L’Italia ha un passato. Ma un futuro e un posto nel mondo, ce l’ha? I pomodori e i Bufali l’America li aveva, ma la Pizza l’abbiamo fatta noi. Coraggio!

L’attuale assetto dell’Italia nel mondo non è soddisfacente e tende a peggiorare.  L’avvenire è compromesso. I giovani non riescono nemmeno a immaginare un futuro diverso. Parole come giustizia, onore, lealtà, preparazione, conquista,   stanno scomparendo dal nostro vocabolario. Gran parte vive di “pane, burro e grande fratello”. Possibile che migliorare questa Italia non interessi a nessuno?

 Siamo una Nazione da quando abbiamo in comune la lingua e la religione, ossia da sempre. La lingua che parliamo oggi, l’italiano è nei documenti da quando un notaio di Cassino, poco prima del mille,  scrisse un atto di proprietà in lingua volgare ( a favore dei frati…).

Come Stato, siamo tra i popoli  più giovani e più precari, ma più vecchi della Germania…: in un secolo e mezzo  abbiamo proceduto col passo del gambero. Se uno dei tanti caduti di cento anni fa  resuscitasse, vedrebbe immensi progressi meccanici e  tecnologici, ma istituzioni pressapoco come quelle che  conobbe. Classi sociali,  le stesse. Tra i governanti individuerebbe nomi familiari. Leggi,  ancora quelle e le nuove illegibili.     

Alla costruzione della nuova casa d’Europa, non abbiamo portato una mentalità da magliari. Siamo il solo paese che ha avuto un presidente e un vice presidente dll’Unione Europea che si sono dimessi per andare a fare una campagna elettorale al paesello ( Malfatti e Frattini). Siamo come un tempo si definiva  la Turchia: ” Il malato d’Europa”, che poi fu smembrata.

Intanto, anche  la bandiera ce l’ha data un generale straniero ( Buonaparte) copiandola dalla sua. Potremmo almeno  metterci nel  vuoto lasciato  dall’emblema dei Savoia, i simboli delle repubbliche marinare che già  adornano la bandiera della Marina.

Infine, festeggiamo l’Unità italiana  con una ricorrenza sbagliata:  nel 1861  mancavano all’appello sia il Veneto ( che è entrato nel 1866) , sia il Lazio – con Roma ( entrata nel 1870) e Trento e Trieste ( entrate a seguito della prima guerra mondiale) e ancora oggi mancano Fiume e l’Istria che ci sono state tolte dal trattato di Osimo ,( 10 novembre 1975)  voluto da uno Spadolini ansioso di passare alla storia, ritenendo ormai eterna la Jugoslavia che poco dopo implose.

Il problema comunque non è rappresentato tanto  dai confini geografici, quanto dagli abitanti, tra i quali si ergono pochi  giganti che vengono regolarmente soffocati da nugoli di nani. Ci dividiamo ancora tra servi dello straniero A e dello straniero B.

Quasi tutti i nostri padri fondatori sono stati condannati a morte dal governo del loro paese ed hanno  dovuto imbracciare le armi contro di esso.  Il modo di comunicare in politica, deve cambiare. Dobbiamo imparare a riconoscere il bene comune e favorirlo.

Quasi tutti gli  italiani che hanno contribuito a forgiare la nostra identità ,  sono stati riconosciuti all’estero e o in esilio  più che in Italia. Da Dante e Petrarca,  a  Cellini, a Leonardo a Giotto a  Colombo a Bruno,  a Eugenio di Savoia, Vespucci,   a  Metastasio, Bernini, Borromini,  Michelangiolo, Galileo, Montecuccoli,  a Casanova a   Galvani,  a Mazzini a Savorgnan,  a Meucci,  a Don Sturzo,   a Toscanini , Pacciardi  e Fermi per arrivare a Cardin ( non è francese, è veneto) a Yves Montand ( di Monsummano vicino Montecatini)  a Dalida a Modigliani  a Marinetti a Marconi a Faggin ( inventore del microchip, lo sapevate?). Siamo l’unico popolo che ha fornito primi ministri ad altri paesi,  da Mazzarino all’Alberoni.  La cristianità ha avuto da noi cento e più papi. Persino il più famoso pirata barbaresco del mediterraneo, il Barbarossa, era italiano. Nessun popolo ha avuto tanti ingegni.

E’ possibile che  una così magnifica  sequela di individui  non sia atta ad organizzarsi socialmente ? A darsi istituzioni decenti?   Per gente meno dotata è un imperativo di sopravvivenza, certo.   Ma visto che ormai da noi  i geni scarseggiano ( e direi anche i Casanova) credo sia l’ora di cercare di capire che è interesse di tutti noi fare sistema come si dice oggi.     A volte, però,  questa parola   mi pare una perifrasi di mafia.   Proviamo a fare sistemi di idee. Strategie di sviluppo. Dibatterle. 

Lo storico inglese Arnold Toynbee osservava che un regime debole può durare finche non si confronta con una sfida maggiore. L’attuale sistema sgangherato di governo ha potuto convivere con  i suoi sprechi, le sue insufficienze, i suoi ricattatori e ricattati   e cerca di durare ancora,  spacciandosi per rinnovato,  per aver cooptato Bertoldo, Bertoldino e Cacasenno ( li riconoscete), ma si appressano tempi in cui  sarà difficile sopravvivere anche con un buon governo di uomini capaci. Forse è ora di aprire un dibattito su questi temi, lontano dal clamore dei media.

I trackback sono chiusi, ma puoi postare un commento.

Commenti

  • Armando Stavole  Il marzo 18, 2011 alle 8:35 pm

    Possibile che migliorare questa Italia non interessi a nessuno? Purtroppo la maggioranza e’ composta da ignavi e da conniventi, la minoranza o subisce o se ne va.

    Il primo ad autoesiliarsi scorato e deluso in un’isola povera come la sua baracca fu Garibaldi.

    La situazione non e’ migliorata, a mio avviso….

    • antoniochedice  Il marzo 18, 2011 alle 8:52 pm

      Prima o poi ci accorgeremo che non siamo minoramza, ma solo individualisti e disorganizzati.

  • Roberto  Il marzo 19, 2011 alle 12:56 pm

    Se la classe dirigente viene selezionata da pochi e non dai cittadini il risultato non può essere che questo.Troie,ruffiani, opportunisti……

    • antoniochedice  Il marzo 19, 2011 alle 1:06 pm

      Ormai e’ con questa classe dirigente che affronteremo la crisi che viene.

  • Pietro Dallari  Il marzo 20, 2011 alle 9:42 pm

    Non si è esiliato solo Garibaldi… credo siano tanti gli italiani che, come me, hanno dovuto scegliere la via dell’esilio perchè stanchi di vivere in un Paese che non ti lascia vivere. Vedo con sgomento che la situazione peggiora anzichè migliorare, ultima assurda sceneggiata questa della Libia… Ma non avevamo firmato 2 anni fa un Trattato di Amicizia? Lasciamo stare le considerazioni sul Colonnello (prima non sapevamo chi era?), il problema vero è che siamo come sempre “italiani inaffidabili e voltagabbana”!!! Per uno che vive e fa affari all’estero non è una bella carta da visita…:-((((

    • antoniochedice  Il marzo 20, 2011 alle 9:52 pm

      Dove vivi? Io ho vissuto all2stero 7 anni . Alla fine rispettano gli individui, non le categorie

  • antoniochedice  Il settembre 11, 2013 alle 9:49 am

    L’ha ribloggato su IL CORRIERE DELLA COLLERAe ha commentato:

    ULTIMO AVVISO

  • roberto buffagni  Il settembre 11, 2013 alle 12:12 pm

    Sì, ultimo avviso. Spero che al suono della campanella di fine lezioni, ci rendiamo conto che non possiamo più tirare fuori scuse, prima tra tutte la scusa che siamo peggio degli altri, che non abbiamo avuto la riforma protestante, e ci ricordiamo (nel modo giusto, stavolta) che teniamo famiglia, e che dunque abbiamo un impegno con i figli e i nipoti.

  • Franco D.  Il settembre 11, 2013 alle 3:59 pm

    Caro Sig. De Martini approvo nell’essenziale quel che dice, d’altronde leggo sempre con molto interesse i suoi articoli, però sono sempre più freddo rispetto a certi accorati appelli che non possono non cadere nel vuoto. Come ci si può aspettare dalla gente comune una tale capacità di reazione, dopo, diciamo così, vent’anni e più di decadimento culturale oltre che sociale ed economico? L’operazione mani pulite, in particolare, ma anche il seguito, ha dimostrato ampiamente che i poteri forti sono stati oltremodo abili nel traghettare l’Italia e farla approdare dove si prefiggevano ed attualmente si trova. Non scordiamoci che siamo una nazione uscita sconfitta dal secondo conflitto mondiale, e che i vincitori non hanno trascurato assolutamente nulla in termini di controllo e propria capacità di influenzarci: sono penetrati ovunque, annichilendo del tutto anche quei pochi residui sussulti di autonomia che l’assetto politico italiano basato sul penta-partito riusciva ad esprimere, nonostante tutto. Le rivoluzioni non nascono dal basso, dal basso nasce solo ribellismo e conseguente anarchia e confusione, può darsi che io mi sbagli, ma penso che fintantoché nessuno, nelle alte sfere degli apparati dello stato e/o dell’economia e della finanza, è disposto a muoversi, continueremo ad affondare. Difatti penso sia molto più grave l’immobilismo di chi, pur potendo disporre di certi mezzi, in virtù o della propria appartenenza a certi corpi dello stato, o del proprio posizionamento nel mondo dell’economia e della finanza, preferisce assolutamente non rischiare nulla e starsene al calduccio, mandando al diavolo ogni straccio di ideale che non sia il “proprio particulare”, piuttosto che l’indifferenza della gente comune.

    Saluti.

    Franco D.

    • antoniochedice  Il settembre 11, 2013 alle 4:30 pm

      Gentile Franco D.
      Ci sono due modi per rispondere al suo commento:
      A) idealistico: nel XIX sec gli italiani dopo secoli di servaggio sono riusciti a trovare la via del riscatto. Non siamo i sli ad aver perso la guerra. Possiamo riprenderci.
      B) concreto: hanno tenuto tutti ” sotto” per questi 60 anni, perché riempivano loro lo stomaco. Adesso non possono più farlo. Non a tutti. A stomaco vuoto, la gente comune migliora la disponibilità all’ascolto ed all’azione.
      I pezzi da novanta dello stato non servono che a servire. Se fossero stati capaci di guida, avrebbero provveduto da soli.
      Servono due cose: prendere coscienza di se è del problema che abbiamo e offrire alla gente una proposta chiara e convincente.
      Uscire dalla dinamica della “guerra fredda” o della “pace calda” che consumano risorse è il primo passo.
      Il secondo è smettere di affidarsi agli stranieri che nel mondo globale non aiutano più nessuno perché QUESTA è la logica del secolo.
      Il resto viene da se.
      Sbarazzarsi di

  • carlo cadorna  Il settembre 11, 2013 alle 9:28 pm

    Hai messo il dito sulla piaga: l’unico mezzo per migliorare le persone è quello di metterle di fronte alle proprie responsabilità. Bisogna riscrivere le regole in modo che si sappia sempre chi è responsabile nel bene e nel male.

  • donato  Il settembre 11, 2013 alle 10:57 pm

    Temo non si sia ancora toccato il fondo.

  • Armando Stavole  Il settembre 12, 2013 alle 5:13 pm

    Senza vanto fui il primo a commentare nel marzo 2011 ed a condividere quanto fu scritto nel Corriere della Collera e riconfermo con quanto segue.
    Invito a leggere questo link: http://www.varinipublishing.com/index.php?option=com_content&view=article&id=562:la-nave-dei-folli&catid=4:home&Itemid=22 ed avremo un’idea di quanto manca a toccare il fondo. Il problema e’, la massa dei nostri connazionali ha contezza di cio? ha preso coscienza che cosi’ non va? oppure e’ ancora in quella fase di Pinocchio nel Paese dei Balocchi dove lui gode ti tutto cio’ che gli viene offerto senza chiedersi il perche’? Pur non avendo niente del DNA degli antichi Romani(da cui anche noi siamo ormai lontani), e’ stato applicato il metodo di “panem et circenses” e cosi’ non solo cittadini impreparati, stolti o ingenui, ma anche menti colte o sono cadute per demagogia nell’inganno oppure hanno voluto partecipare al gioco pensando che e’ meglio un uovo oggi che la galliana domani. E cosi’ ci si rende conto come dei babbei che per il domani non c’e’ piu’ niente.
    Finiamola di dare sempre tutte le colpe a cause e poteri esterni, senza assumerci le nostre responsabilita’, Dante gli ignavi non li ha manco degnati di un girone vero e proprio.
    Per quanto riguarda quanto e’ stato su espresso a spizzico e bocconi nei riguardi della (spero) nostra amata Italia, dovremmo rianalizzarne la storia senza preconcetti demagogici od amore viscerale, quindi ci vorrebbero ore di pacata discussione. Comunque, pur essendo orgoglioso dei geni che hanno avuto i natali in questa terra, purtroppo le masse non erano ne’ sono tali e molto spesso se ne fanno vanto ma non dimostrano spirito di emulazione. Ora linciatemi se volete, ma basta con il piangerci addosso o puntare il ditino verso tutte le altre direzioni non guardando alle tre che puntano contro di noi oppure adducendo a giustificazione che non ci danno in buon esempio. Siamo per caso eterni bambini?!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: