Archivi del giorno: novembre 24, 2011

LA CRISI SIRIANA : AUMENTA LA PRESSIONE E IL LIBANO TREMA ..DIARIO DI UN GIORNO DI ORDINARIA FOLLIA. SARA’ GUERRA LOCALE O GENERALE? di Antonio de Martini

E’ di stamattina la notizia che il governo americano ha ordinato a tutti i suoi cittadini di abbandonare la Siria ed ha annunziato che l’Ambasciatore USA non rientrerà a Damasco.

Un sito americano ha fatto la conta delle perdite irakene, USA e alleate in questi fronti: unmilionequattrocentocinquantacinquemilacinquecentonovanta irakeni e quattromilaottocentouno americani sono morti per realizzare un aborto di democrazia.
In Afganistan sono deceduti duemilaottocentoquindici soldati NATO ( tra cui i nostri).
Il costo delle due guerre – Afganistan e Irak – assommma a milleduecentottantuno Miliardi.
La Libia agli USA è costata un miliardo scarso, mentre la conta dei morti – specie i civili – è ancora top secret.

Questi dati sono forniti dal NATIONAL PRIORITIES PROJECT una ONG USA che ha per compito la trasparenza dei dati forniti dal governo federale in maniera da consentire ai cittadini di controllare l’attività del governo e capirla.

Se riusciamo a capire i conti ragionieristici del governo USA, non riusciamo invece a capire come (e se) questi ragionino sotto l’egida del premio Nobel per la pace Barak Hussein Obama .

Ecco l’elenco scheletrico di quel che è accaduto OGGI di inquietante.

    Afganistan: 30 “insurgents” morti e 40 catturati. La NATO colpisce un villaggio uccidendo sei bambini e ferendo due ragazze. Un terrorista morto. Karzai ordina una inchiesta.
    Somalia:un drone uccide sette persone in una zona centrale del paese( Kalaberka).

    Siria: quattro civili uccisi dalla polizia prima della scadena dell’ultimatum che minaccia le sanzioni della lega araba.
    <Irak : bomba a Bassora fa 9 morti e 40 feriti.
    <Yemen: il presidente Abdullah Saleh firma il passaggio dei poteri al vice, in cambio di immunità, ma gli insorti non cessano il fuoco.
    <lTurchia: bombarda le due provincie di Suleimaniah e Arbil ( in pratica tutto il kurdistan , forse per demolirli prima di attaccare la Siria, per evitare due fronti).
    <lLibia: il premier Abdurrahman el Keib offre il ministero della Difesa al capo banda che ha catturato Gheddafi jr a condizione che gli consegni il prigioniero.
    <lLibia: sparatoria di una milizia con armi pesanti al limitare di un compound abitato da lavoratori stranieri. La compagnia petrolifera, pagherà?
    <Egitto: quinta notte di fuoco al Cairo. Le gente e l'esercito si scontrano, mentre la polizia decide di cambiare nome e chiamarsi "Homeland Security".
    <Russia: Mosca avverte la Siria che l'aver posto il veto all'ONU per evitarle una fine "libica" è il gesto massimo oltre il quale non andrà. Ma annunzia che le FFAA russe riprenderanno a tenere sotto mira le basi missilistiche americane in Europa ( da noi ce ne sono sette).

    <lCina: annunzia manovre navali nel Sud Pacifico sollevando polemiche e i media cinesi scrivono che gli USA sono "seduti sulla bomba del debito". Gli fa eco il comune di Jacksonville in Alabama che dichiara fallimento. Piccolo comune, piccolo "botto" 3 miliardi di dollari.

    <lGermania: la Merkel parla e l'euro scende al minimo storico contro il dollaro USA.Italia: la ministra Fornero cui è stato affidato il ministero del Lavoro dichiara che "la riforma è stata già largamente fatta". Brava.

    All'attivo di questa giornata, sempre secondo la Reuters, Sarkosi e la Merkel dopo l'incontro con Monti hanno convenuto che non attaccheranno più in pubblico la Banca Centrale Europea.

    Che sollievo.

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COME NASCE UNA PRIMAVERA ARABA ( SECONDA PUNTATA)

SEGUE DAL POST PRECEDENTE

Descritto il cacciatore e la selvaggina, raccontiamo la caccia e le trappole.

Per poter intervenire, sia politicamente che militarmente, serve un fronte interno ” attivo” (e se non c’e, si crea) e un’opinione pubblica – domestica e internazionale – indignata.
Infatti il LORD LIBERATION ARMY che operava in Uganda ( dove e’ stato trovato petrolio e gli USA hanno mandato un mini presidio antiterrorismo), si e’ trasformato in LORD RESISTANCE LIBERATION ARMY, si e’ trasferito in Sudan ed ha iniziato le ostilità’. Cosa c’entra nostro signore in queste vicende può essere forse spiegato dalla presenza di missionari protestanti che a coppie girano l’Africa in cerca di anime da portare sulla retta via, sfuggendo alla noia della provincia americana.
Un esercito di liberazione che trasloca, ammetterete, che non si era mai visto, nemmeno in epoca di internazionalismo spinto.
E’ nato anche il JEM ( justice and equality movement) e il Sudan Revolutionary Front. Tutti nomi in inglese, almeno fino a che non si troverà’ l’esperto di lingua araba richiesto dal sito di ENOUGH project .
La rivista che i soliti media definirebbero ” l’autorevole FOREIGN POLICY”,ha dato il via, con un articolo di DAVID OTTAWAY dal titolo SPRINGTIME IN SUDAN, alla campagna di informazione della pubblica opinione internazionale, nel quale non c’e una sola bugia, ma controsenso solo apparente, non c’è nemmeno una sola verità’
Dice che el Bashir e’ stato incriminato dal tribunale internazionale per crimini contro l’umanità ma omette che l’azione e’ stata congelata a seguito del trattato di pace col Sud Sudan, mostrandosi quindi strumentale.
Lascia intendere che esista una larga opposizione nel paese e poi cita come leader tale Faruk Abu Issa, citando correttamente che ebbe un ruolo nella cacciata del Presidente Generale Ibrahim Abboud, avvenuta nel 1964.
Se Abu Issa aveva , poniamo, trenta anni nel ’64, adesso sfiora gli ottanta .
Come mestiere, e’ stato presidente alla ” Associazione Bar arabi” di stanza al Cairo.
Vista dall’America può immaginarsi una importante lobby. Vista dal mondo arabo, e’ uno dedito al piccolo cabotaggio che non vive in Sudan da una trentina di anni.
Viene fuori anche il sig Sadiq al Mahdi, capo dell’ UMMA PARTY che – parlando col giornalista – dice che sta lavorando per offrire a Bashir ” una sorta di amnistia” per facilitarne l’uscita ” soft”.
Il giornalista quantifica la minoranza ora oppressa nel nuovo stato, contando ” cinquecentomila neri e cristiani”.
Non dice che gli abitanti sono oltre venticinque milioni e che i cristiani sono meno dell’1% della popolazione. ai missionari Comboniani cattolici – e italiani – presenti nel paese, non risultano persecuzioni di cristiani.
Come prova di disagio economico si citano statistiche economiche dimezzate rispetto agli anni precedenti, senza dire che- ovviamente- avendo diviso il paese in due lo sono state anche le statistiche.
Ottaway segnala la visita del presidente iraniano Ahmadinejad , lo scorso settembre, evitando di dire che questi e’ stato anche in Libano, paese amico dell’occidente. Dice anche che il mondo arabo rifiuta aiuti economici al Sudan. I sauditi importano molta della loro frutta ed altri prodotti agricoli dal Sudan.
La lega araba ha posizionato a Khartoum la propria banca agricola ( Arab Agricultural development Bank con oltre 350 milioni di capitale interamente versato da 17 paesi) e che l’interscambio con l’Egitto non può essere fermato senza affamare l’Egitto per mancanza di prodotti agricoli e di uno sbocco commerciale per la sua industria.
Viene citato anche il ragazzo prodigio ventiquattrenne ( che tra i suoi riferimenti culturali cita la OPTOR di Belgrado , ricordate?) dal nome impronunciabile che” ha creato in due anni trenta gruppi internet based”. Su un’ area di nove milioni di km quadrati, mi pare pochino per andare al governo. “Based” dove?
Il SIG. DAVID OTTAWAY risulta Senior scholar del Woodrow Wilson international center for scholars, speriamo che insegni o ricerchi in maniera più’ franca di come scrive i suoi articoli.
Per chi non lo sapesse, Woodrow Wilson e’ il presidente americano che trovo’ il tempo di negare Fiume all’Italia, prima di morire di sifilide, rifiutando il principio di autodeterminazione che a Versailles, era stato affermato per i popoli slavi.
Il sig OTTAWAY conclude il suo pezzo lamentando “la grande abilita’ di Bashir a destreggiarsi tra una miriade di nemici ” ( in realtà’ le numerose etnie da sempre in lite tra loro) e lo invita a tener conto della fine fatta dai dittatori suoi vicini – l’articolo cita l’esempio di Gheddafi- dove ” la situazione e’ cambiata in un batter d’occhio”.

Cosa possiamo noi italiani imparare da questo episodio?

A) intanto che oggi non si governa più’ per atti amministrativi, ma PER PROGETTI e quindi il governo Monti che si appresta a operare per atti amministrativi sarà’ poco o nulla efficace.
B) che i progetti devono essere gestiti con metodi privatistici trasparenti e contabilmente onesti e devono essere coinvolti capitali pubblici e privati
C) che gli obbiettivi nazionali di sicurezza e prosperità’ si perseguono anche con disinvoltura
D) che pochi ” ex militari” in abiti borghesi valgono quanto reparti di truppe se impiegati con intelligenza
E)che la comunicazione fa parte integrante della strategia politica moderna.
F) che la corte dei conti e’ un dinosauro tra i brontosauri e così la nostra intelligence.

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