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LA BATTAGLIA DI SIRIA  E QUELLA DI SANREMO SI ASSOMIGLIANO. NON FINIRANNO MAI.  di ANTONIO de Martini

Quando una corazzata della comunicazione decide di imporre un argomento all’ordine del giorno, sottrarsi è illusorio, ma sarebbe salutare .

Zbigniew Brezinsky, indimenticato consigliere del presidente Carter ( normalizzazione con la Cina, trattato SALT II), fu l’ultimo politologo americano a dire una verità sociologica:” l’America è una potenza egemone nel mondo perché produce l’86% delle comunicazioni mondiali “. I suoi successori preferirono approfittarne anziché investire sulla fiducia.

La RAI in Italia ha lo stesso impatto.

Impone il festival di Sanremo a inizio d’anno trattando l’argomento anche nelle rubriche di medicina o nel meteo ogni giorno. Diffonde polemiche e polemichette miranti a far parlare dell’argomento: ha scoperto che  essere a favore o contro non ha nessuna importanza. Lo avevano scoperto gli inglesi già un paio di secoli fa  e ormai è diventato un ” cultural heritage” ( il paese con meno giacimenti culturali al mondo fornisce l’idioma! È come se il linguaggio  della musica  classica e d’opera, invece d’essere italiano fosse in urdu) .

Più se ne parla male, più si fa il loro gioco, dando l’illusione di vivere in regime di libertà, mentre il fulcro consiste nel decidere di cosa si parla, non di quel che si dice.               Questa è oggi l’essenza del potere che ha svuotato di  ogni contenuto il concetto di democrazia.

Se leggiamo il New York Times o se parliamo dei loro argomenti, hanno già vinto.

Se invece parliamo dei nostri temi politici, culturali ed economici, li sconfiggiamo.  Bisogna boicottarli ignorandoli.

Dett questo, ecco rivelato il segreto della vittoria di Bashar el Assad.  Non ha mai parlato con loro da quando ha affrontato il calvario siriano e , incredibile per gli italiani, la popolazione lo ha seguito a mano a mano che si è resa conto della disinvoltura etica e politica dei ” Campioni della liberta”

Aleppo , che mai era stata abbandonata, viene ad essere ripresa nella zona che i ribelli avevano occupato di sorpresa a colpi di autocarri carichi di esplosivi, equivalenti a Bombe da trenta tonnellate. Dopo cinque anni di saggia guerra da poveri, i siriani battono i mercenari USA e i loro caudatari.

Le minacce di intervento dell’Arabia saudita sono ridicole, geograficamente insensate e politicamente grottesche: nello scontro nel nord Yemen contro la tribu Houti, l’Arabia saudita ha manifestamente avuto la peggio. Sobbarcarsi un conflitto con uno stato organizzato, per fiaccato che sia, sarebbe un suicidio per questa accolita di beduini parvenus.  La sola forza militare araba in grado di essere un game changer, è l’Egitto e questo, ad onta delle pressioni mondiali sorte con la vicenda del morto italiano, non ha ceduto.  Non interviene. Idem la Giordania e gli emirati.

La Turchia ha ripetutamente affermato che sarebbe entrata in una fase di guerra calda solo dopo le boots on the ground degli USA.

Il governo americano non se la sente di fare una guerra contro un paese che ha mostrato di avere un esercito coeso, alleati leali e crediti illimitati per sostenere lo sforzo bellico. L’esercito USA ha un 40% di reduci che hanno chiesto di vedersi riconosciuta l’invalidità , una percentuale di suicidi da Guinness dei primati e un segretario alla Difesa più interessato agli appalti – di cui è un vero esperto- piuttosto che alla strategia.

Se credevano di avere di fronte un altro  Manuel Noriega e un altro Panama, hanno avuto ampiamente modo di ricredersi.                                                                                                               La Francia e l’Inghilterra hanno morso la polvere a casa loro – paradossalmente per mano dei loro alleati dell’ISIS-Daesch  – e non sono ansiose di scendere in campo.                          La Germania, segnale pessimo tra tutti, tace disapprovando implicitamente e guarda a est con ansia crescente.

 Laurent Fabius, dopo il ruolo di suocera di Rouhani, ha abdicato e lasciato il Quai d’Orsay per dare spazio al mega contratto di 108 Airbus  che può decidere delle sorti di una generazione di francesi.                                                                                                                      L’Italia è alle prese con il sogno di amore di  Nicki Vendola che frigge al Senato in attesa di indossare il sospirato velo nunziale. .

Sul piano della comunicazione invece, gli USA sembrano vittoriosi, l’accordo di Monaco, una cosa seria e John Kerry un diplomatico di alto bordo.

In realtà ha già annunziato più volte la fine del conflitto nei termini da lui desiderache fare? Smettere di leggere i media fino a che questi non impareranno a leggere i fatti invece delle veline del Dipartimento di Stato USA.

La Brookings, 30.000 analisti USA pagati da questa poderosa istituzione,  ha prodotto sei documenti con ipotesi di controllo della situazione in Siria e nei dintorni con ragionamenti che sarebbero da barzelletta se non trattassero di guerra e morti.

Non hanno tenuto conto nemmeno ipoteticamente di ritirarsi in buon ordine fino a che sono in tempo. Vanno incontro alla fine come Crasso contro i parti. Per avidità e faranno la stessa fine.

Se oseranno – e non oseranno – scendere in campo anche attraverso qualche stato vassallo la guerra diventerà endemica, ma non potranno ne vincerla e  nemmeno combatterla all’arma bianca come avverrà.                                                                                                                       Hanno orrore del sangue. Il loro.

 

 

 

 

 

 

Ordini e contrordini nella strategia militare americana. Confusione mentale, ambiguità voluta o impostazione futuribile?  di Antonio de Martini

Una vecchia battuta da caserma  dei  miei tempi spiegava la presenza di due posti sulle indimenticate moto Guzzi, usate dai portaordini, con la necessità , molto militare e savoiarda,  di far viaggiare in contemporanea l’ordine e il contrordine.

Il bilancio della difesa USA ha le stesse caratteristiche umorali della  nostra vecchia vita di guarnigionr, con la differenza che questo moto ondivago viene applicata alla grande strategia e quindi alla sorte di gran parte della umanità, tra cui gli alleati NATO e di conseguenza all’Italia, patria nostra, già barcollante per suo conto per insipienza dirigenziale. Continua a leggere

LA GUERRA ALL’ ISIS SIRIANO NASCE DALLE UNIVERSITÀ . 200 DOCENTI FIRMANO UN APPELLO PER DARE LA CITTADINANZA DI ROMA A KHALED EL ASSAD ( sovrintendente di Palmyra)

ESCLUSIVO: IL COMUNICATO E LE FIRME GIA’ RACCOLTE CHE SARANNO PORTATE AL PREFETTO. 

 

 DUECENTO  OPERATORI UNIVERSITARI DI ARCHEOLOGIA, STORIA DELL’ARTE ED ORIENTALISTI DOCENTI UNIVERSITARI HANNO RACCOLTO LE LORO FIRME PER CONFERIRE LA CITTADINANZA DI ROMA A KHALED EL ASSAD, GIÀ SOVRINTENDENTE ALLE ANTICHITÀ DI PALMIRA (TADMOR) SACRIFICATOSI PER DIFENDERE IL PATRIMONIO CULTURALE CHE ROMA HA LASCIATO AL MONDO.

CHI E’ KHALED EL ASSAD: un uomo che dopo aver dedicato l’ intera vita alla conservazione del patrimonio archeologico della città di Palmira, in Siria, benché in pensione e debilitato dall’età, appreso dell’approssimarsi di una banda di predoni intenzionati a impadronirsi delle opere d’arte facilmente asportabili per metterle in vendita sui mercati occidentali,  con il solo aiuto di un familiare, nascose i reperti e mise in salvo la famiglia, restando al suo posto ad affrontare l’ira dei malfattori a testimonianza della impotenza della furia distruttrice di fronte alla serenità di coscienza.

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ISRAELE (E STATI UNITI ?) PREPARANO L’APARTHEID IN PALESTINA. di Antonio de martini

In questo ultimo periodo di tempo, mi sono dedicato a studiare la comunicazione politica su Facebook, limitata alle questioni di politica estera che sono il campo di intervento che ho scelto.

Ho immediatamente notato un gran numero di “nuovi esperti” di politica internazionale che infestavano il web ( sia in inglese che in italiano) con considerazioni che andavano dal razzismo spicciolo ( maledetti immigrati) alle più sofisticate considerazioni ( ineluttabilità dello scontro di civiltà) che delle previsioni proclamate in tono apodittico ( a M:  segna ) circa l’impossibilità di compenetrazione tra l’Islam e la nostra civiltà ( non dicono mai cristiana).

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IRAN: RIPRESA DEI RAPPORTI COMMERCIALI CON L’ITALIA

Federica Mogherini ha fatto ieri una dichiarazione importante anche ai fini della ripresa economica italiana.

La normalizzazione ( e quindi lo scongelamento dei beni) con l’Iran è ormai questione di poco.Noi italiani stati il primo fornitore di beni e servizi dell’Iran per lunghi anni e abbiamo tutte  le carte in regola per tornare al nostro posto. Continua a leggere

IL CONFLITTO PER MOTIVI RELIGIOSI E’ UN PRETESTO IN ORIENTE E UNA REALTA’ IN OCCIDENTE di Antonio de Martini

Pochi ricordano in questi giorni che il conflitto armato tra Iran e Irak durò ben otto anni, ma nessuno si sognò di qualificarlo come scontro tra sunniti ( al potere in Irak) e sciiti ( al potere in Iran). 

Era uno scontro armato ( ha provocato oltre un milione e mezzo di morti) voluto per ragioni geopolitiche dagli Stati Uniti, favoriti in questo da Saddam Hussein che – come tutti gli ingenui – credeva di acquisire meriti e gratitudine dall’amministrazione USA compiacendola a spese dei compatrioti. Continua a leggere

LA PRIMA VITTIMA NELLA GUERRA AL GLOBAL WARMING È LA VERITÀ    di Luigi Mariani

Un vecchio adagio sentenzia che la prima vittima delle guerre è la verità, cui immancabilmente si sostituisce la propaganda e la demagogia. Gli esempi al riguardo sono innumerevoli e molti si ritrovano nello splendido libro di Jonathan Glover, docente di Etica al King’s college di Londra che ha per titolo “Humanity – Storia morale del XX secolo”. Continua a leggere

GEOPOLITICA E CLIMA.   di Luigi Mariani

Nullius in Verba, ovvero, Riflessioni sul Clima a Margine della COP21Luigi Mariani

Mercoledì 9 dicembre 2015

 

Nei giorni scorsi, anche a seguito del deludente appello sottoscritto da 12 società scientifiche italiane (qui per i lettori di CM) sono stato sollecitato da alcuni amici (Uberto Crescenti, Sergio Pinna e altri) a redigere la bozza di una sorta di “Appello alla ragione” volto a contrastate l’alluvione catastrofista che si sta verificando a margine delle trattative COP21 in corso a Parigi. Continua a leggere

COSA SERVE PER BATTERE L’ISIS- DAESCH di Antonio de Martini 

Un convegno della Fondazione Ducci – un ex diplomatico-  tenutosi venerdì  al centro culturale della Moschea di Roma, ha visto confrontarsi due politici arabi e due inglesi , uno dei quali vestiva l’abito talare e parlava a nome del Vaticano.

Gli arabi, Mohammed Alaikah, già vice primo ministro Giordano e Mohammed Benaissa , ex ministro degli esteri marocchino, hanno presentato le loro tesi in maniera piana e chiara spiegando  che lo Stato del Califfato  islamico ” non è religioso, non è un Califfato e non è uno stato”. Tutto vero. Sono, come ho sempre detto io, una banda di assassini.

Benaissa in un eccellente italiano – ma più politico- ha parlato di responsabilità europee, di mancate promesse e di responsabili della guerra di Siria pur senza fare nomi.

Il prete, Richard Gallagher, sembra  essere segretario per i rapporti con gli stati ( dal 2014) del Vaticano, ha esordito sostenendo che l’accordo Sykes-Picot  non era stato concluso in segreto (!) per poi spezzare una lancia in favore dei cristiani come se si trattasse della persecuzione di Nerone. Poi considerazioni di carattere religioso inutili in quella sede. Non ho capito la rilevanza della segretezza o meno dell’acc0rdo Sykes-Picot ( che pronunziava in modo errato).

Uno dei responsabili arabi gli ha fatto notare che i cristiani avevano pagato un prezzo in quanto arabi, non in quanto cristiani ne più ne meno degli altri conterranei, il che è corretto. Il contrario è la versione del daesch. Continua a leggere

 GUERRA IN YEMEN: SI CHIUDE IL SIPARIO MILITARE, MENTRE ENTRANO IN SCENA PERSINO MERCENARI COLOMBIANI ! di Antonio de Martini

Anche l’Arabia Saudita sembra sul punto di ridurre il proprio impegno militare ad onta dell’arrivo recentissimo di 19.000 ” bombe intelligenti” proprio nei giorni scorsi. O forse proprio per quello. Continua a leggere