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LA CRISI SIRIANA : AUMENTA LA PRESSIONE E IL LIBANO TREMA ..DIARIO DI UN GIORNO DI ORDINARIA FOLLIA. SARA’ GUERRA LOCALE O GENERALE? di Antonio de Martini

E’ di stamattina la notizia che il governo americano ha ordinato a tutti i suoi cittadini di abbandonare la Siria ed ha annunziato che l’Ambasciatore USA non rientrerà a Damasco.

Un sito americano ha fatto la conta delle perdite irakene, USA e alleate in questi fronti: unmilionequattrocentocinquantacinquemilacinquecentonovanta irakeni e quattromilaottocentouno americani sono morti per realizzare un aborto di democrazia.
In Afganistan sono deceduti duemilaottocentoquindici soldati NATO ( tra cui i nostri).
Il costo delle due guerre – Afganistan e Irak – assommma a milleduecentottantuno Miliardi.
La Libia agli USA è costata un miliardo scarso, mentre la conta dei morti – specie i civili – è ancora top secret.

Questi dati sono forniti dal NATIONAL PRIORITIES PROJECT una ONG USA che ha per compito la trasparenza dei dati forniti dal governo federale in maniera da consentire ai cittadini di controllare l’attività del governo e capirla.

Se riusciamo a capire i conti ragionieristici del governo USA, non riusciamo invece a capire come (e se) questi ragionino sotto l’egida del premio Nobel per la pace Barak Hussein Obama .

Ecco l’elenco scheletrico di quel che è accaduto OGGI di inquietante.

    Afganistan: 30 “insurgents” morti e 40 catturati. La NATO colpisce un villaggio uccidendo sei bambini e ferendo due ragazze. Un terrorista morto. Karzai ordina una inchiesta.
    Somalia:un drone uccide sette persone in una zona centrale del paese( Kalaberka).

    Siria: quattro civili uccisi dalla polizia prima della scadena dell’ultimatum che minaccia le sanzioni della lega araba.
    <Irak : bomba a Bassora fa 9 morti e 40 feriti.
    <Yemen: il presidente Abdullah Saleh firma il passaggio dei poteri al vice, in cambio di immunità, ma gli insorti non cessano il fuoco.
    <lTurchia: bombarda le due provincie di Suleimaniah e Arbil ( in pratica tutto il kurdistan , forse per demolirli prima di attaccare la Siria, per evitare due fronti).
    <lLibia: il premier Abdurrahman el Keib offre il ministero della Difesa al capo banda che ha catturato Gheddafi jr a condizione che gli consegni il prigioniero.
    <lLibia: sparatoria di una milizia con armi pesanti al limitare di un compound abitato da lavoratori stranieri. La compagnia petrolifera, pagherà?
    <Egitto: quinta notte di fuoco al Cairo. Le gente e l'esercito si scontrano, mentre la polizia decide di cambiare nome e chiamarsi "Homeland Security".
    <Russia: Mosca avverte la Siria che l'aver posto il veto all'ONU per evitarle una fine "libica" è il gesto massimo oltre il quale non andrà. Ma annunzia che le FFAA russe riprenderanno a tenere sotto mira le basi missilistiche americane in Europa ( da noi ce ne sono sette).

    <lCina: annunzia manovre navali nel Sud Pacifico sollevando polemiche e i media cinesi scrivono che gli USA sono "seduti sulla bomba del debito". Gli fa eco il comune di Jacksonville in Alabama che dichiara fallimento. Piccolo comune, piccolo "botto" 3 miliardi di dollari.

    <lGermania: la Merkel parla e l'euro scende al minimo storico contro il dollaro USA.Italia: la ministra Fornero cui è stato affidato il ministero del Lavoro dichiara che "la riforma è stata già largamente fatta". Brava.

    All'attivo di questa giornata, sempre secondo la Reuters, Sarkosi e la Merkel dopo l'incontro con Monti hanno convenuto che non attaccheranno più in pubblico la Banca Centrale Europea.

    Che sollievo.

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PRIMAVERA ARABA e AUTUNNO DELLA FIDUCIA: COMINCIA IL RIGETTO?

Il presidente afgano Karzai, durante una intervista alla TV privata pakistana GEO, ha rilasciato una dichiarazione ripresa dalla agenzie REUTERS : ” nel caso in cui- Dio non voglia- ci fosse un conflitto tra USA e Pakistan, l’Afganistan si schiererebbe a fianco di quest’ultimo”.
L’ipotesi e’ remota, ma segna il momento a partire dal quale l’Asia ( di cui il vicino oriente fa parte) prende le distanze dal Grande Fratello Armato .
E’ indicativo che la prima presa di posizione sia stata fatta da quello che e’ considerato, a ragione, il Quisling piu’ più Quisling tra i satelliti della politica estera USA. ( nota per i piu’ giovani: Q. Viene dal nome del primo ministro norvegese incaricato da Hitler di costituire un ” governo fantoccio” nel 1940 ed ora e’ usato per antonomasia).
Un ‘ altra reazione di rigetto e’ l’irrigidimento del governo iracheno verso la pretesa degli Stati Uniti di installare basi permanenti in quel paese.
Anche il premier iracheno , Nuri al Maliki , scelto per doti di particolare mansuetudine, ha rifiutato il protettorato sfacciato e Obama ha preso la palla -elettorale -al balzo annunziando il ritiro completo delle truppe. Per al Maliki la decisione e’ suonata come una condanna a morte: il suo governo e l’esercito, non reggerebbero senza l’inquadramento di istruttori occidentali.
Il nuovo primo ministro iracheno – se gli americani sgombrassero entro l’anno- sarebbe il comandante della unita’ corazzata più vicina alla capitale e il gioco ricomincerebbe.
Ciononostante, al Maliki non ha perso la calma ed ha ribadito che istruttori ne avrebbe accettati e basi permanenti, no.
L’interesse USA per una base permanente, e’ di appoggio e legittimazione alle basi in Arabia Saudita che sono sempre meno tollerate dai sauditi e lo saranno ancora di piu’ quando vedranno che gli iracheni – considerati ” inferiori” si saranno affrancati.
L’abbandono di tutte le basi, anche saudite, aprirebbe la via a un confronto aspro tra il potere sunnita e quello sciita in Irak.
La stessa esecuzione di Muammar Gheddafi – certamente frutto del timore inglese di un processo pubblico che avrebbe potuto coinvolgere la corona inglese- ha avuto una componente “indipendentista” rispetto alle richieste NATO di sottoporre al tribunale penale internazionale il dittatore deposto.
Anche nel Levante i segni di insofferenza si notano: il presidente iraniano Ahmadinejad e’ venuto in visita in Libano su invito del Patriarca maronita ( cattolici di rito orientale) , Israele ha violato
L’embargo americano sulle Organizzazioni terroriste” censite dal governo americano, trattando con Hamas ( per aver salutato con un abbraccio , all’uso orientale un dirigente di Hezbollah, D’Alema e’ stato messo in croce dai media) la liberazione del caporale Shalit.
La Siria fa spallucce alle minacce occidentali ( leggi USA) e prosegue nella politica di repressione del contesto interno.
La segretaria di stato Clinton , fa un giro di due giorni nei paesi dall’Asia ex sovietica per mettere in guardia “contro l’ estremismo islamico” , nella generale indifferenza degli interessati.
La Turchia ha ripreso i bombardamenti aerei verso i curdi, per difendere i quali gli USA Avevano creato la NO FLY ZONE contro Saddam Hussein.
L’Egitto sta trattando la restituzione di una spia , arrestata a giugno, con passaporto USA a Israele ( che gli rende 81 prigionieri) e non agli Stati Uniti ( che gli da tre miliardi l’anno).
Sono tutti segni di disagio legati al trattamento inferto al leader libico così mal ripagato per la sua collaborazione economica e antiterroristica.
In oriente non sono quisquilie, sono tutte mancanze di rispetto e in oriente, il rispetto e’ tutto.

Antonio de Martini

La Patria si serve anche dando fuoco a un bidone di benzina, ovvero I Talebani hanno una strategia. Noi no.

Da un qualche tempo a questa parte,  si ha notizia di convogli di carburanti incendiati mentre viaggiano dal Pakistan verso l’Afganistan e di difficoltà dei rifornimenti che, via terra, attraversano il Turkmenistan alla volta del teatro di operazioni. Per capire meglio cosa accade, propongo di Continua a leggere

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