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ALTO RISCHIO : IL GENERALE MORI, DOPO AVER CATTURATO TOTO’ RIINA, SPIEGA E RIVELA. INTANTO MARONI CHIEDE LA SCORTA PER LUI E LA SEGRETARIA…

Una delle più apprezzate caratteristiche dei Carabinieri è sempre condensata nel motto ” atti a obbedir tacendo”, che oggi non vedo più riprodotto da nessuna parte.

Anzi, parlano un pò tutti, specie in questo periodo.

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RISPARMI PER IL BILANCIO DELLO STATO. SUGGERIMENTI .

Si parla di risparmiare riducendo il numero della “auto blu”. E’ come chiudere i rubinetti sul Titanic.
Si può migliorare il provvedimento, cedendo le auto ai 14.000 autisti in conto liquidazione assieme ad una licenza di autonoleggio e/o di taxi. in tal modo si riducono i tassisti a più miti consigli e si mostra anche che non lo Stato non cede ai ricatti.
E si risparmierebbero le spese di custodia del parco auto.
Le ASL sono centri di corruzione immodificabili. Se si stabilisse che alle gare di fornitura possono partecipare solo le imprese produttrici ( in massima parte multinazionali) e non Agenzie create ad hoc, vedreste che i mega Presidenti e legali rappresentanti eviterebbero di offrire mazzette per interposta persona e il costo delle forniture si abbatterebbero mediamente del 6 % senza contare la commissione dell’Agenzia per il “rischio gara”.
Alcuni comuni hanno la loro compagnia di assicurazione. Chiuderla.
Il governo degli Stati Uniti se ha bisogno di difendersi in tribunale, prende un avvocato.
Da noi c’e l’avvocatura dello Stato, quella del Comune di Roma e molte società’ hanno l’ufficio legale che, visto che c’è e il costo e’ fisso, passa il tempo a creare lacci e laccioli con clausole assurde a carico dei fornitori e costituiscono un incentivo a fare causa ” tanto l’avvocato lo pago comunque” .
Gli ufficiali dell’esercito hanno una strozzatura nella carriera al grado di tenente colonnello che li manda a riposo a cinquanta anni. Potrebbero essere trasferiti alle attività organizzative della ASL con doppio beneficio per l’erario.
I prezzi della maggior parte dei medicinali sono stati fissati da Poggiolini e signora, vogliamo darci un’occhiata da più vicino?
Ogni commissione non potrà essere composta da più di tre persone.
” Tutto nella busta paga” dovrebbe essere il motto di un governo che elimini tutte le indennità e diarie che oggi sono un veicolo di corruzione in mano ai capi dipartimento ed ai gabinetti di ministero ed hanno costi vertiginosi e ingiustificati.
Il finanziamento pubblico ai partiti deve essere dato “in natura” se un partito fa un convegno, gli si da la dal riunioni, non il denaro.
Se un partito stampa un giornale, lo fa il poligrafico, invece di fare surreali monografie.
Ai parlamentari , si da un impiegato statale di sua scelta per l’attività di segreteria, non il denaro da passare all’amante.
Snellire le Poste scorporando il Banco Posta e privatizzandolo, consentirebbe una più sana concorrenza ( oggi il banco posta non ha criteri di vigilanza e controllo con lo standard bancario, ma suoi propri) specie nei comuni che oggi non hanno uno sportello bancario ( tremila?).
La guardia Costiera – altra aberrazione targata PSI- sia incorporata nella marina militare e l’arma dei Carabinieri torni ad essere la prima arma dell’Esercito, invece che una Forza Armata autonoma.
Gli unici precedenti di un corpo armato autonomo equiparato alle FFAA ( con costi enormi) sono il KGB dell’URSS e le SS. della Germania hitleriana.
Si possono abolire tutte le riduzioni fiscali offerte ai cavalieri del Lavoro: anche qui e’ il solo caso al mondo dove , come premio, si esonerano gli imprenditori da una serie di imposte.
Nelle grandi città , coordinare gli interventi di polizia e pronto intervento, creando una sola sala operativa e non una per ciascun potentato.
Si moltiplicherebbero le forze operative, migliorerebbe l’efficienza e ridurrebbero le spese della meta’ .
I denari sequestrati a qualsiasi titolo invece di essere ….. Dovrebbero essere immediatamente investiti in BTP o in BOT.
Sono certo che ognuno di noi può continuare l’elenco e propongo che lo faccia.

IL NUOVO ORDINE MONDIALE VISTO DA ISRAELE. TESTO DI UNA CONFERENZA ALLA HARWARD BUSINESS SCHOOL TENUTA DALL’EX VICE CAPO DEL MOSSAD.

Ecco lil testo della seconda conferenza resa alla Harward Business School da Nackik Navot E’ del settembre 2011.

L’esperienza diretta di uno dei testimoni della politica del Vicino Oriente

IL CORRIERE DELLA COLLERA pubblica documenti di questo genere. Se non volete perderne nessuno, clikkate sulla vostra sinistra dove è scritto”iscrivimi”. Riceverete gratuitamente una mail ad ogni pubblicazione di un post. Vedrete la scritta solo se andate su http://corrieredellacollera.com , ma non se vedete il testo da un social network

Harvard Business school –autunno 2011-AMP -94 Riunione.

IL NUOVO ORDINE MONDIALE – LE PERSONE

di Nackik Navot

Dieci anni dopo —– Il tempo che ci aspetta

Cari Amici,

all’inizio di agosto ho avuto un incontro con 130 membri di un’organizzazione mondiale – M-UN (model UN) – e per loro era il terzo incontro in Israele. Volevo condividere con voi questa esperienza come base per la nostra discussione nel corso della riunione. L’obiettivo è accettare che abbiamo una missione da compiere. Accordarci su di essa e pianificarla.

Sono estremamente orgoglioso di essere qui pronto ad affrontare una sfida ancora maggiore – la nuova generazione, che è la nostra UNICA SPERANZA di costruire un nuovo ordine mondiale.

Ho accettato questa sfida perché ritengo che l’esperienza di vita che ho accumulato negli ultimi 66 anni, quando sono stato reclutato per il servizio pubblico mi permetta di condividere con voi alcuni punti cardine.

Avevo quattordici anni quando sono stato reclutato nel movimento clandestino dei giorni che hanno preceduto la nascita del nostro stato, nello sforzo comune di creare una nazione unificata. Due anni e mezzo dopo, quando lo stato di Israele era ormai nato, all’età di sedici anni e mezzo, entrai nell’esercito israeliano. Pochi mesi più tardi entrai a far parte di quella che in seguito divenne nota come Israeli Intelligence Community, dalla quale mi sono ritirato 37 anni dopo. Nel luglio del 1985 mi sono spostato dal servizio governativo a quello pubblico – collaborando con varie ONG in cui ritengo vada cercata la base del nucleo per un Nuovo ordine mondiale.

Ho deciso di condividere con voi il mio pensiero sul mondo a venire. Per 30 di quei 37 anni, dono stato implicato nelle relazioni estere speciali di Israele. Questo mi ha permesso di imparare molto, sulla base di incontri con persone comuni e leader politici di alto livello, nel medio oriente, in Africa, nel lontano oriente, in Europa e negli Stati Uniti. Con sforzi infiniti di comprendere “l’altro lato”.

Il mio sforzo continuo era cercare di capire da quali ideali fossero mossi – quali fossero i loro scopi politici e cosa capissero degli interessi e degli scopi dello stato di Israele – e cosa abbiamo in comune con loro, come partner di una stessa causa, che affrontiamo le stesse sfide.

Ho imparato che abbiamo così tanto in comune con persone di culture e religioni differenti. Tutto basato non solo su una mentalità aperta e sugli interessi di stato – ma soprattutto sul fattore umano – la capacità di comprensione delle persone.

Pur vivendo in medio oriente, siamo anche parte della cosiddetta “CULTURA OCCIDENTALE”. Ho avuto modo di conoscere dall’interno le due forze opposte che si sono contrapposte per il dominio della regione negli ultimi 32 anni – Washington e l’Iran – avendo lavorato in entrambi gli stati. Ho operato a Washington dal 1955 al 1957 e in Iran dal 1969 al 1972, ben prima della rivoluzione islamica, negli ultimi 10 anni del regime dello Shah.

Nel corso dei miei anni di servizio, sono stato testimone di due eventi storici della massima importanza:

A. La firma dell’accordo di distensione tra gli USA e l’Unione Sovietica nel maggio del 1972, quando ormai era chiaro che entrambe le potenze avevano raggiunto il livello di M.A.D. (Mutually Assured Destruction, Distruzione Reciproca Certa).

B. La distensione tra le religioni interne all’Islam – gli estremisti Sciiti dell’Iran come nazione musulmana ma non-Araba insieme ai Sunniti guidati dall’Arabia Saudita, e il resto del mondo arabo. Entrambi i “Prodotti” vengono dagli elementi estremisti degli ultimi 30 anni, orientati contro l’Occidente e la sua cultura. Bin Laden e la sua Al-Qaida, esattamente come altre organizzazioni terroristiche – dall’Iran al Libano e a Gaza, e il ritorno della Turchia all’Islam dopo decenni di stato laico.

Il fenomeno che più colpisce, che definiamo “la terza guerra mondiale” – la guerra di culture – è che è stata proprio l’Arabia Saudita e il suo re Abdullah a iniziare la distensione tra le religioni e per una ragione semplicissima: non voleva altri Bin Laden, il saudita che aveva innalzato la bandiera della Jihad per combattere contro la cultura occidentale.

Gli eventi del 2011 verranno ricordati come l’anno della ristrutturazione sociale del mondo arabo – un processo all’interno del quale ci troviamo proprio in questo momento.

Viviamo tutti in un nuovo mondo a due dimensioni, dove gli eventi che si verificano in uno degli angoli influiscono su tutto, da un polo all’altro, da est a ovest. Non ci sono più superpotenze, che hanno tentato di “gestire” gli affari mondiali fin dalla prima guerra mondiale, e hanno fallito!

In questo si trova il triste destino del primo tentativo di creare un nuovo ordine mondiale – la Lega delle Nazioni – esattamente come quello delle Nazioni Unite del 1945.

La società umana ha sperimentato diversi sforzi per controllare e guidare i processi storici attraverso un’estrema varietà di ideologie politiche, e più di recente anche di religioni.

Abbiamo attraversato guerre e rivoluzioni – la rivoluzione industriale degli ultimi due secoli è diventata il fattore dominante nelle strutture sociali e nelle forze politiche e ideologiche, per gli ultimi 30 o giù di lì.

Ora dobbiamo affrontare una NUOVA rivoluzione, che è ancor più significativa – il Nuovo Mondo della Comunicazione, che ha dato inizio a un processo di creazione di “Nuove Persone” e nuove strutture sociali – il mondo è Piatto – con EFFETTI da occidente a oriente. È stato questo l’elemento che ha innescato gli attuali eventi nel medio oriente, praticamente distruggendo i vecchi regimi. E sempre questo potrebbe provocare un effetto e delle reazioni simili negli Stati Uniti e in Europa come è successo nell’ultimo mese in Israele. Quasi un’eruzione vulcanica, che continua a la sua attività finché non avverrà un ulteriore e maggiore cambiamento – UN NUOVO ORDINE MONDIALE.

Quale sarà il prossimo avvenimento?!?!

La Rivoluzione della Comunicazione, che sta dietro a quello che amo definire come una rivoluzione nell’educazione – la Rivoluzione della Conoscenza, ha reso le persone in grado di conoscere e capire di più, dotandole di conoscenza e dell’accesso agli stessi strumenti del miglioramento della vita, la forza motrice di quello che è il mondo delle nuove tecnologie.

Questo è un grande messaggio. La questione ora è come tradurlo in un Nuovo ordine Mondiale, in cui la gente possa raggiungere anche tutti i livelli della vita.

Noi, in occidente, siamo portati a credere che la DEMOCRAZIA sia il culmine dello sviluppo socio-politico, ma questo non è più così scontato adesso. I governi democratici se la cavano alla meno peggio per i quattro anni di durata, senza riuscire a soddisfare le aspettative dei cittadini – questo diventerà sempre più una sfida. Nella maggior parte dei paesi in cui c’è stata una rivoluzione, è difficile che il potere sia passato a regimi democratici. Deve essere chiaro che il MONDO PIATTO in cui stanno avvenendo le attuali rivoluzioni di movimenti di protesta richiede un NUOVO ORDINE MONDIALE che si occuperà delle persone ovunque si trovino. Non solo in Europa e in altri luoghi delle società occidentali. Dovrebbe coinvolgere anche il terzo mondo, ora che tutto è interconnesso.

Questo è stato un anno di svolta decisiva – nel medio oriente la nascita del potere delle persone ha abbattuto i vecchi regimi.

Voi siete la Nuova Generazione cui è stata affidata la missione di trovare il modo corretto per strutturare un Nuovo Ordine Mondiale.

“Non più guerre, non più spargimenti di sangue”, ha dichiarato il presidente egiziano Anwar Sadat, sorprendendo tutti con la sua visita al nostro parlamento, facendo appello affinché noi ascoltassimo il suo discorso – “Viviamo in pace”.

Ma la pace può esistere solo tra persone – Mai più Guerre! È chiaramente una questione di priorità, quello che vedete ora in Israele è un’importante manifestazione di un movimento di protesta immenso, ma pacifico.

Le giovani generazioni di Israele hanno attraversato guerre cercando di evitare un nuovo olocausto, noi vorremmo vivere in pace, e condividere questa pace con la gente di tutto il mondo, proprio come da sempre cerchiamo di seguire il nostro profeta Isaia – “forgeranno le loro spade in vomeri, le loro lance in falci; un popolo non alzerà più la spada contro un altro popolo, non si eserciranno più nell’arte della guerra” una delle questioni mentre prendiamo decisione sulle nuove priorità dovranno essere i budget della difesa. E questo è vero per Israele – ma non solo.

Visto che le democrazie hanno fallito in occidente, quali potrebbero essere le alternative per includere i cambiamenti e le nuove strutture in aree come il medio oriente e altre simili in tutto il mondo? Una parte potrebbe essere costruita intorno a organizzazioni mondiali come la Banca Mondiale, l’organizzazione mondiale della salute, e altre organizzazioni locali. Un modo è costruire intorno all’importante fenomeno delle ONG, in cui sulla base della mia esperienza nutro grande fiducia. Anche la leadership economica oltre a quella politica ha fallito nel rispondere alla richiesta di una giustizia sociale. Queste sono le realtà di cui bisogna tenere conto nel tentativo di affrontare i cambiamenti richiesti – costruire un nuovo Ordine Mondiale.

Ora è compito vostro imparare dalla nostra esperienza e dagli attuali cambiamenti mondiali per proporre un modo per costruire un nuovo Ordine Mondiale.

Abbiamo quasi tutti una certa familiarità con la recente definizione dell’attuale crisi economica che abbraccia il mondo intero, data dal professor Joseph Stieglitz – premio Nobel in economia:

L’esperimento dell’attuale sistema economico (il capitalismo) è fallito e dobbiamo strutturare un nuovo sistema”.

Lo stesso concetto è stato ribadito da pochissimi esperti mondiali di recente.

Questo era il mio messaggio ai potenziali leader mondiali più giovani:

Ora possiamo e dovremmo – con la conoscenza e l’esperienza che abbiamo accumulato, sostenuta dal “patrimonio” della Harvard Business School – trovare il modo per governare e fare da guida,

Sono allarmi o rese dei conti? C. Cipollini si interroga circa la natura della nostra crisi e pensa che sia una crisi di civiltà, o poco meno… dite la vostra

Tutti falsi gli allarmi che da qualche mese vengono gridati dai media e da qualche politico e intellettuale sulla crisi finanziaria, economica e , forse, sociale ? No di certo, ma forse più che allarmi dovremmo chiamarli rese dei conti. Si, rese dei conti e finalmente consapevolezza Continua a leggere

VICINO ORIENTE. IL CONVITATO DI PIETRA E’ ISRAELE. GLI DIAMO LA PAROLA CON ALCUNI DOCUMENTI INEDITII

Proseguiamo nella pubblicazione di documenti di interesse. L’autore di questo documento – che è il primo di due- è un membro influente dell’establishement israeliano. Si chiama Nackik Navot, ha 80 e passa anni ed è stato tra l’altro vice capo del MOSSAD

IL CORRIERE DELLA COLLERA pubblica il testo di questi interventi alla Harward Business school sul tema ” What Israel Stands for” per togliere il velo della segretezza da una parte e della propagnada dall’altra. Questo intervento è del settembre 2010.

Israele come terreno di prova o laboratorio unico – e il “prodotto”

di NACKIK NAVOT

Per gli ultimi 60 anni Israele è stato una sorta di Laboratorio al servizio della società mondiale in molti campi: al suo servizio per ricostruirsi dopo lo spargimento di sangue e gli orrori della seconda guerra mondiale. La società occidentale ha cercato di ricostruirsi e di strutturare una nuova società mondiale adattando nuovi “termini di comportamento” per avere un mondo più sicuro per l’umanità.

A causa delle differenti culture dell’est e dell’ovest ci è voluto un po’ di tempo per capire come Continua a leggere

SANITA’ : LA VICENDA DELLE TETTE AL CATTIVO SILICONE NON PUO’ RISOLVERSI CON UNA SOSTITUZIONE, NE CON UN CAPRO ESPIATORIO. LE RESPONSABILITA’ CI SONO E SONO NUMEROSE. DEVONO ESSERE COLPITE TUTTE PERCHE’ NON SI RIPETA.

IL CORRIERE DELLA COLLERA pubblica una lettera aperta ricevuta da un noto medico romano in merito all’ultimo regalo ricevuto dalla Francia: le tette al silicone fatte con meteriali risultati pericolosi per la salute umana.  Il tema non è quello su cui si sono soffermati tutti i media e la Rai TV – la sostituzione delle tette – bensì quello delle responsabilità generali in tutta la catena di distribuzione ( sia logistica che professionale) . Possibile che nessuno sapesse? Possibile che nessuno si sia chiesto  come mai il prezzo era tanto basso? Possibile che in nessuna pubblica struttura si siano fatte delle analisi?

Confido che anche gli altri media in indirizzo si interessino di questo fatto e sono lieto che la collera cominci a montare.

Chiar.mo Ministro della Salute

Egr. Prof. Renato Balduzzi

MINISTERO DELLA SALUTE

e p.c.

al Presidente dell’Ordine dei Medici della Provincia di Roma

alla F.N.O.M.C. e O.

al Direttore del Corriere della Sera

al Direttore di Repubblica.it, Vittorio Zucconi

al Vicedirettore del TG5, Andrea Pamparana

ad Antonio de Martini – corrieredellacollera.com

LETTERA  APERTA

Stimatissimo Professore,

sono il marito medico di una donna sopravvissuta ad un carcinoma della mammella (diagnosticato nel gennaio 2005), la cui odissea avrà un ulteriore indesiderabile sviluppo, in quanto nel marzo 2002 le erano state impiantate le ormai censurate protesi P.I.P.  della Poly Implant Prothèse, La Seyne S/Mer  (Tolone).

Non entro nel merito della vicenda medica ancora da concludere, né sul sospetto di una correlazione tra queste protesi e la possibile insorgenza di neoplasia: la relazione causa-effetto, sulla base del parere del Consiglio Superiore di Sanità del 22.12.2011 appare priva di solide basi (“Per le protesi PIP non esistono prove di maggior rischio di cancerogenicità ma sono state evidenziate maggiori probabilità di rottura e di reazioni infiammatorie” – questo il testo a firma Viggiano – Garaci).

Ci sarà tempo per cercare le eventuali relazioni sulla cancerogenicità del materiale utilizzato dalla Poly Implant Prothèse nelle protesi al silicone impiantate ed altro tempo per tutte le azioni legali che i cittadini riterranno opportuno intraprendere.

Con la mia lettera Le chiedo di agire in maniera estremamente decisa su alcuni aspetti che, dalla lettura delle circolari, delle ordinanze e delle notizie disponibili per il cittadino sui mezzi di comunicazione, non mi sembra siano stati affrontati, pur avendo rilevato una estrema rapidità nel disporre le prime misure, come quella del 29 Dicembre.

Mi riferisco al fatto che ad oggi, le notizie dei media sembrano fornire una interpretazione troppo dispersiva dei fatti, in base alla quale un manigoldo francese, tale Jan Claude Mas, Presidente (e come recita oggi il sito web dell’azienda: direttore tecnico e commerciale) della Poly Implant Prothèse, per il quale l’Interpol avrebbe “già” chiesto un mandato di cattura internazionale (in realtà sembrerebbe ricercato per aver commesso dei reati in stato di ubriachezza con condanna in contumacia a tre anni), avrebbe ordito da solo una colossale truffa nei confronti di donne più o meno giovani, talora malate.

Ciò è estremamente riduttivo e contraddice qualsiasi logica.

Espongo alcuni punti:

  • Se lo immagina il presidente di una azienda che produce impianti al silicone decidere e quindi progettare ed eseguire un piano simile senza la fattiva collaborazione di tutta l’azienda?
  • Come potevano collaboratori come il Responsabile al Commercio Estero o il Direttore Commerciale della P.I.P. per la Francia (tanto per citare figure riscontrabili sul sito web della P.I.P.) non sapere delle scelte effettuate, dei materiali acquistati, eccetera?
  • Il Sig. Mas riempiva da solo e di nascosto ai suoi dipendenti le protesi mammarie di materiale scadente e nocivo?
  • Quanto era il margine di guadagno dell’Azienda se al posto di silicone appropriato ne veniva utilizzato  uno industriale a basso costo?
  • Questo ampio margine di guadagno, poteva consentire una campagna di vendite maggiormente “aggressiva” nei confronti delle altre aziende dello stesso settore?
  • Si potevano utilizzare tali margini per “facilitare” gli addetti alla distribuzione?
  • E poi, quante protesi sono state impiantate in Case di Cura e quante in Studi Medici appositamente attrezzati con sala operatoria ambulatoriale?
  • Siamo veramente sicuri dei numeri forniti finora?
  • Non si dovrebbe cambiare il Decreto legislativo 24.02.1997 n. 46 per il quale: “nel settore dei dispositivi medici, come in altri settori del commercio ove vige il principio di “nuovo approccio” previsto dalla normativa europea, la commercializzazione è libera in quanto non è soggetta ad alcuna autorizzazione preventiva da parte dell’Autorità competente”?
  • E’ mai possibile che da un paese dell’Area Euro come la Francia possa giungere in Italia, per un periodo così lungo, materiale biomedico contraffatto? Dalle circolari emerge infatti che la segnalazione dell’ Agenzia Francese al Ministero della Salute Italiano ed alle competenti autorità Europee è infatti del 30 Marzo 2010 – 10 anni di vendite!). Se fosse accaduto il contrario?

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Per tali semplici ragioni, come cittadino prima ancora che come persona colpita negli affetti più cari da questa vicenda, chiedo fermamente che l’azione di indagine non si fermi all’istituzione di commissioni e alle ordinanze, non si accontenti di seguire l’eventuale azione del Suo collega Xavier Bertrand, ma persegua giuridicamente con severità tutte le persone veramente coinvolte nella vicenda, sia Straniere che Italiane, chiamandole a rispondere qui del loro operato, affinché l’Italia ed i suoi cittadini si sentano e siano più protetti dalla vendita di prodotti contraffatti che come Lei sa, vanno dagli alimenti ai farmaci ed ai materiali sanitari.

 

Le chiedo inoltre che il Ministero della Salute annunci fin d’ora che si costituirà Parte Civile negli eventuali processi in  cui i cittadini cercheranno di far valere le loro ragioni.

Nella speranza che questa mia non rimanga lettera morta ma sia un elemento di riflessione che conduca ad una fattiva soluzione della vicenda, che non è solo personale ma sociale, Le offro qualora lo ritenga opportuno la mia più ampia collaborazione.

Confermando la mia fiducia nel Suo operato, Le porgo sinceri auguri per un felice Anno Nuovo.

Francesco Peverini

Roma, 01.01.2012

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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L’ ARMA ASSOLUTA E’ L’ELETTRONICA. DA AUSILIARIA AD ARMA PRINCIPALE. HA DECLASSATO ANCHE LE BOMBE NUCLEARI. PUÒ ESSERE USATA ANCHE CONTRO PAESI AMICI . COME FANNO CON NOI. di Antonio de Martini

Militarmente parlando, le armi nucleari hanno un limite politico di impiego e un inconveniente “tecnico”.
Si possono usare solo in tempo di guerra dichiarata e le aree colpite restano inagibili per un periodo di tempo medio-lungo.
Le armi elettroniche invece, possono essere usate

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BORIS PASTERNAK E INGE SCHOENTHAL: DUE STORIE DI MILIARDI DI EREDITA’ CONTESE, DOVE APPAIONO LA MORTE DI CHE GUEVARA E QUELLA DI FELTRINELLI, IL KGB, LA CIA. UNA INTERVISTA ESCLUSIVA A SERGIO D’ANGELO.

Sergio d’Angelo ha compiuto ottantotto anni e ne dimostra venticinque di meno anche fisicamente, oltre che di memoria. E’ a lui che il mondo deve il romanzo capolavoro di Boris Pasternak ” Il dottor Zivago” che fruttò all’autore il Nobel per la letteratura e una vita di persecuzioni, anche se la maggior parte degli italiani di tutto questo ricorda forse solo il film e Julie Christie.

Il Corriere della Collera pubblica oggi una lunga intervista a Sergio d’Angelo, di Kontinent USA e del presidente della associazione per l’amicizia Russia Stati Uniti Edward Lozansky, uno scienziato nucleare sovietico che fece il cammino inverso rispetto a Bruno Pontecorvo che scelse di andare a lavorare in Unione Sovietica. Due ebrei inquieti, su opposte sponde della guerra fredda.

IL Corriere della Collera è lieto di offrire questa esclusiva ai propri lettori e promette a breve , oltre a questa verità sulla morte di Feltrinelli, anche uno studio comparativo della due inchieste della magistratura sulla morte di Enrico Mattei, curato dall’ ex A. D. dell’Agip, uno dei suoi discepoli.

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SBAGLIERO’, MA STIAMO RINNEGANDO TUTTO CIO’ IN CUI ABBIAMO CREDUTO IN QUESTO DOPOGUERRA. QUAL’ E’ LA VERA AMERICA ?di Antonio de Martini

Qualcuno tra i lettori meno giovani avrà notato analogie tra il trattamento subito dalla Libia e quello subito dall’Italia ai suoi tempi.
In entrambe le situazioni, c’era una dittatura lastricata di buone intenzioni, perse per strada, appoggiata da una frazione di popolazione ( in genere la sociologia dice che sono 5% a favore, 5% contro e il resto della popolazione si estranea).
In entrambi i casi c’era un capo con uniformi da operetta

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DELLA VARIETÀ DEI TITOLI DEI FONDI SU ” IL CORRIERE DELLA SERA” di Antonio de Martini

Ricordiamo tutti il solito titolo alla Missiroli ” Nervi a posto” che ogni tanto veniva ammannito nelle più svariate occasioni alla classe dirigente italiana dal ” Corriere della Sera” .
Serviva a far capire alla dirigenza che doveva calare i toni e non spaventarsi più di tanto alle bravate delle Brigate rosse.
La tradizione continua con Dario di Vico, sempre sul Corriere con un articolo in cui riesce ad elogiare il premier Mario Monti per una soporifera conferenza stampa a carattere intimista in cui Monti ha risposto prevalentemente a domande che concernevano lui, le sue ambizioni personali e quelle della sua equipe, mentre ha eluso ogni domanda sulla politica economica. ” Non ho ancora letto il dossier”.
Il giornalista riporta anche la citazione che il Premier fa del Washington post, al quale pare che si debba dimostrare che NOI siamo cambiati.
Ma non era il solo Berlusconi ad essere distonico rispetto ad una Italia seria che lavora e paga le tasse ed e’ rappresentata dal ” corriere della sera” e dai suoi azionisti?
In cosa dobbiamo cambiare? Nell’attaccamento al nostro stile di vita per adottare quello yankee? Ma il grosso del debito italiano non e’ nazionale per oltre il 60%?
Che c’entra il Washington post, visto che gli USA non hanno mai comprato un euro del nostro debito? Siamo diventati la Tailandia?
Il titolo del fondo e’ ” Una debole luce in fondo al tunnel”.
Qualcuno dica al buon Di Vico che non e’ la luce dell’uscita che lui intravede : e’ la locomotiva in arrivo.
Io non ho il coraggio di deluderlo.