HO PARLATO BENE DI NAPOLITANO E MALE DI MONTI. E ‘ MBE?

Alcuni amici e ” abbonati” ( quelli che si iscrivono nella casella in alto a sinistra del blog per ricevere avviso quando esce un post) mi hanno telefonato o scritto per farmi notare che di Monti ho scritto che ” non ce la farà’, se ce la farà’ non combinerà’ nulla e se farà’ qualcosa, sarà’ un disastro.”, mentre ieri ho tessuto l’elogio di Giorgio Napolitano e della sua manovra.
Nel caso di Monti, da quel che e’ dato di sapere, mi pare che sia un animale a sangue freddo, mentre serve un innamorato appassionato dell’Italia; sia un professore senza esperienza di vita vissuta; non apprezzo il fatto che da commissario europeo, prima ha attaccato la Coca Cola e adesso e’ nell’ Advisory Board della stessa società.’
Serve una persona – a mio avviso – capace di interpretare i sentimenti della Nazione e che non sia attaccata al denaro.
Nel caso di Napolitano, ho ammirato la capacita’ di sfruttamento di ogni appiglio offerto dalla situazione o dalla sua carica e di ogni energia del suo corpo per creare una situazione nuova.
Che lo volesse o no, ha inferto un colpo mortale a un regime che aveva avuto l’impudenza di spacciarsi per la Nuova Repubblica, mentre era solo un tempo supplementare che hanno passato a odiarsi ” mutuo metu ” .
Come spiego il fatto che Napolitano abbia scelto Monti?
Non conoscendo Napolitano, posso solo fare ipotesi.
A) volendo mantenere il controllo politico della situazione, ha scelto una persona ” di buon comando” : e’ educato, metodico, di scarsa attitudine ad apparire, lavoratore, cattolico.
B) lo ha scelto per aprire la strada a un altro candidato al quale Monti offrirà’ il risultato delle sue fatiche negoziali, dopo aver ottenuto dai capi partito spaventati all’idea di un governo senza di loro, condizioni che non avrebbero concesso ad altri. E’ per questo che, ogni volta che vedo in TV
Amato accanto a Napolitano, mi preoccupo.

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Commenti

  • Mario Maldini  Il novembre 15, 2011 alle 1:26 pm

    Come i vecchi ufficiali di cavalleria, Napolitano prima pensa ai cavalli, poi ai sol-
    dati, infine a sè stesso. I ” nostri “, ingrassati all’anticomunismo di stile Sud-Vi-
    etnamita – farsi dare le armi dagli yankee per rivenderle a ” Charlie”- hanno fat-
    to morire di fame i cavalli, e anche i soldati non si sentono molto bene.

    • antoniochedice  Il novembre 15, 2011 alle 6:10 pm

      Immagina come stanno i somari….

      ù—–Messaggio originale—– Da:

  • Carlo Cadorna  Il novembre 15, 2011 alle 2:02 pm

    Berlusconi ha tante colpe ma, in terra cecorum, è un animale politico.
    La polpetta avvelenata è la patrimoniale: se questo governo la mette per assecondare la sinistra, Berlusconi stravince le prossime elezioni.

    • antoniochedice  Il novembre 15, 2011 alle 2:22 pm

      Anzitutto, questo governo deve arrivare alla fiducia. Poi varare la legge. Berlusconi dal canto suo, per vincere le elezioni dovrà prima candidarsi. Tutti eventi futuri e incerti.

      Antonio de Martini

  • Francesco Venanzi  Il novembre 15, 2011 alle 7:20 pm

    Vale la pena di ricordare che quando Napolitano fu eletto Presidente della Republica Giuliano Ferrara lo definì “coniglio bianco in campo bianco”. L’elefantino prende belle cantonate.

    • antoniochedice  Il novembre 15, 2011 alle 7:26 pm

      L2lefante e’ grosso ma notoriamente miope

  • urc  Il novembre 16, 2011 alle 5:52 pm

    Scorrendo l’elenco dei ministri del Governo Monti si potrebbe dire che ci azzecca la professione e l’esperienza di alcuni con l’incarico. Nel mio modesto curriculum (visto che è ora di moda) la mia prima attività lavorativa è stata in ambiente universitario. Un mondo tutt’altro tranquillo e serio.

  • Francesco Venanzi  Il novembre 17, 2011 alle 5:18 pm

    Ho ascoltato Monti e mi è piaciuto e sono caduti i timori che avevo che non raggiungesse la fiducia. La fiducia ora l’avrà, ma poi a fronte di specifici provvedimenti come si comporteranno gli animosi protagonisti dei passati scontri? Son tutti lì a piantare paletti pensando ai propri elettori in vista delle elezioni. Ma io penso che questi politici sbaglino: se uno dei due grandi partiti si facesse responsabile della caduta di Monti per difendere uno dei suoi paletti, non guadagnerebbe voti, ma in questa contingenza li perderebbe alla grande. Se le elezioni saranno nel 2013, come ormai sembra, le preoccupazioni di assecondare i propri elettori saranno meno impellenti, ma resteranno. Il rischio viene anche dai sindacati, in primis la CGIL, che non riescono a capire che la crescita e l’occupazione è funzione della competitività delle imprese e del sistema paese. E gli studenti (?) che oggi hanno sfilato contro Monti cosa rappresentano?
    Bene. Ma credo che il problema dell’euro rimanga nonostante Monti e il risanamento dell’Italia. Sono convinto che ci sia un attacco contro l’euro da parte di chi vuole difendere le prerogative del dollaro come moneta di scambio internazionale e di rifugio. Prerogative che sono alla base della prosperità della economia americana e della politica americana di potenza mondiale. Non è Obama che alimenta la strategia antieuro (ma qualche dubbio è giustificato), bensì i circoli finanziari americani (la “Spectre” o qualcosa del genere), e questi, che hanno già impegnato tante risorse nella battaglia, non si rassegneranno se Monti farà qualcosa di buono. Il necessario riequilibrio dello scenario mondiale si avrebbe solo con il rafforzamento dell’euro, e questo si otterrebbe solo se la Cina decidesse di spostare parte dei propri crediti in dollari sull’euro. Ma si rischierebbe una guerra mondiale, alla quale sembra che le due potenze che s’affacciano sul Pacifico si stiano preparando. Però la UE ci dovrebbe provare – a mio avviso – a concordare con la Cina lo spostamento graduale delle sue riserve sull’euro. O meglio, dovrebbe trovare il coraggio di porre apertamente sul tappeto del G20 o di altro consesso quello che è il vero problema della finanza internazionale: la supremazia del dollaro, non più giustificata dai nuovi scenari mondiali (caratterizzati da altre due economie di pari forza: Cina e Europa unita).

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