Archivi Categorie: economia internazionale

UNA GIULIETTA MUSSULMANA DI GRANDE RANGO, UNA INGHILTERRA CHE VUOLE LIBERARSI DELL’ITALIA. UNA STORIA D’AMORE DI CENTO ANNI FA. GEOPOLITICA.

Interrompo per un momento l’annunziata sospensione per inviare ai lettori questa intervista che circola da oggi su you tube.

Si possono imparare concetti di geopolitica anche da una storia d’amore. Questa è la storia di come nacque la rivalità anglo-italiana, di come si sviluppò per anni e di come continua , al punto che i libri di storia attribuiscono la rivolta dell’Irak contro gli inglesi del 1941, ai tedeschi. L’Italia va ignorata a tutti i costi….

 

DOPO ASSAD, IL DILUVIO? L’IMPERO AMERICANO DA CESARE A ROMOLO AUGUSTOLO IN DIECI ANNI. di Antonio de Martini

Tra i tanti commentatori, strateghi, maghi e chiromanti che si occupano della guerra in Siria e della crisi nel vicino e Medio Oriente, mai nessuno che si chieda cosa succederebbe se Bashar el  Assad ed il suo governo dovessero soccombere agli attacchi armati interni ed esterni di cui sono oggetto da oltre quattro anni. Continua a leggere

MIGRANTI: IL CUORE FREDDO DELL’EUROPA NON È IN ISLANDA MA TRA MILANO E VENEZIA.

Dell’Islanda i pochi che hanno ancora cognizioni geografiche, sanno che è una Repubblichetta di 330.000 abitanti e sta a metà strada tra America e paesi scandinavi.

Chi ha seguito la crisi del 2008 sa che il paese intero si è rivoltato contro le banche, lasciandole fallire e si è liberato della propria dirigenza politica sostituendola completamente. Ad onta delle minacce di catastrofi, non è successo niente e il paese si sta riprendendo con una certa serenità.

In sede europea, l’Islanda ha accettato di ricevere 50 migranti siriani in due anni.

SENONCHÈ

Venerdì scorso, Bryndís Björgvinsdóttir, una professoressa che ha acquisito una certa notorietà al suo paese, ha pubblicato una lettera a Eygló Harðar , ministra degli affari sociali.

Il tenore è quello di una lettera privata con richiesta di un permesso di soggiorno per cinque  profughi  siriani in quanto conosce qualcuno disposto a nutrirli e alloggiarli. Lei si è offerta di pagare il trasporto aereo.

A conclusione della lettera ha scritto una fra setta che si è rivelata una bomba.:  ” i giornali dicono che gli islandesi possono pensare di ricevere 50 profughi. Con questi, saranno a 55.” 

Nelle 48 ore successive, 8.600 cittadini islandesi si sono offerti  con  mail e lettere al ministro ( recapito celere ….) di ospitare, nutrire, alloggiare un profugo siriano ” per aiutarlo a svernare”. 

Il Primo ministro è intervenuto nel dibattito ormai pubblico per dichiararsi favorevole ad un cambio della quota/profughi accettata ufficialmente, aggiungendo però che la cifra ventilata di cinquemila gli pareva irrealistica.

Un paese di 330.000 abitanti che tre anni fa ha assorbito 4.000 ( quattromila) abitanti delle vicine  isole Vintsmann colpite da una violenta eruzione,  ha dato  a tutta Europa una lezione di umanità, di intelligenza ( constatazione che i profughi precedenti hanno rappresentato un vantaggio economico per la collettività ), partecipazione politica ( è la prima volta che un governo modifica la propria politica migratoria) e di capacità organizzativa autonoma dalle strutture statali.

Non mi aspetto che quanti hanno glorificato  ” l’Islanda che lascia fallire le banche” glorifichino anche questa scelta di accoglienza di sventurati.  Mi aspetto però che in cuor loro ammettano che le virtù civili che hanno animato gli islandesi in entrambe queste vicende, sono le stesse.

Retroscena e rischi della scoperta italiana del grande giacimento di gas nel Mediterraneo.   Video intervista a Antonio de Martini


 

 

I MOTIVI PER CUI VAROUFAKIS PROPONE DI VOTARE NO AL REFERENDUM GRECO SULLE PROPOSTE EUROPEE ( certo non a mio nome)

Varoufakis wrote on his blog to explain why he and his government ask the citizens to reject the bailout package: Continua a leggere

TUTTO IL LEVANTE MEDITERRANEO STA ATTIZZANDO FUOCO ALL’ EUROPA. SIA ECONOMICA ( GRECIA) CHE POLITICA E MILITARE ( TURCHIA & ISRAELE).  Video 

RIASSUNTO DEL VIDEO ( min 9) 

La Grecia ha indetto un referendum ( da tenersi Domenica) per decidere come rispondere alla commissione europea riguardo all’ultimatum ricevuto: pagare o morire.

Nuove elezioni o un referendum, dovremmo chiederle anche noi sul tema di ” in quale Europa vogliamo vivere”, perché ci sentiamo tutti un pò truffati. Continua a leggere

POCHI ANNI FA LA COMMISSIONE EUROPEA SI DIMISE PER ALCUNE IRREGOLARITÀ AMMINISTRATIVE.  PERCHÉ NON SI DIMETTE ORA PER IL FALLIMENTO DEL NEGOZIATO GRECO E PER AVER TENTATO DI ROVESCIARE IL GOVERNO DI UN PAESE MEMBRO ? 

Cfr: Wikipedia.

“Nel 1995 entrò in carica la Commissione Santer, che continuò a preparare l’introduzione dell’euro e che gestì il Trattato di Amsterdam, che aumentò i poteri della Commissione europea[12]. Tuttavia, nel 1999 l’intera Commissione fu costretta a dimettersi dal Parlamento europeo a causa di accuse di corruzione contro alcuni suoi membri. Si trattò del primo e finora solo caso di dimissioni dell’intera Commissione ad opera del Parlamento, e segnò una svolta importante nel processo di affermazione dell’influenza del Parlamento europeo e dei suoi poteri di controllo sulla Commissione[13].”

IL VERO FATTO NUOVO CHE PUO CAMBIARE LA MAPPA DEL MEDIO ORIENTE È L’ATTENTATO IN KUWAIT. di Antonio de Martini

i nemici del mondo arabo-islamico parlano di “attentati in tre continenti”, come fossero realizzati da una stessa mente e braccio. I banalizzatori provinciali contano i morti della propria provincia come fece il sindaco di Torino a marzo per l’attentato del Bardo..

Gli amici del mondo arabo-islamico fanno notare che gli attentati sono ormai all’ordine del giorno.

Il fatto che invece  produrrà conseguenze geopolitiche è l’attentato alla moschea sciita a Kuwait city, non perché ci siano stati dei morti e nemmeno perché si è trattato di una moschea. Meno che mai perchè si è trattato di un luogo di culto sciita. Continua a leggere

TUNISIA: NUOVO SANGUINOSO ATTENTATO ALLA STAGIONE TURISTICA. SI ACCELERA IL PROGETTO DELLA LEGA ARABA DI COALIZIONE MILITARE CONGIUNTA.

Un attacco nella zona di Port El Kantaoui, ( Tunisia centrale)  zona turistica di massa costruita , come numerosi altri insediamenti, non in zona abitata dai locali.

L’attacco in spiaggia da parte di un isolato – forse una diversione- ha fatto numerosi morti e feriti, mentre l’attacco principale condotto da un gruppo di fuoco e mirante ad insediarsi in un albergo vicino, è fallito.

Probabilmente l’attaccante singolo- forse preso da ansia –  ha preceduto l’attacco principale invece di seguirlo e questo ha messo in allarme la sicurezza dell’albergo che ha sventato il colpo di mano.

L’obbiettivo è lo stesso dell’attacco dello scorso  18 marzo al museo del Bardo: rovinare la stagione turistica che, assieme all’esportazione delle olive e derivati, costituisce la principale fonte di valuta pregiata del paese.

Introiti sicuri consentono l’erogazione di prestiti a condizioni migliori e consentono minori garanzie ( collaterals)  verso le banche.

Il luogo scelto , minori controlli che nella zona di Tunisi è abbastanza lontano dalla zona del passo   Dove c’è una forte presenza di truppe antiguerriglia, mostra l’esistenza di una intelligenza tattica oltre alla intelligenza strategica che ha scelto di colpire il settore merceologico potenzialmente  più florido nel momento in cui i turisti europei cercano un luogo per le vacanze estive.

Il premier francese Manuel Valls ha emesso un Twitter in cui parla di terrore cieco. Errore, i terroristi vi vedono benissimo. Sono gli occidentali che non sono in grado di prevedere alcuna mossa per mancanza di cultura militare  adeguata  alla guerra rivoluzionaria  ( che invece i terroristi mostrano di possedere).

Per favore, ci risparmino le manifestazioni  intermediterranee col cartello ” je suis Ali” e pensino di affidare le contromisure a ufficiali di Stato Maggiore capaci di declinare le note della guerra rivoluzionaria, diano la competenza per questi reati ai tribunali militari e promettano ufficialmente l’impunità alla truppa. Avvolgano i corpi dei caduti avversari da seppellire in pelli suine e si appostino nei dintorni.

ERRATA CORRIGE

la notizia della concessione di accesso Eritrea al porto di Assab per il traffico merci etiopico, a successiva verifica in loco si è rivelata priva di fondamento ed è – come minimo – una notizia prematura.

Mi scuso coi i lettori.

Ero troppo affamato di buone notizie e credere quel che si desidera è sempre pericoloso.