LA GEOPOLITICA DELLA CHIESA CATTOLICA E I SUOI PROTAGONISTI. CONTRO I PROVOCATORI. di Antonio de Martini

 

BONIFICARE LA GEOPOLITICA NEL WEB: L’ANTEFATTO

Nei giorni scorsi sono inciampato per caso in un articolo in lingua inglese  ( ma con indicazione su come andare alla traduzione americana, francese, italiana, spagnola e  russa, edita da un autodefinitosi “Think Tank” a nome Katheon , scritto da un  anonimo con pretesa di filosofeggiare e con un titolo ” some remarks on the geopolitics of the Catholic Church“, infarcito di scemenze che un tempo si sarebbero somministrate solo alle sartine, come “l’imminente fine della Chiesa cattolica ” e ” questo è l’ultimo Papa secondo la profezia di Malachia”.

seguono informazioni ( meglio disinformazioni) sul “think tank” che dichiara interesse per i paesi BRICS e la SCO e su come la Chiesa cattolica sia alla pari con i protestanti nella conquista delle anime dell’Africa subsahariana, nonchè una serie di altre amene considerazioni offerte con una malignità tipica  di persone dalla sessualità contorta, spacciata per filosofia e con un approccio ala multipolarità giusto per poter dare alla Russia la responsabilità di queste frasi confuse e passare alla cassa.

POLIGLOTTI, FINANZIATI E ANONIMI

Il fatto che sia ben finanziato è dimostrato da dieci articoli dieci tutti denigratori verso il Papa e il cattolicesimo nella strisciata Facebook che segue immediatamente l’alato discorso del danaroso anonimo.

Fino a che  questo provocatore spaccia  agli ingenui le sue pseudofilosofie nazional-bolsceviche, sono affari che riguardano lui e i suoi accoliti, ma quando, facendo finta del contrario, sostiene tesi care care agli evangelisti americani e le gabella per geopolitica, allora mi arrabbio e gli do il fatto suo, specie se finge di essere a favore di tesi politiche a me care.

Internet deve essere bonificata da soggetti come questo e i giovani messi in guardia: la maggior parte dei fondi dei servizi segreti finisce in tasche molto simili a quelle di questi agenti provocatori che fanno le finte vergini idealiste per impedire il coalizzarsi di movimenti fondati su realtà che potrebbero essere costruttive ma pericolose per il potere esistente. 

Fatta questa precisazione passo a illustrare la vera geopolitica della chiesa cattolica che è a tutt’oggi il solo argine  contro il prepotere globale delle forze oscure degli Stati Uniti, come i fatti di Siria dimostrano quotidianamente.

” Sulla mia pagina Facebook ho illustrato periodicamente delle statistiche del Pew research Center, un centro di ricerca statistica molto americano e molto protestante che fa del suo meglio per sembrare imparziale, ma non sempre ci riesce.

Spesso, nelle ricerche a livello mondiale “salta ” paesi troppo distanti dalle tesi predilette, omette di focalizzarsi sui fenomeni sgraditi ed esalta la riuscita protestante specie in America latina e masturba i dati di altre minoranze religiose per quadrare i conti.

Chi sa leggere i numeri non ci casca, ma le apparenze sono spesso salve agli occhi non esperti.

Non potendo fare indagini statistiche a livello mondiale, sono costretto ad accontentarmi e a correggere alcune interpretazioni. Adesso introdurrò qualche altra fonte, anche se non esente da pecche. Qualche volta due bugiardi fanno intuire la verità sostanziale.

I CONTENUTI DELLA GEOPOLITICA

Parlando di geopolitica, eliminiamo ogni considerazione di tipo religioso o, addirittura, profetico.  All’inizio del secolo XX, in un’Africa con cento milioni di abitanti e dieci di cattolici, nessuno avrebbe mai immaginato all’inizio del XXI secolo un’Africa con un miliardo di abitanti e il 55% di cattolici. Mettiamo quindi da parte Malachia, Fatima e Teresina dei baracconi per esaminare la realtà, cominciando dal post che ho pubblicato stamattina  su questo blog e dalla pagina FB mia nella quale pubblico ( ieri e oggi) dei dati statistici interessanti ai fini della comprensione .

Una seconda considerazione politica introduttiva: se la Chiesa cattolica – lo dico io che sono acattolico e mangiapreti – non avesse un peso geopolitico importante, l’Economist di questa settimana non avrebbe dedicato ad essa i tre principali articoli (occhiello: Christianity and Church attendance. titolo:THE FUTURE OF THE WORLD’S MOST POPULAR RELIGION IS AFRICAN)) il secondo articolo pubblicizzato sul web è ” THE CENTRE OF CHRISTIANITY” sul tema illustrato nel sottotitolo ” Where is the centre of modern-day Christianity”. Il terzo ha come occhiello: Europe Charlemagne and the Pope. titolo: A NON EUROPEAN POPE IS HAILED AS THE GREATEST EUROPEAN.ecc.

E anche questa sincronia tra il “filosofo” Euroasiatico e L‘Economist dovrebbe far riflettere chi è ansioso di capire il mondo e una occhiata a date e titoli del Pew research center degli ultimi mesi mostra come la capacità comunicativa di questo Papa abbia sconvolto i piani di molti  che ora lo indicano come l’uomo più popolare del mondo dati alla mano ( nella mia pagina FB di oggi ho pubblicato i risultati di una ricerca in 43 paesi del mondo).

I FATTI ACCLARATI

  1. Il 60% degli abitanti del pianeta vede favorevolmente la figura del Papa e le sue prese di posizione etiche e politiche.
  2. I dati sono incompleti visto che la Siria non è stata “sondata” e non v’è dubbio che la maggioranza si sarebbe schierata a favore del Papa che è la sola voce levatasi a difesa dell’infelice paese. Idem dicasi per l’America Latina dove sono stati “sondati ” solo nove paesi.
  3. I dati dell’European social survey ( ESS) che ha consultato 55.000 europei in 29 paesi ( nel 2012) ci dicono che su 585 milioni di abitanti dell’Eurozona, 190 milioni vanno regolarmente a messa, mentre il 30% si dichiara cattolico. Non è una grande percentuale, ma NON ESISTE NULLA DI MEGLIO.
  4. Certo, in Africa , si nota lo zelo dei neofiti e il 90% dei cattolici va regolarmente a messa ( dati del World Values Survey ( WVS) che ha intervistato 86.000 persone in 60 paesi. Questo dato significa in cifre assolute che 469 milioni di africani vanno regolarmente a messa la domenica. A questi si aggiungono 335 milioni in America Latina
  5. Il centro di gravità del mondo cattolico non è dunque più in Europa, ma la massa di un miliardo di persone che segue i canoni etici del papato non possono essere ignorati da nessuno e comunque non sviliti dai commenti di un bischero a stento seguito dai parenti.
  6. Due altri elementi di forza sono rappresentati dalla rapida crescita demografica dei paesi africani subsahariani ( la più rapida del mondo) e dal grado di povertà che per quanto possa crescere il benessere non raggiungerà nei prossimi anni il livello di ricchezza oltre il quale le persone trascurano la pratica religiosa  come avviene in Europa.
  7. La chiesa anglicana , il maggior latifondista d’Inghilterra, ha chiuso oltre 1700 parrocchie ( il 10% del totale) per mancanza di adepti, il papato ha creato una procedura con speciali dispense per i pastori anglicani che si convertono ed hanno moglie e i 17 milioni di cristiani protestanti  nigeriani stanno migrando altrove per essere stati affidati alle cure di una diocesi statunitense in cui nel 2004 il vescovo era dichiaratamente omosessuale e la successora, una donna dichiaratamente lesbica e  felicemente convivente. La religione è cristiana ma la mentalità è africana e dove , mi si passi la battuta , un frocio resta frocio anche se ricco, vescovo e americano

GLI OBIETTIVI GEOPOLITICI DEL PAPATO GESUITA

A livello planetario gli obiettivi strategici sono quattro: L’Africa, La Cina e  il Vicino Oriente, oltre beninteso al consolidamento nel Nord America.

L’Africa richiede una strategia meno complessa. Si tratta piuttosto di un aspetto concorrenziale con l’Islam che sta segnando punti nel corno d’Africa, mentre nella area subsahariana il cattolicesimo ha un tasso di crescita frenato solo dalla limitazione degli USA agli aiuti che erano più generosi prima dell’Amministrazione di Bush Jr. La “concorrenza” protestante incide meno data la incompatibilità mentale e culturale dei missionari che fatica ad adattarsi all’ambiente.

Nel Vicino Oriente i dati presentati dalla ricerca Pew che ho pubblicato sulla mia pagina FB di oggi, mostrano poco, ma c’è indubbiamente una crescita cristiana ( specie gli ortodossi in Israele provenienti dalla Russia) e le migrazioni tendono ad essere interstatali al medio Oriente con flussi emorragici verso USA, Canada e Australia che mostrano grande interesse a concedere visti e facilitazioni.

Il cardinale Al Rai, patriarca maronita, ha comparato il martirio dei cristiani ( fenomeno sopravvalutato) alla parabola evangelica del chicco di grano che morendo ne crea molti altri, mentre il chicco che si salva al margine del campo non produce frutto e muore.

I maroniti hanno vinto la loro guerra in Libano ( terminata nel 90 con oltre centomila morti), e stanno vincendo la battaglia della ospitalità in Siria, ricevendo e assistendo oltre un milione e mezzo di profughi, oltre ad aver fornito volontari combattenti al governo Assad col quale tutti i seicentomila cristiani di Siria sono schierati e compatti.

Lo scopo ultimo della ostinata difesa nel Levante è legato alle prospettive di ricollegamento con le chiese d’Oriente cui il nuovo Papa mira dal primo giorno del suo insediamento  ed in particolare con gli ortodossi coi quali – sempre in sintonia col cardinale RAI – ha dato inizio alla grande offensiva  comunicazionale sul tema Siria. La sintonia con l’ortodossia greca risale a Paolo VI e si sta ampliando, l’intesa con Mosca verrà e nemmeno tardi.

A queste pressioni   religiose per finire la guerra si sono aggiunte le scelte politiche di Putin che sta tessendo la sua tela anche con Israele e che presto o tardi si renderà conto che può vincere la sua partita politica nel Levante solo se appoggiato congiuntamente da cattolici e ortodossi oltre che da tutto l’ Islam amante della pace e corretto interprete delle istanze religiose dell’Asia.

Lo sfruttamento dell’eventuale successo russo potrà avere significato planetario solo in uno spirito di apertura al mondo e se non vuole cedere sull’alfabeto cirillico o il calendario giuliano, deve farlo sul piano delle intese religiose che a lui non costano. Altro che i nazionalisti da osteria!

La Cina è il grande obiettivo strategico del Papa gesuita che certamente ripercorrerà la via di Matteo Ricci il gesuita che per primo andò in quelle terre. L’ostacolo , di non poco conto, è rappresentato da quella che possiamo chiamare la “lotta per le investiture” come ai tempi di Innocenzo III.

Lo stato esige un clero fedele  specie in questo momento e la Chiesa non può piegarsi in questo momento. La soluzione cui stanno lavorando  porterà un gran numero di nuovi fedeli al cattolicesimo e meno al protestantesimo identificato con gli USA e l’Inghilterra.

D’altronde se il Presidente francese gode da sempre  del privilegio di nomina del Vescovo di Strasburgo, non si vede perché non possa accadere anche per Pechino.

 

 

 

 

 

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Commenti

  • filippo  On dicembre 29, 2015 at 2:54 pm

    scusi, ma non capisco come sia spiegabile la giravolta del vaticano dall’essere quasi “un’arma” Usa con il papa polacco che ha favorito e non poco la dissoluzione del loro più grande nemico, a diventare oggi il principale freno allo strapotere di Washington, quando invece mi pare Bergoglio sia molto benvisto da tutti quelli che hanno sempre odiato la chiesa ( radicali, ecologisti, marxisti , professionisti dell’accoglienza del migrante con poche parole sulle cause delle emigrazioni)

    Spesso si limita a fare la ramanzina ogni tanto a wall street ed agli eccessi della finanza ma con ben poche conseguenze, ovviamente

    • antoniochedice  On dicembre 29, 2015 at 3:41 pm

      Le politiche non assomigliano ai sentimenti umani e non hanno necessità di coerenza alcuna.
      Il Papato Wojitila mirava ad ottenere la libertà religiosa nel suo paese e negli altri paesi dell’est. Si è alleato con chi cercava obiettivi compatibili coi suoi e ci è riuscito.
      Ora Bergoglio vuole evitare di smantellare le posizioni dei cristiani nel M.O. Che sono la culla del cristianesimo e si è alleato con chi ha obbiettivi compatibili coi suoi.
      Il capitalismo di wall street non c’entra nulla. La Chiesa è più capitalista e da più tempo di qualsiasi finanziere anglosassone o giudeo.
      Sta accumulando capitali da oltre duemila anni ( dai tempi di Anania) e non spende per mantenere i fedeli o i ministri del culto…..

  • armstav  On dicembre 29, 2015 at 5:13 pm

    Vaticano strumento per gli altri? io la penso come lei: e’ il contrario! Peccato che molto spesso quell’Entita’ Superiore a cui tutte le religioni fanno riferimento viene usata in modo strumentale se non peggio. Ma cosi’ e’ che si gestisce il potere, ver?!

  • antoniochedice  On giugno 27, 2017 at 5:22 am

    L’ha ribloggato su IL CORRIERE DELLA COLLERA.

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