Archivi delle etichette: Adam Smith

14 LUGLIO 1789.LA RIVOLUZIONE IN UN SAGGIO DI BENIAMINO DI MARTINO. CI SPIEGA PERCHÉ, ANCHE OGGI, IL PEGGIO E’ PREFERIBILE ALL’IMMOBILISMO.

La Geopolitica non c’entra, ma la narrativa della rivoluzione francese contiene alcuni insegnamenti utilissimi oggi specie per l’Italia.  L’autore dimostra che la rivoluzione francese è stata molto sopravvalutata nei risultati e sottovalutata nei delitti. Essendo un reazionario, ma non un conservatore, sono molto d’accordo con l’autore di questo bellissimo libro.. Continua a leggere

I CANDIDATI A CAPO DEL PENTAGONO. IL PRESCELTO CI DIRÁ QUALE POLITICA SEGUIRÀ OBAMA. di Antonio de Martini

I politici o professori che accettano di lasciare i propri incarichi per partecipare a una attività di governo, vogliono tutti servire per due mandati presidenziali ( otto anni).
È il tempo giudicato sufficiente per crearsi una agenda di relazioni top, tali da assicurarsi un futuro di successo una volta restituiti alla vita normale.
In America sarebbe impensabile un uomo, poniamo, di Prodi che resti in servizio con Berlusconi o Renzi o avventizi che diventino stabili.
La democrazia in America è precarietà. Continua a leggere

DOPO 307 ANNI LA SCOZIA VUOLE L’INDIPENDENZA CON UN REFERENDUM CHE SI TERRÀ IL 18 SETTEMBRE. SCELTA EMOTIVA CON CUI L’INGHILTERRA RISCHIA IL TUTTO PER TUTTO. di Antonio de Martini

Altro che Giarabub ! La fine dell’Inghilterra è iniziata non appena giunta al suo apogeo , con la guerra Anglo-Boera.
Alfred Millner, governatore del Sud Africa ed imperialista convinto e che ritroveremo protagonista della prima guerra mondiale, promosse lo scontro per consentire all’impero inglese di impossessarsi delle immense ricchezze minerarie da poco trovate in territorio Boero.

Continua a leggere

PER CAPIRE L’ECONOMIA INTERNAZIONALE LEGGETE VON CLAUSEWITZ e PER CAPIRE LA GEOPOLITICA OCCORRE LEGGERE ADAM SMITH di Massimo Morigi

Riguardo la presente crisi economica che ha colpito il mondo retto dal “Washington consesus”, un elemento accomuna tutte le analisi siano di matrice neoliberista o neokeynesiana o più di destra o più di sinistra per le politiche sociali da adottare: la più completa e totale assenza di un pur minimo inquadramento geopolitico. Continua a leggere

DALL’ESODO DEI CAPITALI A QUELLO DELLE PERSONE?MENTRE LO SPREAD SALE E SCENDE, IL SOLO RIMEDIO ALLA INCERTEZZA E’ CERCARE LAVORO E STABILITA’ DOVE LE SI TROVA. di Antonio de Martini

La globalizzazione e il mercato unico sono già’ stati realizzati negli USA e , più in piccolo, in Germania, quando si unifico’ con Bismarck.
Forse potremmo trarne qualche ammaestramento valido per il futuro che ci aspetta.
La moneta unica ha creato un mercato unito e , di conseguenza, un unico mercato del lavoro.
La libera circolazione di capitali infatti, comporta anche la libera circolazione delle persone.
I due fenomeni sono tanto naturalmente connessi che sono contemplati dallo stesso articolo del trattato di Roma ( l’art.106).
Quando questo fenomeno assume le dimensioni che ultimamente abbiamo visto applicate nel nostro continente e si trasmette alle persone, dobbiamo ammettere che il bel concetto di libera circolazione delle persone, compie anch’esso un salto di quantità’ e assume il nome il volto della emigrazione di massa verso le zone in cui ci sono capitali e quindi lavoro.
Lo stesso fenomeno migratorio può accadere a un giovane che voglia sfuggire al debito, mettiamo, irlandese che decide di emigrare in Sud Africa o in Australia.
Abbiamo tutti visto , al cinema, il fenomeno delle città’ fantasma negli USA, abbandonate per l’esaurirsi di una miniera o il fallimento di una industria con cui la città’ si immedesimava.
Abbiamo tutti studiato( o no?) che al colmo della decadenza, Roma si ridusse a un villaggio di trentamila abitanti.
Stiamo assistendo in queste settimane a un fenomeno migratorio anche dal Vicino Oriente verso le Americhe sia da parte di Cristiani arabi che di Ebrei israeliani, al punto che i patriarchi d’Oriente hanno lanciato un solenne grido di allarme e il governo israeliano ha investito in una campagna pubblicitaria TV – considerata razzista persino dalla comunità’ israelita USA – mirante a convincere al ritorno in Patria gli israeliani che sono emigrati ( oltre mezzo milione cioè il 6% della popolazione!) e a non sposarsi con ebrei americani pena la “perdita della identità.”
Siamo pronti , qui in Europa e in Italia in particolare, ad accettare l’ingigantirsi di questo fenomeno che finora si e’ verificato solo in piccoli borghi dell’Appennino abruzzese o in villaggetti della Sila?
L’insicurezza sta spingendo uomini e capitali verso il paese che ha il debito corrente più alto del mondo, ma istituzioni forti e ordinate: gli Stati Uniti.
Se il governo dei professori non prenderà decisioni immediate su piani di sviluppo dell’economia, se non riducono la disoccupazione, l’essere in grado di fare le bucce ai passati governi, o distinguere se il debito e’ nato dal settore pubblico ( che ha speso) o quello privato( che evade), non risolvera’ il problema.
La ricchezza e’ in funzione della velocità di circolazione della moneta ( Adam Smith 1776) , ma in tutte le decisioni del Consiglio dei Ministri presieduto dal professor Monti non vedo traccia di velocizzazione. Anzi.
Se il vertice europeo non ci porterà un piano di sviluppo e crescita immediata o quasi, somiglierà – come il governo dei nostri professori- a quei teologi che discettavano a Costantinopoli se le donne avessero o meno l’anima, mentre attorno alle mura premevano le orde asiatiche che li avrebbero soggiogati di li a poco.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: