IL CONFLITTO PER MOTIVI RELIGIOSI E’ UN PRETESTO IN ORIENTE E UNA REALTA’ IN OCCIDENTE di Antonio de Martini

Pochi ricordano in questi giorni che il conflitto armato tra Iran e Irak durò ben otto anni, ma nessuno si sognò di qualificarlo come scontro tra sunniti ( al potere in Irak) e sciiti ( al potere in Iran). 

Era uno scontro armato ( ha provocato oltre un milione e mezzo di morti) voluto per ragioni geopolitiche dagli Stati Uniti, favoriti in questo da Saddam Hussein che – come tutti gli ingenui – credeva di acquisire meriti e gratitudine dall’amministrazione USA compiacendola a spese dei compatrioti.

Uno dei paesi beneficiari del massacro fu l’Italia che rifornì entrambi i contendenti  anche di armi ( ricorderete lo scandalo BNL  di Atlanta (Georgia) dove transitarono armi per quattro miliardi di dollari  di finanziamenti all’Irak sotto il vigile sguardo del Presidente Nerio Nesi (poi candidato al Parlamento nel  partito della Rifondazione Comunista) e del neo trasferito- all’epoca-  funzionario a BNL USA, figlio dell’allora Governatore della Banca d’Italia Ciampi).

Nella mia pagina Facebook di stamani ( 5 gennaio 2016) ho pubblicato – attingendo a Wikileaks-  il rapporto del Political Officer  ( nel testo polOff) dell’Ambasciata USA in Arabia Saudita in cui lo Sceicco Nimri badr al Nimri in un colloquio riservato del 2008 dichiarava  che tutte le divergenze religiose  “ sono pretesti di tutte le  potenze politiche – Iran  incluso- che operano unicamente per motivi di interesse”.

Credo che questi due esempi  bastino a inquadrare come strumentale  il can can che si fa attorno a questioni teologiche islamiche di cui nessuno sa nulla.

Se non bastasse, possiamo sempre risalire alla prima guerra mondiale in cui una potenza sunnita ( all’epoca anche religiosa detenendo il Sultano anche il Califfato ) , la Turchia, ha combattuto contro gli arabi sunniti e wahabiti della penisola , assieme a una potenza  cristiana oppure possiamo  arrivare ai giorni nostri in cui in Libia sunniti scannano altri sunniti. Come in Egitto.

L’interpretazione religiosa che viene data dai media occidentali ha una sola provenienza: la signora Rita Katz, cittadina USA ( ex cittadina irachena ) che ebbe il padre impiccato in Irak per spionaggio a favore di Israele e che lei in una intervista al supplemento settimanale del Corriere della sera descrisse spicciativamente come “impiccato da Saddam Hussein”, quando all’epoca il povero Saddam era un quadro di partito dio terza fila e si occupava di riforma agraria.

Questa signora sembra essersi accaparrata l’esclusiva delle comunicazioni Twitter dell’ISIS-ISIL-Daesch  e fornisce di fatto strategia e contenuti allo scomposto agitarsi del banditi che infestano attualmente l’area siro-irachena in cerca di preda.

Per i dettagli su questa erinni vedasi il mio post del 26 marzo 2015 ( deteriorati i rapporti tra USA e Israele ecc.) e

La posta in gioco è la stessa che l’Inghilterra cercò di assicurarsi nel 1919, in forma diretta, ossia la zona petrolifera di Mossul e Kirkuk , ambizione frustrata dalla reazione di ATATURK che si impossessò, armi alla mano del territorio, massacrando la minoranza cattolica locale e stracciando il trattato di Sévres.

Oggi Erdogan è l’emulo di Ataturk e gli inglesi hanno fallito nuovamente  nel loro scopo e non stanno riuscendo nemmeno in Libia dove hanno l’illusione di poter restaurare la monarchia e appoggiano il generale Haidar, un famiglio di Gheddafi già sconfitto in Chad..

A proposito di inglesi, la sola guerra di religione del secolo scorso è stata la guerra di Irlanda durata oltre venti anni tra protestanti e cattolici.

Cessata la fase calda, la guerra interna alla cristianità è ripresa con mezzi più politici, ha coinvolto anche gli evangelisti statunitensi, si è prima  sviluppata con la campagna antipedofilia contro il clero cattolico USA e UK ( ma ha finito per coinvolgere anche protestanti e clero, specie inglese,  e una commissione d’inchiesta – presieduta da Teresa May – è  ancora in corso in Inghilterra con risultati raccapriccianti per quantità e qualità dei reati), è poi continuata con una guerra economica – strumentalizzata anche dall’interno del Vaticano –  di cui le ultime battute note sono le dimissioni di Papa Benedetto XVI e un’oscuro non chiarito strascico di Vatileaks di qualche settimana fa.

A questa offensiva, il nuovo Papa Francesco sta tentando di unire le forze con gli ortodossi ( 300 milioni nel mondo)e con questi attaccare non solo in Africa e Sud America, ma anche negli USA sul piano della politica  mediorientale, dove la posta in palio non è la Siria ( o non è solo la Siria), ma l’influenza cattolico-ortodossa congiunta negli Stati Uniti.

La “guerra religiosa di Occidente” continua insistente e subdola e ne fa fede un lungo articolo di IAN MORRIS pubblicato dall’Agenzia di intelligence Stratfor dal Titolo “Geopolitica del Natale ” in cui l’articolista mischia il Natale cattolico  con Santa Claus e  il soft power degli USA ( che ammette come inefficace), esalta la tradizione dell’albero di Natale e con questo ed altri argomenti cerca di portare al Nord anche questa tradizione mediterranea e cattolica.

Di questo parleremo la prossima volta, perché richiede una confutazione articolata e lunghetta.

 

 

 

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Commenti

  • marco v.  On gennaio 5, 2016 at 12:42 pm

    Grande AdM, grazie per i Suoi articoli, si leggono via come l’acqua. Ha per caso pubblicato qualche libro?

    • antoniochedice  On gennaio 5, 2016 at 1:17 pm

      Se mi promette che lo compra, lo scrivo…
      Ci sto pensando, ma comincio a credere d’essere troppo pigro.

  • luigiza  On gennaio 5, 2016 at 1:58 pm

    la guerra interna alla cristianità è ripresa con mezzi più politici, ha coinvolto anche gli evangelisti statunitensi, si è prima sviluppata con la campagna antipedofilia contro il clero cattolico USA e UK ..

    Campagna che andrebbe trasformata in guerra santa e quindi senza quartiere perchè affermare che il clero cattolico ed USA (e pure europeo) difende la cristianità o peggio che la incarni é una bestemmia.
    Parere personale ovviamente.

    • antoniochedice  On gennaio 5, 2016 at 2:38 pm

      Come al solito Luigiza non afferra o finge di non afferrare.
      La guerra di cui ho scritto in questo post è guerra TRA Cristiani non dei cristiani.

      • luigiza  On gennaio 7, 2016 at 5:40 pm

        Sig. Antonio ho capito perfettamente cosa Lei afferma e credo che abbia ben individuato i due contendenti nel campo che viene definito cristiano..
        Personalmende però credo che la massoneria abbia fatto un ottimo lavoro negli ultimi secoli perchè ha dato dignità e libertà agli umili e sottomessi, la qual cosa é avvenuta non grazie a, come sosteneva qualcuno recentemente canonizzato, ma nonstante il.
        Purtroppo quando la libertà é in certi casi degenerata in licenza non ha saputo mettervi argine, cosa che invece riuscirebbe bene all’altra parte avendone gli strumenti.
        I due invece di collaborare si beccano come i capponi di Renzo ed il vero guaio é che son degenerati entrambi.
        Ed è per questo che abbiamo una risorgenza del terzo incomodo.

      • antoniochedice  On gennaio 7, 2016 at 5:47 pm

        Interessante l’equazione massoneria= protestantesimo.
        Meno calzante l’attribuire la qualifica di ” terzo incomodo” a qualche migliaio di smandrappati che basterei io a mettere a posto.

  • antoniochedice  On marzo 9, 2017 at 7:51 am

    L’ha ribloggato su IL CORRIERE DELLA COLLERAe ha commentato:

    La scusa religiosa non regge più !

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