COME NASCE UNA PRIMAVERA ARABA ( SECONDA PUNTATA)

SEGUE DAL POST PRECEDENTE

Descritto il cacciatore e la selvaggina, raccontiamo la caccia e le trappole.

Per poter intervenire, sia politicamente che militarmente, serve un fronte interno ” attivo” (e se non c’e, si crea) e un’opinione pubblica – domestica e internazionale – indignata.
Infatti il LORD LIBERATION ARMY che operava in Uganda ( dove e’ stato trovato petrolio e gli USA hanno mandato un mini presidio antiterrorismo), si e’ trasformato in LORD RESISTANCE LIBERATION ARMY, si e’ trasferito in Sudan ed ha iniziato le ostilità’. Cosa c’entra nostro signore in queste vicende può essere forse spiegato dalla presenza di missionari protestanti che a coppie girano l’Africa in cerca di anime da portare sulla retta via, sfuggendo alla noia della provincia americana.
Un esercito di liberazione che trasloca, ammetterete, che non si era mai visto, nemmeno in epoca di internazionalismo spinto.
E’ nato anche il JEM ( justice and equality movement) e il Sudan Revolutionary Front. Tutti nomi in inglese, almeno fino a che non si troverà’ l’esperto di lingua araba richiesto dal sito di ENOUGH project .
La rivista che i soliti media definirebbero ” l’autorevole FOREIGN POLICY”,ha dato il via, con un articolo di DAVID OTTAWAY dal titolo SPRINGTIME IN SUDAN, alla campagna di informazione della pubblica opinione internazionale, nel quale non c’e una sola bugia, ma controsenso solo apparente, non c’è nemmeno una sola verità’
Dice che el Bashir e’ stato incriminato dal tribunale internazionale per crimini contro l’umanità ma omette che l’azione e’ stata congelata a seguito del trattato di pace col Sud Sudan, mostrandosi quindi strumentale.
Lascia intendere che esista una larga opposizione nel paese e poi cita come leader tale Faruk Abu Issa, citando correttamente che ebbe un ruolo nella cacciata del Presidente Generale Ibrahim Abboud, avvenuta nel 1964.
Se Abu Issa aveva , poniamo, trenta anni nel ’64, adesso sfiora gli ottanta .
Come mestiere, e’ stato presidente alla ” Associazione Bar arabi” di stanza al Cairo.
Vista dall’America può immaginarsi una importante lobby. Vista dal mondo arabo, e’ uno dedito al piccolo cabotaggio che non vive in Sudan da una trentina di anni.
Viene fuori anche il sig Sadiq al Mahdi, capo dell’ UMMA PARTY che – parlando col giornalista – dice che sta lavorando per offrire a Bashir ” una sorta di amnistia” per facilitarne l’uscita ” soft”.
Il giornalista quantifica la minoranza ora oppressa nel nuovo stato, contando ” cinquecentomila neri e cristiani”.
Non dice che gli abitanti sono oltre venticinque milioni e che i cristiani sono meno dell’1% della popolazione. ai missionari Comboniani cattolici – e italiani – presenti nel paese, non risultano persecuzioni di cristiani.
Come prova di disagio economico si citano statistiche economiche dimezzate rispetto agli anni precedenti, senza dire che- ovviamente- avendo diviso il paese in due lo sono state anche le statistiche.
Ottaway segnala la visita del presidente iraniano Ahmadinejad , lo scorso settembre, evitando di dire che questi e’ stato anche in Libano, paese amico dell’occidente. Dice anche che il mondo arabo rifiuta aiuti economici al Sudan. I sauditi importano molta della loro frutta ed altri prodotti agricoli dal Sudan.
La lega araba ha posizionato a Khartoum la propria banca agricola ( Arab Agricultural development Bank con oltre 350 milioni di capitale interamente versato da 17 paesi) e che l’interscambio con l’Egitto non può essere fermato senza affamare l’Egitto per mancanza di prodotti agricoli e di uno sbocco commerciale per la sua industria.
Viene citato anche il ragazzo prodigio ventiquattrenne ( che tra i suoi riferimenti culturali cita la OPTOR di Belgrado , ricordate?) dal nome impronunciabile che” ha creato in due anni trenta gruppi internet based”. Su un’ area di nove milioni di km quadrati, mi pare pochino per andare al governo. “Based” dove?
Il SIG. DAVID OTTAWAY risulta Senior scholar del Woodrow Wilson international center for scholars, speriamo che insegni o ricerchi in maniera più’ franca di come scrive i suoi articoli.
Per chi non lo sapesse, Woodrow Wilson e’ il presidente americano che trovo’ il tempo di negare Fiume all’Italia, prima di morire di sifilide, rifiutando il principio di autodeterminazione che a Versailles, era stato affermato per i popoli slavi.
Il sig OTTAWAY conclude il suo pezzo lamentando “la grande abilita’ di Bashir a destreggiarsi tra una miriade di nemici ” ( in realtà’ le numerose etnie da sempre in lite tra loro) e lo invita a tener conto della fine fatta dai dittatori suoi vicini – l’articolo cita l’esempio di Gheddafi- dove ” la situazione e’ cambiata in un batter d’occhio”.

Cosa possiamo noi italiani imparare da questo episodio?

A) intanto che oggi non si governa più’ per atti amministrativi, ma PER PROGETTI e quindi il governo Monti che si appresta a operare per atti amministrativi sarà’ poco o nulla efficace.
B) che i progetti devono essere gestiti con metodi privatistici trasparenti e contabilmente onesti e devono essere coinvolti capitali pubblici e privati
C) che gli obbiettivi nazionali di sicurezza e prosperità’ si perseguono anche con disinvoltura
D) che pochi ” ex militari” in abiti borghesi valgono quanto reparti di truppe se impiegati con intelligenza
E)che la comunicazione fa parte integrante della strategia politica moderna.
F) che la corte dei conti e’ un dinosauro tra i brontosauri e così la nostra intelligence.

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Commenti

  • Stefano Gasparri  Il novembre 24, 2011 alle 9:38 am

    Questi ultimi due post mi hanno molto disorientato. Sono andato a vedere il sito di “enough”; mi sembra una iniziativa strettamente umanitaria e, leggendo quanto è scritto, sembrano tutti di una bontà infinita. Forse è questo che ci dovrebbe insospettire? E’ praticamente impossibile, per le persone comuni, interpretare quello che c’è sotto questo tipo di iniziative o forsa a tutti noi fa comodo pensare che è meglio non approfondire e continuare a vedere le cose solo come sembrano. Continuo a seguirti con molto interesse.

    • antoniochedice  Il novembre 24, 2011 alle 11:37 am

      Caro amico, Ti ringrazio per l’interesse che porti alle notizie scarse che il blog riesce a mettere on line. Sono solo e di piu non posso fare. Al di la delle buone intenzioni – di cui come sai è lastricata la via dell’inferno- il problema non è tanto la ONG americana, quanto è essenziale conoscere le realtà dei vari paesi. Che il Sudan non sia una democrazia è pacifico. Non lo è mai stato. Che nel paese vigga la Sharia ( legge islamica) non è una novità; che Bashir – come tutti i reggitori abbia- sulla coscienza dei morti è ovvio. Che il DARFUR sia una scusa è evidente dato che le lotte in quella zona ci sono dal tempo di Caino; che ogni villan che parteggiando viene , appena prende la licenza liceale cerchi di diventare presidente con ogni mezzo, è una constatazione. COME CAPIRE? Altrettanto semplice: se non c’è petrolio o se le concessioni di estrazione sono in mani americane, NON CI SONO CAMPAGNE UMANITARIE IN ATTO. ( es la Guinea equatoriale piccolo paese in cui la famiglia che comanda spadroneggia al punto da non inserire nemmeno un dollaro di royalties petrolifere). Il requisito per avere diritto ad importare dagli USA, manu militari, la democrazia è volersi vendere il petrolio per proprio conto. Questo è il peccato del Sudan. Prima ti indeboliscono con le sanzioni, poi con la stretta finanziaria internazionale ( se sono così etici, i banchieri, perché affamano anche i connazionali?), infine inizia la tempesta di critiche, qualche attore in cerca di pubblicità fa “il testimonial”; l’opinione pubblica si indigna per qualcosa che non sa; si mette a tacere chi conosce le situazioni e nei casi più tosti, arrivano i nostri a cavallo dei Drone e ti ammazzano i figli. I missionari metodisti sono il contorno nobile e sessualmente represso di questi scenari che ormai si ripetono con regolarità.

  • antoniochedice  Il luglio 26, 2015 alle 11:01 am

    L’ha ribloggato su IL CORRIERE DELLA COLLERAe ha commentato:

    Novembre 2011.” L’Enough project” finanzia George Clooney ( per il Sudan e Sud Sudan) ed è finanziato dalla Lockeed Martin e dalla Boeing.
    Come mai i due principali fabbricanti di materiale bellico del mondo finanzino campagne ” pacifiste” nei paesi non allineati agli USA è un mistero. O no?

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