Una delle più apprezzate caratteristiche dei Carabinieri è sempre condensata nel motto ” atti a obbedir tacendo”, che oggi non vedo più riprodotto da nessuna parte.
Anzi, parlano un pò tutti, specie in questo periodo.
Una delle più apprezzate caratteristiche dei Carabinieri è sempre condensata nel motto ” atti a obbedir tacendo”, che oggi non vedo più riprodotto da nessuna parte.
Anzi, parlano un pò tutti, specie in questo periodo.
Si parla di risparmiare riducendo il numero della “auto blu”. E’ come chiudere i rubinetti sul Titanic.
Si può migliorare il provvedimento, cedendo le auto ai 14.000 autisti in conto liquidazione assieme ad una licenza di autonoleggio e/o di taxi. in tal modo si riducono i tassisti a più miti consigli e si mostra anche che non lo Stato non cede ai ricatti.
E si risparmierebbero le spese di custodia del parco auto.
Le ASL sono centri di corruzione immodificabili. Se si stabilisse che alle gare di fornitura possono partecipare solo le imprese produttrici ( in massima parte multinazionali) e non Agenzie create ad hoc, vedreste che i mega Presidenti e legali rappresentanti eviterebbero di offrire mazzette per interposta persona e il costo delle forniture si abbatterebbero mediamente del 6 % senza contare la commissione dell’Agenzia per il “rischio gara”.
Alcuni comuni hanno la loro compagnia di assicurazione. Chiuderla.
Il governo degli Stati Uniti se ha bisogno di difendersi in tribunale, prende un avvocato.
Da noi c’e l’avvocatura dello Stato, quella del Comune di Roma e molte società’ hanno l’ufficio legale che, visto che c’è e il costo e’ fisso, passa il tempo a creare lacci e laccioli con clausole assurde a carico dei fornitori e costituiscono un incentivo a fare causa ” tanto l’avvocato lo pago comunque” .
Gli ufficiali dell’esercito hanno una strozzatura nella carriera al grado di tenente colonnello che li manda a riposo a cinquanta anni. Potrebbero essere trasferiti alle attività organizzative della ASL con doppio beneficio per l’erario.
I prezzi della maggior parte dei medicinali sono stati fissati da Poggiolini e signora, vogliamo darci un’occhiata da più vicino?
Ogni commissione non potrà essere composta da più di tre persone.
” Tutto nella busta paga” dovrebbe essere il motto di un governo che elimini tutte le indennità e diarie che oggi sono un veicolo di corruzione in mano ai capi dipartimento ed ai gabinetti di ministero ed hanno costi vertiginosi e ingiustificati.
Il finanziamento pubblico ai partiti deve essere dato “in natura” se un partito fa un convegno, gli si da la dal riunioni, non il denaro.
Se un partito stampa un giornale, lo fa il poligrafico, invece di fare surreali monografie.
Ai parlamentari , si da un impiegato statale di sua scelta per l’attività di segreteria, non il denaro da passare all’amante.
Snellire le Poste scorporando il Banco Posta e privatizzandolo, consentirebbe una più sana concorrenza ( oggi il banco posta non ha criteri di vigilanza e controllo con lo standard bancario, ma suoi propri) specie nei comuni che oggi non hanno uno sportello bancario ( tremila?).
La guardia Costiera – altra aberrazione targata PSI- sia incorporata nella marina militare e l’arma dei Carabinieri torni ad essere la prima arma dell’Esercito, invece che una Forza Armata autonoma.
Gli unici precedenti di un corpo armato autonomo equiparato alle FFAA ( con costi enormi) sono il KGB dell’URSS e le SS. della Germania hitleriana.
Si possono abolire tutte le riduzioni fiscali offerte ai cavalieri del Lavoro: anche qui e’ il solo caso al mondo dove , come premio, si esonerano gli imprenditori da una serie di imposte.
Nelle grandi città , coordinare gli interventi di polizia e pronto intervento, creando una sola sala operativa e non una per ciascun potentato.
Si moltiplicherebbero le forze operative, migliorerebbe l’efficienza e ridurrebbero le spese della meta’ .
I denari sequestrati a qualsiasi titolo invece di essere ….. Dovrebbero essere immediatamente investiti in BTP o in BOT.
Sono certo che ognuno di noi può continuare l’elenco e propongo che lo faccia.
Tutti falsi gli allarmi che da qualche mese vengono gridati dai media e da qualche politico e intellettuale sulla crisi finanziaria, economica e , forse, sociale ? No di certo, ma forse più che allarmi dovremmo chiamarli rese dei conti. Si, rese dei conti e finalmente consapevolezza Continua a leggere
Proseguiamo nella pubblicazione di documenti di interesse. L’autore di questo documento – che è il primo di due- è un membro influente dell’establishement israeliano. Si chiama Nackik Navot, ha 80 e passa anni ed è stato tra l’altro vice capo del MOSSAD
IL CORRIERE DELLA COLLERA pubblica il testo di questi interventi alla Harward Business school sul tema ” What Israel Stands for” per togliere il velo della segretezza da una parte e della propagnada dall’altra. Questo intervento è del settembre 2010.
Israele come terreno di prova o laboratorio unico – e il “prodotto”
di NACKIK NAVOT
Per gli ultimi 60 anni Israele è stato una sorta di Laboratorio al servizio della società mondiale in molti campi: al suo servizio per ricostruirsi dopo lo spargimento di sangue e gli orrori della seconda guerra mondiale. La società occidentale ha cercato di ricostruirsi e di strutturare una nuova società mondiale adattando nuovi “termini di comportamento” per avere un mondo più sicuro per l’umanità.
A causa delle differenti culture dell’est e dell’ovest ci è voluto un po’ di tempo per capire come Continua a leggere
IL CORRIERE DELLA COLLERA pubblica una lettera aperta ricevuta da un noto medico romano in merito all’ultimo regalo ricevuto dalla Francia: le tette al silicone fatte con meteriali risultati pericolosi per la salute umana. Il tema non è quello su cui si sono soffermati tutti i media e la Rai TV – la sostituzione delle tette – bensì quello delle responsabilità generali in tutta la catena di distribuzione ( sia logistica che professionale) . Possibile che nessuno sapesse? Possibile che nessuno si sia chiesto come mai il prezzo era tanto basso? Possibile che in nessuna pubblica struttura si siano fatte delle analisi?
Confido che anche gli altri media in indirizzo si interessino di questo fatto e sono lieto che la collera cominci a montare.
Chiar.mo Ministro della Salute
Egr. Prof. Renato Balduzzi
MINISTERO DELLA SALUTE
e p.c.
al Presidente dell’Ordine dei Medici della Provincia di Roma
alla F.N.O.M.C. e O.
al Direttore del Corriere della Sera
al Direttore di Repubblica.it, Vittorio Zucconi
al Vicedirettore del TG5, Andrea Pamparana
ad Antonio de Martini – corrieredellacollera.com
LETTERA APERTA
Stimatissimo Professore,
sono il marito medico di una donna sopravvissuta ad un carcinoma della mammella (diagnosticato nel gennaio 2005), la cui odissea avrà un ulteriore indesiderabile sviluppo, in quanto nel marzo 2002 le erano state impiantate le ormai censurate protesi P.I.P. della Poly Implant Prothèse, La Seyne S/Mer (Tolone).
Non entro nel merito della vicenda medica ancora da concludere, né sul sospetto di una correlazione tra queste protesi e la possibile insorgenza di neoplasia: la relazione causa-effetto, sulla base del parere del Consiglio Superiore di Sanità del 22.12.2011 appare priva di solide basi (“Per le protesi PIP non esistono prove di maggior rischio di cancerogenicità ma sono state evidenziate maggiori probabilità di rottura e di reazioni infiammatorie” – questo il testo a firma Viggiano – Garaci).
Ci sarà tempo per cercare le eventuali relazioni sulla cancerogenicità del materiale utilizzato dalla Poly Implant Prothèse nelle protesi al silicone impiantate ed altro tempo per tutte le azioni legali che i cittadini riterranno opportuno intraprendere.
Con la mia lettera Le chiedo di agire in maniera estremamente decisa su alcuni aspetti che, dalla lettura delle circolari, delle ordinanze e delle notizie disponibili per il cittadino sui mezzi di comunicazione, non mi sembra siano stati affrontati, pur avendo rilevato una estrema rapidità nel disporre le prime misure, come quella del 29 Dicembre.
Mi riferisco al fatto che ad oggi, le notizie dei media sembrano fornire una interpretazione troppo dispersiva dei fatti, in base alla quale un manigoldo francese, tale Jan Claude Mas, Presidente (e come recita oggi il sito web dell’azienda: direttore tecnico e commerciale) della Poly Implant Prothèse, per il quale l’Interpol avrebbe “già” chiesto un mandato di cattura internazionale (in realtà sembrerebbe ricercato per aver commesso dei reati in stato di ubriachezza con condanna in contumacia a tre anni), avrebbe ordito da solo una colossale truffa nei confronti di donne più o meno giovani, talora malate.
Ciò è estremamente riduttivo e contraddice qualsiasi logica.
Espongo alcuni punti:
2
Per tali semplici ragioni, come cittadino prima ancora che come persona colpita negli affetti più cari da questa vicenda, chiedo fermamente che l’azione di indagine non si fermi all’istituzione di commissioni e alle ordinanze, non si accontenti di seguire l’eventuale azione del Suo collega Xavier Bertrand, ma persegua giuridicamente con severità tutte le persone veramente coinvolte nella vicenda, sia Straniere che Italiane, chiamandole a rispondere qui del loro operato, affinché l’Italia ed i suoi cittadini si sentano e siano più protetti dalla vendita di prodotti contraffatti che come Lei sa, vanno dagli alimenti ai farmaci ed ai materiali sanitari.
Le chiedo inoltre che il Ministero della Salute annunci fin d’ora che si costituirà Parte Civile negli eventuali processi in cui i cittadini cercheranno di far valere le loro ragioni.
Nella speranza che questa mia non rimanga lettera morta ma sia un elemento di riflessione che conduca ad una fattiva soluzione della vicenda, che non è solo personale ma sociale, Le offro qualora lo ritenga opportuno la mia più ampia collaborazione.
Confermando la mia fiducia nel Suo operato, Le porgo sinceri auguri per un felice Anno Nuovo.
Francesco Peverini
Roma, 01.01.2012
3
Sergio d’Angelo ha compiuto ottantotto anni e ne dimostra venticinque di meno anche fisicamente, oltre che di memoria. E’ a lui che il mondo deve il romanzo capolavoro di Boris Pasternak ” Il dottor Zivago” che fruttò all’autore il Nobel per la letteratura e una vita di persecuzioni, anche se la maggior parte degli italiani di tutto questo ricorda forse solo il film e Julie Christie.
Il Corriere della Collera pubblica oggi una lunga intervista a Sergio d’Angelo, di Kontinent USA e del presidente della associazione per l’amicizia Russia Stati Uniti Edward Lozansky, uno scienziato nucleare sovietico che fece il cammino inverso rispetto a Bruno Pontecorvo che scelse di andare a lavorare in Unione Sovietica. Due ebrei inquieti, su opposte sponde della guerra fredda.
IL Corriere della Collera è lieto di offrire questa esclusiva ai propri lettori e promette a breve , oltre a questa verità sulla morte di Feltrinelli, anche uno studio comparativo della due inchieste della magistratura sulla morte di Enrico Mattei, curato dall’ ex A. D. dell’Agip, uno dei suoi discepoli.
Qualcuno tra i lettori meno giovani avrà notato analogie tra il trattamento subito dalla Libia e quello subito dall’Italia ai suoi tempi.
In entrambe le situazioni, c’era una dittatura lastricata di buone intenzioni, perse per strada, appoggiata da una frazione di popolazione ( in genere la sociologia dice che sono 5% a favore, 5% contro e il resto della popolazione si estranea).
In entrambi i casi c’era un capo con uniformi da operetta
Ricordiamo tutti il solito titolo alla Missiroli ” Nervi a posto” che ogni tanto veniva ammannito nelle più svariate occasioni alla classe dirigente italiana dal ” Corriere della Sera” .
Serviva a far capire alla dirigenza che doveva calare i toni e non spaventarsi più di tanto alle bravate delle Brigate rosse.
La tradizione continua con Dario di Vico, sempre sul Corriere con un articolo in cui riesce ad elogiare il premier Mario Monti per una soporifera conferenza stampa a carattere intimista in cui Monti ha risposto prevalentemente a domande che concernevano lui, le sue ambizioni personali e quelle della sua equipe, mentre ha eluso ogni domanda sulla politica economica. ” Non ho ancora letto il dossier”.
Il giornalista riporta anche la citazione che il Premier fa del Washington post, al quale pare che si debba dimostrare che NOI siamo cambiati.
Ma non era il solo Berlusconi ad essere distonico rispetto ad una Italia seria che lavora e paga le tasse ed e’ rappresentata dal ” corriere della sera” e dai suoi azionisti?
In cosa dobbiamo cambiare? Nell’attaccamento al nostro stile di vita per adottare quello yankee? Ma il grosso del debito italiano non e’ nazionale per oltre il 60%?
Che c’entra il Washington post, visto che gli USA non hanno mai comprato un euro del nostro debito? Siamo diventati la Tailandia?
Il titolo del fondo e’ ” Una debole luce in fondo al tunnel”.
Qualcuno dica al buon Di Vico che non e’ la luce dell’uscita che lui intravede : e’ la locomotiva in arrivo.
Io non ho il coraggio di deluderlo.