CORRUZIONE A ROMA: “CONTRORDINE COMPAGNI: SIAMO CORRETTI E NON CORROTTI.” PAROLA SUA, NON DEL MAGISTRATO. di Antonio de Martini

Pochi anche tra i piu anziani ricorderanno “Candido” di Guareschi. Era una boccata d’aria fresca, di umorismo e correttezza giornalistica Poi il suo ricordo venne storpiato dai remake di patetici imitatori senza fantasia.

Amavo con entusiasmo adolescenziale,  soprattutto la rubrica che presentava due versioni opposte e faziose dello stesso fatto, un colonnino  firmato Cesare e l’altro Spartaco, in cui questo grande artigiano della comunicazione dava il meglio di se.

Adoravo anche  la vignetta ” Contrordine compagni” in cui un messaggero accorreva a portare il contrordine del momento ai militanti in lotta. Ricordo in particolare una vignetta.  Alcuni uomini sul greto dell’Arno si picconavano i genitali, mentre giungeva trafelato il messaggero che gridava, “contrordine, il capo ha detto scaglionatevi lungo il fiume!” ( il neretto è mio).

L’ho ricordata con identico buonumore, la vignetta, rileggendo i giornali dei giorni scorsi. Giudicate voi.

Prima della retata di arresti dello scandalo, i giornali romani ( specie il Messaggero ) erano pieni di attacchi al Sindaco Ignazio Marino e informavano che il PD aveva deciso di “avvicendare” l’assessora ai servizi sociali RITA CUTINI che il Partito Democratico  – per assicurare la governabilità della Capitale finita in mano  a una giunta inetta – si apprestava a sostituire col piu capace  consigliere comunale Pier Luigi Patané al quale sarebbero state, con l’occasione,  ampliate le deleghe per migliorare la funzionalità dell’assessorato.

Non insensibile al grido di dolore che si levava da tante parti delle periferie, il PD avrebbe anche  affiancato il Sindaco non all’altezza con un city manager ,  nella persona, si scriveva, del prefetto Margione ( a capo del tavolo di coordinamento della immigrazione del ministero dell’interno).  Il Margione disse subito di non essere interessato a cambiare incarico, segno che si faceva il suo nome per fare accettare l’idea, ma che poi avrebbero ripiegato su altro elemento di sicura competenza e dedizione.

Ier l’altro, Contrordine compagni, il Sindaco Ignazio Marino è diventato persona competente e degna, Rita Cutini è ormai un pilastro delle politiche sociali perch>é , come ha detto la Boschi, ” non bisogna fare di ogni erba un fascio”. Anche in questo caso, il remake Piddino del PCI è patetico.  Gli ultimi militanti sputtanati sono quelli mobilitati contro il sindaco Marino per lanciare la candidatura del City Manager e di Patané. Non abboccherà nessuno.

Il segretario romano del PD , persona degna ci ha assicurato Renzi, “si è autosospeso” per fare chiarezza e fare posto al vice segretario del partito Orfini che ha dichiarato di non essersi mail occupato di politiche sociali. Già, questo signore è specializzato a far il letto agli altri. Lo aveva appena preparato per Patané.

Che i due scemi del giorno prima si siano trasformati in due geni del day after  fa parte della tradizionale politica di comunicazione del PCI/PDS/ PD, ma che ci siano ancora giornali e giornalisti che si lasciano sputtanare da questi improvvisi  voltafaccia senza spendere una parola di commento, è preoccupante. Non ci credono più nemmeno i bambini.

Significa che l’amor proprio e il rispetto di se sono stati buttati nella raccolta indifferenziata assieme alla libertà di stampa e l’amore per il confronto politico.

Viva la faccia di Mario Adinolfi, ex candidato alla segreteria nazionale del PD l’unico che in Tv ( trasmissione di Myrta Merlino) ha detto la sua senza curarsi delle conseguenze: non è un fatto di mafia, ma di crisi democratica, non bisogna ricorrere a nuove elezioni se non dopo che un commissario ad acta abbia rimesso a posto le cose, il problema non si limita a Roma e il PD c’è dentro fino al collo, visto che il meccanismo truffaldino delle primarie per le elezioni politiche è stato applicato in tutta italia. Adinolfi ha parlato di pulman di extracomunitari che giravano per i seggi votando ripetutamente e a spese di ignoti.

ps: il sig Odevaine non “era il segretario di Veltroni” era – ed è ancora – il rappresentante del Comune di Roma ( nominato da Marino) in seno “al tavolo di coordinamento dell’immigrazione” del ministero dell’interno. La massima autorità nazionale in tema di immigrazione. Se a questo si aggiunge il fatto che i nuovi uffici della cooperativa 29 giugno ( dasl 1984 ferro di lancia del PCI) sono stati ceduti in affitto con l’80% di sconto alla cooperativa 29 giugno ( dal sindaco Marino) lo scorso ottobre, vediamo che anche l’arrogante Marino è coinvolto fino al collo.

Un consiglio: buttate l’acqua sporca senza guardare cosa c’è nella bacinella. E’ meglio. Date retta.

 

 

 

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Commenti

  • gicecca  On dicembre 9, 2014 at 3:56 pm

    Se vuoi, a casa mia ci sono alcune annate del Candido, quello vero. Per le vicende in questione, si può rileggere con profitto il signor Veneranda. GiC

    • antoniochedice  On dicembre 9, 2014 at 5:46 pm

      @gicecca. Che annate hai?

  • abrahammoriah  On dicembre 9, 2014 at 8:13 pm

    9 dicembre 2014

    Indubbiamente , in relazione alla vicenda criminale della baracca capitolina – e in extenso, aggiungiamo noi, dell’odierna situazione italiana – parlare di crisi democratica è, per l’analisi, un passo nella direzione giusta ma che necessita di una ineludibile integrazione. Se Carl Schmitt parlava di ‘stato di eccezione’, noi prendendo a prestito questa fondamentale categoria schmittiana, dobbiamo dire che questa crisi democratica configura il classico caso dello ‘stato d’eccezione’. Ma a differenza che in Schmitt, per quanto riguarda l’Italia, siamo in presenza di uno ‘stato d’eccezione’
    temporalmente non breve e delimitato ma che si protrae da anni. E, per questa situazione, nemmeno lo spregiudicato giuspubblicista fascista di Plettenberg avrebbe saputo indicare un decisore agente extra lege ma proveniente dall’interno dell’ordinamento per il ritorno nell’alveo della legalità …

    Massimo Morigi

  • abrahammoriah  On dicembre 9, 2014 at 8:22 pm

    recte: extra legem

  • armstav  On dicembre 9, 2014 at 11:02 pm

    Un consiglio: buttate l’acqua sporca senza guardare cosa c’è nella bacinella. E’ meglio. Date retta.
    Peggio: tirare la catenella dello sciacquone!

  • antoniochedice  On dicembre 12, 2014 at 12:22 am

    @bipolare. Non c’è bißogno che ” un Dio ti perdoni”. Ti cancello io e buonasera

  • bipolare30551  On dicembre 17, 2014 at 11:48 am

    non avevo il minimo dubbio

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