni,  risultavano dimezzati. In natura occorrono due anni perché ciò avvenga.  Il decadimento in questo caso è stato diecimila volte più veloce.

I risultati degli studi di Fabio Cardone e Mignani ( DEFORMED SPACETIME ) sono stati pubblicati dalla prestigiosissima editrice  SPRINGER VERLAG e

Anche per questo secolo, staremo a guardare?  Non potrebbe essere interessnte per il Giappone finanziare degli esperimenti  in corpore vivo? Io dico di si.

L’Italia ha un passato. Ma un futuro e un posto nel mondo, ce l’ha? I pomodori e i Bufali l’America li aveva, ma la Pizza l’abbiamo fatta noi. Coraggio!

L’attuale assetto dell’Italia nel mondo non è soddisfacente e tende a peggiorare.  L’avvenire è compromesso. I giovani non riescono nemmeno a immaginare un futuro diverso. Parole come giustizia, onore, lealtà, preparazione, conquista,   stanno scomparendo dal nostro vocabolario. Gran parte vive di “pane, burro e grande fratello”. Possibile che migliorare questa Italia non interessi a nessuno? Continua a leggere

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: