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REATI GLOBALI : IL SIGNOR GUPTA, HA FATTO L’INDIANO di Antonio de Martini

Il sigonr Rajat Gupta è nato in India 62 anni fa e, come tanti giovani della sua generazione e continente, è andato a cercar fortuna in America. L’ha trovata, fino a che l’F.B.I. ha trovato lui.

Durante la sua ascesa nel paradiso delle opportunità, è entrato nel Consiglio di Amministrazione della Goldman Sachs, diventato “global Head” della McKinsey & Co- dove è rimasto 34 anni- ed è entrato anche nel Consiglio della Procter & Gamble Co. E nella consociata American Airlines.
E’ un laureato di Harward ed e’ stato ospite di Barak Obama alla prima cena di Stato che questi ha offerto ai suoi sostenitori.

L’accusa è di” insider trading” ossia di aver fatto attività di intelligence a favore di qualcuno – un quasi conterraneo dello Sri Lanka che si è già preso 11 anni di reclusione per lo stesso reato- e contro l’establishement.

Lloyd Blankfein , presidente della McKinsey, lo ha subito mollato testimoniando che era solito raccontare quel che succedeva dentro il consiglio della Goldman.

Raj Rajaratnam, il suo amico condannato, era fondatore del GALLEON GROUP HEDGE FUND ed è stato condannato a seguito della confessione di un altro executive della McKinsey, Anil Kumar, che per uno sconto di pena ha inguaiato il cliente e le registrazioni telefoniche hanno inguaiato il capo.

Come noto, le società che hanno dato carriera e successi a questi gentiluomini, hanno tutte una tripla A di credito.

L’insider trading presuppone che qualcuno raccolga informazioni segrete e speculi in borsa, con la complicità di altri, ricavandone un illecito guadagno.

Il governo degli Stati Uniti e il Regno Unito fanno esattamente questo a danno di nemici ed alleati. Puniscono chi lo fa a titolo personale, forse per mantenere il monopolio dell’uso della forza. Nelle ultime” guerre per la democrazia e il nuovo ordine mondiale” hanno approfittato per depredare l”Irak, le ingentissime risorse minerarie afgane, la Libia, in risorse e contanti.

Nel caso di Gheddafi, prima gli hanno insegnato a mantenere il controllo sulle popolazioni ( gli inglesi hanno addestrato anche i loro commandos fino a un mese prima dell’attacco), hanno usato le prigioni libiche per torturare possibili aderenti ad Al Kaida, spediti da Guantanamo , hanno ottenuto prebende e consulenze, salvo poi quando hanno avuto chiara la situazione patrimoniale della vittima, hanno tirato fuori tutta una panoplia di accuse contro la democrazia e la morale, tranne la violenza sui bambini – quella la riservano per l’attacco al Vaticano – e una volta incastrato il soggetto con l’aiuto del solito pentito ( il premier del nuovo corso era il ministro della Giustizia di Gheddafi, il Presidente egiziano attuale era il ministro della Difesa di Mubarak e via dicendo), mettono le mani sul tesoretto.

Nel caso libico, il conto economico è presto fatto: gli USA hnno speso circa un miliardo e adesso mettono le mani sui 200 miliardi di dollari che il colonnello aveva sparso per il mondo, investendo per conto dello stato. In Italia, Fiat, Juventus, Unicredit tra i principali investimenti pubblici.

Vedrete che al nuovo governo democratico daranno , si e no , i trenta miliardi rappresentati dagli investimenti italiani. Il resto sparirà assieme alle 144 tonnelate dell’oro della Banca Centrale, ( che la Libia aderirà alla BRI di Basilea….) e addio all’ istruzione e alla assistenza medica gratuita a tutti i libici.

Insomma il telefono lo ha inventato Meucci e la AT&T è americana; la Radio, Marconi e sono loro i padroni dell’etere; il microchip l’ha inventato Faggin e l’industria del computer è loro…..

Possiamo consolarci pensando che questo metodo l’ha inventato Al Capone, da Napoli e che possiamo fare anche noi gli indiani, oppure rileggere il discorso del Papa in Germania, nel punto in cui diceva che un governo privo di afflato etico altro non è che una cricca di banditi. Remember?

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