Archivi del giorno: novembre 17, 2011

CHI NON VUOLE MORIRE DEMOCRISTIANO HA TEMPO PER SUICIDARSI PRIMA DELLA FIDUCIA DELLA CAMERA

Fare il governo del presidente e’ stato sempre il sogno , nemmeno tanto segreto, di tutti i presidenti della Repubblica che si sono avvicendati al Quirinale.
Il primo fu Giovanni Gronchi. Il suo premier fu Fernando Tambroni, soprannominato ” il peggio Fernando”.
Doveva fare il centro sinistra – il pallino di tutti gli italiani e’ diventare miliardari; tutti i politici vogliono maggioranze ” bulgare”.
Benché’ provenisse dalla posizione di potere di Ministro dell’interno, Tambroni non riuscì’ che a diminuire il prezzo dello zucchero di 20 lire al chilo e poi fu affondato dalla decisione del MSI di tenere il suo congresso a Genova e dai disordini che ne seguirono.
Il PCI che paventava l’isolamento dal PSI, riuscì’ ad ottenere quattro morti a Reggio Emilia ( mentre a Roma una brillante carica di uno squadrone di Carabinieri a cavallo comandata dal capitano d’Inzeo, mise fine ai disordini di Porta S Paolo senza spargimenti di sangue.I manifestanti erano addestrati ad affrontare le camionette della Celere, ma non i cavalli).
Ci voleva il Presidente Napolitano, comunista non valorizzato dai comunisti, per riuscire nell’intento in cui era fallito Antonio Segni capo della corrente dorotea che scelto il candidato per il suo governo ( Merzagora) e predisposto un piano di ordine pubblico in caso di disordini ” alla Tambroni” , ebbe un ictus invalidante mentre litigava con Saragat che gli successe alla presidenza.
Questo governo e’ un governo del presidente ed e’ fatto di’ intesa col Vaticano ( che si e’ espresso elogiativamente da subito) , composto da un gruppo di democristiani – se preferite cattolici- di sinistra a leadership gesuita, quindi non in asse perfetto con la segreteria di stato a forte influenza salesiana.
Il piano di massima e’ prendere il controllo del governo approfittando della incapacità’ oggettiva e soggettiva del centro destra.
Il piano di minima e’ prendere il controllo del PD riportando la tradizione progressista nell’ alveo di una sinistra di origine non marxista. Bersani e’ cotto e Passera ha un candidato col quale ha una consuetudine settimanale da tempo: il sindaco di Firenze.

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