Archivi delle etichette: Ignazio Marino

GROTTESCO. IL GOVERNO PROPONE PER ROMA LE OLIMPIADI DEL 2024 ! DOPO IL DANNO LA BEFFA.

Le probabilità che tra dieci anni io sia morto – avrei 85 anni – sono altissime, quindi spero di essere creduto se dico che non sono sospettabile di difendere interessi non confessabili.

L’aver rifiutato di candidare Roma alle Olimpiadi del 2016 è l’unico fiore che Mario Monti può portare all’occhiello e il presidente del Consiglio può facilmente verificare quanti componenti del comitato promotore siano già stati oggetto di provvedimenti di giustizia . Non glielo dico per non guastargli la sorpresa, ma temo proprio che gli abbiano teso una trappola.

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ROMA CORROTTA HA STRATEGIE DIVERGENTI. SILENZI O GRIDA (MANZONIANE)? L’IMPORTANTE È NON MUOVERSI E ASPETTARE IL NATALE SPERANDO CHE PASSI. di Antonio de Martini

L’onda emotiva nata sulla scia dell’inchiesta sul Comune di Roma, mi ricorda quella dei tunisini il 17 dicembre di quattro anni fa, quando un ambulante si diede fuoco per la vessazioni della polizia amministrativa locale facendo esplodere i cittadini.

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CORRUZIONE A ROMA: “CONTRORDINE COMPAGNI: SIAMO CORRETTI E NON CORROTTI.” PAROLA SUA, NON DEL MAGISTRATO. di Antonio de Martini

Pochi anche tra i piu anziani ricorderanno “Candido” di Guareschi. Era una boccata d’aria fresca, di umorismo e correttezza giornalistica Poi il suo ricordo venne storpiato dai remake di patetici imitatori senza fantasia.

Amavo con entusiasmo adolescenziale,  soprattutto la rubrica che presentava due versioni opposte e faziose dello stesso fatto, un colonnino  firmato Cesare e l’altro Spartaco, in cui questo grande artigiano della comunicazione dava il meglio di se.

Adoravo anche  la vignetta ” Contrordine compagni” in cui un messaggero accorreva a portare il contrordine del momento ai militanti in lotta. Ricordo in particolare una vignetta.  Alcuni uomini sul greto dell’Arno si picconavano i genitali, mentre giungeva trafelato il messaggero che gridava, “contrordine, il capo ha detto scaglionatevi lungo il fiume!” ( il neretto è mio). Continua a leggere

ROMA CORROTTA: COME USCIRNE: COMMISSARIARE COMUNE E PARTITI. FAR FALLIRE IL COMUNE PER RISPARMIARE E PUNIRE I ” FORNITORI”. CANDIDATI NUOVI E NON PARENTI DEI VECCHI.

Deve essere davvero una brutta vicenda se persino il Prefetto di Roma, Pecoraro, si è svegliato dal letargo per fare una dichiarazione alla Don Ferrante.
Il primo a riconoscersi responsabile dovrebbe essere lui che ha rilasciato a tutti i certificati antimafia con le ridicole procedure che sappiamo. E non si è sognato di denunziarne la burocratica inutilità. E non ha indagato. E non ha capito ne sospettato nulla. Un uomo inutile.

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ROMA. Una proposta per farla risorgere. di Antonio de Martini

Tra pochi giorni a Roma ci sarà un nuovo sindaco, nuovi consiglieri comunali, nuovi organi amministrativi delle circoscrizioni.
Di vecchio ci saranno il sistema di raccolta delle immondizie ( c’è gente che ancora crede alla raccolta differenziata), i buchi nelle strade e i debiti. Tanti debiti.
Poiché chi si lancia in politica senza esserne richiesto è quasi sempre un narciso, è probabile che creda fermamente di averlo meritato e di essere in grado di risolvere i problemi. Continua a leggere

HO PARLATO BENE DI NAPOLITANO E MALE DI MONTI. E ‘ MBE?

Alcuni amici e ” abbonati” ( quelli che si iscrivono nella casella in alto a sinistra del blog per ricevere avviso quando esce un post) mi hanno telefonato o scritto per farmi notare che di Monti ho scritto che ” non ce la farà’, se ce la farà’ non combinerà’ nulla e se farà’ qualcosa, sarà’ un disastro.”, mentre ieri ho tessuto l’elogio di Giorgio Napolitano e della sua manovra.
Nel caso di Monti, da quel che e’ dato di sapere, mi pare che sia un animale a sangue freddo, mentre serve un innamorato appassionato dell’Italia; sia un professore senza esperienza di vita vissuta; non apprezzo il fatto che da commissario europeo, prima ha attaccato la Coca Cola e adesso e’ nell’ Advisory Board della stessa società.’
Serve una persona – a mio avviso – capace di interpretare i sentimenti della Nazione e che non sia attaccata al denaro.
Nel caso di Napolitano, ho ammirato la capacita’ di sfruttamento di ogni appiglio offerto dalla situazione o dalla sua carica e di ogni energia del suo corpo per creare una situazione nuova.
Che lo volesse o no, ha inferto un colpo mortale a un regime che aveva avuto l’impudenza di spacciarsi per la Nuova Repubblica, mentre era solo un tempo supplementare che hanno passato a odiarsi ” mutuo metu ” .
Come spiego il fatto che Napolitano abbia scelto Monti?
Non conoscendo Napolitano, posso solo fare ipotesi.
A) volendo mantenere il controllo politico della situazione, ha scelto una persona ” di buon comando” : e’ educato, metodico, di scarsa attitudine ad apparire, lavoratore, cattolico.
B) lo ha scelto per aprire la strada a un altro candidato al quale Monti offrirà’ il risultato delle sue fatiche negoziali, dopo aver ottenuto dai capi partito spaventati all’idea di un governo senza di loro, condizioni che non avrebbero concesso ad altri. E’ per questo che, ogni volta che vedo in TV
Amato accanto a Napolitano, mi preoccupo.

Blitzkrieg alla Vesuviana. Napolitano ha fatto come Deng Xiao Ping. Ha preso il topo senza curarsi del colore del gatto. di Antonio de Martini

Accecato dalla cultura giovanilista – devo ammetterlo, ha influenzato anche me che giovane non sono e faccio ammenda – ho trascurato di seguire con la dovuta attenzione l’attività’ di Giorgio Napolitano al Quirinale. Ho attribuito a conservatorismo e cupidigia di servilismo l’adesione alla guerra di Libia, invece e’ riuscito con quella azione ad accreditarsi presso gli alleati come un partner affidabile che tiene fede ai patti anche se non gli conviene

.E’ stata la sua campagna di Crimea a premessa di una operazione cavouriana o per dirla piu’ modernamente, alla Deng Xiao Ping.

Ha esautorato gradualmente , con grande misura nella comunicazione, Berlusconi e soci, lasciato La Russa a giocare ai cow boy in Afganistan – la Crimea di Berlusconi e di Bush jr – delegittimato la lega con la celebrazione dell’Unita italiana, aggregato attorno a se le forze sociali ed imposto, senza forzare i toni o imporre nulla con la forza, il suo progetto.

Avremo quindi un esecutivo tecnico con un presidente ( della Repubblica) politico che gestisce con vera maestria la situazione.

E così’, abbiamo ottenuto anche il primo governo bipartisan della storia della Repubblica. Le consultazioni più’ rapide della storia della Repubblica e una conduzione della crisi e relativa soluzione, fatte con un tempismo da ” blitzkrieg”.

La magistratura politicizzata ne esce ridimensionata nel suo ruolo di condizionamento delle istituzioni, non essendo riuscita a scalzare il premier e il governo, pur avendo spesso rotto le regole di equilibrio con l’esecutivo. Questo ridimensiona anche di Pietro.

Il Presidente della Repubblica ha realizzato il suo ” veni, vidi, vici” su governo e opposizione con un piglio da monarca e una energia da
quarantenne benché’ privo della rappresentatività’ necessaria e politicamente irresponsabile in virtù della Costituzione che lo vuole tale.

L’aiuto principale ad assumere questo ruolo carismatico, glielo ha dato Silvio Berlusconi con la sua volatilità, la sua corte dei miracoli, la sua mancanza di
idee, la sua goliardia un po’ bausciona, la sua ansia di piacere, la sua incostanza, la sua cultura dell’apparire, la sua incapacità’ di amministrare , i suoi ministri-attendenti.

Per contrasto, Napolitano e’ apparso un uomo col senso dello Stato, indipendente, equilibrato, abile anche nel comunicare, poliglotta, scevro da interessi di bottega in virtù’ dell’eta’ e del palese buon senso del progetto.

La sua abitudine a fare politica come minoranza della minoranza, gli ha certamente giovato ed avrà’ fatto mordere i gomiti a tutti gli aspiranti alla leadership del P D che hanno dovuto fare buon viso alla sua iniziativa almeno tanto quanto il cavaliere. La base si starà’ chiedendo come mai il partito non abbia saputo usarlo.

COSA FARE?

Incassata la patente di Uomo di Stato ex ex premier rispettato ,datagli da una opposizione timorosa di una resistenza alla Gheddafi, Berlusconi si accontenti della tregua de facto con la magistratura e se, adesso vuole aiutare l’Italia, come dice, deve, ritirandosi, portando via con se i vari cacicchi infidi o incapaci , distinguere e’ inutile,
come La Russa, Frattini, Scajola, Pisanu, Gasparri, Matteoli, Calderoli , Galan, , Tajani, Quagliariello, per evitare che inquinino il movimento moderato cui deve dare il tempo
( quello della durata del governo Monti) e la possibilità’ di riorganizzarsi con metodo democratico.

Berlusconi pensi anche a dare un esempio di unione a destra , magari officiando personalità’ come Fini, Segni, Callegaris , Marzano , Martino, ed altri personaggi accantonati in questo solitario esercizio di potere.

Analogo invito andrebbe fatto all’opposizione PD-PP : svecchino, smettano i discorsi di incitazione all’odio e i toni rancorosi alla Manconi o Diliberto. Cerchino gente come Ignazio Marino, Morando, o anziani accantonati tipo Macaluso o Prodi e smettano di vedere nell’aiuto economico di D’Alema, l’unica ancora di salvezza.

La destra deve dimostrare che si e’ veramente riconciliata con la democrazia – coi congressi – e la sinistra deve dimostrare che il suo apprezzamento per la Nazione e’ autentico.

Possono entrambi farlo, riconoscendo assieme quale sia l’interesse nazionale e impegnandosi a far leva su questi , impegnandosi ad evitare di alimentare la polemica politica su questi temi e stigmatizzando congiuntamente chi viola questa regola.

Ottenuto l’allontanamento di Berlusconi – in un contesto inaspettato – Bersani si dichiari pago e eviti di partecipare alla contesa per la segreteria. Lasci la leadership a Prodi o a una donna capace di rappresentare una alternativa efficace agli occhi dell’elettorato. Questa mossa renderebbe obsolete le candidature da baraccone tipo Renzi o Vendola e darebbe a chi volesse metterla alla prova , la possibilità’ di puntare a sinistra. Il governo nuovo – se ci sara’ – non prometta mari e monti ( …) e si concentri a rendere possibile
la fine dell’aggressione finanziaria , l’adattamento della Costituzione alla nuova situazione e per finire, una nuova legge elettorale che regoli le candidature non solo dei militari – altro elemento vecchio di anni – ma di ogni altra categoria che possa usare lo Stato come sgabello.

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