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DA NON CREDERE : L’ITALIA REVOCA L’ESPULSIONE DELLE DUE KAZAKE ORMAI DEPORTATE. LETTA FA L’INDIANO, POSSIAMO TOGLIERE IL PASSAPORTO ALL’AMBASCIATORE KAZAKO FINO AL RITORNO DELLE DUE CREATURE. O SIAMO DEI PARIA? TRENTA DOMANDE. di Antonio de Martini

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Non è la prima volta che le autorità italiane barattano una bambina per ottenere vantaggi.
Ricorderete la vicenda – se ne occupò lo Studio Gutierres – di una bambina contesa spedita al padre in Uruguay per consentire in cambio a un ufficiale del servizio segreto di dare un’occhiata all’archivio di Licio Gelli conservato costì.

Nel caso della piccola Alua, visto che il web ha riscaldato l’atmosfera, udiamo che il Ministero dell’Interno revocherà il provvedimento di espulsione di Alma Shalabayeva, moglie del dissidente politico del Kazakistan Mukhtar Ablyazov e della piccola Alua, sua figlia, di anni sei.
Sballottata tra due continenti per l’avidità di uno o più funzionari pubblici.

Dopo le recenti vicende del vice capo della polizia e del vice capo del SISDE, non credo sia il caso di fare le vergini.

Il provvedimento di revoca della espulsione è stato anticipato da Palazzo Chigi , il che non vuole dire che sarà eseguito; visto che non siamo in vena di complimenti, diciamolo.

Enrico Letta, che si crede evidentemente ancora sul palco della festa dell’amicizia o dell’Unità, ha dichiarato testualmente: «La signora Alma Shalabayeva – si legge nella nota – potrà rientrare in Italia, dove potrà chiarire la propria posizione»..

Anche Galileo Galilei, che è stato riabilitato, adesso potrà presto tenere una conferenza alla Pontificia Accademia per le scienze.

Chi per adesso deve chiarire urgentemente la propria posizione sono nell’ordine:

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ATTENZIONE: NAPOLITANO PUÒ SCIOGLIERE LE CAMERE. MA SOLO A PARTIRE DAL 16 MAGGIO. di Antonio de Martini

Perché mi sto occupando di minuzie di diritto Costituzionale, quando seguo principalmente la geopolitica della nostra area ?
Semplice: l’Italia, non è più un soggetto di geopolitica, ma oggetto di una grande partita che si sta giocando per il controllo del Mediterraneo.
Una serie di piccole, premeditate, forzature alla Costituzione sta condizionando l’evoluzione della crisi italiana e la regia di questa operazione è apparentemente affidata allo staff di Giorgio Napolitano, di cui – non si capisce a che titolo – fa parte anche Giuliano Amato che ” il Presidente non nasconde di desiderare a Palazzo Chigi”.

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VICENDA DEI MARÒ: A CIASCUNO IL SUO PEZZO DI POPÒ. di Antonio de Martini

http://corrieredellacollera.com
Presidenza della Repubblica: il primo pezzo è suo per essersi immischiata di una vicenda non di competenza e per aver fatto sapere a tutti quale fosse la posizione del Presidente nelle varie fasi di questa sciagurata vicenda da cui non esce bene nessuno.
Il capo dello Stato non deve essere messo in condizione di avere cadute di immagine, specie in politica estera.

Presidenza del Consiglio: colpevole anche il gatto del portiere. Monti su questa vicenda ci ha fatto la campagna elettorale, la foto ricordo, la figura del Badoglio dei poveri.

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COSA SUCCEDERÀ. ADESSO PUO’ NASCERE UN GOVERNISSIMO COI DUE PRINCIPALI PARTITI CHE ORGANIZZINO I FUNERALI DELLA PRIMA REPUBBLICA. SARÀ LA NUOVA REPUBBLICA O IL CAOS. di Antonio de Martini

Gli italiani che votano sono piu intelligenti dei loro governanti.
Nel mio post introduttivo ( sett 2010) che troverete sotto la voce about ( sulla sinistra della testata) constaterete come concludessi il pezzo dicendo che agli italiani il ” salto nel buio non farà più paura”.
Il coraggio è stato premiato con un risultato equilibrato e rivoluzionario ad un tempo.
Equilibrato perché nessuno dei soliti partiti ha vinto, rivoluzionario perché “ha vinto Grillo” superando il 20% dei voti. Per una prima volta é un miracolo ed è irrilevante che sia il 20 o il 30.

Il regime ha esaurito il suo ciclo. Continua a leggere

DALLA CRISI DELLO STATO SIAMO ARRIVATI AL CONFLITTO TRA I POTERI DELLO STATO, CHIUNQUE VINCA LE ELEZIONI AVREMO PARALISI DEL GOVERNO. COMINCIA LA CANNIBALIZZAZIONE DELLE RESTANTI INDUSTRIE. di Antonio de Martini

Molti sostengono che la magistratura stia esagerando nelle picconate in carta bollata agli altri poteri esecutivo e legislativo con cui dovrebbe concorrere a regolare il funzionamento dello Stato.

La realtà è che quando l’edificio è marcito fin nelle fondamenta, ogni movimento provoca gli effetti di una scossa tellurica.
Gli occupanti abusivi dell’edificio non se ne capacitano: vedersi afflosciare sotto gli occhi l’oggetto delle loro brame, per impossessarsi del quale han fatto ricorso ad ogni bassezza, sembra loro una incomprensibile ingiustizia.
Pensano, come Maroni, che si tratti di persecuzioni personali.
Non si rendono conto che sono state la loro ignoranza dell’arte del governo, la loro incapacità legislativa e previsionale, la loro noncuranza verso la gestione dello Stato e il suo potenziamento, le termiti che hanno corroso le travi del soffitto che adesso gli rovina addosso. Continua a leggere

IL 25 LUGLIO DI UMBERTO BOSSI. AMMAESTRAMENTI DA TRARRE. di Antonio de Martini

Il primo tempo supplementare della Prima Repubblica ( tranquilli, il secondo è alle porte) termina con le dimissioni di Bossi .
Continua, ” ininterrotta e asprissima” – ricordate il comunicato della vittoria ? – la campagna di sputtanamento degli avversari politici del ” nuovo corso” sostenuta dagli ex ministri dell’interno ( Scalfaro, Napolitano, Pisanu, Maroni) e di santificazione dei ” tecnici”. .

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ALTO RISCHIO : IL GENERALE MORI, DOPO AVER CATTURATO TOTO’ RIINA, SPIEGA E RIVELA. INTANTO MARONI CHIEDE LA SCORTA PER LUI E LA SEGRETARIA…

Una delle più apprezzate caratteristiche dei Carabinieri è sempre condensata nel motto ” atti a obbedir tacendo”, che oggi non vedo più riprodotto da nessuna parte.

Anzi, parlano un pò tutti, specie in questo periodo.

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CHI PUO’ DIRSI ITALIANO ?

Durante la seconda guerra mondiale – i primi tre anni- tre membri del servizio segreto, il SIM – servizio informazioni militari- furono decorati di medaglia d’oro al Valor Militare. Due di essi, alla memoria. Tutti e tre erano nati all’estero con uno dei genitori straniero.
Migliaia di ascari etiopici, eritrei , somali , libici, hanno sacrificato le loro vite per coprire la ritirata – non la chiamo fuga per carità’ di Patria – a fior di cittadini che erano stati allevati a parmigiano, spaghetti e marcia reale.
Bastano queste considerazioni per rendere superfluo il dibattito sulla cittadinanza inscenato da Roberto Maroni – fino alla scorsa settimana ministro dell’interno – e dal Presidente pro tempore della Repubblica Giorgio Napolitano.
E’ italiano chi , possibilmente per tutta la vita, tiene in conto l’interesse nazionale, lo difende, difende la cultura e la lingua italiane, sostiene i concittadini che potrebbero trovarsi in difficoltà’ all’estero, insomma e’ italiano chi si sente italiano e si comporta in maniera da onorarne la storia e la tradizione.
In particolari momenti ci sono state persone che pur non essendo stati cittadini impeccabili, hanno riscattato tutta un’esistenza sacrificando la vita per creare questa Nazione o per difenderla contro la prepotenza straniera.
Ci sono stati italiani, come Dante Alighieri, Ettore Fieramosca, esistiti prima che l’Italia esistesse come stato organizzato.
Va detto infine che nessuno dei due protagonisti di questa stralunata polemica sulla cittadinanza da dare a figli di immigrati, ha le carte in regola.
Napolitano e’ si stato alla scuola di Amendola , ma ha fatto parte della direzione nazionale di un partito che – non e’ un mistero per nessuno – ha messo in piedi un apparato clandestino armato ed una rete di informazioni a profitto di una potenza straniera potenzialmente ostile all’Italia per oltre un cinquantennio.
Maroni – nemmeno giustificato da una ubriacatura ideologica – appartiene alla direzione nazionale di una organizzazione che , periodicamente e apertamente, sostiene delle tesi secessioniste. Una bestemmia anche per persone a moderata carica patriottica.
Detto questo, credevo che il problema PATRIOTTICO sul tappeto, oggi, non fosse se dare o negare il passaporto a un ragazzino nato a Gattico o Gallarate da genitori pakistani, ma l’ emergenza finanziaria, monetaria ed economica in base all’esistenza della quale si e’ ritenuto di ricorrere alla estrema ratio di creare un governo di emergenza ( salus rei pubblicae suprema lex esto) in netto contrasto con il responso democratico.
Il deputato Maroni può’ dire tutto quel che gli pare: fa l’opposizione.
Ma il Presidente della Repubblica non può perdere la visione della rotta dell’emergenza economica e mettersi a polemizzare con un signore che non ha più’ veste istituzionale ( grazie a Dio) senza dare l’impressione di voler distrarre l’opinione pubblica dai problemi che fino a ieri erano giudicati vitali al punto di mettere la sordina al gioco democratico.
O di essere vittima di una fissazione senile.
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