Se non fosse per gli aspetti di transizione epocale dell’attuale situazione internazionale, mettendo in confronto la crisi siriana con quella ucraina, verrebbe proprio da concordare su quanto scriveva Marx nel 18 brumaio di Luigi Bonaparte che la storia si ripete sempre due volte: “la prima come tragedia, la seconda volta come farsa”.
Gli Stati uniti non contenti dei sanguinosi e disastrosi effetti (disastrosi per i loro interessi) delle da loro eterodirette rivoluzioni arabe, con la crisi ucraina stanno infatti cercando di applicare, con altro evidente insuccesso e – per fortuna – almeno per ora nessun altrettanto copioso spargimento di sangue, la stessa strategia del caos, la cui filosofia può essere riassunta nel seguente modo: Continua a leggere →
La Francia, dopo aver aderito completamente alla linea americana di sospensione dei lavori preparatori del G8 di giugno a Sochi ed annunziato che non intende partecipare, si è contemporaneamente offerta per una mediazione.
Insomma anche in questa vicenda, sembra che il Presidente Francois Hollande cerchi di tenere il piede in due scarpe.
La sola mediazione suscettibile di qualche chance di riuscita è quella di Julia Timoschenko che essendo riuscita a completare il mandato con una buona dose di ambiguità, gode della sfiducia di entrambi i contendenti reali ( USA e Russia). Continua a leggere →
Ora che la polvere si sta posando sulla Piazza Maidan di Kiev e sulla scrivania di Eugenij Yanuschenko, vediamo che i problemi che hanno provocato la crisi restano intatti per chiunque vada a governare quel paese.
L’Ucraina non può fare a meno di una larga collaborazione con la Russia e l’U.E. non è in grado di dare un aiuto sostanziale senza provocare una ribellione tra i 28 paesi della Unione e tra i 18 paesi dell’eurozona monetaria.
I miti lanciati dalla disinformazione stanno per affiorare e scopriremo che non è vero che l’Ucraina vuole andare in Europa: sono gli ucraini che vogliono poter emigrare e lasciare un paese povero e senza speranza , roso dalla corruzione, arretrato nella mentalità e dotato di industrie obsolete e improduttive, con una classe dirigente penosa. Insomma, una Italia in piccolo. Continua a leggere →
in questa intervista Antonio de Martini spiega la doppia valenza del licenziamento di Bandar Bin Sultan dalla direzione dei servizi segreti.
Sgradito agli USA per eccesso di zelo e ai cugini della casa reale per ragioni dinastiche legate alla imminente successione.in Arabia Saudita. Si schiarisce il cielo del Libano e del Levante. La guerra di Siria va verso la sordina. Per maggiori dettagli vedi http://corrieredellacollera.com di tre giorni fa e altri articoli alla voce Bandar Ben Sultan.
Il 30 settembre 2011 entravano in vigore i decreti attuativi del progetto CFC (Casablanca Finance City) con cui il Marocco ha iniziato a fare la concorrenza a Dubai ed a Mauritius.
Il cammino è lungo e l’Italia è invitata a partecipare. Le franchigie fiscali sono approvate e ci sono già una decina di accordi fiscali con stati africani per evitare la doppia imposizione. L’Italia è a tre ore d’aereo.
Riguardo la presente crisi economica che ha colpito il mondo retto dal “Washington consesus”, un elemento accomuna tutte le analisi siano di matrice neoliberista o neokeynesiana o più di destra o più di sinistra per le politiche sociali da adottare: la più completa e totale assenza di un pur minimo inquadramento geopolitico. Continua a leggere →
Per poco il Libano non ha strappato al Belgio il primo posto in classifica per la crisi ministeriale più lunga di questa epoca.
Un onesto secondo piazzamento è però pienamente meritato. Nasce così il governo presieduto da Tamam Salam, uomo mite e destinato a passare alla storia come quello che alla fine è riuscito a mettere seduti al tavolo del Consiglio avversari ostinati del calibro di Hariri figlio e di Hezbollah che in questo momento continua a combattere a Yarmouk alla frontiera siriana conto i ribelli. Tutti hanno convenuto di rinviare le attribuzioni delle zone di ricerca idrocarburi a momenti più sereni. Continua a leggere →
Un’aereo delle Ethiopian Airlines della linea Addis Abeba Roma è stato dirottato dal secondo pilota su Ginevra. Non sono ancora note le ragioni del dirottamento, ma è stato chiarito che si tratta di una richiesta di asilo politico. Continua a leggere →
A seguito della primavera – in realtà inverno – di tre anni fa, la Tunisia che, negli anni precedenti, era riuscita faticosamente ad avere una qualifica di credito sovrano BB- e aveva anche ottenuto di togliere il segno negativo, lo scorso anno una ispezione della Standard &Poor’s era scesa di due gradini arrivata a B, con outlook negativo. Continua a leggere →
Ho maturato il convincimento che alcuni circoli politici degli Stati Uniti che insidiano Barak Obama abbiano ormai deciso che tra i due avversari principali ( Russia e Cina) , quello da abbattere per primo – e presto – sia la Russia e desiderano farlo partendo dal teatro europeo e usando le armi che i russi padroneggiano meno e loro al meglio: la moneta e i Media.
In tre post consecutivi spiegherò su cosa fondo questa mia analisi e perché l’Europa, a rigore anche la sola Italia , debbano restare fuori dal conflitto, sia che assuma forma di “guerra senza limiti“, sia che volga allo confronto militare diretto o indiretto, come guerra civile vecchia maniera, in Ucraina o in Moldova. O entrambe. Continua a leggere →